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Ibanez: la nascita del marchio e il periodo Lawsuit

di garo10 [user #28091] - pubblicato il 05 aprile 2021 ore 18:49
Nel 1970 le chitarre e la musica rock 'n' roll basata sulla chitarra avevano raggiunto un livello di popolarità che sarebbe durato fino ai giorni nostri. Mentre riff e assoli dominavano le radio e la televisione la qualità di produzione degli strumenti stava iniziando a diminuire in modo significativo. L'attenta attenzione ai dettagli e la meticolosa lavorazione artigianale erano diminuite mentre i cartellini dei prezzi rimanevano comunque alti.

Harry Rosenbloom, proprietario di Medley Music a Bryn Mawr, in Pennsylvania, si guadagnava da vivere vendendo strumenti fatti a mano. Tuttavia, percependo la flessione del mercato nazionale delle chitarre, la società di Rosenbloom, Elger Guitars, divenne l'unico distributore nord americano per i produttori di chitarre giapponesi, Hoshino Gakki Gen.
Hoshino iniziò a importare chitarre classiche da un piccolo liutaio spagnolo di nome Salvador Ibáñez negli anni '20 per venderle in Giappone, e lanciò il proprio marchio con il nome Ibanez, ispirato alle chitarre importate nel 1935. Nel 1971, Hoshino divenne abbastanza redditizio da acquistare Elger Guitars da Rosenbloom e cambiò ufficialmente il nome in Ibanez, USA.
Ibanez: la nascita del marchio e il periodo LawsuitIbanez ottenne finalmente il suo successo negli Stati Uniti quando iniziò a produrre delle fedeli copie delle chitarre Fender, Gibson e Rickenbacker alla fine degli anni '60. Mentre le chitarre Gibson e Fender diminuivano in termini di qualità, le copie giapponesi erano, almeno visivamente, nettamente alla pari con le originali americane e così nella piccola fabbrica giapponese di Matsumoku iniziò una vera e propria produzione di repliche.

Sebbene non costruiti proprio secondo le stesse specifiche delle loro controparti americane (colli imbullonati, elettronica inferiore e piani in compensato multi-pezzo) gli strumenti giapponesi erano utilitaristici, avevano personalità ed erano dannatamente fedeli al design originale.
Inutile dire che furono subito accolti da musicisti alle prime armi e da coloro che non volevano spendere troppi soldi per una chitarra.

Ibanez non fu la sola a creare delle repliche, altri produttori hanno iniziato a importare le proprie copie. I sosia di Les Paul degli anni '70 presentavano infatti nomi come Burny, Tokai e Greco sulle loro palette (il carattere di Greco è quasi identico a quello di Gibson).

Costruito immediatamente dopo che Ibanez ha iniziato a utilizzare una diversa forma della testa per evitare problemi legali con Gibson. Nel 1977 infatti la società madre di Gibson aprì una causa contro Ibanez (contro la società di Hoshino) per aver copiato la loro paletta "a libro aperto".
La causa (da qui il nome di Ibanez Lawsuit) fu risolta in via extragiudiziale e Ibanez sostituì la paletta con un design rivisto.

Ibanez: la nascita del marchio e il periodo Lawsuit
Ibanez: la nascita del marchio e il periodo Lawsuit

Poco dopo aumentò anche la qualità dei propri progetti, comprese le repliche di chitarre solid body e archtop. Allo stesso tempo in cui le fabbriche di chitarre giapponesi stavano facendo copie di design americani, stavano anche sperimentando con i loro design unici. Non è raro vedere chitarre di questo periodo che sfoggiano un design strambo del corpo, fino a quattro pickup e alcuni selettori e manopole di pickup curiosamente organizzati. Fu proprio da wuesta sperimentazione che Ibanez lanciò la propria linea di strumenti distintivi come Iceman e Destroyer, che diedero tono agli strumenti che definirono l'azienda degli anni '80 e '90 (un tono che si addice all'ascesa internazionale dell'heavy metal).

Ibanez: la nascita del marchio e il periodo Lawsuit


I risultati della produzione di chitarre "dell'era delle cause legali o lawsuit-era" si fanno sentire ancora oggi. La maggior parte dei produttori di chitarre di fascia alta ha stabilimenti all'estero che producono versioni a basso costo dei loro strumenti per hobbisti, studenti e professionisti. Gibson acquistò Epiphone e Fender creò la linea Squier, un'ulteriore prova del successo nel mercato di questi strumenti a basso costo.

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di Zoso1974 [user #42646]
commento del 05/04/2021 ore 20:35:37
Di quel periodo, ed esattamente 1972, ho una Ibanez 2365, copia di una jazzmaster.
Chitarrra esteticamente molto bella, con un manico bellissimo... purtroppo hanno copiato "bene" anche il pessimo ponte della Fender originale...
vai al link

Mi è capitato anche di provare per bene una Les Paul dello stesso periodo... quelle con il manico avvitato. Strumento decente... ora sull'usato vanno a prezzi gonfiatissimi...

Comunque i giapponesi hanno cominciato a fare sul serio dalla seconda meta degli anni 70.. il periodo d'oro arriva ai primi anni 80. Di quel periodo ho una copia stratocaster Aria Pro II del 1978 (bellissima, ma con qualche problemino) e una Les Paul Tokai del 1980 che è veramente una meraviglia... senza se e senza ma.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 06/04/2021 ore 07:05:1
E i 'mmeregani pronunciano ai-banèz..
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 06/04/2021 ore 08:04:31
Nel 1971 comprai, dopo averlo visto usare da un più che giovane bassista di un "gruppo di famiglia" ad un Mak Pi 100, un basso a vaga forma SG, il modello Bison, che ho tenuto fino ad una quindicina d'anni fa per regalarlo ad un amico liutaio di Salerno, aveva già le meccaniche disposte 3+1, poi negli anni a cavallo tra gli 80 e 90 accettai in permuta prima una semi-Hallow, modello simile alla Bernie Kessel, epoi una dual-nek bianca, clone EDS1275, ma avevo avuto già a fine anni 70 un basso clone Les Paul, color black, tutte con il marchio prima maniera. Con il tempo poi di bassi ho avuto un RS924, poi un MC940 ed infine un RB650 che è quello che ho usato di più. Ora ho solo una archtop AF85VLS poichè reputo che questo tipo di chitarre, insieme alle acustiche, la Ibanez le abbia sempre saputo fare, avevo prima una AEJ70, per i bassi però ho avuto una mezza delusione ma prima o poi uno me lo ricomprerò, FBASS
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