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| Megajam romana: che spettacolo!
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di Bluman [user #3800] - pubblicato il 26 luglio 2006 ore 12:12
Non so da che parte cominciare. Ma sì, certo che lo so!
E ancor prima di commentare la parte musicale della megajam di ieri sera a Roma, non posso fare a meno di sottolineare quello che è stato il vero cuore pulsante della serata: l’emozione ed il piacere di stare tra persone simpaticissime, cordiali, disponibili, cariche di voglia di stare insieme. Sembrava, ieri sera, di stare tra amici di vecchia data, conosciuti da sempre, e mentre ritornavo a casa con il mio amico batterista (Alessandro), lui stesso, che ha incontrato tutti per la prima volta, ha detto la stessa cosa: “mi sembrava di conoscerli da sempre, sono stato benissimo”.
Che devo dire? Una festa, una celebrazione del “fare musica”, un blues dietro l’altro, quasi senza sosta. Uno partiva con un riff,e gli altri immediatamente dietro, come se fosse un pezzo conosciuto e provato, con un affiatamento incredibile, e il tutto condido da uno scambio di strumenti frenetico. Dall’elettrica si passava all’acustica, poi al basso, poi uno stop per una birra, per poi tornare al fronte e scatenarsi in un assolo. Che spettacolo!Veniamo ai protagonisti:
Alessandro [Alexander25], attivo organizzatore della serata, ha suonato, e cantato con la sua voce caratterizzata da un numero di decibel non ben definito. Ale, a che ti serve l’impianto voci?
Gigi [Alfio], ha scelto di venire “disarmato”, e con la scusa si è passato tutte le chitarre disponibili. Grande, su ogni strumento è riuscito a dare un impronta sempre riconoscibile.
Peppe [Goose1108], anche lui senza strumentazione, e nonostatnte il suo periodo non buono per la salute, non è voluto mancare all’evento, esibendosi in qualche bell’assolo. Peppe, la prossima ti vogliamo al 100%.
Angelo [Njuletto], la voce, e il cuore di Napoli, è passato dal tocco delicato della sua classica amplificata, ai suoni distorti dell’elettrica, inserendosi perfettamente in ogni contesto. Angelì, me lo faresti un piacerone? Tu ti metti seduto con la classica e il microfono davanti, e io me ne stò tutta la sera ad ascoltarti!
Emanuele [Magnetico], con chitarra elettrica, un ambaradam di effetti, lucette, pedali, ed una valanga di note! Lo dico alla romana: “ammazza che bravo!”
Andreas [Doando]. Fermi, quì c’è da fare un discorso a parte: Andreas è arrivato da Bolzano!, ha imbracciato un basso, non ha sbagliato un passaggio, ha retto tutta la megajam con un tappeto di note incredibili, è passato alla chitarra, c’ha fatto sentire come si suona, è tornato al basso, ha seguitato a correre per la tastiera, e oggi se ne torna a Bolzano. Io non ho parole, ma dico solo che il mio amico batterista ad un certo punto mi ha detto: “lo amo!”
Alessandro, il batterista, il mio amico da sempre, soprannominato “Alex the hammer”, ha picchiato come un fabbro. Per me, che ci suono da 25 anni, niente di nuovo, ma ieri sera ha dato tutto, coinvolto anche lui in questa serata indimenticabile. Alessà, quante bacchette hai rotto ieri sera?
E non è finita qui, perché più tardi, si sono aggiunti Alberto, (con una strato Fernandes), la moglie Chiara, ed un altro chitarrista. E’ inutile dire che non appena Chiara si è messa davanti al microfono, con la sua voce, ha trasformato la serata in una magia.
Ho dimenticato qualcuno?
Bè, c’ero anche io, ovviamente. Si è sempre molto critici con se stessi, quindi evito di fare commenti. Ma in fondo, in una serata come quella di ieri sera, era giusto che la tecnica lasciasse il posto al coinvolgimento, all’emozione, al piacere di fondersi con gli altri. E tutto questo c’è stato.Ed è per questo che, carissimi jammari, romani e non, vi voglio ringraziare con tutto il sentimento, perché per me “fare musica” vuol dire essere in sintonia, sentire l’amicizia, mischiare il sudore, urlare, provare emozione…
Non ho altre parole… ma ne rimane solo una: GRAZIEClaudio
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Non so da che parte cominciare. Ma sì, certo che lo so!
E ancor prima di commentare la parte musicale della megajam di ieri sera a Roma, non posso fare a meno di sottolineare quello che è stato il vero cuore pulsante della serata: l’emozione ed il piacere di stare tra persone simpaticissime, cordiali, disponibili, cariche di voglia di stare insieme. Sembrava, ieri sera, di stare tra amici di vecchia data, conosciuti da sempre, e mentre ritornavo a casa con il mio amico batterista (Alessandro), lui stesso, che ha incontrato tutti per la prima volta, ha detto la stessa cosa: “mi sembrava di conoscerli da sempre, sono stato benissimo”.
Che devo dire? Una festa, una celebrazione del “fare musica”, un blues dietro l’altro, quasi senza sosta. Uno partiva con un riff,e gli altri immediatamente dietro, come se fosse un pezzo conosciuto e provato, con un affiatamento incredibile, e il tutto condido da uno scambio di strumenti frenetico. Dall’elettrica si passava all’acustica, poi al basso, poi uno stop per una birra, per poi tornare al fronte e scatenarsi in un assolo. Che spettacolo! Veniamo ai protagonisti:
Alessandro [Alexander25], attivo organizzatore della serata, ha suonato, e cantato con la sua voce caratterizzata da un numero di decibel non ben definito. Ale, a che ti serve l’impianto voci?
Gigi [Alfio], ha scelto di venire “disarmato”, e con la scusa si è passato tutte le chitarre disponibili. Grande, su ogni strumento è riuscito a dare un impronta sempre riconoscibile.
Peppe [Goose1108], anche lui senza strumentazione, e nonostatnte il suo periodo non buono per la salute, non è voluto mancare all’evento, esibendosi in qualche bell’assolo. Peppe, la prossima ti vogliamo al 100%.
Angelo [Njuletto], la voce, e il cuore di Napoli, è passato dal tocco delicato della sua classica amplificata, ai suoni distorti dell’elettrica, inserendosi perfettamente in ogni contesto. Angelì, me lo faresti un piacerone? Tu ti metti seduto con la classica e il microfono davanti, e io me ne stò tutta la sera ad ascoltarti!
Emanuele [Magnetico], con chitarra elettrica, un ambaradam di effetti, lucette, pedali, ed una valanga di note! Lo dico alla romana: “ammazza che bravo!”
Andreas [Doando]. Fermi, quì c’è da fare un discorso a parte: Andreas è arrivato da Bolzano!, ha imbracciato un basso, non ha sbagliato un passaggio, ha retto tutta la megajam con un tappeto di note incredibili, è passato alla chitarra, c’ha fatto sentire come si suona, è tornato al basso, ha seguitato a correre per la tastiera, e oggi se ne torna a Bolzano. Io non ho parole, ma dico solo che il mio amico batterista ad un certo punto mi ha detto: “lo amo!”
Alessandro, il batterista, il mio amico da sempre, soprannominato “Alex the hammer”, ha picchiato come un fabbro. Per me, che ci suono da 25 anni, niente di nuovo, ma ieri sera ha dato tutto, coinvolto anche lui in questa serata indimenticabile. Alessà, quante bacchette hai rotto ieri sera?
E non è finita qui, perché più tardi, si sono aggiunti Alberto, (con una strato Fernandes), la moglie Chiara, ed un altro chitarrista. E’ inutile dire che non appena Chiara si è messa davanti al microfono, con la sua voce, ha trasformato la serata in una magia.
Ho dimenticato qualcuno?
Bè, c’ero anche io, ovviamente. Si è sempre molto critici con se stessi, quindi evito di fare commenti. Ma in fondo, in una serata come quella di ieri sera, era giusto che la tecnica lasciasse il posto al coinvolgimento, all’emozione, al piacere di fondersi con gli altri. E tutto questo c’è stato. Ed è per questo che, carissimi jammari, romani e non, vi voglio ringraziare con tutto il sentimento, perché per me “fare musica” vuol dire essere in sintonia, sentire l’amicizia, mischiare il sudore, urlare, provare emozione…
Non ho altre parole… ma ne rimane solo una: GRAZIE Claudio
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