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Quando l'online esagera (aka "Non siamo portafogli viaggianti")

di melonstone [user #55593] - pubblicato il 13 giugno 2023 ore 09:12
Cercherò, per quanto possibile, di non fare nomi, tanto credo sia comunque intuibile dal racconto. Seguo da tempo, su youtube, un canale che da anni si occupa di recensioni, pedali, etc...Il titolare di cotante canale ha aperto ormai da un paio di anni una piattaforma di insegnamento online con nomi altisonanti. La settimana scorsa, preso da uno dei pochi giorni liberi dal lavoro, mi iscrivo ad una masterclass gratuita online della predetta piattaforma, con un insegnante molto "famoso", anche sulle pagine di Accordo. Argomento "Come costruire un assolo".
Premetto velocemente che sono anni (e non scherzo) che rincorro questo argomento e che ho avuto modo di affrontarlo con insegnanti diversi, comprando libri (Robben Ford) etc...
Alla fine dell'ora live davanti al pc sono esterreffatto della mediocrità cui ho assistito: concetti inesistenti (a malapena si è accennato all'utilizzo della pentatonica nel primo box), suggerimenti banali (vi consiglio di imparare le note nella tastiera), esempi imbarazzanti (il "docente" si è cimentato in una improvvisazione iniziale dozzinale...) e poi il suggerimento: "vi consiglio di andare dietro gli accordi, trovatene la triade e pescate la terza...".
Esattamente 24 ore dopo questo festival della banalità, mi arriva in mail l'offerta lampo: tutto il corso sugli assoli a 19,99 euro. Ora io mi metto nei panni del povero ragazzo che inizia a suonare adesso: smettetela di fargli credere che questa roba possa rimpiazzare un buon maestro "in presenza" e soprattutto smettetela di prenderci per portafogli viaggianti. Purtroppo, se un ultra40enne come me ha perso un'ora di venerdì sera, allora un principiante agli inizi potrebbe pure buttare i suoi soldi per questa roba, invece che darli alla seria scuola di musica del paese. 

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di Repsol [user #30201]
commento del 13/06/2023 ore 10:46:03
Premetto che non conosco il corso, l'insegnante e il canale Youtube. Mi son fatto un'idea solo leggendo la recensione. La mia idea è che il corso gratuito fosse solo un'infarinatura generale, per poi approfondire i vari temi nel corso a pagamento.
Sono d'accordo che un maestro fisico o una scuola di musica sia la soluzione migliore. C'è anche da dire che non tutti i paesi hanno una scuola, o non tutti i ragazzi possono spostarsi per andare alla scuola più vicina ed è anche vero che non tutti i maestri sono bravi. Per cui se fatti bene, probabilmente anche i corsi online funzionano. Le guitar lessons di Paul Gilbert online sono tanta roba....
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 13/06/2023 ore 18:56:02
Rimpiazzare un insegnante è difficile e complesso. Io stesso, dopo un iniziale avvio da bambino grazie ad un insegnante, ho passato anni a studiare da solo. Quando poi sono tornato a prendere lezioni, in poco tempo ho scoperto connessioni che facevo difficoltà a vedere da solo. Insomma, un insegnante dà cibo al cervello e ti evita tanta fatica. Il mio post comunque non è per denigrare le lezioni video, ma questi imbonitori su youtube...
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 13/06/2023 ore 19:05:20
Si sono d'accordo sul discorso insegnante. Grazie a quello che ho avuto agli inizi, oggi amo lo strumento, la teoria, gli esercizi e tutto il resto.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/06/2023 ore 12:35:26
Quello della costruzione di un bell'assolo è una questione che riguarda più che l'apprendimento di una "tecnica", il gusto personale, la propria cultura musicale, la capacità di sorprendere l'ascoltatore con l'originalità e la fantasia: nessuno nasce "imparato", queste cose si apprendono con tanta pratica e tanto tempo dedicato. E' innegabile che un bravo insegnante faccia la differenza rispetto a un qualsiasi corso online - che peraltro costa una frazione - ma una volta trasmessi gli strumenti per "costruire" il proprio assolo, a mio parere non c'è moltissimo da insegnare all'allievo perché tutto dipende dalla capacità di quest'ultimo di mettere a frutto gli strumenti che gli sono stati dati. Ovviamente un corso del genere, se si vuole dare una certa struttura a ciò che poi viene messo in pratica, presuppone che l'allievo arrivi a queste lezioni dopo aver appreso con una certa sicurezza alcuni fondamentali di teoria e armonia e abbia una buona dimestichezza con tutta la tastiera, altrimenti rimarrà inchiodato alle solite quattro noterelle in croce della pentatonica di LA minore tra il quinto e l'ottavo tasto (cosa onorevolissima per carità, ci sono fior di chitarristi che ci hanno costruito una carriera sulla penta di LA-, ma a mio parere non è proprio il massimo a cui si può aspirare).
Non ho idea dei contenuti del corso online in cui ti sei imbattuto ma personalmente ritengo che per una approccio da autodidatta, un libro + videolezioni sia la soluzione migliore perché la parola scritta su carta penso rimanga meglio impressa rispetto a quella della lezione solo in video.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 13/06/2023 ore 19:34:43
Pur spezzando una lancia verso i corsi online, sono d’accordo con melonstone. Ho fruito di un sacco di corsi online, sia musicali, sia per altre esigenze professionali extra musicali. Mi occupo io stesso con assiduità di formazione e sono anche formatore per enti pubblici e privati. La prima cosa da dire è che c’è una mucca in corridoio e spesso nessuno se ne avvede, e cioè che la formazione a distanza (FAD) è una modalità di formazione che non è stata ancora codificata per l’apprendimento profondo dei discenti. Nel caso dei corsi degli enti si tratta spesso di un adattamento delle lezioni frontali su piattaforma digitale, e a volte sono anche ben strutturati; oppure come è più spesso per il caso dei corsi online a pagamento, quelli fatti bene sono strumenti di marketing ottimizzati per creare un funnel, cioè un processo teso a costruire un percorso di vendita, dove, soprattutto nel caso degli appassionati di un tema o hobby, l’esperienza è incentrata sull’hype e sulla pancia dei partecipanti che sono convogliati non verso un percorso di apprendimento, ma verso l’attivazione di un desiderio profondo di aderire al sogno che si ha di appropriarsi dell’oggetto del proprio desiderio, in questo caso essere un bravo chitarrista, pagando ovviamente… cioè, si vende l’illusione che si possa comprare la propria bravura.
Il fatto è che chi sta dall’altra parte dello schermo il più delle volte non è un insegnante per vocazione ma un imprenditore digitale guidato dalle logiche dell’ottimizzazione dei follower. Da un lato produrrà con cadenza ciclica una routine che più o meno consiste nel lanciare una rete a strascico, di corsi gratuiti e abbordabili soprattutto per principianti; da questi si procede con la scrematura di quei follower che diventeranno donatori stabilizzati, ai quali per cerchi concentrici saranno presentati in modo mirato vari corsi a prezzi sempre più alti. Si parte da pochi euro, si sale a qualche decina, poi poche centinaia, di solito entro i 200€, e si arriva via via fino a corsi da 2/4000€. Tutta la comunicazione è rivolta alla pancia, i concetti e la teoria non sono necessariamente fuffa, ma non è la didattica l’obiettivo, piuttosto quello di strutturare una comunità particolarmente fedele che nei casi più clamorosi agisce come una specie di setta, creando un luogo pseudo empatico, difeso dal mondo esterno, e scagliandosi contro chi mette in discussione il modello percependo che il fine ultimo è economico. È un modello molto comune nel mondo anglosassone, la nostra modalità latina un po’ ci aiuta a non cadere nell’imbuto con tutte e due le scarpe, ma anche qui da noi ogni influencer che comincia a fare un certo tipo di numeri si affida a studi di produzione che lo guidano passo passo nella costruzione del funnel. Poi molto dipende dal singolo, trovi alcuni che sono dei veri professionisti al pari della Wanna Marchi d’epoca, e altri molto più appassionati allo strumento quindi non è che bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Tuttavia tornando alla mucca in corridoio, la didattica online non è in grado di sopperire a quella in presenza per aspetti legati alle dinamiche di apprendimento cognitivo e neuronale, il risultato è che un corso online anche ben fatto e ben strutturato è totalmente impossibile che dia i risultati di un serio corso in presenza con un buon insegnante che non soltanto ti insegna coadiuvato dalla fisicità della comunicazione, ma ti sta col fiato sul collo se non hai fatto bene gli esercizi, ti mostra un certo passaggio di persona, duetta con te ecc. Soprattutto, non pensa appena sei uscito dalla porta alle statiche che sta facendo il sito e a come dovrebbe modificare il proprio modello, non perché tu capisca meglio, ma per fare maggiori numeri. Non dico che è sbagliato, non è un discorso di tipo morale questo, ma serve a riflettere sull’argomento. Il fatto è che non si possono confrontare le mele con le pere. I corsi online rappresentano un modello più evoluto dello studio da autodidatta, diventando una specie di terza opzione didattica all-you-can-eat, ma tranne il caso di alcuni talenti naturali capaci di estrarre davvero tutto il succo da questi corsi, la maggior parte delle volte lo studente adotta una specie di apprendimento selettivo, “a la carte”, dove si prende solo ciò che fa comodo saltando le parti scomode, noiose, difficili, che spesso però sono la vera base di partenza e di prosecuzione per un buono studio.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 14/06/2023 ore 04:53:01
Non sapevo nulla di queste realtà, ho letto con molto interesse il tuo commento, molto informativo!
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 16/06/2023 ore 07:16:17
Grazie, in effetti c’è dietro tutto un mondo molto business oriented. Lieto possa essere stato utile👍.
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 14/06/2023 ore 14:02:35
Con una spiegazione interessantissima, hai toccato esattamente i punti che ho "denunciato" nel mio post che ha aperto la discussione. Non c'è niente di male nel voler vendere un prodotto, il problema sta nel far comprendere a chi è meno "attento" che attraverso un corso online pre-costruito (qui non parliamo di lezioni su Skype dove invece c'è il rapporto 1:1 e quindi la mediazione continua dell'insegnante) di norma non si possono raggiungere gli obiettivi di una didattica in presenza e "dedicata".
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 16/06/2023 ore 07:55:43
In effetti c’è una grande attenzione da parte dei produttori di contenuti a creare una specie di effetto risucchio. C’è molta psicologia dietro i modelli di vendita online. Poi, dipende anche da chi li produce, un conto è chi se li fa in casa e ha un approccio ancora naif. Un altro paio di maniche è chi è partito col business, perché lì ce n’è di tutti i tipi. Da quello che ha un minimo di etica a quelli che fanno contenuti di tutti i generi, dalla chitarra alle balenottere azzurre col solo intento di fare cassa sui numeri. Conta il modello di vendita ed è solo business. Sono approcci di rapina. È molto famoso in America il caso di un insegnante di chitarra che costruì un modello piramidale con dinamiche simili a quelli delle sette religiose. Più di recente è noto il caso di Breakthrough Guitar, che si vocifera faccia riferimento alle stesse persone, come total funnel basato su tecniche di vendita e seo, comunque sia si portano dietro una nomea molto chiacchierata. Se fai un giretto su internet trovi un sacco di commenti al riguardo di chi c’è passato.
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di francesco72 [user #31226]
commento del 14/06/2023 ore 10:23:39
Io mi stupisco più per lo sdegno che per il fatto.
In primo luogo tutti sappiamo che al mondo niente è gratis e che la regola aurea per chi compra è che si ottiene per quanto si paga. Ancora: qualsiasi 14enne, ma anche 12enne, sa benissimo che quando su internet c'è scritto "gratis", questo presuppone che per arrivare in fondo ci sarà un'offerta che qualcosa in cambio richiede. Sono così le offerte di un piano salute o palestra o finanziario e cento altre: compili il form e quando arrivi in fondo ti scrivono: "benissimo, manca solo un ultimo passaggio per avere il tuo piano personalizzato" ed è il passaggio in cui devi cedere qualcosa. Qui almeno, per poco che fosse (non lo so) la lezione ha avuto inizio, svolgimento e finale e solo dopo è stato proposto il corso.
Nel merito, poi, pensare che in 60 minuti si possa fare quel che magari non si riesce in mesi di lezioni, mi pare un pochino velleitario; come pure è arcinoto che i consigli per scrivere un buon assolo sono fondamentalmente sempre gli stessi e si basano su capacità tecnica, conoscenza dell'armonia e senso del ritmo, ovviamente se manca qualcuno di questi fattori non lo regalano ne' vendono su internet, ma tocca studiare. Poi, se sei Steve Vai o Eric Clapton, fai un signor assolo, se sei francesco72 cerchi di cavarne qualcosa di carino ed una su quattro ti riesce, ma questo è il talento e, di nuovo, non lo vendono da nessuna parte.
Ciao
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 14/06/2023 ore 10:42:07
Mi permetto di riportare un commento che tanti anni fa fu rivolto a me: non è detto che quelle che per te sono banalità, siano effettivamente tali per tutti. Dopodichè non ci vedo nulla di male se a seguito di una lezione gratuita viene anche proposto un approfndimento a pagamento. Immagino che anche chi ha scritto il post camperà di qualcosa e se è giusto e corretto pagare la sua remunerazione, così dev'essere anche per l'anonimo youtuber. Dopodichè deciderà il mercato: il prodotto è buono, venderà; è scarso, non venderà. In fin dei conti è stata avanzata solo una proposta come le mille mila che leggiamo nei banner dei siti che gratuitamente compulsiamo ogni giorno.
Buona musica
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 16/06/2023 ore 15:16:43
io suono male ma ho un piccolo gruppetto di principianti che seguo annualmente basso/chitarra elettrica.
anche se sono una schiappa comunque la costanza, lo studio, l'orecchio e l'amore fanno sì che i miei "allievi" in presenza migliorino. credo che un adulto in presenza di per se' aiuta parecchio, se non altro per lo stimolo, per la correzione errori marchiani, per raccontare qualche aneddoto del rock (io quarantenne non avevo internet agli inizi), per "fare" il suono e insegnare a stare in gruppo e davanti a un pubblico. per la teoria invece è utile youtube, utilissimo per tanti motivi
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 16/06/2023 ore 16:57:05
Assolutamente d’accordo con te👍
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