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Crucianelli, l'altra faccia del Made in Italy.

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 08 giugno 2021 ore 15:59
Crucianelli, l'altra faccia del Made in Italy.
In primis terrei a precisare che di questa gloriosa ditta produttrice di strumenti musicali italiana, seconda solo alla EKO (entrambi però lavorarono per la VOX, anzi il compianto menager Oliviero Pigini voleva la fusione del ramo chitarre delle due imprese, una poi producendo solid body e l'altra semi-acustiche), ma che produsse strumenti sia sotto il proprio nome che come Elitè, Elli-Sound, Custom Built, poi come Baldwin (però soltanto per le casse armoniche), Tonemaster, España, Ardsley, FH, ecc. per gli importatori americani, ho posseduto negli anni 70's solo la 12 corde a sinistra nell'immagine d'apertura, comperata e rivenduta a Torino, più il basso a foma SG marcato Elli-Sound, comperato a poche migliaia di lire in un mercatino domenicale a Napoli. Fondata nel 1888 a Castelfidardo da Sante Crucianelli, ex-collaboratore di Paolo Soprani ed anch'egli tra i pionieri dell’industria locale della fisarmonica, nei primi anni 60, con la crisi del settore, si diversificò nella produzione di chitarre prendendo esempio proprio dal succitato Oliviero Pigini che l'aveva già fatto con la sua EKO. Voglio ricordare al volo tre loro tipologie di strumenti che ebbero successo in quegli anni 60's, cioè la serie "Spazial" con il body a forma di mezza-luna, poi i bassi e chitarre con la cassa armonica a "Goccia" Elitè, strumento che destò anche un po' di desiderio da parte mia, una volta visto usare il basso da Mimmo, quello che mi aveva venduto il mio primo basso EKO modello 1100/MB/2 bianco madreperlato a lire 11mila usato, nel 1968, infine le semi acustiche che si ispiravano alle Gibson ES335.

Crucianelli, l'altra faccia del Made in Italy.

 Proprio il maggior successo la Crucianelli l'ebbe con le chitarre semi-hollw dody di chiara ispirazione ES335 , prodotte sotto diversi nomi di Brand tra inglesi e statunitensi, cioè VOX, Espana, Tonemaster, Baldwin e qualche rara chitarra marcata Crucianelli e alcune Elli-Sound di cui all'epoca ho visto solo il basso, esteticamente valide e proprio in un periodo che la produzione nostrana sentiva ancora l'influenza fisarmonicistica, vedi le EKO serie 500 e 700, a 2 spalle e 3 spalle mancanti (ma anche Crucianelli ne fece un modello di triple cutway ma non erano nè brillantinate nè madreperlate). A me rimane il ricordo di quella 12 corde a cui seguì una EKO Ranger 12 e il Rock.

Crucianelli, l'altra faccia del Made in Italy.

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di tittis [user #28285]
commento del 08/06/2021 ore 19:47:20
ricordo la Elite, tipo 335, l'aveva il solista dei Black & Whites . cavallo di battaglia , una infuocata versione di Gloria. Per me ,da come la facevano loro, la canzone simbolo di tutto il Beat...punto. cominciava cosi, con le parole tirate giù dal mangiadischi: " A chet fai nao beiba..."
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di Oliver [user #910]
commento del 10/06/2021 ore 17:24:52
Uuuuh.
La mia prima chitarra è stata proprio una Elli Sound (ho capito come si leggeva dopo anni, il logo era davvero infelice), quasi identica a quella con il "triple cut" dell'ultima foto: la mia aveva 4 pickups. In tutta onestà devo però dire che era una vera ciofeca, insuonabile per via del manico più "warped" che mi sia capitato. Però da lì è partito tutto. Ad un certo punto l'ho modificata per trasformarla in una Explorer (!!!) e infine l'ho distrutta tentando di raddrizzare il manico... Credo di avere ancora la piastra del manico e il copri-trussrod da qualche parte. Che ricordi.
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di DAME54 [user #53104]
commento del 13/07/2021 ore 11:35:31
quanti ricordi!!!!!
Anch'io avevo una Elli-sound, che ai tempi mi sembrava fantastica. Era la fine degli anni 60, e avevo tanti capelli e tanti sogni, Suonai anche per un certo periodo il modello a mezzaluna che citi, e che adesso so essere una Crucianelli, ma era molto scomoda da suonare e sbilanciata,
Del suono di entrambe non ricordo granchè, ma ai tempi ci si doveva accontentare, Gibson e Fender erano inarrivabili per uno studente.
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