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L’INTENZIONE E’ TUTTO

C...

di gabbahey [user #23550] - pubblicato il 15 febbraio 2021 ore 02:33
L’INTENZIONE E’ TUTTO

Ciao a tutti in questi periodi di coprifuoco caserecci vorrei condividere con voi questo pensiero “pour parler” ; se e’ piu’ importante la tecnica o il gusto e’ un po come chiedere se nasce prima l’uovo o la gallina me ne rendo conto ma si parla poco dell’INTENZIONE che si ha nel suonare, penso sia fondamentale, imprescindibile per ogni buona performance e ritengo sia un argomento sottovalutato che non viene insegnato a dovere dai “maestri” di musica....

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di pelgas [user #50313]
commento del 15/02/2021 ore 06:13:31
L'intenzione è molto importante nel canto.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 15/02/2021 ore 10:20:57
L'intenzione è fondamentale, ma ce le devi mettere tu, non è una "tecnica" che qualcuno può insegnarti.
E' un distillato di predisposizione, gusto, anni di ascolto, cui mettere al servizio la tecnica (tanta o poca) che si è appresa.
Rispondi
di Cym utente non più registrato
commento del 15/02/2021 ore 12:27:13
In che senso "intenzione"? letto cosi, se ho intenzione di suonare suono, se non ce l'ho non suono a prescindere dal gusto e dalla tecnica. A meno che intenzione sia un vocabolo tecnico che non afferro...
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 15/02/2021 ore 13:02:
l'intenzione è a cosa aspiri mentre suoni. tutto qua.
Rispondi
di JMP-Jack [user #50869]
commento del 15/02/2021 ore 13:04:4
"Intenzione" può anche essere inteso come "attitudine". A parer mio è molto importante e fa la differenza. Non è una cosa che ti insegna qualcuno, o ce l'hai o non ce l'hai.
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 15/02/2021 ore 13:22:01
Sono in parte d’accordo CYM e TB. Prima di rispondere A scanso di equivoci vorrei dire velocemente quello che intendevo. L’intenzione è quella che ci metti quando devi fare qualcosa , se devi suonare punk devi avere l’intenzione o attitudine tra virgolette cattiva , se suoni Funk o Blues la devi avere appropriata altrimenti quello che ne esce non sarà congruo. Penso che questo valga per tutti i generi e per tutte le modalità con con le quali si vuole approcciare uno strumento. Per farvi un esempio anni fa provavo ad insegnare ad un giovane studente un solo di Angus Young ma lui faceva molta fatica anche se a fare le scale era 10 volte più veloce di me, però in quel momento non serviva la velocità quanto la cattiveria nell’intenzione del pezzo anche l’intenzione di dare la penata stessa doveva essere molto decisa e cattiva. È stato difficilissimo insegnare questo semplice passaggio al ragazzo. Pero’ penso che si possa “insegnare”, con difficolta’ ma si puo’ solo che e’ più semplice insegnare un esercizio scritto che una cosa che si deve “sentire” e “provare”
Rispondi
di Cym utente non più registrato
commento del 15/02/2021 ore 13:51:44
Grazie, adesso mi è più chiaro. E si, intenzione in questo senso direi che è quello che fa la differenza, ed è quella che esprime la mano destra insieme alla sinistra, il tocco delle corde sul manico insieme al tocco del plettro o delle dita che da voce alla corda. Ho passato anni ad affinare questo aspetto, ma credo di non essere ancora arrivato, che prescinde dalla velocità; è quella sfumatura in più che percepisci ascoltando un pezzo di chitarra ma non sai come riprodurla uguale. Comunque credo sia possibile dare una buona interpretazione se hai l'attitudine al genere che stai suonando.
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 15/02/2021 ore 16:00:04
Esatto
Rispondi
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di TB [user #1658]
commento del 15/02/2021 ore 15:38:07
*** Pero’ penso che si possa “insegnare”, con difficolta’ ma si puo’ ***
Insomma... secondo me si può insegnare a riconoscerla negli altri, ma la tua la devi tirare fuori da solo, è la TUA intenzione, non è, appunto, come saper fare una scala.
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 15/02/2021 ore 16:26:35
Ok, che ognuno debba cercare la sua strada ed il suo suono e’ cosa buona e giusta e sacrosanta ma e’ pure vero che non e’ valorizzato il concetto di “intenzione” a livello didattico almeno questo e’ quello che mi sento di affermare per la mia esperienza (ho studiato batteria per anni ed ho avuto la fortuna di avere un maestro che mi ha fatto capire questo concetto che sembra banale ma banale non e’) mi spiego meglio, se vogliamo suonare Stevie Ray Vaughan perche’ ci piace da morire bisogna che capiamo , prima delle pentatoniche, la cattiveria che usava lui nel picchiare le corde e solo successivamente il resto. Se vogliamo fare suonare i Sex Pistols ad un Jazzista dovremmo prima di dargli lo spartito mettergli la testa sotto al tornio ah ah, se hai le mani di fata e fai le scale degli Helloween ai 100 all’ora potresti avere il TUO stile anche facendo Vaughan e potrebbe essere bellissimo però non sprecherei anni ad imparare esercizi (io compreso) se prima non capiamo questo concetto fondamentale. La tecnica pura, secondo me, dovrebbe venire dopo...
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 16/02/2021 ore 00:32:56
Non lo so, non ho fatto studi musicali regolari e non mi è mai interessato rifare "alla pari" i pezzi di qualcuno, quindi partiamo da presupposti diversi, ma mi sembra una cosa ovvia che la tecnica da sola non basti, spero che tutti lo diano per scontato, anche a livello didattico. E contemporaneamente non capisco perché "costringere" un jazzista a suonare punk o uno shredder a fare blues e poi pretendere che non si portino appresso il loro modo di suonare, la loro intenzione.
Secondo me è sbagliata (sto brutalizzando, perdonami...) l'idea di voler suonare SRV, invece che voler suonare semplicemente del blues, come faceva lui. Poi si potranno anche suonare i suoi pezzi, ma a modo nostro, come lui suonava a modo suo "Little Wing" o "Texas Flood".
Se invece, per qualche motivo, si vuole suonare ESATTAMENTE come lui, allora sì, bisogna studiare anche la SUA intenzione, che a questo punto, però, diventa lo studio di una tecnica come quello delle pentatoniche.

*** se devi suonare punk devi avere l’intenzione o attitudine tra virgolette cattiva , se suoni Funk o Blues la devi avere appropriata altrimenti quello che ne esce non sarà congruo ***
Giusto, ma se non ce l'hai già l'attitudine giusta neanche ti ci metti a suonare un genere, qualsiasi genere.
Vuoi rifare quello che ti piace, quindi già dovresti sapere COME farlo.
Poi, sono d'accordo, tra il VOLERLO fare e il SAPERLO fare ce ne corre...
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 16/02/2021 ore 01:45:03
Sottoscrivo tutto (anche io avevo un po brutalizzato ) In effetti mi riferivo piu’ alla didattica (e al Rock’n’Roll) Sara’ che nella mia misera carriera ho iniziato alcune scuole di musica che sono state una delusione, sara’ che il solo che mi ha insegnato qualcosa quando ero piccolo era un tossico spacciato , ma chitarrista da paura , sara’ che quelle poche volte che mi sono trovato ad insegnare (insegnare parola molto grossa) io qualcosa l’unico scoglio che trovavo negli altri era legato a questo, cioe’ al feeling o intenzione che dir si voglia . Ok ammetto , il problema e’ mio , sono troppo (scarso) rockettaro eh eh eh ...
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 16/02/2021 ore 09:23:52
Tranquillo, siamo almeno in due (rockettari e scarsi...) ;-)

Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 15/02/2021 ore 19:12:43
Tradotto, sarebbe "feeling" nel gergo UK/USA.
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 15/02/2021 ore 20:16:
Yesss
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 15/02/2021 ore 20:19:4
Anche...
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 16/02/2021 ore 13:40:31
Ciao, a mio parere l’intenzione invece si può imparare! Il feeling, il groove o come si vuole chiamare è fatto dall’attenzione ai dettagli. Significa, timing, dinamica, attenzione a come si colpiscono le corde, un sacco di lavoro con la mano destra e accorgimenti con la mano sinistra. Piccolo esempio: il suono in upstroke e downstroke sono diversi. Il punk principalmente lo suoni in downstroke. Nel blues puoi vedere che alcuni bend sono fatti appositamente in upstroke per dare un suono diverso. Nel jazz generalmente si accentano i tempi deboli... il 2 e il 4 o comunque se suoni in plettrata alternata si accenta maggiormente l’upstroke. E ci sono piccoli suggerimenti anche su altri aspetti del playing, che messi tutti insieme creano, a mio parere, l’intenzione. Ciao Fab
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 16/02/2021 ore 19:17:01
Sottoscrivo , sottoscrivo tutto, sono quasi sempre d’accordo con tutti :()) . E’ quello che penso anche io che FA ha sintetizzato. Penso anche io che si possa imparare/insegnare soltanto che e’ piu’ difficile. E’ molto piu’ semplice dare o prendere una partitura o un esercizio scritto sulla carta che capire certi concetti. L’upstroke sul bending e’ bellissimo , regala una dinamica al pezzo fantastica come anche le note appena accennate/stoppate mute durante un fingerpicking. Aahh bellissimo. Facendo un parallelo sulla batteria fior di musicisti hanno studiato anche con l’ausilio di software il groove di Steve Gadd. Hanno visto , al microscopio, che i colpi suonati da lui risultano sul pentagramma una frazione invisibile indietro rispetto alla nota ma sempre a tempo , poi lasciando perdere queste cose tristi l’importante e’ che quando suona lui in automatico ci viene voglia di muoverci come per magia beh ma qua si parla di extraterrestri pero’....
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 17/02/2021 ore 10:28:03
Tutto giusto, ma si tratta di tecniche, che nei corsi di chitarra ad hoc dovrebbero essere insegnate regolarmente.
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