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Perchè nel 1972 decisi di passare al Fender Precision ...

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 14 luglio 2022 ore 11:04
Perchè nel 1972 decisi di passare al Fender Precision ...
E che ho ancora, infatti è il più longevo in mio possesso (1972), seguito a ruota dal Fender Jazz Bass, comperato nel 1978 ma che era usato essendo, come matricola, databile a fine 1974. Antefatto: dopo anni di produzione nostrana ed europea (due bassi EKO, uno modello 1100/MB/2 e l'altro modello 1150/TO/2, un basso Framus modello 5/149 e due Hofner, uno modello 185 e l'altro modello 500/1 Violin Bass), dopo una breve parentesi in cui utilizzai un Fender Mustang Competition Blue, subito sostituito con un Gibson EB 0 del 1969 (questo tenuto ed usato per 13 anni, ma che ancora lo rimpiango), essendo entrato a far parte del gruppo dei fratelli Avitabile (Rino ed Enzo) che loro avevano chiamato "Gli Achei", un giorno Enzo mi chiese di accompagnarlo alla Bideri. Era una sala di registrazione al lato dell'ingresso principale del vecchio "Policlinico" e fu lui che conobbi e diventai poi amico di Mario Musella, buonanima, cantante e bassista degli "The Showmen". Lo sentii provare in quell'occasione un brano di Franco Califano (che comunque conobbi poi ad Ercolano), intitolato "Non si può leggere nel cuore"; grande interpretazione canora accompagnata da un giro di basso incisivo come mai sentito prima, lui che aveva utilizzato per anni un Burns modello Bison. Fu così che gli chiesi perchè avesse scelto di inciderla con il Fender Precision e non con il Jazz Bass che vidi su un porta-chitarre, e Mario, che era di una disponibilità unica e sempre pronto a dare consigli, mi rispose: "Uagliò chiste ha nù suono sulo ma chille". Tanto mi convinse che solo dopo 5 giorni comperai, nel negozio più conosciuto a Napoli, il mio Fender Precision (quello dell'immagine d'apertura), pagandolo lire 199.000 (il Jazz Bass dopo 6 anni mi costò, usato, lire 350.000). Ma feci lo sbaglio di non comperarmi il precedente basso di Mario, un Fender Coronado II che lui aveva dato in permuta proprio in quel negozio. Ecco Mario e Precision

Perchè nel 1972 decisi di passare al Fender Precision ...


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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di pelgas [user #50313]
commento del 19/07/2022 ore 03:21:37
La Bideri era una storica casa musicale e produceva credo qualcosina. Trent'anni fa, da bambino, ebbi per le mani i canzonieri napoletani per accompagnare una cantante con la chitarra classica, hai tempi, quando studiavo chitarra classica otto ore al giorno
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di DAME54 [user #53104]
commento del 23/07/2022 ore 22:49:02
In quegli anni i musicisti dei complessi (allora le band si chiamavano così) si esibivano, ad eccezione del cantante, vestiti tutti quanti alla stessa maniera.
Ricordo una volta che sostituii all'ultimo momento il chitarrista di un gruppo di amici, e prima di salire sul palco mi diedero da indossare la sua giacca.
Fu tragico. Era una giacca gigantesca per me, che ai tempi ero magrissimo. Suonai lo stesso, con sublime sprezzo del ridicolo, ma ricordo ancora la vergogna.
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