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Un ricordo di Antonio Pioli detto Wandrè.

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 16 agosto 2022 ore 15:39
Un ricordo di Antonio Pioli detto Wandrè.
Anche se mi ero riproposto di non inviare più nessun articolo o diario, visto che scritti di altri (qualcuno in seguito ai miei, vedi statue dedicati ai grandi del R&R e Guitar-Heroes) viene pubblicato come articolo mentre i miei inevitabilmente diventano diari su "People", però ho sempre voglia di trasmettere qualcosa ai molti accordiani che mi seguono e si dimostrano veri amici. Pertanto voglio parlare in primis dei 2 capolavori ricercatissimi di Wandrè, cioè Antonio Pioli, nato a Cavriago il 6 giugno del 1926 e morto nell'agosto del 2004. Sono la Chitarra "Scarabeo" ed il Basso "Rock Basso" realizzati nel periodo di collaborazione con la Davoli (la prima chitarra elettrica che ho avuto il piacere di suonare è stata una sua TRI-Lam color azzurro, proprio del periodo Davoli, mentre il primo 4 corde che ho usato per allenarmi fu un contrabasso modello Naika, celeste sunburst invece del periodo Meazzi). Nel suo periodo migliore ha prodotto strumenti per Adriano Celentano (la Oval), poi Nomadi e Fracesco Guccini, sto parlando del periodo 1960-1963. Wandrè ha acquisito notorietà grazie al suo modo di lavorare estremamente artistico, cosa che lo ha portato a ideare chitarre dai colori sgargianti o dalle forme bizzarre. Lo stesso Bob Dylan menzionò una Wandrè nel 1965 come una chitarra "mai vista negli Stati Uniti", dotata già di un manico in alluminio poi. I suoi periodi sono 1956-1971 con Framez (Meazzi) ma contemporaneamente, tra il 1961 e il1963, con entrambi, cioè Meazzi e Davoli, per passare dal 1963 al 1967 alla nascita della ditta individuale Wandré, affidando fino al 1968 a Reggio Impex la distribuzione ed è in questo breve lasso di tempo che nascono i modelli Mini e Psychedelic Sound. Poi ci fu nel periodo succitato la realizzazione della "Bikini", una chitarra dotata di una parte asportabile in cui alloggiava un amplificatore a transistors al Germanio e relativo speaker, alimentato da 4 battrerie da 4,5 Vcc (alla mia Meazzi Supersonic ne bastavano solo 2). Recentemente ho visto realizzata un modello Wandrè in quel degli "Occhi a Mandorla", boh. Ma eccovi il Trailer del film in cui compaiono le sue chitarre Oval, titolo "Urlatori alla Sbarra", anno 1960:

Un ricordo di Antonio Pioli detto Wandrè.


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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di DAME54 [user #53104]
commento del 16/08/2022 ore 17:22:1
Le ricordo. E ne ebbi anche una, che un musicista del mio complesso chiamava "la padella", a causa della vistosa paletta in alluminio, facente corpo unico col manico. Sfotti oggi e sfotti domani, mi cadde dal cuore e stupidamente la regalai. Ancora piango.
Erano sicuramente chitarre dal design avanti rispetto ai tempi, e alquanto, diciamo, audace. Spero sempre di ritrovarla, ma chissà in quale collezione oggi è custodita.
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di pelgas [user #50313]
commento del 16/08/2022 ore 21:28:32
Quando ero ragazzino e bazzicavo circoli e circoletti, di tanto in tanto un basso o più raramente una chitarra "stramba" degli anni passati si vedeva... Tutti le snobbavano, letteralmente. Io talvolta ne osservavo invece la stravaganza, i luccichini, i colori forti, le forme balorde. Quanti affari si sarebbero potuti fare sul finire degli anni ottanta
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di FBASS [user #22255]
commento del 17/08/2022 ore 09:17:35
Stai parlando di già molto più avanti nel tempo, io la TRI-Lam azzurra citata, che mi fu data in prestito da Peppe, quello che poi io sostituii nel gruppo formatosi nell'Oratorio Salesiano di Bellavista e che quando partì per il servizio di leva mi vendette la attuale mia Hofner Galaxy modello 176, la suonavo nel 1965, mentre l'uso del contrabbasso Naika della Meazzi Wandrè risale all'inizio del 1968, ma mio cugino l'aveva comperato nel 1961; quindi a fine anni 80s, cioè già in periodo "Follie da Vintage", le Wandrè erano già valutate un "occhio della testa", specialmente la Scarabeo, la Brigitte Bardot e la Oval, il basso era un po' meno ricercato, FBASS.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 17/08/2022 ore 14:52:37
Boh forse erano imitazione wandre'
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 17/08/2022 ore 22:25:55
bell'articolo. sono chitarre indiscutibili. magari poi sarà un incubo suonarle ma credo nessuno possa negare l'estrema originalità che comunque deriva da una idea ben precisa di design
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di budelina [user #3787]
commento del 19/08/2022 ore 15:59:20
Ottimo. Oggi possiamo dire che già nel 1960 lavorava anche con Davoli e comunque qualche pick-up Davoli si trova già in chitarre costruite prima del 1957, quando ancora non aveva deciso di fare il liutaio, ma assemblava qualche chitarra per hobby nella bottega del padre. Assicuro che non è un incubo suonarle, se sono settate come si deve. Se avete dubbi andate su youtube e guardate: Wandrè cremona marco colombo, oppure: vai al link o ancora: vai al link o ancora: vai al link o ancora: vai al link oppure: vai al link o anche: vai al link Non metto il video del nostro spettacolo Wandrè l'artista della chitarra elettrica, perché se no poi quando ripartiamo non lo viene a vedere più nessuno ;-) Ma ci suoniamo tranquillamente Pink Floyd e Prince, oltre a una decina di altri autori.
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