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I dogmi servono. Non sempre, ma nei momenti di crisi. Li scegli razionalmente prima e li eserciti irrazionalmente poi. Funziona con la vacca sacra: non la mangiamo anche se abbiamo fame, perché comunque col suo lavoro ci mantiene in vita e senza moriremmo, anche se dopo una bella abbuffata.
Ricordo al liceo di aver scritto una lista di dogmi che avrei voluto rispettare a vita. Ma ero ancora imbevuto di fesserie greco-latine e la lista incominciava con "sii pio".
Si vedono immagini di soldati che partono per portare i valori in cui credono, valori giusti, che finiscono per torturare l'imputato mai processato di turno. Si chiede spesso "e se tu fossi stato là, cosa avresti fatto?"
Lo si chiede per il nazismo, per lo schiavismo, qualche cretino me lo ha chiesto anche per la corruzione politica. Come dire, se ci sei alla fine lo fai. Diventa normale.
Lo so: diventa normale. Ci sono esperimenti e studi sui rapporti carceriere-prigioniero. Non c'è santo che aiuti: il potere ti inebria.
Quindi, il mio dogma ora è "nonostante tutto, non ha senso la violenza, non hanno senso le guerre". Il fine non giustifica i mezzi: la guerra o il fare pulizia non riporta la pace e la giustizia. Oggi non si dimenticano certe cose, perché c'è qualcuno sempre pronto a ricordarci quanto dobbiamo odiare per quello che abbiamo subito in un tempo più o meno remoto.Appena saputo dell'11 settembre, l'America ha avuto un enorme consenso e la guerra in Afghanistan ha avuto relativamente poche critiche. Poi hanno calcato la mano e hanno perso molti punti di popolarità...
Quando si ha paura o potere, si perde la testa. I dogmi ti salvano la giornata, anche senza la testa sulle spalle.
Forse è il caso di sceglierne razionalmente un paio. Perché razionalmente sappiamo che la paura può arrivare e con lei la crisi della razionalità, la ricerca di una sicurezza per quanto magra o scellerata (la maga, l'esercito, ecc...). Razionalmente accetto la mia debolezza e scelgo come reagire, un giorno, qualunque cosa succeda.Per me non è facile: mi sale il sangue alla testa, ho gli schizzi di furore come Sgarbi. Ma l'autocontrollo va esercitato, come la memoria. Non bisogna dimenticare, ma capire. Chi capisce sa e può anche criticare.
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I dogmi servono. Non sempre, ma nei momenti di crisi. Li scegli razionalmente prima e li eserciti irrazionalmente poi. Funziona con la vacca sacra: non la mangiamo anche se abbiamo fame, perché comunque col suo lavoro ci mantiene in vita e senza moriremmo, anche se dopo una bella abbuffata.
Ricordo al liceo di aver scritto una lista di dogmi che avrei voluto rispettare a vita. Ma ero ancora imbevuto di fesserie greco-latine e la lista incominciava con "sii pio".
Si vedono immagini di soldati che partono per portare i valori in cui credono, valori giusti, che finiscono per torturare l'imputato mai processato di turno. Si chiede spesso "e se tu fossi stato là, cosa avresti fatto?"
Lo si chiede per il nazismo, per lo schiavismo, qualche cretino me lo ha chiesto anche per la corruzione politica. Come dire, se ci sei alla fine lo fai. Diventa normale.
Lo so: diventa normale. Ci sono esperimenti e studi sui rapporti carceriere-prigioniero. Non c'è santo che aiuti: il potere ti inebria.
Quindi, il mio dogma ora è "nonostante tutto, non ha senso la violenza, non hanno senso le guerre". Il fine non giustifica i mezzi: la guerra o il fare pulizia non riporta la pace e la giustizia. Oggi non si dimenticano certe cose, perché c'è qualcuno sempre pronto a ricordarci quanto dobbiamo odiare per quello che abbiamo subito in un tempo più o meno remoto. Appena saputo dell'11 settembre, l'America ha avuto un enorme consenso e la guerra in Afghanistan ha avuto relativamente poche critiche. Poi hanno calcato la mano e hanno perso molti punti di popolarità...
Quando si ha paura o potere, si perde la testa. I dogmi ti salvano la giornata, anche senza la testa sulle spalle.
Forse è il caso di sceglierne razionalmente un paio. Perché razionalmente sappiamo che la paura può arrivare e con lei la crisi della razionalità, la ricerca di una sicurezza per quanto magra o scellerata (la maga, l'esercito, ecc...). Razionalmente accetto la mia debolezza e scelgo come reagire, un giorno, qualunque cosa succeda. Per me non è facile: mi sale il sangue alla testa, ho gli schizzi di furore come Sgarbi. Ma l'autocontrollo va esercitato, come la memoria. Non bisogna dimenticare, ma capire. Chi capisce sa e può anche criticare. |
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