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Presidente #2

di giorgio montanari [user #6752] - pubblicato il 24 novembre 2006 ore 17:31
ROMA - Giorgio Napolitano celebra al Quirinale la giornata per la ricerca sul cancro lanciando una esortazione che è anche un messaggio di fiducia affinchè si trovino insieme alle autorità religiose "soluzioni ponderate e condivise sulla liberta di ricerca, sui suoi codici, sulle regole e i più complessi temi bioetici". Un discorso del tipo "la libertà di ricerca non si tocca" non bastava?La bioetica trascende l'ambito religioso. La prima è (o dovrebbe essere) moderna, cioè autoriflessiva, la seconda, checché se ne dica, non può esserlo: è dogmatica. E' un errore ritenere che vi possa essere un'integrazione. Lo so, sembra che ci sia un nesso tra religione e bioetica, ma non c'è. Certo, la religione fornisce un punto di vista, che, però, è impermeabile ad ogni altra ideologia. E' tutto fuori che democratica. La bioetica si pone di fronte a temi nuovi, a dilemmi, con un po' di tradizione per guidarla, ma una grande apertura al nuovo, alla possibilità. La bioetica si può legittimamente interrogare sulle conseguenze di una scelta, la religione si interroga esclusivamente sulla scelta. Se l'etica può porre sul tavolo il dubbio dell'utilitarismo (es. è giusto uccidere una persona se questo salva tutti?), la religione non si pone assolutamente questo tipo di problemi. La religione si basa su dei dogmi indiscutibili e, soprattutto, è appesantita dall'inerzia della tradizione (da cui tutti i discorsi fuori di testa su sesso, amore "diverso", vita...).L'etica è ciò che guida dall'esterno la scienza, che, internamente, è libera. E va bene. Ma ognuno intende l'etica come più gli pare e l'etica in sé ascolta tutte le voci. Le religioni sono voci in particolare. Eppure hanno talmente tanto peso... Troppo.Non sono anti-religioso, non sono neppure ateo. Ma la mia educazione mi deve aver spinto su vie di ragionamento molto diverse da quelle delle religioni che conosco. Tranne il protestantesimo, forse.

ROMA - Giorgio Napolitano celebra al Quirinale la giornata per la ricerca sul cancro lanciando una esortazione che è anche un messaggio di fiducia affinchè si trovino insieme alle autorità religiose "soluzioni ponderate e condivise sulla liberta di ricerca, sui suoi codici, sulle regole e i più complessi temi bioetici".

Un discorso del tipo "la libertà di ricerca non si tocca" non bastava?

La bioetica trascende l'ambito religioso. La prima è (o dovrebbe essere) moderna, cioè autoriflessiva, la seconda, checché se ne dica, non può esserlo: è dogmatica. E' un errore ritenere che vi possa essere un'integrazione. Lo so, sembra che ci sia un nesso tra religione e bioetica, ma non c'è. Certo, la religione fornisce un punto di vista, che, però, è impermeabile ad ogni altra ideologia. E' tutto fuori che democratica. La bioetica si pone di fronte a temi nuovi, a dilemmi, con un po' di tradizione per guidarla, ma una grande apertura al nuovo, alla possibilità. La bioetica si può legittimamente interrogare sulle conseguenze di una scelta, la religione si interroga esclusivamente sulla scelta. Se l'etica può porre sul tavolo il dubbio dell'utilitarismo (es. è giusto uccidere una persona se questo salva tutti?), la religione non si pone assolutamente questo tipo di problemi. La religione si basa su dei dogmi indiscutibili e, soprattutto, è appesantita dall'inerzia della tradizione (da cui tutti i discorsi fuori di testa su sesso, amore "diverso", vita...).

L'etica è ciò che guida dall'esterno la scienza, che, internamente, è libera. E va bene. Ma ognuno intende l'etica come più gli pare e l'etica in sé ascolta tutte le voci. Le religioni sono voci in particolare. Eppure hanno talmente tanto peso... Troppo.

Non sono anti-religioso, non sono neppure ateo. Ma la mia educazione mi deve aver spinto su vie di ragionamento molto diverse da quelle delle religioni che conosco. Tranne il protestantesimo, forse.


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Politica
di Mancunion [user #3854]
commento del 25/11/2006 ore 15:5
Caro Giorgio, quelle di Napolitano sono parole dettate dall'esigenza politica. Figurarsi cosa avrebbe deto la destra se Giorgio (Napolitano) avrebbe detto qualcosa tipo "la ricerca non si tocca, fanculo i preti (che forse in cuor suo pensa...)". Con il tipo di destra che abbiamo (avete) in Italia, ne avrebbero parlato e urlato per giorni. Senza contare che il nuovo papa non e' prprio un campione di progressismo (sono solo io o lui somigliaDAVVERO all'imperatore di Star Wars?)Ciao
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Re:Politica
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 25/11/2006 ore 16:0
Sì sì, so benissimo queste cose. Ma è possibile che siano tutti ostaggio di qualcun altro? Se vai dal sindaco a lamentarti, quello scarica il barile sulla Provincia, questi sulla Regione, vai da questi e loro rimandano tutto al Ministro, che alza le spalle e dice che non conta un cazzo, ma è ostaggio della maggioranza. Questa, però, è ostaggio di se stessa, nonostante un programma firmato da tutti. Strano che a fare le cose peggiori siano sempre tutti d'accordo. La scelta è o hanno il loro interesse oppure non contano un cazzo. Lo scorso governo ha fatto il comodo suo. Come mai quelli sì e questi qua no? Onestamente, ci stanno tutti pigliando per il culo: mettersi sotto l'etichetta "sinistra" fa tanto figo e maschera ogni vaccata che ti viene in mente come "un sano compromesso". Questi qua inseguono il potere, come quegli altri. Comunque, sono d'accordo con chi dice "diamo tempo di lavorare". Ma, poi, li aspetto al varco: in primis i Verdi....Lui non assomiglia all'imperatore di SW: Lui è Palpatine in persona. Solo che non si legge "palpatin", ma "palpatine" (all'italiana!). ;-)
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Re:Politica
di alecb [user #7031]
commento del 25/11/2006 ore 17:0
>>>Questi qua inseguono il potere, come quegli altri. Vedo che stai imparando... :-)))Lauro.
Rispondi
Re:Politica
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 25/11/2006 ore 17:1
Parafrasando un saggio, "è meglio che un giorno ne parliamo a quattr'occhi, se no così ti sembro un becero figlio di Stalin!" ;-)Fuor di metafora, sono sempre stato abbastanza disincantato sugli uomini, ma sempre idealista per credere nella possibilità di fare qualcosa di buono. A volte, si spera che qualcuno abbia le palle di osare e la capacità di realizzare. Credo che l'Italia stia ormai ad un punto morto, in cui nessuno ce la può fare ad agire per il meglio, e che gl'italiani siano troppo infognati (mentalmente, soprattutto) per riuscire a cambiare dal basso questa situazione in un modo sensato. Non ci resta che la conquista (improbabilissimo!), il crack più totale (mmm...) o la dittatura (mmmmmm...).
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Re:Politica
di alecb [user #7031]
commento del 25/11/2006 ore 17:2
>>>Non ci resta che la conquista (improbabilissimo!), il crack più totale (mmm...) o la dittatura (mmmmmm...). Io sarei per la tesi "facciamoci conquistare dalla Svizzera"... :-)Ciao.
Rispondi
Re:Politica
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 25/11/2006 ore 17:2
Non è farsi conquistare, ma convincere qualcuno a prendere questo pacco di paese! ;-)
Rispondi
Storia vera
di Mancunion [user #3854]
commento del 26/11/2006 ore 14:5
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, c'era in Sicilia un movimento (capeggiato da Salvatore Giuliano) per l'inidpendenza dell'isola dall'Italia. Durante una delle riunioni del direttivo, qualcuno avanzo' una proposta: - Ma picchi' non dichiariamo guerra agli Stati Uniti, accussi' la perdiamo e diventiamo uno stato americno?_miiii, e se invece vinciamo?
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