di njuletto [user #7504] - pubblicato il 03 gennaio 2007 ore 12:15
Ieri dopo il lavoro ho conosciuto un ragazzo della mia azienda che non avevo mai visto: è stato bello scoprire che questo ragazzo si impegna nella musica come e più di me.
Studia il basso ed il contrabbasso privatamente e si sta preparando al conservatorio con un insegnante che gli da lezioni di solfeggio ed armonia: magari ci andrò anch'io per farmi dare una mano con il solfeggio su cui mi sono arenato da un pò.
Dopo una chiacchierata di una oretta non ho ceduto alla pigrizia e come mi ero promesso ho ripreso a studiare canto: sono stato al solito posto (uno sgabuzzino della società dove lavoro) trattenendomi fino alle 8 di sera.
Lunedì mi vedrò con l'insegnante di canto e voglio fargli ascoltare le soluzioni che ho adottato per superare alcune delle mie difficoltà e come vengono i brani che mi ha assegnato.
Il rilassamento di questi giorni non sembra aver deteriorato troppo gli sforzi delle settimane precedenti e forse mi è servito per metabolizzarli.Appena sono tornato a casa mia madre mi ha subito appioppato un lavoretto da fare, una di quelle grane di cui si occupava il fratellone più grande prima che si sposasse e andasse via di casa: la persiana rotta!
Da qui il titolo di questa pagina di diario: nel film con Troisi e Benigni i due comici immaginavano di ritrovarsi nel medioevo e cercavano di realizzare qualche invenzione del XX secolo.
Non è che per montare una persiana ci voglia Leonardo Da Vinci però devo ammettere che inizialmente mi sono trovato parecchio spiazzato, non sapevo dove mettere le mani e la posizione in cui operare era piuttosto scomoda.
Sono riuscito a capire il meccanismo e dopo essermi fatto una bella faticata mi sono accorto che il pezzo che avevo appena montato era difettoso a sua volta ed ho dovuto ricominciare daccapo: "chi fraveca e sfraveca nun perda maje tiempo" (chi monta e smonta non aha perso tempo) si dice dalle mie parti ma credo sia una grande stupidaggine...o un modo per non sentire di avere sprecato tempo e fatica come mi sono sentito io.Alla fine raggiunto il mio intento mi sono seduto a tavola e mia madre ha detto: "stasera ti sei davvero guadagnato la pagnotta!" Ho mangiato con molto più gusto: è bello sentirsi soddisfatti del proprio lavoro.
Ieri dopo il lavoro ho conosciuto un ragazzo della mia azienda che non avevo mai visto: è stato bello scoprire che questo ragazzo si impegna nella musica come e più di me.
Studia il basso ed il contrabbasso privatamente e si sta preparando al conservatorio con un insegnante che gli da lezioni di solfeggio ed armonia: magari ci andrò anch'io per farmi dare una mano con il solfeggio su cui mi sono arenato da un pò.
Dopo una chiacchierata di una oretta non ho ceduto alla pigrizia e come mi ero promesso ho ripreso a studiare canto: sono stato al solito posto (uno sgabuzzino della società dove lavoro) trattenendomi fino alle 8 di sera.
Lunedì mi vedrò con l'insegnante di canto e voglio fargli ascoltare le soluzioni che ho adottato per superare alcune delle mie difficoltà e come vengono i brani che mi ha assegnato.
Il rilassamento di questi giorni non sembra aver deteriorato troppo gli sforzi delle settimane precedenti e forse mi è servito per metabolizzarli.
Appena sono tornato a casa mia madre mi ha subito appioppato un lavoretto da fare, una di quelle grane di cui si occupava il fratellone più grande prima che si sposasse e andasse via di casa: la persiana rotta!
Da qui il titolo di questa pagina di diario: nel film con Troisi e Benigni i due comici immaginavano di ritrovarsi nel medioevo e cercavano di realizzare qualche invenzione del XX secolo.
Non è che per montare una persiana ci voglia Leonardo Da Vinci però devo ammettere che inizialmente mi sono trovato parecchio spiazzato, non sapevo dove mettere le mani e la posizione in cui operare era piuttosto scomoda.
Sono riuscito a capire il meccanismo e dopo essermi fatto una bella faticata mi sono accorto che il pezzo che avevo appena montato era difettoso a sua volta ed ho dovuto ricominciare daccapo: "chi fraveca e sfraveca nun perda maje tiempo" (chi monta e smonta non aha perso tempo) si dice dalle mie parti ma credo sia una grande stupidaggine...o un modo per non sentire di avere sprecato tempo e fatica come mi sono sentito io.
Alla fine raggiunto il mio intento mi sono seduto a tavola e mia madre ha detto: "stasera ti sei davvero guadagnato la pagnotta!"
Ho mangiato con molto più gusto: è bello sentirsi soddisfatti del proprio lavoro.