L'altro giorno ero all'Agenzia delle Entrate, per la registrazione di un contratto di locazione.
La fila era lunga e noiosa, per cui mi son seduto a giochicchiare con il ping-pong del cellulare.
Ad un tratto, mentre il bibim-bibam del giochino stava per ottenere proprio l'effetto soporifero che invece volevo evitare, è entrata Lei: alta, snella, flessuosa, atletica, con l'incedere di una pantera, il portamento di una regina... no di una dea... e nera, nera come l'ebano. Vestita in maniera semplice, ma etnica, mi è passata vicino e ne ho percepito l'essenza, il profumo. Sedutasi ad un tavolo per firmare alcuni documenti, ha tolto gli occhiali da sole scoprendo i due tizzoni che ardevano nelle orbite e liberando finalmente uno sguardo ancestralmente aduso a sondare spazi quasi illimitati.
Distolto il mio di sguardo, per non sembrare più provinciale di quanto già non sia, ho pensato tra me e me: "E' proprio vero che i neri (le nere) quando sono belli sono più belli di noi".
Ma non avevo nemmeno compiutamente formulato tale considerazione che, girandomi sulla sinistra, ho visto apparire, quasi avvolta in un'aura luminosa, un angelo biondo, (anch'essa una dea?), fattezze nordiche, capelli dorati che le cadevano dolcemente sulle spalle, scintillanti occhi azzurri, un sorriso dolcissimo senza un velo di superbia, evidenti curve morbide per nulla svilite dai jeans e dalla t-shirt.
Ho immediatamente rinfoderato il mio postulato estetico/razziale, in tempo per vedere le due dee incrociarsi ed allontanarsi, come il giorno si avvicenda con la notte.
Così, quasi senza accorgermene, ho cominciato a canticchiare Ebony & Ivory, magari non tanto tra me e me, visto che i due alla mia destra hanno cominciato a guardarmi perplessi ed interrogativi.
Il "ding" del tabellone luminoso che indicava il turno del numero "A241" (il mio), mi ha salvato dal seppur lieve imbarazzo della situazione.
Coprendo i pochi metri che mi separavano dallo sportello n° 7 ho avuto il tempo di pensare: "ma come si sente la crema in mezzo ai due biscotti Ringo?".
Poi il vortice dell'erario mi ha travolto.