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| The child is grown, the dream is done
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di alfio [user #7386] - pubblicato il 03 luglio 2006 ore 12:14
Ciao a tutti, come ben sapete (perchè vi ho fatto due palle così co sta storia dei Pink Floyd, non per altro) giovedi c'è stato lo spettacolo al teatro Brancaccio a Roma con musiche dei Pink Floyd ed il sottoscritto alla chitarra.
Non mi sono fatto vivo sul diario nei giorni a seguire perchè li ho passata a casa a dormire, vedere dvd e partite e a giocare col PC, anche perchè venivo pure da un periodo di lavoro intenso e una pausetta mi ci voleva proprio.
La serata è andata bene, alla fine eravamo tutti contenti e soddisfatti e non ci sono stati intoppi, nonostante la squadra fosse composta, oltre che da qualche turnista, da gente che non saliva su un palco da 10 (dieci) anni e la cosa, complice le circa 1300 persone, poteva giocare qualche scherzo. Da parte mia c'era adrenalina, quella giusta, ma non ero vittima dell'emozione quella che ti fa sbagliare anche le cose più semplici, per cui sono molto soddisfatto. Ho visto un pezzetto di registrazione fatto con una telecamera amatoriale, con l'audio di conseguenza, e non mi è sembrato niente male. Ovvio c'è chi fomentatissimo (e magari con un orecchio non proprio affinato) ci ha dato dei fenomeni, chi ha fatto qualche osservazione e chi (il sottoscritto) dal punto di vista "tecnico" non è soddisfatto al 100%, causa un paio di steccucce su assoli che so a memoria e qualche bending non proprio convincentissimo. Viceversa sono molto contento dei suoni, testimonianza che la GAS non è solo un virus dannoso per il portafoglio. Comunque un giudizio sull'esecuzione e sullo spettacolo in generale è bene che siano gli altri a darlo, e AlexUnder che era presente, probabilmente lo farà (mio caro se l'SMS sulla recensione era un bluff eccoti puntualmente incastrato!).L'aspetto su cui voglio spendere qualche parola è quello emozionale e interpersonale.
Circa quindici anni fa, una stanza, uno stereo che suona "Time", un adolescente davanti allo specchio con una scopa in mano che muove le mani senza alcuna cognizione, cercando di sembrare convincente e credibile, almeno quanto la scopa può passare per una Strato.
Quindici anni dopo, la possibilità di rifare tutto in pubblico, con una strato vera, con una band di tredici elementi tra cui turnisti e professionisti (conoscete Alberto Lombardi? è l'altro chitarrista della band anche se forse dovrei dire che sono io l'altro...) con una cornice di pubblico da paura, con un service della madonna che se vuoi ti mette in spia pure la replica di Italia-Germania 3-1 dell'82, con un bel suono e una fedele strato con le mani che sono quello che sono ma col sorriso sulle labbra.
Faccio un altro lavoro, non sono un artista e non mi reputo assolutamente uno che fa arte, neanche solo "sporadicamente", e sono perennemente insoddisfatto di come suono. Ma ho coronato un sogno, ho goduto, mi sono emozionato e ho comunicato emozioni (spero!).
Quando alla fine di run like hell, eseguita dietro il doveroso muro, il muro stesso è stato fatto crollare ho sentito le lacrime salirmi agli occhi e ho piacchiato ancora di piu su quei bendetti accordoni fino al finale.
Credo che sia tutto combinazione di passione, molta fortuna e anche del mio modo di pormi, perchè mentre sui miei bending non scommetterei una lira, posso dire senza false modestie che ho affrontato tutto con umiltà (e ho imparato tanto, a proposito grazie a Giancarlo chitarrista-fonico che mi ha dato un sacco di dritte nel soundcheck) e correttezza nei confronti dell'impegno, dello studio dei pezzi, degli altri musicisti.
Parlavo prima di aspetto emozionale e interpersonale.
Parliamo quindi di tutti quelli che mi sono stati vicini in questa avventura. La storia inizia ai tempi dell'audizione, svariati mesi fa. In quei giorni tutti i miei amici chitarristi mi davano dritte, consigli, incoraggiamenti. E tutti hanno condiviso con me il sorriso quando "ero stato preso". Tutti mi hanno spronato quando ho saputo che avrei dovuto "confrontarmi" con un chitarrista vero, anche se non c'è mai stato uno spirito di rivalità o competizione con Alberto.
Tutti mi hanno sostenuto, chiedendomi come andava, curiosi e contenti. Tutti mi hanno fatto il rituale "in bocca al lupo" e quando parlo di amici parlo ovviamente anche di voi accordiani lettori del mio diario. Emanuele (Magnetico) mi ha anche telefonato giovedi pomeriggio, mi ha fatto tantissimo piecere. Alex e Cristiano (BlackPoodle) mi hanno a più riprese chiesto di assistere allo spettacolo e li avrei accontentati entrambi se un febbrone da cavallo non avesse debilitato il povero Cristiano (anche la dolce metà di Alex era a rischio febbre ma alla fine ce l'ha fatta, grande!).
I membri della band, il rapporto con loro che cresceva di prova in prova fino a diventare stima amicizia e complicità.
E poi ovviamente gli amici più stretti, i membri dei vascoalmassimo, mia madre con un sorriso secondo solo a quello del giorno della laurea.
Tutti hanno sopportato il mio entusiasmo che sarà senz'altro sfociato nella monotonia e forse anche nell'autocelebrazione (che palle questo parla sempre de sto cazzo de spettacolo!): mi scuso ma era solo un eccesso di gioia di un bambino che aspetta il gran giorno del suo gioco preferito.Mentre scrivo sto rivivendo tutte le emozioni di questa avventura (e trattengo un po' di commozione) e non posso che considerarmi fortunato per tutto questo. E' stata l'ennesima dimotrazione di affetto da parte della gente che ho attorno, mentre realizzavo una piccola cosa che per me è stata grande e che non dimenticherò.The child is grown, the dream is done
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Ciao a tutti, come ben sapete (perchè vi ho fatto due palle così co sta storia dei Pink Floyd, non per altro) giovedi c'è stato lo spettacolo al teatro Brancaccio a Roma con musiche dei Pink Floyd ed il sottoscritto alla chitarra.
Non mi sono fatto vivo sul diario nei giorni a seguire perchè li ho passata a casa a dormire, vedere dvd e partite e a giocare col PC, anche perchè venivo pure da un periodo di lavoro intenso e una pausetta mi ci voleva proprio.
La serata è andata bene, alla fine eravamo tutti contenti e soddisfatti e non ci sono stati intoppi, nonostante la squadra fosse composta, oltre che da qualche turnista, da gente che non saliva su un palco da 10 (dieci) anni e la cosa, complice le circa 1300 persone, poteva giocare qualche scherzo. Da parte mia c'era adrenalina, quella giusta, ma non ero vittima dell'emozione quella che ti fa sbagliare anche le cose più semplici, per cui sono molto soddisfatto. Ho visto un pezzetto di registrazione fatto con una telecamera amatoriale, con l'audio di conseguenza, e non mi è sembrato niente male. Ovvio c'è chi fomentatissimo (e magari con un orecchio non proprio affinato) ci ha dato dei fenomeni, chi ha fatto qualche osservazione e chi (il sottoscritto) dal punto di vista "tecnico" non è soddisfatto al 100%, causa un paio di steccucce su assoli che so a memoria e qualche bending non proprio convincentissimo. Viceversa sono molto contento dei suoni, testimonianza che la GAS non è solo un virus dannoso per il portafoglio. Comunque un giudizio sull'esecuzione e sullo spettacolo in generale è bene che siano gli altri a darlo, e AlexUnder che era presente, probabilmente lo farà (mio caro se l'SMS sulla recensione era un bluff eccoti puntualmente incastrato!). L'aspetto su cui voglio spendere qualche parola è quello emozionale e interpersonale.
Circa quindici anni fa, una stanza, uno stereo che suona "Time", un adolescente davanti allo specchio con una scopa in mano che muove le mani senza alcuna cognizione, cercando di sembrare convincente e credibile, almeno quanto la scopa può passare per una Strato.
Quindici anni dopo, la possibilità di rifare tutto in pubblico, con una strato vera, con una band di tredici elementi tra cui turnisti e professionisti (conoscete Alberto Lombardi? è l'altro chitarrista della band anche se forse dovrei dire che sono io l'altro...) con una cornice di pubblico da paura, con un service della madonna che se vuoi ti mette in spia pure la replica di Italia-Germania 3-1 dell'82, con un bel suono e una fedele strato con le mani che sono quello che sono ma col sorriso sulle labbra.
Faccio un altro lavoro, non sono un artista e non mi reputo assolutamente uno che fa arte, neanche solo "sporadicamente", e sono perennemente insoddisfatto di come suono. Ma ho coronato un sogno, ho goduto, mi sono emozionato e ho comunicato emozioni (spero!).
Quando alla fine di run like hell, eseguita dietro il doveroso muro, il muro stesso è stato fatto crollare ho sentito le lacrime salirmi agli occhi e ho piacchiato ancora di piu su quei bendetti accordoni fino al finale.
Credo che sia tutto combinazione di passione, molta fortuna e anche del mio modo di pormi, perchè mentre sui miei bending non scommetterei una lira, posso dire senza false modestie che ho affrontato tutto con umiltà (e ho imparato tanto, a proposito grazie a Giancarlo chitarrista-fonico che mi ha dato un sacco di dritte nel soundcheck) e correttezza nei confronti dell'impegno, dello studio dei pezzi, degli altri musicisti.
Parlavo prima di aspetto emozionale e interpersonale.
Parliamo quindi di tutti quelli che mi sono stati vicini in questa avventura. La storia inizia ai tempi dell'audizione, svariati mesi fa. In quei giorni tutti i miei amici chitarristi mi davano dritte, consigli, incoraggiamenti. E tutti hanno condiviso con me il sorriso quando "ero stato preso". Tutti mi hanno spronato quando ho saputo che avrei dovuto "confrontarmi" con un chitarrista vero, anche se non c'è mai stato uno spirito di rivalità o competizione con Alberto.
Tutti mi hanno sostenuto, chiedendomi come andava, curiosi e contenti. Tutti mi hanno fatto il rituale "in bocca al lupo" e quando parlo di amici parlo ovviamente anche di voi accordiani lettori del mio diario. Emanuele (Magnetico) mi ha anche telefonato giovedi pomeriggio, mi ha fatto tantissimo piecere. Alex e Cristiano (BlackPoodle) mi hanno a più riprese chiesto di assistere allo spettacolo e li avrei accontentati entrambi se un febbrone da cavallo non avesse debilitato il povero Cristiano (anche la dolce metà di Alex era a rischio febbre ma alla fine ce l'ha fatta, grande!).
I membri della band, il rapporto con loro che cresceva di prova in prova fino a diventare stima amicizia e complicità.
E poi ovviamente gli amici più stretti, i membri dei vascoalmassimo, mia madre con un sorriso secondo solo a quello del giorno della laurea.
Tutti hanno sopportato il mio entusiasmo che sarà senz'altro sfociato nella monotonia e forse anche nell'autocelebrazione (che palle questo parla sempre de sto cazzo de spettacolo!): mi scuso ma era solo un eccesso di gioia di un bambino che aspetta il gran giorno del suo gioco preferito. Mentre scrivo sto rivivendo tutte le emozioni di questa avventura (e trattengo un po' di commozione) e non posso che considerarmi fortunato per tutto questo. E' stata l'ennesima dimotrazione di affetto da parte della gente che ho attorno, mentre realizzavo una piccola cosa che per me è stata grande e che non dimenticherò. The child is grown, the dream is done |
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