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"Il Blues o ce l'hai o non ce l’hai"

di c.simone [user #48943] - pubblicato il 16 maggio 2023 ore 13:02
Buon giorno a tutti,
tempo fa, parlando con un chitarrista, abbiamo discusso su una tematica legata al blues.
Spiegavo, a questa persona, che non ero soddisfatto del mio modo di suonare il blues, che non riuscivo ad esprimermi bene e che, nonostante i vari anni di studio, non ero arrivato a sviluppare uno stile personale.
Questo ragazzo, molto tranquillamente, mi disse: “il blues o ce l’hai o non ce l’hai”.
Questa sua risposta mi fece riflettere tantissimo.
Mi sono avvicinato al blues tanti anni fa ed ho sempre suonato ascoltando dischi di: Robert Johnson, BB.King, Albert King, Clapton, Buddy Guy, Muddy Waters, Freddie King.
Agli inizi, in alcuni casi, provavo a dare con la chitarra delle risposte ai fraseggi di BB.king o, in alternativa, portavo la ritmica alla sua canzone.
Successivamente, studiando di più le scale e arpeggi, ho tentato approcci diversi a questo genere.
Mi sento musicalmente bloccato. Non riesco a fare passi avanti nel blues.
Avete qualche consiglio da darmi?
Grazie

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di Repsol [user #30201]
commento del 16/05/2023 ore 13:07:16
Non sono probabilmente la persona giusta per dare consigli, sicuramente ci saranno altri utenti molto più competenti di me. Io tempo fa per espandere le mie conoscenze avevo acquistato e poi studiato su questo libro
vai al link
Mi ero trovato molto bene, da una visione classica e poi alternativa al concetto di blues.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 14:27:26
Grazie
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 16/05/2023 ore 13:22:52
Fai sentire un pezzo dove improvvisi qualcosa di tuo per capire a che livello sei arrivato.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 14:27:58
Come e dove carico il file audio? Grazie
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 16/05/2023 ore 14:32:54
Fai come ho fatto io ti fai un account gratuito su SOUNDCLOUD carichi la canzone lì
qui c'è il link
vai al link

poi metti il link al file della canzone qui.

se invece fai un post su Accordo c'è un pulsante apposta per inserire il player che comparirà come nel mio post.
vai al link
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 16/05/2023 ore 14:15:47
Il blues, come altri generi musicali, è "facile" da suonare, ma non è facile, anzi è molto difficile da rendere con la giusta intenzione. Ok... detto così non è chiaro... un po' difficile da spiegare.
Diciamo che per suonare blues con la giusta intenzione, bisogna averne masticato tanto ed averlo interiorizzato se così si può dire. Ci sono una marea di sfumature che caraterizzano questo genere... dal suonare "laid back", ossia rilassati sul tempo, un po' indietro, al sapere più semplicemente mettere le pause giuste etc... cose difficili da studiare, ma che devono venirti naturali perchè in qualche modo hai assimilato nel profondo quel linguaggio.

Conosco tanti musicisti bravissimi, che quando suonano blues, pur essendo precisi e anche virtuosi, non lo sanno rendere a dovere.
Lo stesso discorso vale anche per altri generi... non è una caratteristica unica del blues.

Poi non capisco bene quale sia il tuo problema con il blues... magari poi ti riferisci a questioni più teoriche e armoniche, non so... ma per esperienza chi non suona bene il blues è perchè non lo ha ascoltato abbastanza...
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 14:29:43
Non saprei dire quale sia il problema.
Dovrei farvi sentire qualcosa. Io sono molto critico con me stesso e, spesso, non sono mai soddisfatto. di quel che faccio.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 16/05/2023 ore 15:41:44
Il fatto di dire o ce l’hai o non ce l’hai mi sembra una frase fatta di una banalità estrema, tipo quando dicevano che i bianchi non potevano suonare Blues, allora vale anche per il metal, il jazz, il reggae ecc.....
Se ti piace un genere di musica e la studi con costanza, la ascolti, e la pratichi, riuscirai a tirarci fuori qualcosa di più che decente, questo non vuol dire che diventerai il nuovo S.R.V. Steve Vai o Metheny ma potrai arrivare ad un buon livello di soddisfazione personale.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 16/05/2023 ore 16:40:55
Domanda da un milione di dollari.
Come altri ti hanno - giustamente - fatto notare, questo discorso del "ce l'hai o non ce l'hai" è applicabile a tutto entro certi limiti, dal blues al cucinare un piatto di pasta. Se non sai cucinare oggi, puoi imparare domani. Magari non sarai mai uno chef, ma prima "non ce l'avevi" e poi, capite certe cose, "ce l'hai".
Ovviamente, parlando di un'arte, bisogna tener conto di centinaia di fattori diversi, centinaia di abilità interconnesse.
Secondo me ogni "abilità" è migliorabile in una certa misura, ma va anche detto che non tutti possono fare tutto a un buon livello (ancora meno gente può esprimersi a livelli alti - pochissimi possono farlo a livelli altissimi). Quindi bisogna capire se non riesci proprio a suonare nulla in quello stile, oppure se non riesci (magari solo per ora) a raggiungere i livelli che ti sei prefissato, che magari sono altissimi.

Come dice Pearly, facci sentire qualcosa, così si può provare a circoscrivere l'eventuale problema.

Io credo che ognuno di noi possa "espandere", migliorare, anche rivoluzionare qualche aspetto di sé, sempre compatibilmente con il proprio "talento" - e il concetto stesso di talento ognuno lo interpreta a suo modo, per alcuni è riconducibile alla tecnica, per altri è legato alla musicalità, per altri ancora alla velocità di apprendimento e alla capacità di memorizzazione... Oppure ancora l'apertura mentale, la curiosità (su tanti aspetti della vita e) nel genere "preso di mira", il non avere paura a suonare quello che non si conosce, il timing, l'intonazione, il saper raccontare una storia quando si suona (il che presuppone avere delle storie da raccontare), l'interplay... Probabilmente è un insieme di queste qualità e di altre ancora.
Insomma, scusa se mi sono dilungato, ma è partito il flusso di coscienza.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 16:51:25
Ho caricato una traccia su cui ho improvvisato tempo fa vai al link
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 16/05/2023 ore 18:06:25
Non mi sembra affatto male! Anzi, mi sembra che tu abbia acquisito della buone basi. Ora puoi sviluppare. Solitamente nel blues c'è, oltre all'ascolto, un assiduo apprendimento di lick, pattern, turnaround già esistenti da far propri inserendoli nel proprio dizionario e poi, molto poi, personalizzare. Clapton, SRV, Page, tutti così hanno iniziato.
E poi c'è il linguaggio da arricchire dotandosi di "strumenti" più complessi quali scale diminuite, superlocrie e capacità di suonare "out", come Robben Ford.
Per non parlare delle modalità di bending e vibrato (penso a Kenny Wayne Shepherd).
Insomma, io non credo al dono, chi ce l'ha e chi non ce l'ha, mi sembra un alibi per compiangersi e non impegnarsi. Credo invece al farsi un repertorio di classici molto lungo (che scaletta blues hai come bagaglio?) e man mano spingersi nella personalizzazione. Il lanciarsi subito a sviluppare il proprio linguaggio è una cosa che credo riesca al 3% dei chitarristi. L'altro 97% secondo me dovrebbe fare un cammino sul solco di chi è venuto prima.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 18:29:15
Ciao e grazie per la risposta.
Per "studiare" intendevo che, nel corso del tempo, ho ascoltato dischi di vari artisti blues e ho tentato di andargli dietro.
Non ho preso lezioni o fatto corsi. Molto probabilmente dovrei iniziare a farmi seguire da un maestro.
Suono anche in acustico (es. driftin blues, ramblin on my mind).
Comunque si, hai ragione. E' importante arricchire il vocabolario di fraseggi.
Ti ringrazio molto
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 16/05/2023 ore 18:40:54
Un buon maestro è sempre la soluzione più efficiente. Spendi di più ma impari più velocemente.
Io comunque ritengo che gli ascolti sia un punto di inizio ma non bastino. A un certo punto bisogna mandare a memoria, a memoria, a memoria, una montagna di lick, assoli, turnaround. Una montagna. Devi avere proprio un repertorio: brani di Ford, SRV, Bonamassa, BB King, Clapton ecc. a memoria. Tutti i grandi lo facevano ed è utilissimo. Dopo la fase della memoria, segue immediatamente quella della comprensione di ciò che hai memorizzato: razionalizzare l'utilità di quelle cose, capire dove usarle, perché funzionano ecc. Poi la personalizzazione.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 18:44:43
Va bene, grazie!
Rispondi
Loggati per commentare

di E! [user #6395]
commento del 16/05/2023 ore 18:32:51
Si sente che hai ascoltato un casino BB King e tanto blues in generale.
Secondo me ci sono alcuni aspetti sui quali potresti lavorare:
1) l'intonazione dei bending (che è ok ma migliorabile);
2) il timing (soprattutto in certi punti tendi a "tirare avanti");
3) non ho uno strumento qui con me, ma credo di aver sentito soprattutto la pentatonica maggiore (prova a inserire anche l'uso della pentatonica minore, ti si apre un mondo);
4) la costruzione del solo, intesa come una storia da raccontare, con un inizio, uno sviluppo e una conclusione.

Ti parla (scrive) un altro che spesso non è contento di come suona, sia chiaro, ma magari questi spunti possono esserti utili.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 18:43:46
Grazie mille per i preziosissimi consigli.
Il bending ci sto lavorando, non è semplicissimo, per me, intonarlo bene.
Con il tempo hai perfettamente ragione, non sono preciso. E' una delle cose che mi preoccupa molto, non riuscire ad andare bene a tempo.
Sostanzialmente uso la pentatonica maggiore (mischiata alla minore) su I e V grado e, la minore, sul IV. Studiando per conto mio le scale, mi sono chiuso per un pò con la misolidia, per ciascun accordo. Ma non mi piaceva moltissimo il risultato.
Devo lavorare moltissimo sulla storia da raccontare.
Cercare di andare a tempo, sviluppare un fraseggio discreto e raccontare la storia, per me, è difficile.
Grazie ancora per l' aiuto
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 16/05/2023 ore 19:03:09
E' un piacere.
Sull'uso di scale quali misolidia, superlocria, diminuita, etc (ma anche sulla pentatonica) il consiglio principe è sempre quello di cantare le note che suoni, per collegare le dita al cervello. Diventi ancora più cosciente di come suonano le note. Poi se vorrai usare quelle possibilità potrai farlo, magari le userai poco (magari nulla), ma saprai bene come usarle (se in testa ne conosci il suono).

Mi permetto di suggerirti un'altra cosa: modifica la frase "per me, è difficile" con qualcosa come "mi ci divertirò"... Secondo me è tutto lì

Dunque buon divertimento!
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 19:05:57
Ottimo!
Grazie davvero
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 16/05/2023 ore 20:41:33
Ciao, di solito non commento mai i post che in qualche modo toccano anche il gusto personale, una regoletta che mi sono dato, per trattare l’argomento di persona perché richiede tanta empatia. Oggi faccio un piccolo strappo alla regola perché ci sono un paio di cosine che anche E! e altri ti hanno indicato e che un po’ mi sembrano un buon punto di riferimento da cui partire.
Lasciando stare le tante possibilità che le scale e la teoria ti permettono di padroneggiare, qui il rischio che corri è di avere troppa carne al fuoco.
Vai alle radici, cerca il blues più vecchio, non quello “moderno”, non perché non vada bene, ma è fin troppo ricco di soluzioni che conviene esplorare più avanti. Tieniti stretta la pentatonica e impara a dominare quella prima di allargare a tutto il resto. I primi bluesman, quelli che hanno costruito il linguaggio del blues erano semianalfabeti musicali, suonavano perché avevano qualcosa da dire: le loro miserie, i loro dolori, la vita povera e difficile, le poche gioie, i molti amori, le storie degli avi e degli amici. Era questo che gli premeva raccontare, non pensavano di collegare tremila lick diversi perché di lick standard all’epoca ce n’erano ben pochi, e suonavano perlopiù per sentito dire. Suonavano a orecchio quello che gli dava un senso, ma avevano una comunità da cui farsi ascoltare, perciò avevano modo di sperimentare dal vivo quello che funzionava e farne bagaglio. Quindi, resta lì sulla penta e scopri in quanti modi può cambiare faccia e quanti strappi alla regola permette. E poi il groove, ragazzo mio, il groove, rotola, il tempo rotola, è morbido elastico rimbalza come una palla di gomma non come il ticchettio del metronomo. Sentire il groove è quello che probabilmente farà la differenza. Stai indietro, siediti, afflosciati sul tempo, fermalo, quella era una vita dai tempi diversi, lavoro, lavoro, lavoro, in una società dove eri eterno ultimo, secondo, nero. Potevi guardare, non toccare, udire, non parlare, subire, non reagire, e se questo ti faceva incazzare era meglio tenertelo per te e affogarlo nella musica, negli amori, nell’alcol; di certo non c’era fretta di ricominciare il giorno dopo, dopo la pausa pranzo, se per un po’ riuscivi a fermare il tempo di una vita trascinata senza troppe speranze di miglioramento. Il blues ce l’hai se hai qualcosa che ti rimesta dentro, blue: è una parola slang che vuol dire tristezza, malinconia, struggimento. Trova questi dentro di te e avrai la tua storia da raccontare, la potrai mettere in note, quelle cinque che sapevano suonare quei pionieri, che avevano talento musicale certamente ma che erano interessati soprattutto a raccontare quello che sapevano dire con la musica e col canto. E infine un’ultima cosa: le pause, i silenzi. Nella malinconia non parli a macchinetta, dici una cosa aspetti, tiri fuori il rospo, hai il groppo in gola, rifletti, metti in ordine le idee, le dici, riaspetti. Quando hai cominciato a sentire che questo ha un senso, lo applichi anche alla gioia che non è che tutti i blueman si sparavano, ma c’è un linguaggio anche nella gioia, nel divertimento, nello sfogo corale con gli altri, quando le donne ballavano e venivano pensieri sconci. Insomma ma prima si parte dalla solitudine di una persona con una chitarra, perché è lì che il blues comincia.
Un abbraccio.
Rispondi
di c.simone [user #48943]
commento del 16/05/2023 ore 21:12:10
Grazie infinite per il commento e la cura con cui l'hai scritto. Farò tesoro di tutto ciò che hai detto
Buona serata
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 17/05/2023 ore 16:46:33
Considerazioni molto interessanti e molto ben argomentate. Sono d'accordo, il blues è questa cosa qui
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 17/05/2023 ore 10:12:41
hai rimosso la traccia?
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 16/05/2023 ore 21:40:05
Ciao, ciò che ti hanno detto ( il blues ce l’hai o non ce l’hai) mi fa parecchio arrabbiare. Con lo studio e l’impegno si impara tutto. Magari qualcuno farà più fatica di altri, ma si impara. Altro discorso è dire che suonerai come SRV o Robben Ford… per arrivare a quei livelli (cioè mostri sacri) ci vuole probabilmente qualcosa in più. Che sia l’ambiente in cui uno cresce, una sensibilità particolare, un impegno più assiduo o il cosiddetto talento… per fare quel 1% in più forse serve quel qualcosa in più. Ma il restante 99% lo possono fare tutti, con sacrificio e metodo. A mio parere almeno! Piccolo consiglio: studia frasi e non scale e trascrivi i soli che ti piacciono, facendoti aiutare da un maestro. E vedrai come migliori!! Ciao Fab
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 17/05/2023 ore 10:30:30
mi è piaciuto molto l'intervento di Ernestor.
Vi si intuisce una grande sensibilità. Dote necessaria per essere un bravo musicista.
Rispondi
di Bellissima 2014$ utente non più registrato
commento del 17/05/2023 ore 13:10:52
Sono pienamente d'accordo con Ernestor, il segreto è lasciarsi trasportare dalle proprie emozioni, siamo esse positive o negative, e il gioco è fatto. Successivamente tutto verrà naturale e scoprirai la bellezza e il sapore autentico di cose che probabilmente già fai come ad esempio un release cromatico dopo aver fatto un bending di 1 tono e mezzo per poi terminare con un vibrato che ti farà chiudere gli occhi. Di contro, se non ti emozioni, tutto sarà sterile. Un caro abbraccio😉
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