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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Archivio degli strumenti musicali privati

di Pika [user #22008] - pubblicato il 10 luglio 2024 ore 12:08
Buongiorno, purtroppo so di musicisti che subiscono il furto totale o parziale dei loro strumenti, che probabilmente vengono successivamente acquistati da altri musicisti ignari della dolo provenienza.
Ache io sono stato vittima di un furto, dalla nostra saletta prove hanno portato via molti strumenti tra cui un mio basso.
Credo che una soluzione per contrastare questi furti potrebbe essere la registrazione dei nostri strumenti con numero di serie e modello preferibilmente con  scontrino o fattura su un database accessibile a tutti, privati, rivenditore, liutai oltre ai vari centri assistenza.
Se un proprietario registrato subisce un furto basterà indicarlo sul database.
Prima di un acquisto un controllo sul database sarà sufficiente per sapere se lo strumento è rubato, il venditore non avrà difficoltà a mostrare il numero di serie se lo strumento è regolare.

ACCORDO potrebbe avere il database di riferimento promuovendo questa idea.

Grazie
Paolo Picasso

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di KJ Midway [user #10754]
commento del 10/07/2024 ore 16:52:31
Anzichè il PRA tu proponi il PRG (Pubblico Registro Guitaristico), secondo me non avrai tante adesioni, i vari dentisti/avvocati con le Burst in salotto mica han tanta voglia di far sapere il valore dello strumento che hanno... penso.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 10/07/2024 ore 17:24:38
Non solo: molte volte viene oscurato il numero di serie nelle foto di annunci proprio per non dare informazioni utili per i truffatori. Il problema è reale e odioso (soprattutto considerando che il 98% dei furti in Italia rimane impunito), trovare una soluzione meno facile.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 10/07/2024 ore 19:37:23
Ma non c’è dubbio, ho pensato la stessa cosa.
Figurati se hanno voglia di mettere in piazza i loro feticci.
E li capisco…
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 10/07/2024 ore 19:59:39
Tempo fa ho ascoltato un'intervista ad un collezionista di orologi di lusso, settore dove falsi e furti sono molto frequenti.
Per garantire l'originalità e la lecita provenienza di un orologio proponeva l'utilizzo della blockchain; quando acquisti da un venditore, ad esempio, un Rolex ti viene consegnato anche un codice di accesso alla blockchain, se chi vende non è in possesso del codice vuol dire che l'orologio è a rischio.
Questo però ha un costo perchè bisogna coinvolgere il costruttore in caso di oggetti nuovi o un soggetto terzo che certifichi originalità e lecita provenienza di un usato.
Sicuramente per strumenti vintage, custom shop o boutique avrebbe senso, per una strato messicana o una harley benton un po' meno.
Però è un'idea interessante, se sapessi svilupparla potrei lanciarmi sul mercato!
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 10/07/2024 ore 20:29:48
Sei davvero sicuro che chi compra e vende orologi di un certo valore voglia tutta questa tracciabilità? Sarei anche curioso di vedere lo scontrino medio che staccano certi negozi di strumenti top, specie usati... La blockchain l'avevano anche proposta per la monnezza...e manco lì non la vogliono...
Rispondi
di Pika [user #22008]
commento del 11/07/2024 ore 10:06:53
Le trattative tra i commercianti di orologi prevedono documenti di identità del venditore è certificato di lecita provenienza. Un commerciante non si rovina l'immagine per un orologio rubato.
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 11/07/2024 ore 11:42:04
Sinceramente non lo so e mi interessa poco, ho solo riportato l'idea!
Visto che l'obiezione dei primi commenti era relativa alla privacy la blockchain garantirebbe la sicurezza dei dati, tutto qui.
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 11/07/2024 ore 23:18:
Sì, ho compreso il senso del tuo commento e condivido pienamente l'idea. Temo però che come tutte le cose che sembrano 'ovvie e convenienti', quando si toccano questioni economiche tutto diventa molto più sfumato, e non sempre le buone idee trovano terreno fertile proprio perchè osteggiate da personaggi più o meno chiari. L'esempio degli orologi poi è su un mondo dove (da quel che dicono diverse inchieste) ci son molti furti 'su commissione' spalleggiati da rivenditori senza scrupoli che alterano anche i seriali e piazzano sul mercato del secondo polso. Certamente negli ultimi anni molto è cambiato, ma nei vecchi show mercato di strumenti più o meno vintage si trattava solo con il contante tra i denti, nulla di più.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 10/07/2024 ore 22:42:23
L'ho sempre detto, scritto, tentato di promuovere.
Però va detta una cosa.
Anche i gioielli hanno una sorte simile.
Non hanno una punzonatura di riconoscimento e perciò in caso di furto è praticamente impossibile risalire alla provenienza.
Le foto non sempre servono.
Il problema non sono le aziende ma noi noi noi, che per pigrizia non vogliamo effettivamente fare punzonare da un terzo lo strumento (o il gioiello). Cmq una punzonatura simile c'è per gli autoveicoli oltre al banale numero sul telaio
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 10/07/2024 ore 23:17:13
Un'altro problema e' che chi acquista una chitarra del valore di 5.000 a 2.500 pur sapendo che forse e' rubata... la compra lo stesso
Rispondi
di Daffy Dark utente non più registrato
commento del 11/07/2024 ore 07:31:01
Premesso che io non me ne intendo, per cui non mi lapidate, ahahahah,
però io quando acquistai circa 2 anni fa da Tomassone (BO),
una Gibson CS da oltre 4000€, mi chiesero un documento e mi registrarono sul loro data base come acquirente di tale strumento, oltretutto mi dissero di non tenere mai il libretto dello strumento nella custodia, ma di tenerlo in cassaforte, proprio in caso di furto con il libretto potevo andare a fare la denuncia dai carabinieri, questo e quello che mi dissero..
poi lo scopo reale per cui mi registrarono sul loro archivio sinceramente non lo so, se per una questione anche di registrazione dello strumento per tutelare in caso di furto il cliente, o chissà per quali altri motivi, ma ripeto, io non mi intendo di ste dinamiche..
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 11/07/2024 ore 07:40:46
Il problema si pone principalmente su strumenti di un certo valore, non certo per una Harley Benton (non me ne vogliano i possessori) da 300 euro.
L'unica soluzione che io vedo è che i costruttori (Gibson, Fender, Prs, Suhr, Schecter, Jackson etc etc) mettano in piedi un sistema di registrazione del prodotto, dove chi acquista, tramite il seriale e un codice rilasciato dal negoziante lo registra nel sito. Questo accade già per molti marchi di orologi.
Naturalmente si può fare solo per gli strumenti nuovi, ma da qualche parte bisogna cominciare.
A quel punto è "ufficiale" che io sono proprietario di quello strumento e per passare di proprietà bisogna che il nuovo proprietario contatti il costruttore dimostrando di esserne il proprietario (sempre tramite codice segreto rilasciato dal negoziante e seriale dello strumento) e lo registri nuovamente sul sito.
Questo avviene già per orologi, automobili, moto etc...
Sicuramente non risolve il problema ma potrebbe disincentivarlo, soprattutto in fase di acquisto tra privati, dove non conosco la provenienza dello strumento. Ovvio che se compro uno strumento consapevole che è stato rubato non c'è sistema che funzioni, ma in questo caso sono complice.
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 11/07/2024 ore 09:24:3
Bella proposta che però non credo sarà mai applicata. Porto avanti la stessa proposta da anni per le biciclette, perchè vivendo in una grande città mi trovo col problema che almeno una bicicletta all'anno me la rubano (delle 4 che abbiamo come famiglia). Ovviamente la mia e di mia moglie è scassata quanto basta per non essere appetibile, ma quelle dei figli sono costretto a tenerle in cantina (non ho garage), ultra incatenate, perchè se le tengo fuori staccano le ruote e rubano il telaio. A Bologna c'è una associazione alla quale puoi registrarti e mandare le foto della bici e vuole essere un registro cui attingere quando la stai comprando usata, ma è lo stesso problema della sei corde: quando vendono sottoprezzo, qualcuno se ne frega anche se è rubata
Rispondi
di Pika [user #22008]
commento del 11/07/2024 ore 10:02:46
Sicuramente una chitarra del valore di 5000€ venduta a 2000€ in buono stato è molto appetibile, anche se è molto sospetta ma questo punto dipende da chi la compra. Quando ho venduto la mie chitarre ho sempre rilasciato un documento di lecita provenienza come si usa per gli orologi, anche questo potrebbe scoraggiare la vendita di strumenti rubati.
Avere una chitarra da 3000/4000€ non vuole dire che in casa ne abbiamo altre 10, magari abbiamo risparmiato per anni rinunciando a cambiare lo scooter o altro per acquistare quello strumento.
Comunque consiglio a tutti di non tenere i documenti dello strumento nella custodia, e di fare delle fotografie soprattutto de ci sono dei graffi o screpolature.
Ricordo che l'incauto acquisto di un bene è un reato prevede anche l'arresto.
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