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| Siamo alle solite
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C'è chi ama sbottonarsi a microfoni aperti, come Bobo Maroni, e chi preferisce riservarsi questo piacere a microfoni spenti. E' il caso di Vladimir Putin, il quale, credendo che nessuno lo sentisse, ha caldamente elogiato il presidente israeliano Katsav per le sue prodezze sessuali (incidentalmente, ricordo che il signore in questione è accusato di stupro e violenza carnale). Per un caso della sorte, quella volta, i microfoni erano rimasti accesi e il mondo ha potuto ascoltare le parole del presidente russo. Questo non ha però fermato Putin, che, anzi, ha gradito il sapore che la libertà di parola lascia in bocca. Durante il vertice europeo di Lahti, in Finlandia, Putin ha colto l'occasione (che, incidentalmente, ricordo essere stato il richiamo alla Russia sul rispetto dei diritti umani) per affermare: «il Cremlino non può accettare lezioni di democrazia da Paesi come la Spagna, in cui molti sindaci sono sotto inchiesta per corruzione; o dall'Italia, dove è nata una parola come mafia».Della serie, se ti danno della puttana, difenditi accusando tuo marito di essere manesco...Ora, il solito coro di indignazione diplomatica si leverà, assordante come il coro di scafate baldracche che professano verginità. Ma, se pretendiamo che la Russia ascolti le nostre critiche e, eventualmente, faccia qualcosa per cambiare una situazione che va decisamente cambiata, non è il caso che anche l'Italia apra le sue orecchie al frastuono di risate che da ogni angolo del globo è rivolto al suo indirizzo? All'indirizzo di un paese noto per la corruzione, l'economia degli amici e dei creativi, per un parlamento sballato (in senso chimico, oltre che politico), per i sistemi di stampo mafioso, i fondi alla ricerca dati con oculata miopia e poi tagliati senza distinzioni, per la fuga dei cervelli...---Brano del giorno: End of the Line
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C'è chi ama sbottonarsi a microfoni aperti, come Bobo Maroni, e chi preferisce riservarsi questo piacere a microfoni spenti. E' il caso di Vladimir Putin, il quale, credendo che nessuno lo sentisse, ha caldamente elogiato il presidente israeliano Katsav per le sue prodezze sessuali (incidentalmente, ricordo che il signore in questione è accusato di stupro e violenza carnale). Per un caso della sorte, quella volta, i microfoni erano rimasti accesi e il mondo ha potuto ascoltare le parole del presidente russo. Questo non ha però fermato Putin, che, anzi, ha gradito il sapore che la libertà di parola lascia in bocca. Durante il vertice europeo di Lahti, in Finlandia, Putin ha colto l'occasione (che, incidentalmente, ricordo essere stato il richiamo alla Russia sul rispetto dei diritti umani) per affermare: «il Cremlino non può accettare lezioni di democrazia da Paesi come la Spagna, in cui molti sindaci sono sotto inchiesta per corruzione; o dall'Italia, dove è nata una parola come mafia». Della serie, se ti danno della puttana, difenditi accusando tuo marito di essere manesco... Ora, il solito coro di indignazione diplomatica si leverà, assordante come il coro di scafate baldracche che professano verginità. Ma, se pretendiamo che la Russia ascolti le nostre critiche e, eventualmente, faccia qualcosa per cambiare una situazione che va decisamente cambiata, non è il caso che anche l'Italia apra le sue orecchie al frastuono di risate che da ogni angolo del globo è rivolto al suo indirizzo? All'indirizzo di un paese noto per la corruzione, l'economia degli amici e dei creativi, per un parlamento sballato (in senso chimico, oltre che politico), per i sistemi di stampo mafioso, i fondi alla ricerca dati con oculata miopia e poi tagliati senza distinzioni, per la fuga dei cervelli... --- Brano del giorno: End of the Line |
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