Oggi è davvero autunno. La nebbia mattutina non è più leggera e azzurra: ora, è greve, grigia e ti entra nelle ossa. I colori degli alberi sono cambiati, il cielo è di un uniforme color piombo e per la prima volta non vedo una bella alba arrivando al lavoro.
Oggi, il peso della stagione ce l'ho sulle spalle: la voglia di restare a letto è tanta, quel latente senso di depressione che alberga nel cuore dell'emiliano per sei mesi all'anno inizia a bussare alla porta...
Oggi, non ci sono i pescatori: sì, qui nel ferrarese dove lavoro, ci sono dei signori che la mattina presto o nel tardo pomeriggio si scelgono un fosso e, armati di canna, lenza e pastura, iniziano la loro attesa.
Gli uccelli di palude e i corvi volano bassi, scrutando i campi arati.
Oggi, rimangono sono bottiglie di plastica rinsecchita nei fossi. Dalla macchine escono fumi densi e da qualche finestrino viene lanciato un mozzicone di sigaretta, che sprizza qualche scintilla rosso fuoco e poi viene schiacciata dalla ruota di un camion o di un motorino di passaggio.
Oggi, mi sembra di vedere solo sporco.
Dall'altra parte del mondo, mi arriva una mail di lavoro colla seguente chiusa: "! Please consider our environment before printing this email".
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Notizia: Putin
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Brano del giorno: Diamonds on the Soles of her Shoes.