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E invece è adesso il momento di acquistare un bel ampli

di melonstone [user #55593] - pubblicato il 21 marzo 2024 ore 09:21
La settimana scorsa decido di entrare in un negozio di strumenti musicali all'interno del quale non ero mai stato. Il commesso (credo anche proprietario) mi sembra da subito molto bravo e competente. Compro le cose che mi servono, poi attacchiamo bottone e lui mi propone un giro per il negozio, molto ben fornito. Mi cade l'occhio su l'ottima proposta di ampli valvolari nuovi. Sono tutti a prezzi molto convenienti, al di sotto delle proposte del mercato online. Stessa cosa per l'usato, e parliamo di roba bella (JCM 800 etc...). Mi vede perplesso, e mi dice "sto rivedendo la politica sugli amplificatori per chitarra, perchè non ne vendo più". Ne sono uscito con la netta sensazione che tornerò a breve a fare shopping compulsivo....

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di Zoso1974 [user #42646]
commento del 21/03/2024 ore 09:33:38
Compulsivo... convulsivo se mentre acquisti ti contorci dal dolore... ma mi pare eccessivo. :)

Comunque facci almeno sapere dov'è sto negozio! ;)
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 21/03/2024 ore 09:34:45
ahhahaahhah, errore grave! Certo, volevo dire compulsivo...anche se rende ugualmente...
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 21/03/2024 ore 09:47:16
Bè, il fatto che il negoziante ammetta che il mercato degli amplificatori è in flessione la dice lunga. Anche qui su Accordo se ci fate caso sempre più utenti ci raccontano del loro approccio cambiato in meglio rispetto alle attrezzature digitali. Ho l'impressione che il declino sia inarrestabile, al netto di un mercato di nicchia che esisterà sempre. L'altra sera suonavo il mio Fender Deluxe reissue e ci mancherebbe, tanta qualità, ma poi alla fine il divertimento soprattutto in casa, l'home recording, la comodità di un sistema digitale moderno soprattutto in riferimento alla possibilità di sperimentare suoni ed effetti è inarrivabile. Da ultimo dico anche che la rincorsa compulsiva di tutti noi alla ricerca del suono perfetto trova nel sistema pedale-amplificatore la sua tempesta perfetta, perché azzeccare il distorsore/overdrive/chorus e fare il match con l'ampli è una ricerca sonora continua, almeno per me è stato così fino a quando non sono approdato al digitale di qualità .
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 21/03/2024 ore 09:53:34
Io invece trovo la mia sublimazione in sala prove, dove comunque riesco a tirare un pò più con i volumi...resta il fatto che la mia goduria è anche quella, con i pedali che ho, a trovare il suono che ho in testa...poi mi resta sempre una domanda: per uno che suona Hendrix, SRV, i Black Crowes, una macchina da 1700 euro con tutte quelle potenzialità che mai utilizzerò mi sembra sprecata...
Rispondi
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di MM [user #34535]
commento del 21/03/2024 ore 10:56:48
Se ti trovi bene con l'ampli fai benissimo a usarlo, la frase del tuo negoziante è emblematica e mi mette tristezza.
Il "virtuale" ci sta invadendo su tutti i fronti, io stesso lo uso, anche se mantengo sempre tutto il mio analogico che resta il top.
Se facessi musica mia, o un genere ben preciso, userei l'ampli senza dubbio.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 21/03/2024 ore 16:44:5
la mia esperienza personale e delle persone che conosco invece va nella direzione opposta.
premesso che l'unico pedale che uso è un clone del Tube Screamer come boost della distorsione dell'ampli, quindi non ho bisogno di effettistica, ma il suono che ottengo è molto simile a quello dei VST ma comunque migliore nonostante tutti i miei tentativi.
ho anche un amico professionista che da anni usa il Kemper, ora che ha sistemato lo studio ha deciso di riprendersi una 5150 per quando suona fuori, che a smontare tutto ogni volta è un lavorone.
nella sala dove andavo usavano tutti la propria testata.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 23/03/2024 ore 06:50:29
Non darei le cose così per scontate. 1- Da un punto di vista generale, è ovvio che l'esistenza di un mercato digitale sottragga quote al mercato già esistente, quello analogico. Quindi la flessione ci sta. 2- Influenza la situazione anche le condizioni economiche italiane: siamo un paese impoverito rispetto ad altri, perché qui gli stipendi non sono stati adattati alla spaventosa crescita mondiale dei prezzi degli ultimi tre anni. In Italia molte persone fanno fatica a comprare un minimo di rig quindi il digitale è conveniente: poche centinaia di euro e puoi avere qualcosina con cui suonare. 3- La quantità di ampli che molti marchi continuano a sfornare ci dice che il mercato degli ampli è ancora florido. 4- non confonderei la situazione italiana con la situazione mondiale: se in Italia la musica dal vivo è poca e in declino, non è così nei paesi in cui va molto bene e dove il rock non è genere d'importazione e di nicchia come da noi. Ad esempio, io seguo il mercato usato tedesco e lì gli ampli girano alla grande, e anche molto costosi. In Italia un po' dei bravi youtuber e un po' il fatto che solo i più facoltosi possono comprarsi ampli che pochi anni fa erano alla portata di tutti, hanno inciso parecchio.
Rispondi
di slash.bonny [user #34391]
commento del 23/03/2024 ore 21:41:34
Domanda OT: ci sono dei siti internet che suggeriresti per la Germania?
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 21/03/2024 ore 11:45:43
dammi il numero del negoziante anche in pm!!
se lo pubblichi comunque gli fai solo un favore!
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 21/03/2024 ore 12:28:14
È una evoluzione abbastanza scontata nel senso che sono tanti anni che il digitale prende progressivamente quote di mercato. C’è da considerare una cosa: l’impatto credo che sia principalmente proprio sul nuovo perché c’è una tale quantità di usato disponibile che molti trovano lì quello che cercano spendendo meno - se guardo ai miei ampli realizzo che li ho presi quasi tutti usati.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 21/03/2024 ore 16:49:2
È la situazione attuale, io sono passato al digitale (e neanche di qualità) e ora dal vivo mi avvicino di più al suono che ho in testa.
La scimmia analogica c’è sempre, per il fascino dei valvolari e soprattutto perché come dici tu ora si possono fare degli affari.

Mi capitasse un progetto in cui uso uno o due suoni duri e puri, potrebbe essere un prossimo acquisto.
Anche se so che per avere in uscita dall’impianto la qualità che ho col digitale, dovrei prendere per lo meno anche un equalizzatore da inserire nel loop e un ottimo riverbero.
Per fare veramente tutto quello che faccio ora poi, dovrei metterci anche una macchina programmabile per gli ambienti e altri pedali come overdrive, wah, modulazioni…
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 21/03/2024 ore 18:01:47
Dipende sempre qual'e' il riferimento e a cio' a cui siamo abituati. Fender blackface originali, reissue hand wired, two rock, fender hot rod o blues deluxe? (Senza togliere nulla a nessuno). A me il digitale piace ma non lo trovo ancora paragonabile ad ampli di un certo livello. Che sia pratico e comodo e' comunque innegabile
Rispondi
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 21/03/2024 ore 18:45:05
E' il segno dei nostri tempi: case sempre più piccole, quindi poco spazio a disposizione per le passioni, meno tempo libero, sia per il singolo utilizzo che per la più lunga e complessa riceca del suono, frenesia diffusa che rende smaniosi di avere tutto subito. Il digitale soddisfa pienamente tutti e tre questi presupposti, pertanto vende.
Io non voglio piegarmi a queste logiche che mortificano la passione e vado avanti, felice, con valvole e chitarre separate soltanto da un paio di cavi buoni e qualche pedalino giusto.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 22/03/2024 ore 15:31:49
Mah, veramente ad inizio '900 l'orario di lavoro normale era di 12 ore al giorno, poi passate a 10; fino a metà degli anni '60 l'orario normale era di 48 ore settimanali e solo con le lotte sindacali degli anni '70 si arriva a 40 che è ancora lo standard nonostante esistano settori ed imprese che applicano le 36.
Non capisco poi la "frenesia" di avere tutto e subito: se suoni in una band che fa cover (che sono il 90% delle realtà di base oggi) devi per forza avere una pletora di suoni, a meno che tu non sia uno di quelli che sostiene che "il suono sta nelle mani", poi però devi cantare le ripetizioni al microfono perchè non hai il delay e fare "UA UA" con la bocca perchè non hai un cry baby.
Il digitale vende perchè è pratico, utile ed economico rispetto ad avere il medesimo rig analogico. Se uno è contento con chitarra cavo ed ampli, benissimo, ma sono esigenze completamente diverse.
Buona musica
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 22/03/2024 ore 16:36:50
Se suoni in una band che fa cover non dovresti avere necessità di tremila suoni, perchè si presume che il gruppo faccia un genere comunque predefinito e una volta che hai trovato il setting giusto vai avanti. A meno che, e questo è più problematico, non si suoni pop, perchè lì io sono il primo a dire che il digitale è l'unica soluzione
Rispondi
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 22/03/2024 ore 19:18:07
Innanzitutto, visto che stai rispondendo a me, usa un tono educato, che non siamo parenti.
Detto questo, ad inizio novecento non penso proprio si ponessero il problema, la chitarra elettrica è arrivata leggermente dopo.
Se poi l'attuale mondo ti sembra meno nevrotico di quello degli anni sessanta e settanta, perfetto, sei il primo a pensarla a questo modo sulla terra ma il mondo è bello perché è vario. Tra l'altro ho parlato di chitarra, ampli, ed un numero contenuto di pedali, UA UA lo faccio col piedino.
Datti una calmata quando rispondi, che questo tono da social è un altro problema attuale molto, molto grosso.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 23/03/2024 ore 02:34:58
Ah, adesso sono in voga le 36 ore? Non me ne ero minimamente accorto.
Rispondi
di FabioRock74 [user #44552]
commento del 21/03/2024 ore 23:34:14
Io ho sempre cercato di far convivere i due mondi.. e credo di esserci arrivato grazie a una macchina digitale diciamo moderna. Ho di recente preso una boss gt 1000 core. Collegata metodo 4 cavi alla engl, due o tre preset che mi mettono il delay al posto giusto (nel loop) o un eq davanti o un autowah alla bisogna... e cacchio... funziona. A differenza di tutte quelle che mi sono capitate sotto mano prima questa non mi cambia il suono dell'ampli, e mi apre un mondo di possibilità. Ho appena iniziato ma il primo obbiettivo è raggiunto: ho tutti gli effetti del mondo integrati perfettamente nel mio setup analogico in un device piccolo e pratico. Secondo step sara' quello di crearmi dei preset totalmente digitali da mandare nel mixer che non sostituranno il suono analogico.. ma ci lavoreranno in parallelo. I miei 4 coni dietro alla schiena mentre suono li avrò sempre.. per me. A tutti gli altri arrivera' un mix. Sono contento.
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 22/03/2024 ore 01:12:43
A proposito della solita diatriba ampli o non ampli; valvole oppure digitale, io credo che la verita' stia nel mezzo. Noi siamo dei paraculati paranoici viziati; in senso buono e' ? ci mancherebbe, cioe' ci infiliamo all'inizio in un ginepraio analogico e poi una volta saturi abbiamo inconsciamente bisogno di nuovi stimoli e buttiamo gli occhi anche sul digitale credendoci dal'inizio e ancora inconsciamente, infilandoci nell'ennesimo ginepraio per poi magari dopo, tornare nel vecchio ginepraio analogico. Ora, l'ho chiamato ginepraio per comodita' volendo alludere alla miriade di modelli, marche' e quant'altro tra cui districarsi, e poi, ho fatto un fascio di tutta l'erba; cioe' ( noi tutti ), solamente come esempio di comodo perche' ho sentito troppi passaggi di troppa gente, saltata dalle valvole al digitale per tornare poi all'analogico e ricredersi nuovamente. Diciamolo, non siamo mai soddisfatti pienamente, ma e' normale, perche' anche questa e' ricerca, l'hanno fatta e la fanno tutt'ora i mostri creatori delle nostre musiche piu' belle, non vedo perche' non dobbiamo farlo noi, percio' credo che tutto lascia il tempo che trova con massimo rispetto per chi porta avanti la bandiera del valvolare, e chi dell'analogico, ... una cosa pero' l'ho imparata, e cioe' a non dare mai nulla per scontato perche' ci sono passato anche io prima con la batteria e poi con la chitarra ed ora mi ritrovo al valvolare ma con una buona dose di riserva proprio per i motivi elencati anche in questa discussione, e sul fatto che il mercato dell'ampli e' in declino; mai dire mai, perche' tutto torna, tranquilli che prima o poi tutto ritorna mi gioco le valvole nuove dell'ampli ;-) 😛
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 22/03/2024 ore 08:00:42
Non conosco il negozio e non conosco le sue politiche, ma è abbastanza certo che se tiene in negozio i marchi popolari di amplificatori, i classici modelli che si trovano nei negozi fisici di tutto il mondo e online.... farà certamente fatica a venderli.
Gli amplificatori classici si trovano online, li compri, li provi, se non ti piacciono li rimandi indietro. Con questa comodità il negozio fisico non ha armi.
Il negozio fisico dovrebbe andare online ma non è semplice, ci sono colossi che fanno l'online da anni ed è impossibile contrastarli.
Credo che l'unica strada per il negozio fisico sia specializzarsi in amplificatori molto particolari, di difficile reperibilità. Ti concentri su quelli, ti specializzi su due o tre marchi selezionati, lavori bene su quel prodotto e ne diventi un riferimento.
Credo che per un negozio fisico questa sia l'unica strada per continuare a vendere valvolari.

Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 25/03/2024 ore 10:40:23
E' molto interessante quanto scrivi, in linea di massima la penso come te, però non credo che un negozio possa sopravvivere con nomi di nicchia...anche perchè il nome di nicchia nel 90% dei casi costa e non è per le tasche di tutti, e se tieni nomi sconosciuti che costano poco, ti rivolgi ad un acquirente che investe poco. Vista da qui, mi sembra che i negozi abbiamo poco da dire in questo momento, ma spero proprio di sbagliarmi
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