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"Meazzi, una realtà tutta italiana utilizzata anche nelle orchestre che suonavano in TV, anno 1964"

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 08 luglio 2023 ore 10:12
"Meazzi, una realtà tutta italiana utilizzata anche nelle orchestre che suonavano in TV, anno 1964"
Storia: tutto ebbe inizio a Mairago, vicino Lodi dove risiedevano i coniugi Antonio e Carolina, genitori Meazzi, ed i loro figli Enrico, Remo, Antonietta e il piccolo Marino. Il padre Antonio era operaio alla Caproni, nota ditta costruttrice d'aeroplani, e dopo il lavoro si dilettava a costruire e vendere molle in acciaio. Nel 1943 il primogenito Enrico si congedò e si mise a lavorare per qualche tempo nel settore delle forniture per orafi e orologiai. Fu l’occasione per mettere in campionario anche le molle del padre ad uso di orologi, sveglie e grammofoni. Enrico si riforniva a Milano da Gian Bruto Castelfranchi, fondatore della celeberrima GBC, poi il 24 luglio del 1946 registrò alla camera di commercio la sua ditta specializzata principalmente in ricambi per orologi e grammofoni. La sede era ancora la casa di famiglia in via Montepianama, però nel 1947 entrò in affari con i fornitori di Castelfranchi, il trio Cattaneo-Pogliani-Morelli e con loro aprì il primo ufficio a Milano, in via Bligny 27, dopo un breve soggiorno a Bologna, e nel 1953 etrarono in società anche i fratelli Remo e Marino, più il loro futuro cognato Luigi Scarpini, e fu così che la sede si spostò in Via Beatrice D’este. Comunque le prime chitarre, cioè quelle vendute col marchio Framez, nome che altro non era se non la somma di alcune lettere ricavate da "FRAtelli MEaZzi", negli anni 50's furono realizzate in Sicilia, in Germania e a Stradella (PV), no a Milano, scopiazzando poi il nome di un noto marchio germanico di cui ora io posseggo 2 bassi, cioè la FRAMUS. Poi ci fu una svolta datata 1957, cioè quando ci fu l'incontrò con Wandré e con Franco Caldironi, giovane bassista ma anche dedito alla costruzione di batterie (quelle costruite negli USA costavano moltissimo, vedi Gretsch, Ludwig, ecc.), Meazzi, proprio in quel periodo, registrò "Hollywood" destinato ai professionisti e nome usato proprio per le succitate batterie. Mi piace ricordare che negli anni successivi Meazzi si dedicò sempre più all’amplificazione, vedi impianti voce e i famosi ampli combo con echo, i primi dodotati con eco a nastro ad anello chiuso di cui, negli anni 70's, ne ho posseduto uno molto vecchio interamente valvolare, il "Meazzi Factotum", ma anche un piccolo ampli da 20 W. Però voglio evidenziare che, se accendevate la vostra TV nel 1964 e nei pochi anni a seguire, vedevate i musicisti delle orchestre che si esibivano in RAI, specialmente nel periodo "Lotteria di Capodanno"e molto nelle serate di RAI Studio 10 in Napoli, utilizzare sia la chitarra che il basso Meazzi Juppiter, cioè molto prima di passare alle Fender Jazzmaster ed al basso Fender Jazz Bass, cosa questa avvenuta a fine decennio 60's. La chitarra l'ha usata molto anche Adriano Celentano (aveva iniziato però con il modello Oval, sempre della Meazzi, vedi "Urlatori alla Sbarra" del 1960), io invece, non potendomele permettere, ho possedute, usate, prima la Supersonic, chitarra dotata di amplificatore da 2 W con transistors al germanio ed altoparlante incorporati nella cassa armonica, sponsorizzata da Franco Cerri, poi una Meazzi Mustang a 3 pickups, non malvagia, i bassi però mai, avevano il diapason troppo corto per i miei gusti, escluso forse il loro basso a violino, per me il più utilizzabile, boh. Poi ci fu il caso Dynelectron, ho avuto il basso:
"Meazzi, una realtà tutta italiana utilizzata anche nelle orchestre che suonavano in TV, anno 1964"
"Meazzi, una realtà tutta italiana utilizzata anche nelle orchestre che suonavano in TV, anno 1964"


 

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di Big Muffin [user #63938]
commento del 13/07/2023 ore 08:42:52
Bell'articolo grazie, nel lontano 1987 ero batterista a pieno regime e suonavo nella mia sala prove di casa, dove mi esercitavo su una Meazzi Hollywood color Blu madreperla, ereditata da quella che sarebbe poi diventata mia moglie, infatti lei era batterista in un gruppo e quando conobbe me, io presi il suo posto e lei passo' all'elettrica per puro caso. Suonammo assieme e io usavo appunto quella Hollywood per me bellissima, e per puro caso ancora, sette anni fa, successe anche a me la stessa cosa, e fu amore puro per la chitarra elettrica proprio come successe a lei. Che ricordi in quel periodo, bellissimi ricordi veramente, grazie ancora per la tua documentazione. Un Saluto.
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di FBASS [user #22255]
commento del 13/07/2023 ore 10:16:01
Io devo molto alla Meazzi, infatti nel 1967, dopo aver ripudiato gli studi della fisarmonica (avevo avuto in regalo per la prima comunione una Paolo Soprani 80 bassi), perchè a me non piaceva fare contemporaneamente musica e ginnastica, dopo l'entusiasmo iniziale per i fiati (ho ancora sia il sax contralto che il clarinetto Yamaha di quel periodo), nel 1967 mi dedicai alla chitarra, imparando le prime cose su una EKO Fiesta; però la mia prima elettrica fu una Meazzi Hollywood modello Supersonic, dotata di un amplificatore con transistors al germanio da 2 W e relativo speaker da 5 pollici incorporati nella cassa armonica, era sponsorizzata da Franco Cerri, FBASS.
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di Big Muffin [user #63938]
commento del 13/07/2023 ore 19:43:16
Io ero piccolo nel 67, avevo 2 anni, ma ho conosciuto dopo quella chitarra, aveva l'altoparlante proprio nella parte subito dietro ai Knobs,infatti e' quella della tua foto, Ne avevo vista appunto ( la foto ) ,del buon Grande Cerri ( chiamato da me' Dottor House per la somiglianza con l'attore Hugh Laurie) che la imbracciava. Se non erro pero' la sua aveva due Knobs. Comunque anche questi sono ricordi incredibili, ti faccio i complimenti, sei un museo vivente di storia degli strumenti musicali. ;) Domanda forse stupida ma ci provo, come sei arrivato al Basso ? cosa ti ha spinto verso quella strada? Io ai tempi 1967 se non ero, avevo 2 anni, ma ricordo bene un episodio quando mio padre mi porto' a trovare mio cugino Glauco che era batterista degli Aspidi Il tipo in piedi a sinistra della foto che vedrai in uno dei due link, e che aveva appena inciso il 45 giri con il gruppo per gruppi bit emergenti Radiomontecarlo. Arrivai da lui, e ricordo che affettuosamente mi mise sulla sua batteria montata nel seminterrato dove provavano in mezzo agli strumenti, e a questo basso enorme appoggiato a questa madreperlata blu, e ricordo che presi una bacchetta e gli sfondai letteralmente di punta, la pelle del Charleston; ( che all'ora costavano ) tra mio padre preoccupato, e lui sorridente divertito, mi innamorai inconsciamente della batteria e divenni appunto batterista quando fui piu' grandicello per passare poi alla chitarra e basso in eta' avanzata Vedi Link vai al link Link 2 con foto vai al link Questi erano i due brani a e B del 45 che ci aveva regalato appena sfornato... Un ultimo anedoto, incontrai Renato dei Profeti, in un Bar Locale dove abito a Milano, e una sera la barista mi disse che stava cercando un batterista per un progetto e voleva provarmi dato che lei sapeva la vocazione per il mio strumento, stupidamente non accettai essendo alle prese con un nuovo lavoro, sarebbe stata una bella gavetta per me' e invece me la feci scappare. Ma quella era un altra storia, la mia storia. Ora pero' sono curioso di sapere come sei arrivato al Basso Elettrico ;) se ti va di raccontarmelo :)
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di FBASS [user #22255]
commento del 13/07/2023 ore 20:22:40
Nel 1968 ci fu la partenza per il servizio militare obbligatorio prima del chitarrista solista Peppe, poi dopo 3 mesi circa del bassista Giovanni, entrambi erano i più anziani del nostro gruppo musicale che provava e faceva qualche apparizione sul palcoscenico del cinema-teatro dell'Oratorio Salesiano di Bellavista Portici. Io che ero l'armonicista e qualche volta suonavo il mio sax contralto, su decisione poco democratica del resto del gruppo, fui spostato prima al ruolo di chitarra solista (che mi piaceva) poi a quello del bassista (che non mi piaceva affatto, allora il ruolo era molto più limitato di adesso), ma me l'imposero, pena l'uscita dal gruppo e fu da allora che sono diventato "Bassista a Vita", FBASS.
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di Big Muffin [user #63938]
commento del 14/07/2023 ore 22:51:18
aaahhh!! insomma un ricatto bello e buono hehe! :) ma penso che alla fine non te ne sia pentito, oggi le tecniche in uso sono talmente ad alti livelli, che non penso si possa spostare un chitarrista e piazzarlo al basso in questo modo, a meno che' uno sia polistrumentista eccellente, e allora i giochi cambiano. Grazie per la spiegazione ;)
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