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Articolo interessante che parla di alberi

di Ampless [user #60399] - pubblicato il 16 settembre 2021 ore 11:34
Anche se non parla degli alberi impiegati  per la costruzione di strumenti musicali, è interessante questo articoletto di Focus che evidenzia gli sprechi della carta e quanti alberi si impiegano per ottenere una risma di carta per stampante.
Sarebbe interessante trovare un articolo simile che metta in relazione alberi e  strumenti musicali con le eventuali stime.
Buona lettura.
https://www.focus.it/ambiente/natura/quanti-fogli-di-carta-si-ricavano-da-un-albero281217-1147

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di reca6strings [user #50018]
commento del 16/09/2021 ore 12:16:0
Ciao, l'articolo non è sbagliato, ma molto, molto, molto parziale. Il conteggio che presenta è meramente teorico in quanto in realtà la carta oggi viene prodotta solo per il 50% con gli alberi, l'altra metà deriva da fibre riciclate. Inoltre è bene sapere che in Europa le piante che forniscono il materiale per la polpa che diverrà carta provengono da piantagioni ad hoc, certificate, nel senso che garantiscono una quota di ripiantumazioni maggiore delle piante tagliate. Infine, anche quando di provenienza da una pianta, la carta non viene certo da legname pregiato o protetto; anzi, in oriente si usa molto il bambù, da noi la betulla ed il pioppo, ossia essenze di cui c'è abbondanza anche eprchè hanno una crescita rapida.
Buona musica
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 16/09/2021 ore 12:51:48
Ho trovato anche questo articolo carino che parla della Val Di Fiemme e degli alberi con cui ricavano tavole armoniche per la costruzione di strumenti musicali, se hai tempo dacci una letta è interessante.
vai al link
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 16/09/2021 ore 14:10:11
In particolare questi punti sono interessanti da leggere, te li incollo:

Naturalmente il fatto che questo luogo porti il nome di “foresta dei violini” non significa che tutti gli abeti vadano bene per la costruzione di strumenti musicali. Infatti, il processo di ricerca e selezione del legno non è affatto semplice. Se credi che Fabio si rechi personalmente nel bosco a toccare con mano tutti i tronchi per selezionare l’albero adatto e, una volta scelto, quest’ultimo venga abbattuto appositamente per diventare una chitarra o un mandolino, ti sbagli di grosso. La selezione degli abeti si inserisce nella più ampia filiera del legno, che inizia a partire dal piano di abbattimento deciso dall’autorità Forestale, che ogni anno individua i lotti che è possibile abbattere nelle diverse aree e quote del bosco. Una volta tagliati gli alberi delle zone scelte dalla forestale, Fabio può inserirsi e selezionare quelli provenienti dalle zone di alta quota, sui versanti a nord, nord-ovest, dove potrebbero esserci le caratteristiche di “fibra rara” che servono a lui, prima che il legno venga portato via e destinato ad altri utilizzi.


Essendo l’unica azienda in Italia a fare questo lavoro, non esiste nessun altro che sia sufficientemente preparato ed esperto per poter svolgere bene questa attività di selezione, e non esiste nemmeno una tecnologia che possa facilitarla. È tutta esclusivamente esperienza. E in Italia ce l’hanno solo Fabio e il suo capo operai.

“Noi conosciamo bene il processo interno, il modo in cui poi il materiale verrà tagliato, quali sono tutti i difetti del legno che dobbiamo scartare. Così, in qualche modo quando guardi il tronco puoi riconoscere il tipo di fibra, se ha un andamento regolare, osservi i nodi e i difetti, cerchi di proiettare con la mente sul legno i pezzi degli strumenti che andrai poi a creare e cerchi di capire se può rendere o no. La scelta del tronco è fondamentale, perché di quel legno avrai sempre sicuramente uno scarto, che di solito è dell’80%. Devi essere capace di riconoscere quello che te ne darà il meno possibile, perché anche se lo scarto aumentasse di appena il 2%, sulla quantità complessiva di tavole armoniche prodotte ‘con la parte buona’ sarebbe una bella perdita”.

Nel momento della selezione, quindi, è come se Fabio riuscisse a percepire la musica dalla catasta di tronchi che ha davanti. Così, da quei futuri mobili, pavimenti, porte, finestre e battiscopa grazie alla sua esperienza estrae ciò che può invece salvarsi e diventare arte. Evitando, quindi, che un legno che lui può arrivare a pagare centinaia di euro a metro cubo possa essere venduto altrove a molto meno, per altri usi, solo perché lui non è arrivato a selezionarlo.


E una volta scelto e acquistato il legno cosa accade?

“Non può essere lasciato in tronco con la corteccia, altrimenti si rovina. Quindi lo scortecciamo subito e poi lo portiamo in una piccola segheria privata, qui in valle, che effettua una segagione particolare per questo tipo di lavorazione, caratterizzata da un taglio di tipo “radiale” fatto apposta per la liuteria, il cui risultato è che la fibra si trova sempre a 90° rispetto al piano armonico della tavola.”


“Per la liuteria facciamo invece pezzi a spicchio, come se fossero fette di torta. È un metodo di taglio particolare che si usa solo per questi prodotti, ed è un’altra cosa che rende difficile il nostro lavoro, dato che non puoi rivolgerti a una segheria qualsiasi. È tutta una metodologia, un tipo di lavoro che dobbiamo organizzarci e gestire in maniera autonoma.”


“A questo punto viene fatta la stagionatura, durante la quale il legno viene accatastato in modo tale che possa girare aria nella catasta per non fargli trattenere umidità ed innescare muffe.”


Anche per la stagionatura i legni per pianoforti e quelli per gli strumenti strumenti di liuteria vengono gestiti in modo differente.

“Il materiale per pianoforti viene stagionato per un anno in tavolate grezzo di spessore 50 mm. Poi viene fatta una prima lavorazione e quando è ridotto a tavolette di spessore più piccolo viene passato in una cella a temperature di circa 40-45 gradi per alcuni giorni, così da abbassare ancora l’umidità del legno. Poi si prosegue con la lavorazione.”


“Per la liuteria, invece, la stagionatura è solo naturale e dura cinque anni. Per tutto questo tempo, quindi, il legno resta allo stato grezzo con tutti i suoi difetti, i nodi e le sacche di resina. Solo dopo questi cinque anni lo si lavora, si seleziona la fibra, vengono tolti i difetti, si ragiona se possa starci dentro una chitarra, un violino o una viola. Il legno viene battezzato, gli viene dato un nome e così sappiamo già che strumento diventerà.”


“A questo punto viene fatta una selezione di qualità (rappresentata da prima, seconda e terza scelta), il legno viene marchiato con il nome dell’azienda, il lotto, l’anno di abbattimento e la qualità e poi viene messo in magazzino a disposizione dei liutai che vengono a scegliere il materiale o lo richiedono con spedizione in tutto il mondo.”



È il liutaio, quindi, che conclude l’opera, utilizzando la propria capacità ed esperienza per tirare fuori da quel legno perfetto uno strumento con le caratteristiche che desidera. Ed è proprio la sua lavorazione che determinerà il risultato finale.

“In pochi capiscono questa cosa – dice Fabio. – Molti pensano che se prendi l’abete di risonanza di prima qualità, avrai per forza uno strumento di qualità altissima, perché migliore è il legno migliore sarà il violino. Ma non è assolutamente così. È come se qualcuno ti desse in mano il blocco di marmo di Carrara migliore della cava: saresti capace di fare quello che ha fatto Michelangelo? Il discorso è lo stesso. È la lavorazione del liutaio ciò che davvero può valorizzare questo legno, ed è quindi lui a dover scegliere personalmente il tipo di materiale di cui ha bisogno per ottenere il risultato migliore. Ci vogliono capacità ed esperienza per costruire uno strumento che suoni bene.”

Dopo la tempesta: reagire ai danni del maltempo

Il maltempo che si è abbattuto sulla valle alla fine di ottobre, però, ha un po’ cambiato le cose. La quantità di abeti caduti, infatti, ha superato di circa 14 volte il numero di alberi che potrebbero essere abbattuti ogni anno. Stiamo parlando di un milione e 250 mila metri cubi al posto degli 80-90 mila di taglio annuale. Solo in Val di Fiemme.

Tuttavia, Fabio racconta che complessivamente è stato toccato più o meno il 9% delle foreste, e quindi la foresta non è stata distrutta completamente come molti credono. Il problema sta tutto nella possibilità di effettuare abbattimenti futuri, che verranno bloccati dall’autorità Forestale per permettere agli alberi di ricrescere. Questa situazione è problematica, oltre che per l’economia dell’intera valle, anche per la selezione del legno di risonanza, perché non è detto che tra gli alberi sradicati ce ne siano abbastanza da essere utilizzati. E per mantenere il bosco in salute, per diverso tempo non sarà possibile effettuare altri tagli.


“Io ho potuto calcolare che, in Val di Fiemme, su mille alberi per creare strumenti musicali ne vanno bene due o tre – spiega Fabio. – In determinate zone probabilmente non ce ne sarà nemmeno uno, e nelle zone giuste, di alta quota, magari potrei trovarne anche qualche decina. Ma non vanno bene tutti, c’è sempre difficoltà a selezionare quei pochi, rari tronchi. La forestale concede lotti di abbattimento in base a quanto la foresta ricresce. Quindi, dopo la tempesta, in teoria non si potrebbe più tagliare niente per almeno 12 o 13 anni. Questa situazione però rischierebbe di bloccare totalmente gran parte dell’economia della valle che si basa su raccolta, trasporto e lavorazione del legno. Quindi speriamo che entro quattro o cinque anni si possa riprendere con i tagli ordinari per accedere ai lotti e poter fare la solita selezione su tronchi di buona qualità”.

Per reagire a questa situazione, la ditta Ciresa ha deciso di fare qualcosa di concreto. Invece di aspettare che qualcuno corresse in suo aiuto, Fabio ha avviato una campagna chiedendo ai Comuni della valle e ai proprietari boschivi della Magnifica Comunità di Fiemme di aiutarlo a selezionare i tronchi per le sue tavole di risonanza, concedendogli di intervenire nella filiera prima che gli alberi vengano caricati e portati via per altri usi. In cambio, nonostante il calo vertiginoso dei prezzi del legno, lui continuerà a pagarli esattamente come prima, senza danneggiare l’economia locale.

“Ho pensato che dovevo stimolare i proprietari boschivi, che fossero Comuni, la Comunità di Fiemme o altri ad aiutarmi ad intercettare il legno che è già caduto e che ha le caratteristiche che mi servono”, racconta. –Ho scritto quindi una lettera a tutti informandoli del fatto che non avrei giocato a ribasso, offrendo lo stesso prezzo alto a metro cubo che pagavo prima del maltempo.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 17/09/2021 ore 17:44:47
Su YT da qualche parte c’è un video di Ron Thorn (il capo-liutaio del Custom Shop Fender) che racconta e mostra come abbia usato una di queste tavole per produrre una Acoustasonic particolare. Molto interessante.
Rispondi
di Cukoo [user #17731]
commento del 17/09/2021 ore 20:00:57
Compro sempre l'abete e l'acero (che importano dalla Bosnia) da Ciresa: sono bravi.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 16/09/2021 ore 12:44:05
Chi si ricorda dello sketch comico tra l'intervistatore (Raimondo Vianello) e l'intervistato armato di scalpello e martello (Ugo Tognazzi) che per ogni tronco di albero ne ricavava un solo stuzzicadenti?
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 16/09/2021 ore 12:51:23
Io! Io! Eccome se me lo ricordo...Fantastico...
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 16/09/2021 ore 12:59:00
Per me lo spot numero uno di un tempo rimane quello del Pennello Cinghiale!
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 16/09/2021 ore 12:52:32
Ho trovato anche questo articolo carino che parla della Val Di Fiemme e degli alberi con cui ricavano tavole armoniche per la costruzione di strumenti musicali, se hai tempo dacci una letta è interessante.
vai al link
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 16/09/2021 ore 15:32:12
Un albero che diventa un bello strumento musicale non è mai abbattuto invano
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