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La passione per la musica è ereditaria?

di TidalRace [user #16055] - pubblicato il 19 novembre 2021 ore 09:04
La passione per la musica è ereditaria?
Una foto di uno dei gruppi musicali, con mio padre il primo da destra, davanti alla statua dedicata al musicista jesino Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 16 marzo 1736)

La mia passione per la musica suonata l’ho ereditata da mio padre, chitarrista ritmico in svariati gruppi di Jesi in provincia d’Ancona, dalla metà degli anni ‘50 alla metà degli anni ‘60 abbandonata poi per motivi di famiglia e lavoro. Nella zona fu uno dei primi a possedere una chitarra elettrica e a suonarla, quando spesso si usavano strumenti a fiato, a corda acustici o fisarmoniche, che andavano per la maggiore nelle piccole orchestre dei locali da ballo o nelle bande musicali.
La passione per la musica è ereditaria?
Una delle tipiche formazioni del gruppo, con l'impianto voce probabilmente Semprini e il registratore a bobina incorporato. Appoggiata su un amplificatore si può vedere la chitarra costruita da mio padre.

Le chitarre dell’epoca erano quasi sempre delle grosse archtop di marchi nostrani, mentre lui si era costruito una piccola solid body, non avendo agli inizi i mezzi necessari per l’acquisto. Con il fratello, tra le altre cose, si erano costruiti anche una batteria acustica per mio zio, che era anche una delle voci soliste del gruppo. Sembra sia stato realizzato anche un contrabbasso elettrico privo di cassa armonica, ma non possiedo alcuna foto. Anche mio padre cantava qualche brano durante le serate nei locali di cui era piena la nostra cittadina in quanto non ancora soffocata dalle trasmissioni televisive. Le richieste della loro musica andavano però anche a molti locali della costa marchigiana.
La passione per la musica è ereditaria?
Una tipica soluzione dei locali da ballo prevedeva che i tavoli fossero molto vicini all'orchestra, visto anche i volumi decisamente contenuti. Si possono vedere gli amplificatori dell'epoca e la strana chitarra sulla destra, forse un'evoluzione della precedente.

Era prassi all’epoca trovare un gruppo musicale o orchestra come erano definite allora, per accompagnare il cantante famoso che era invitato ad esibirsi su un palco di una qualche festa o serata. Ricordo che avevamo in casa alcune foto di mio padre con Johnny Dorelli e il quartetto Cetra, oggi finite chissà dove. Una bella iniziativa di quel fine anni ‘50, quando l’ancora molto giovane azienda RAI, fece un giro della nostra penisola a cercare nuovi gruppi musicali come quello di mio padre.
La passione per la musica è ereditaria?
Mio padre si trova al centro della scena, davanti alle telecamere RAI mentre suo fratello è seduto alla batteria.

La passione per la musica è ereditaria?
La sua chitarra era spesso usata dal chitarrista solista del gruppo, dove negli anni migliori era amplificata da un Fender Super Reverb, poi mio padre le preferì una Hofner a cassa alta, molto rifinita, chitarra che sembra sia stata rubata quando io e i miei fratelli eravamo già nati, mentre per la voce usavano impianti Semprini, secondo lui i migliori all’epoca pur se provvisti di poche decine di watt valvolari, di cui ne era anche il fonico ed effetto echo Binson Echorec.

La passione per la musica è ereditaria?
Uno dei primissimi gruppi del mio vecchio furono i White Jeans Devils, con solo chitarre, fisarmoniche e batteria.

Mi piace ricordare i nomi dei gruppi che si sono avvicendanti anche se non in ordine cronologico; "The Lucio's Boys", "The Misters", "The New Boys", "The Guitars" e le persone che ci hanno suonato: Giancarlo Ambrosi (mio padre, chiitarra ritmica e voce), Gianni Ambrosi (mio zio, batteria e voce), Veniero Mancinelli (trombone e contrabbasso), Mario Filonzi (sassofono e clarinetto), Giorgio Gigli (chitarra solista), Lucio Longhi (pianoforte), Angelo Macchi e Roberto "Pat" Capogrossi (cantanti). Un grazie alle foto prese dal sito "Jesi Graffiti".

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di MM [user #34535]
commento del 19/11/2021 ore 09:12:10
Bellissimo post, bellissime foto. Puoi essere fiero di tuo padre.
Credo ci sia un'ereditarietà.
Mio padre ha suonato la fisarmonica, mia zia (sua sorella) è insegnante (diplomata al conservatorio) di pianoforte, sua figlia in arpa, suo figlio in violino.
Poi nelle Marche la tradizione musicale è veramente alta.
Pensa, il vescovo della mia città, viene da Matelica, aveva una Band in cui suonava la tromba, ma suona bene anche la chitarra e canta.
Appena arrivato da noi, per presentarsi, ha fatto un Live con la sua band di Matelica, fatta venire appositamente, nel prato davanti alla Rocca Sforzesca, mitico.
Non perde l'occasione per suonare in pubblico, blues, soul, musicalità innata... è un grande.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 19/11/2021 ore 09:27:37
Bellissimo racconto....ci fa fare un bel salto all'indietro e ci fa capire come siamo arrivati ai giorni nostri.
Grazie di averlo condiviso
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 19/11/2021 ore 10:35:42
Bellissima storia e grazie per averla condivisa.
Bei tempi quelli per la musica, periodi di grandi innovazioni.
Per ritornare in tema non credo che la passione della musica sia ereditaria, io suono da quando avevo 11 anni (ora supero i 50) ed hai miei figli non e' mai importato di saper suonare uno strumento. Probabilmente e' pero' anche colpa mia.
Una curiosita' ma hai ancora le chitarre costruite da tuo padre? Bellissime anche considerando che all'epoca non c'erano le possibilita' di oggi per il DIY
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di TidalRace [user #16055]
commento del 19/11/2021 ore 10:44:23
No nessuna, mi padre ha distrutto anche quelle che aveva fatto negli '70 e '80, compresi tre bassi per me. Forse quelle in foto sono rimaste a qualche suo amico, non so.
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 19/11/2021 ore 10:46:39
Un vero peccato. Comunque invidio chi ha fatto musica a quei tempi. Mi sarebbe piaciuto esserci
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 19/11/2021 ore 13:37:15
Post molto interessante che fornisce un bellissimo spaccato di un'epoca diversa.
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 19/11/2021 ore 14:27:05
Molto interessante il racconto, probabilmente, io, se avessi ereditato come te la passione musicale dai miei genitori, avrei sicuramente preso molto di più sul serio l'impegno verso lo strumento che suono, ma mio padre in rastrelliera aveva dei fucili al posto delle chitarre, ed io con il mio handicap visivo non potevo di certo fare il cacciatore;)
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 19/11/2021 ore 14:38:43
La passione io l'avevo, il talento no, quello è andato tutto al secondogenito, che è riuscito a farlo come secondo lavoro, in modo semi-professionale. Ad ogni modo, per un certo periodo, dall'inizio degli anni '80 alla metà degli anni '90, mi sono esibito anch'io, quasi sempre in compagnia del musicista di famiglia.
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 19/11/2021 ore 15:08:42
Io passione poca, però ho sfruttato molto una delle mie carte vincenti, come mi dicevano i miei vecchi insegnanti dell'accademia di musica di Modena, tu Stefano hai un gran orecchio musicale e sfruttalo anche se hai studiato armonia e quant'altro.
Il mio problema è che mi stufo spesso, non riesco a suonare tutti i giorni, e anche se magari potrei farlo, ad un certo punto mi annoio, e non è una questione di suonare solo, mi è successo anche in gruppo.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 20/11/2021 ore 11:00:55
Bei ricordi e belle immagini. Invece mio padre, morto a meno di 58 anni d'infarto, pur essendo un artista, era un pittore conosciutissimo, incisore su vetro e realizzatore di vetrate artistiche a fuoco, non ha mai preso di buon occhio il fatto che a me piacesse la musica (ma me la cavo anche nel disegno artistico), quindi tutti gli strumenti poveri di quegli anni (1967-1972) li ho comperati risparmiando sulle paghette settimanali. Ricordo che ad un matrimonio in cui mi esibivo con il mio Hofner mod. 185 su un Davoli Baby Bass, un signore anziano mi disse che se lo sentiva tale e quale nello stomaco (un 12 W con push-pull di ECL86 ???), come impianto ho incominciato con un Meazzi Factotum valvolare per passre ad un Semprini a rack che aveva superiormente l'echo a nastro comprensivo di mixer e sotto un 20+20 W con push-pull di EL84, ma le casse montavano 6 altoparlantini tipo quelli delle fonovalige, comperato usato a Torre Annunziata per lire 80 mila, comprensivo di un microfono AKG D12 (che ho ancora); di Binson Echorec 2 ne ho avuti (e resuscitati) almeno 4 di cui l'ultimo aveva già le prese jack al posto delle Geloso, ho avuto e regalato sia il finale da 40 W nella scatola in compensato rivestito in tolex a 2 colori, che il mixer a 6 ingressi che io modificai rendendolo indipendete come alimentazione, adesso ho l'Echorec P.E.603 T. a rack, FBASS
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 20/11/2021 ore 17:52:55
DNA? O cosa si ascoltava (per forza dei genitori) da bambini. Dai miei il Jazz (dove si imparava), Wagner (da heavy metal), Bach (da musica elettronica). Dalla televisione, tutto quello che c'era a partire da vai al link da voce sensazionale e davvero brava. A quando una versione elettrica instrumental?

In Danimarca è partito l'interesse per il Pop Made in Italy per farci covers. Hits assicurati per almeno un decennio! Mando un esempio vai al link e tradotto in danese il titolo è "dove andremo a dormire stanotte" e i due a fare rispettiva pubblicità per "a casa mia".

Mi sembra di ricordare che non vi era alcuna menzione su media in Italia riguardo al successo di covers nei vari paesi in cui sono stati hits da number one. Un ragione cmq c'è: è un business esclusivo di edizioni musicali dato che versioni originali generano zero royalty per le case discografiche e loro artisti,

Molto dopo e lavorando in casa discografica sono andato a vedere chi aveva vinto quell'anno a Sanremo. Matia Bazar con "Vacanze romane", Mai sentiti, telefonata con ascolto e contratto per Scandinavia e Finlandia, Versioni in italiano o inglese? Il test era "Ti Sento" vai al link che partendo a razzo in Scandinavia si è sparso al Nord e in Germania e il video viene dalla TV tedesca. I Matia in studio sono da Conservatorio. Del mai visto, inaudito! Non mi posso però vantare di vai al link dove non si era disposti a cedere diritti di licenza,.. Peccato, non è poi stato pubblicato in Scandinavia (tipico per le Multinazionali). Mio testo preferito! Attuale latest update 20 Nov 2021 della rilevanza del testo. Col video sarebbe andato bene da queste bande.

Di vintage in studio serve un Echorec e una Ranger-12 per essere all'altezza. La 12-corde usata per doppiare esattamente quello che fa l'elettrica viene fuori bene nel mix - non si possono assolutamente replicare in digitale questi due elementi.
Rispondi
di Amaranto utente non più registrato
commento del 22/11/2021 ore 02:38:39
Bellissime,.. quanta storia e quanta eleganza,.. si vede che c'era proprio la voglia di fare,.. mancano quei tempi. I ragazzi di oggi purtroppo vivono in un epoca dove questo paese pare si sia perso in tutti i sensi,.. Il governo non li aiuta e li incentiva manco morti,.. menefreghismo assoluto, pero' a sentire loro, la musica va coltivata nel nostro paese,.. ah siii? allora spiega in che modo perche' per quello che vedo, mi sembra il contadino che vuole raccogliere l'insalata ma senza aver seminato.. X Factor e balle varie aiutano un po' poco, anzi per nulla ..Rivoglio tutti i locali dove un tempo si suonava dal vivo... comunque, sfogo a parte, complimenti,.. queste foto parlano e raccontano, basta osservarle nei particolari..Vestiario e strumenti che usavano,.. bello bello, A proposito del Binson Echorec abitavo vicino a Cinisello Balsamo dove veniva fabbricato, e vederlo nel video dei Pink Floyd a Pompei mi ha fatto uno strano effetto, quasi di orgoglio,.. Noi Italiani siamo stati bravi in tante cose, musica compresa, e le tue foto lo testimoniano.. Complimenti per la storia e grazie anche a tuo padre per averla tramandata tramite te fino ai giorni nostri 😉🎸👏👏
Rispondi
di facchese [user #59546]
commento del 22/11/2021 ore 17:24:34
Risposta secca alla domanda del post: NO!
Ho 3 figli maschi, 6 chitarre appese in giro per casa accordate e con plettri in posizione, 2 ampli collegati alle prese con cavi penduli che attendono... niente da fare, alla fine le suono solo io
Cmq complimenti per la tua storia
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 23/11/2021 ore 12:02:44
Grazie per questo intervento, davvero evocativo!
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