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Messaggio in bottiglia

di giorgio montanari [user #6752] - pubblicato il 15 dicembre 2006 ore 08:51
Articolo che vale la pena di leggere. E' una scoperta affascinante, che mi fa alzare gli occhi al cielo e fissare chissà cosa e immaginare mondi. Mondi dai quali vengono piccoli messaggi in bottiglia, che se un nuovo monda sa ricostruire, possono sbocciare e fiorire come nuovi alberi carichi di frutta, come misteriosi animali delle foreste e feroci belve delle praterie, come uccelli del cielo e pesci dell'acqua. Come un uomo e una donna che si amano.Mi sono commosso.---Brano del giorno: Lennon, Oh my love.

Articolo che vale la pena di leggere. E' una scoperta affascinante, che mi fa alzare gli occhi al cielo e fissare chissà cosa e immaginare mondi. Mondi dai quali vengono piccoli messaggi in bottiglia, che se un nuovo monda sa ricostruire, possono sbocciare e fiorire come nuovi alberi carichi di frutta, come misteriosi animali delle foreste e feroci belve delle praterie, come uccelli del cielo e pesci dell'acqua. Come un uomo e una donna che si amano.

Mi sono commosso.

---

Brano del giorno: Lennon, Oh my love.


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Il demiurgo
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 15/12/2006 ore 09:5
Vero. Caos o disegno premeditato? Io dico la seconda che ho detto :-)... 
Rispondi
dio
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 15/12/2006 ore 10:1
Non lo so. Io trovo molto poetico il caos che si struttura ma non si ordina (quello è frutto dell'ottica umana, pur frutto del caos). Non credo che la visione di dio sia in alcun modo intaccata da questo. Il dio creatore non mi affascina troppo. Mi sembra un po' banale e riduttivo. Persino il deus absconditus degli epicurei mi sembra talmente banale... Dio come spirito delle cose, ma non a loro consustanziale: questo è il mio pensiero (per ora). Un dio trascendente ma immanente allo stesso tempo. Un dio che può ascoltare perché nelle cose, ma può anche essere oltre queste.La visione della natura data dalla religione è sempre banale perché premeditata da un cammelliere o da un sacerdote istruito da sacerdoti. Il cosmo scoperto dalla scienza è talmente più affascinante, talmente più unico, incomprensibile e misterioso...Non so, però. Come potrei? Prendi la geometria: prendi quattro postulati e ottieni un universo che non potevi prevedere. Come mai un universo fatto così e non in un altro modo? Non so se è chiara l'analogia.OT: Tu hai mai ringraziato per la musica nel mondo e per la gioia che provi? Io sì. Spesso. Non so quanto questo tocchi dio, ma tocca certo lo spirito delle cose intorno a me, soggettivamente e oggettivamente perché anche gli altri partecipano della mia reazione di gioia. Però tendo a pensare che a dio faccia piacere questa mia gioia.Lo so, faccio un mistone post-moderno di pensieri diversi, una religiosità fai da te. E questo non so se sia un bene.
Rispondi
Dio
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 15/12/2006 ore 10:5
Scusa la frettolosità di questo post, ma gli impegni incalzano. Ecco invece il mio non-pensiero :-): io credo che la non esistenza di Dio (che potremmo anche chiamare caos strutturato non ordinato) o la sua esistenza (che potremmo anche chiamare disegno premeditato) siano indimostrabili su basi razionali, ed in modo del tutto paritario. Credere in una delle due cose è una scelta del tutto irrazionale, frutto di specifiche "visioni" (nel senso esatto di W. B. Yeats) e della capacità di elaborarle. Visioni che potremmo definire invece "fede", "agnosticismo" o "ateismo", per usare termini noti e a seconda delle posizioni scelte. Le visioni sono peraltro capacità non collettive, ma dei singoli, che solo per puro accidente possono convergere verso un credo unico.  E vista la irrazionlità del credere e del non credere, considero le varie elaborazioni fiolosfiche comunque un prodotto di secondo impatto, realizzabile solo se si parte dalle scelte irrazionali indicate prima. Ovvero, se Agostino non avesse irrazionalmente accettato l'esistenza di Dio, non avrebbe potuto provare a spiegarlo razionalmente.  Dal punto di vista del rapporto tra scienza e fede (ovvero, la geometria che spiega l'universo), apprezzo molto la posizione di K.R. Popper: il nostro è un lentissimo (ma inesorabile) avvicinamento alla verità, tramite una serie di prove ed errori, falsificazioni e rielaborazioni.  Dal punto di vista irrazionale, invece, mi ritrovo molto bene nel panteismo amerindio: è molto moderno, ecologista, ed equilibrato. 
Rispondi
Dimenticavo
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 15/12/2006 ore 14:0
E' vero, la scienza rende più dinamica la nostra curiosità, e la nostra immaginazione: la Genesi bibilica ridurrebbe tutto il creato in una serie di atti autosufficienti, indimostrabili e quindi irragiungibili concettualmente. Però la scienza ha preso la sua bella rivincita su tutto, almeno per ora: la vita sulla terra - o nell'universo - ha ancora tanti lati da svelare che ci vorranno generazioni di studiosi per finire l'opera. La Genesi resta davvero una specie di "compendio" o di "Bignami" della creazione: una cosa da raccontare ai bambini per semplificare le cose, senza però falsificarle del tutto.  E poi: oltre ai sacrosanti ringraziamenti per la musica, credo sia giusto offrire ringraziamenti anche per la capacità di capire e creare la musica, e per la possibilità di esprimere con la musica concetti che, con le parole, non potrebbero essere mai detti. 
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