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In-Ear: 3 problemi

di Sykk [user #21196] - pubblicato il 06 luglio 2021 ore 09:28
Di seguito i tre "CONTRO" che mi hanno fatto tornare ai normali floor monitor, dopo un tentativo con gli IEM:

Avere la chitarra "silent" sul palco
Inizio da questo perché lo ritengo il meno grave, ma c'è tutta una serie di abitudini che vengono meno: il batterista che ti chiede di girare l'ampli verso di lui così ti sente bene, fonici che non capiscono che devono gestirti come un tastierista, poter fare feedback, ecc..

Avere cavi addosso
Per molti non è un problema, ma io facco davvero fatica a muovermi, ho provato a sistemarli in tanti modi ma i fili fanno presa sulla pelle del collo, e al cambio chitarra non ne parliamo.

Rientro della batteria dal mio microfono: 
Se per i problemi precedenti avrei potuto porvare a perseverare, questo invece è stato davvero determinante.
Nessun problema finché si mettono in cuffia le chitarre (sia con amplificazione digitale che analogica) o la voce del cantante (non serve alzarla tantissimo), ma se si canta e si vuole la propria voce a un volume sufficiente per non stonare, il livello della batteria che rientra è molto fastidioso e innaturale.
Sicuramente nei grandi palchi questo si evita, ma in un piccolo pub la batteria è per forza vicinissima.
Chiaramente la batteria rientra anche usando i normali monitor, ma in questo caso non mi risulta così invadente.

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di coldshot [user #15902]
commento del 06/07/2021 ore 10:30:40
Ma che volevi usare gli in ear per suonare nei pub ? non credo abbia molto senso......
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di Sykk [user #21196]
commento del 06/07/2021 ore 12:25:22
Ha senso se vuoi:
- abbassare il volume che ti arriva ai timpani
- abbassare il volume sul palco che può interferire con quello che arriva al pubblico
- portare in giro meno kg di roba

Nei palchi grandi avere una spia non è un problema a livello di volumi, che tra l'altro di solito in quel caso la procura il service.
Se poi dovessi correre avanti e indietro per il palco mentre suono, l'in-ear avrebbe senso, ma ancora Vasco non mi ha chiamato.
Rispondi
di MatteoTo [user #43243]
commento del 06/07/2021 ore 10:52:08
Che in-ear usi? Quando suonavo in orchestra si doveva spendere molto per avere dei padiglioni che ti isolassero completamente dall'esterno
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 06/07/2021 ore 12:27:15
Per il momento robetta economica, ma l'isolamento non è un problema: il suono della batteria non filtra dai padiglioni ma entra nel mio microfono della voce.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 06/07/2021 ore 16:45:39
È per questo che schermano la batteria coi plexiglas
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 06/07/2021 ore 17:11:08
è il mio sogno, ma non succederà mai.
comunque decenni fa hanno iniziato i tastieristi, adesso ce la stiamo facendo noi, chissà che un giorno i batteristi non si rendano conto che anche loro possono passare al digitale
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 06/07/2021 ore 17:54:37
Al momento si stanno facendo passi da gigante anche nel campo delle batterie, l'espressività di una batteria acustica purtroppo è ancora lontana dall'essere riprodotta digitalmente. Per alcuni generi tuttavia non mi farei problemi ad usare un set completamente digitale, tipo per musica elettronica o elettro/pop. Per il blues/rock/jazz e buona parte del metal la batteria acustica è ancora insuperabile. Poi certo, se il batterista è un fabbro e picchia tutto il tempo a manetta senza mai scendere di dinamica può passare benissimo al digitale, ma qui si va su altre questioni non prettamente legate ai limiti dello strumento!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 06/07/2021 ore 18:35:03
Ma, sai, a volte mi chiedo se non fosse meglio rinunciare alla dinamica della batteria per riuscire a suonare in dei locali piccoli senza uccidere nessuno 😁
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 06/07/2021 ore 19:22:32
Ah guarda da estimatore dei concerti dal vivo non fai che sfondare una porta aperta, il timpano me lo sfondarono i grandissimi 60/70 ad un concerto in birreria alcuni anni fa. Purtroppo suonare la batteria acustica a basso volume senza perdere il tiro non è per niente facile, solo i batteristi più bravi tecnicamente riescono, e oltre alla tecnica devi essere così zen dentro da non farti prendere dal brano che stai suonando e nel caso dei 60/70, suonando i Deep Purple, diventa impossibile.
Per matrimoni e piccoli locali dove difficilmente si riesce a tenere il volume più alto di uno stereo normale la batteria digitale è l'unica soluzione perseguibile.
Tuttavia finito il concerto, nonostante le orecchie doloranti (ho udito z-e-r-o durante il viaggio di ritorno, parecchio pericoloso!) ero felice, magia del rock'n'roll!
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 07/07/2021 ore 17:29:50
Mi sto "lavorando" da anni il batterista per convincerlo a passare al digitale. Comprendo le resistenze, ma sarebbe un eccellente compromesso per poter suonare ovunque, oltretutto con ottimi suoni, cosa che con una batteria acustica spesso ti puoi solo sognare, per le carenze dell'ambiente e della (complessa) amplificazione. Plug & play. Abbiamo provato anche ad autocostruirci uno schermo componibile in plexiglass: qualcosina fa, ma non chissà che. Più che altro pulisce il suono e riduce i rientri, ma il volume rimane alto.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 07/07/2021 ore 17:38:23
Non ce la si fa, tra l'altro il mio batterista ha una batteria elettronica e ogni tanto ci manda delle registrazioni facendo il fenomeno perché i suoni sono belli, poi però dal vivo non vuole usarla.
Sul plexiglas, dicono di considerare il suono come l'acqua, se non sigilli completamente quella passa.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 07/07/2021 ore 18:49:1
Il mio batterista se l’è appena comprata, dopo averlo consigliato.
Credo per certi contesti sia la manna.
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