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Tastiera MIDI con tasti semi-pesati, consigli?

di TizMH [user #59241] - pubblicato il 23 dicembre 2022 ore 23:23
Salve a tutti,
Premetto che non sono un pianista (suono la chitarra da 11 anni) ma un aspirante produttore e quindi da poco sto iniziando a capirne un po' di più riguardo il mondo delle tastiere MIDI almeno.
Siccome sto frequentando un corso di produzione mixing e mastering, l'insegnante ci ha consigliato di acquistarne una ed io avevo optato per questa: https://www.strumentimusicali.net/product_info.php/products_id/78725/m-audio-keystation-49-mk3.html

Che ne pensate? Non ho ben capito la differenza tra tasti pesati e semi-pesati, ho letto qualcosa su internet ma ci ho capito poco, insomma, vorrei sapere se questa tastiera ha i tasti come quelli di un reale pianoforte, nel senso che se dovessi premere forte o piano, la velocity varierebbe appunto, grazie.

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di Cukoo [user #17731]
commento del 24/12/2022 ore 13:36:52
Ho la M-Audio Keystation MK3 da 61 tasti che uso per controllare una tastiera Roland. I tasti sono sensibili alla velocità e hanno forma e dimensioni molto vicine a quelle dei tasti di un normale piano acustico (dalle foto sembra che la Keystation 49 abbia invece dei tasti ridotti). La sensazione che i tasti dànno è quella di avere delle molle sotto le dita piuttosto che un peso, ma dato il prezzo la cosa mi sembra accettabile. Due avvertenze:
1- La versione a 49 tasti che vorresti comprare ha solo l'interfaccia USB e non la MIDI-Out (la 61 tasti le possiede entrambe).
2- Ho provato la tastiera con PC e con sola alimentazione USB funziona a singhiozzo. Nessun problema con l'alimentazione esterna (che mi sembra la 49 tasti non preveda).
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 24/12/2022 ore 22:25:38
Ciao, visto l’utilizzo che ne devi fare, cioè produzioni, il consiglio che mi sento di darti è anche considerare per adesso una tastiera con tasti semipesati o non pesati, tipo organo, questo per un paio di pro e un cons direttamente collegati all’utilizzo che più ti capiterà di farne e che vedremo tra poco.
Sgombriamo però prima un dubbio sulla velocity. Con questo termine del vocabolario midi si intende la capacità della tastiera di “capire” con quale forza stai premendo il tasto, così da rispondere come farebbe un pianoforte: più picchi forte sul tasto, più senti il volume della nota aumentare, ma qui si tratta di una funzione digitale, un sensore è in grado di interpretare queste forze di pressione, è un aspetto dunque che non si riferisce al comportamento del tasto fisico. Ormai quasi tutte le tastiere hanno questo tipo di tasti dinamici, indipendentemente dal fatto che siano pesati, non pesati o semipesati.
Una cosa diversa è il comportamento fisico dei tasti, ovvero la riposta meccanica con cui questi rispondono sotto le dita. Se vogliamo l’effetto di rimbalzo tipico del tasto di un pianoforte ci rivolgiamo alle tastiere con i tasti pesati, se invece vogliamo la risposta di un organo o un synth prenderemo dei non pesati, ed esiste una via di mezzo con comportamenti che associano le caratteristiche di entrambi, ma ovviamente si tratta di un compromesso. A che serve? Serve per avere risposte sotto le dita che riportano allo strumento d’origine, questo per favorire un’interpretazione più autentica. La tastiera pesata ha un comportamento ideale per simulare un pianoforte ma ha anche una controindicazione, in quanto la risposta al rimbalzo simula anche il naturale ritardo di ritorno del tasto, che non favorisce un certo tipo di esecuzione se stai suonando una parte di organo o di synth.
Ora, io ho una master keyboard a 88 tasti pesati con meccanica Fatar, di ottima qualità, suonicchio il pianoforte perché l’ho studiato da ragazzo, ma devo dire che per le necessità tipiche della produzione, mi trovo molto più comodo a programmare le parti di tastiera con una piccola controller keyboard a 32 tasti non pesati che mi da la risposta dei tasti tipica di un synth. Questo perché la maggior parte delle volte vuoi stare davanti al computer a programmare le parti di tastiera pezzetto per pezzetto, e dunque non c’è quasi mai la necessità di registrare una performance pianistica, che magari se serve, chiedi di interpretare a un vero pianista e che poi magari ti spedisce il file midi per mail. Presi la 88 tasti perché mia figlia voleva iscriversi a scuola di piano, altrimenti probabilmente non l’avrei mai fatto, se non altro per l’ingombro, essendo parecchio lunga e pesante, e perché lavorare di registrazione da una posizione disassata, o come nel mio caso ruotata di 90º rispetto allo schermo del PC alla lunga annoia, mentre una piccola tastiera da 25 o 32 tasti spesso è tutto quello che ti serve per il grosso del lavoro e te la tieni davanti con tutto il resto, perfettamente in controllo, di più se sei un producer orientato all’elettronica, se magari sei più pop o rock magari vai su una key con più ottave per suonare anche parti a due mani. Io personalmente, alla luce della mia esperienza non andrei oltre 49 tasti non pesati o semipesati, posto che così ci spendi anche meno, ma tu intanto prova a metterci le mani sopra. Detto questo, non c’è in assoluto un giusto o sbagliato probabilmente affrontare le prime esigenze di produzione ti suggerirà la linea.
Ciao e buon Natale 🎄💫
Rispondi
di TizMH [user #59241]
commento del 24/12/2022 ore 23:49:18
Ciao e grazie mille per la risposta esaustiva, probabilmente allora comprerò quella che ho linkato, comunque a livello di pianoforte me la cavo quindi chiedevo proprio per questo, perché mi piacerebbe avere lo stesso feedback che potrei aver avuto su un pianoforte.
Ero, ma lo sono tutt'ora, tentato di acquistare una Arturia da 49 tasti perché mi sembra molto più conveniente, valuterò sicuramente.
Buon natale anche a te!
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