Vicino a casa mia c'è un negozio della catena di franchising "Mercatino" dell'usato. La prima volta che ci entrai mi diede più che altro l'idea di una succursale della discarica, e per un po' di tempo non ci tornai più. Poi - dopo che un po' di tempo fa mi ero fatto scappare come un asino un Davoli Jolli - ho preso l'abitudine, di tanto in tanto, di farci un giro, che non si sa mai.
Ultimamente poi mi era tornata voglia di una "chitarraccia" da usare come nave-scuola per far pratica con saldature - setup - modifiche eccetera, e siccome di tanto in tanto qualche copia scrausa di strato l'avevo già vista in passato, qualche giorno fa ci sono tornato.
Nel reparto "piccoli elettrodomestici - musica - cose che funzionano con la corrente o a pile" c'era uno scatolone di cartone per terra, con buttato dentro un improbabile orologio - barometro. Ad attirare la mia attenzione è stata una sagome familiare che spuntava da dietro l'orologio, nello stesso scatolone. Ovvero la sagome di una paletta Tele-style.
Presa la chitarra me la sono studiata un po'.
Conciata troppo male.
Il corpo: attraverso le numerose crepe, botte e scrostature il corpo pareva inequivocabilmente in multistrato rivestito da un cappottino plastico e spesso di vernice. Le meccaniche? una senza più alberino, una sola aveva ancora la boccola in sede nella paletta, le altre facevano perno direttamente sul legno. Per non parlare del manico. Premendo una delle tre corde rivestite al tetano al primo tasto ed all'inserzione col corpo, in mezzo al manico restava troppa aria, ad occhio ben oltre il millimetro... troppo curvo.
L'ho rimessa giù e me ne sono adato.
Però... però... quel manico...
non era il solito acero pallidino delle chitarre economiche... cos'era?
Mogano? uhm... una tele con manico in mogano?
e come stava bene l'accostamento di colore della paletta in mogano con quel corpo vintage white... e col battipenna color... color... wine red?
bella anche la forma del ponte! anche se non filologicamente corretta, mi piace quasi di più della solita scatoletta rettangolare...
azz, peccato, il manico!
massì, và corriamo il rischio!
Alla fine ho considerato che la spesa era talmente ridicola, che potevo anche darla per persa. Soprattutto mi sono accorto di volere davvero la chitarrina quando il giorno dopo, impossibilitato a tornare al mercatino, ho iniziato ad avere paura di non trovarla più (ancora scottato dall'esperienza del Davoli).
Alla fine sono tornato là, e me la sono comprata...
continua...