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| Ho capito
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di Alexander25 [user #607] - pubblicato il 25 ottobre 2006 ore 13:29
Ho capito che non sempre si ottiene ciò che si vuole.
O meglio, non sempre sembriamo all'altezza della situazione, la classica ciambella col buco.
Ieri ho voluto portare la mia buona vecchia strato, accompagnata dal piccolo ampli Applause, comprato usato, lo stesso giorno della fender e riammodernato ultimamente, grazie al cono del Banny, che gli ha ridato vita, direi ottima vita.
Il mio errore è quello di distinguere le mie sensazioni.
Alle jam con l'elettrica in mano mi sento un fantasma.
Spesso non so che fare.
Il problema è che sono troppo abituato a sentire la mia chitarra urlare(in tutti i sensi) le mie emozioni.
L'ammasso di elettriche di ieri, i volumi talmente bassi che il Rivera stesso sembrava una zanzara, mi hanno lasciato perplesso sulle mie stesse potenzialità.
In poche parole non mi diverto granchè.
Non riesco a dare il massimo.
Con l'acustica è tutta un'altra cosa invece.
Il suono diverso che cmq si distingue, il fatto di poter passare in ritmica con facilità, insomma, di dare maggior senso a quel che si suona, il fatto che con la strato non mi vengono in mente pezzi da cantare o da proporre.
Lei sta lì, pronta a scattare al semaforo, veloce e fulcida, possente come non mai.
Le jam non sono fatte per urlare, quindi questo mio amplesso venuto male.
Ad un certo punto mi è salita l'adrenalina, ma non potendo sfogarmi, mi son sentito come quando sei lì, al punto x con una donna, dopo una sera di avance e tac! Tutto si interrompe sul più bello.
Insomma io all'elettrica devo suonare come mi piace, altrimenti è un coito interrotto.
Ci vogliono i Mururoa x tirare fuori tutto ciò che ho dentro.
Per le jam, l'acustica sarà x sempre la mia ascia, il mio modo di realizzarmi ed esprimermi senza urlare, ma in modo altrettanto(o quasi) appagante.AlexUnder
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Ho capito che non sempre si ottiene ciò che si vuole.
O meglio, non sempre sembriamo all'altezza della situazione, la classica ciambella col buco.
Ieri ho voluto portare la mia buona vecchia strato, accompagnata dal piccolo ampli Applause, comprato usato, lo stesso giorno della fender e riammodernato ultimamente, grazie al cono del Banny, che gli ha ridato vita, direi ottima vita.
Il mio errore è quello di distinguere le mie sensazioni.
Alle jam con l'elettrica in mano mi sento un fantasma.
Spesso non so che fare.
Il problema è che sono troppo abituato a sentire la mia chitarra urlare(in tutti i sensi) le mie emozioni.
L'ammasso di elettriche di ieri, i volumi talmente bassi che il Rivera stesso sembrava una zanzara, mi hanno lasciato perplesso sulle mie stesse potenzialità.
In poche parole non mi diverto granchè.
Non riesco a dare il massimo.
Con l'acustica è tutta un'altra cosa invece.
Il suono diverso che cmq si distingue, il fatto di poter passare in ritmica con facilità, insomma, di dare maggior senso a quel che si suona, il fatto che con la strato non mi vengono in mente pezzi da cantare o da proporre.
Lei sta lì, pronta a scattare al semaforo, veloce e fulcida, possente come non mai.
Le jam non sono fatte per urlare, quindi questo mio amplesso venuto male.
Ad un certo punto mi è salita l'adrenalina, ma non potendo sfogarmi, mi son sentito come quando sei lì, al punto x con una donna, dopo una sera di avance e tac! Tutto si interrompe sul più bello.
Insomma io all'elettrica devo suonare come mi piace, altrimenti è un coito interrotto.
Ci vogliono i Mururoa x tirare fuori tutto ciò che ho dentro.
Per le jam, l'acustica sarà x sempre la mia ascia, il mio modo di realizzarmi ed esprimermi senza urlare, ma in modo altrettanto(o quasi) appagante. AlexUnder |
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