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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

1990-2020 questa è la mia storia

di acif [user #51223] - pubblicato il 30 novembre 2020 ore 23:22
buonasera, vi racconto la mia storia.
erano i tempi in cui, quando accendevi la televisione, facendo zapping, potevi trovare quel canale, e su quel canale, si, proprio lui, VideoMusic, dove proiettavano video non stop, si poteva gustare anche tanto buon rock, anche quello più duro!
propio così, e tra i tanti video che passavano in quel periodo fine 1990, c’era anche nella playlist quotidiana di quell’epoca, quel bellissimo brano degli AC/DC, primo singolo estratto dall’album The Razors Edge, sto parlando ovviamente di Thunderstruck.
io, folgorato da quel riff, e dalle immagini di quel diavoletto di nome Angus, di cui i suoi movimenti ipnotici mi  facevano rimanere incollato davanti allo schermo ed io per imitarlo prendevo in mano una scopa facendo l’Air Guitar scimmiottando le sue mosse,
allorché, mia madre, vedendo quelle scene, pensò, o sta diventando matto, o forse è il caso di regalargli qualcosa, così, da li a breve, per il Natale che ormai era alle porte, decise di comprarmi una chitarra.
sapeva che io volevo una elettrica, ma su un consiglio di un parente che era nel mondo della musica, non a livelli pro, ma comunque faceva serate come pianobar, optò per comprarmi una chitarra acustica, giustamente, perché per l’altra ci voleva pure un amplificatore, e vista la spesa, ma soprattutto visto che non si sapeva se fosse stato solo un fuoco di paglia, pensarono che per iniziare bastò quella.
non si poteva certo dargli torto, ma come potete immaginare per me fu un dramma, non era quello che desideravo, la chitarra acustica, ai tempi, la vedevo come lo strumento da oratorio o da parrocchia, io volevo sentirmi un duro con una chitarra elettrica tra le mani, sentire un suono cupo e distorto che mi colmasse di gioia ad ogni pennata, però ormai la frittata era fatta!
nel frattempo, sempre in quel periodo, un amico amante del rock duro come me, ricevette pure lui come regalo una chitarra, però, lui a differenza mia, si ritrovò con amplificatore e chitarra elettrica!
l’invidia dentro di me fu tanta, ma sapevo dentro di me, che se volevo ambire anche io a quella tipologia di strumento, avrei dovuto rimboccarmi le maniche ed aspettare di fare qualche lavoretto per potermi da solo accaparrarmi l’oggetto dei desideri.
ci volle circa un annetto, e così, nell’ottobre del 1991, con i soldi rimasti dopo le vacanze estive, guadagnati lavorando qualche mese, riuscii a compiere quell’azione che colmò di gioia il mio cuore, per cui, caso volle, che da una Eko folk che mi fu regalata nel dicembre 1990, arrivai alla conquista di un altra Eko, purtroppo, dico Eko, perché i soldi rimasti dal lavoretto estivo, erano 300000lire, nonostante lo sgorbio di chitarra presa, perché diciamocelo, non è che ste chitarre che giravano a quei tempi con quel prezzo fossero strumenti suonabili, però l’entusiasmo era tanto, finalmente andai a casa con la mia prima chitarra elettrica.
mancava l’ampli però, come potevo rimediare visto che il gruzzolo messo da parte era finito?
qui capisci quanto gli amici e la loro bontà sono un valore inestimabile, infatti, un caro amico, non chitarrista, aveva accantonato 2 casse da hi—fi con il suo ampli e un mixer, ovviamente mi prestò il tutto senza problemi, collegato il tutto metto mixer e ampli da hi—fi a palla, raggiungo una distorsione da picco che non c’entra nulla con quella di un ampli da chitarra, ma suonare Smoke On The Water per la prima volta con una chitarra elettrica dentro la tua cuccia, beh, non ha prezzo.
naturalmente, mia madre non era contenta che io in camera avessi tutto quell’armamentario ingombrante, ed iofurbo, visto che sapevo che ormai si avvicinava il 25 dicembre, avevo già pronto l’ampli come lista regalo, naturalmente mia madre, santa donna, non mi chiese cosa volessi per Natale, ma visto che lei era un amante dell’ordine e non sopportando l’idea di vedere tutti quegli accrocchi sparsi per la mia camera un giorno mi chiese:
“ma per suonare una chitarra elettrica c’è bisogno di tutta quella attrezzatura?”
ed io, no mamma, basta un solo arnese che si chiama amplificatore, e lei, “ma quanto costa?”
io le dissi, ma, si parte da 300000 lire, lei mi rispose, “io al massimo te ne dò 200000, poi ti arrangi.
raccimolati le 300000 lire, aiutato anche dai consigli del mio parente musicista, pace all’anima sua perché deceduto nel 2010, mi trova un ampli usato a valvole della Roland, di cui l’ex proprietario era un chitarrista che suonò con lui, oltretutto un professionista con le palle che ha suonato anche in tv da Crozza, mi fidai ovviamente, tanto pensai che per iniziare andava benissimo, e così, finalmente, avevo raggiunto l’obiettivo, ero in possesso di chitarra elettrica e amplificatore, ma non finì li, infatti se da cosa nasce cosa, ecco che l’amico che mi prestò quegli arnesi, decise anche lui di comprare uno strumento, e si prese una tastiera, poi sempre lui, nell’ambiente in cui lavorava,  conosceva un collega batterista, si aggiunse l’altro amico che citai all’inizio che aveva chitarra e amplificatore, eravamo in 4 a ballare gli alligalli, ma si sa, nella compagnia del muretto, quando si sparse la voce che avevamo strumenti veri per fare musica non ci volle molto che subito qualcuno con voglia e intonazione discreta si improvvisò come cantante.
così, tra fine 1991 e inizio 1992, iniziò la mia prima esperienza di gruppo, e battezammo  Metanolo Band come nome da dare a questi.
nell’aprile 1992 arrivò anche la mia prima chitarra seria, da me nominata come “Fiammetta”, una Gibson SG standard  nuova di pacca, mentre per il primo ampli serio, dovetti aspettare l’anno seguente, nel quale acquistai un Marshall JCM900, un combo 100W, ecco, siamo nel 1993, è qui che succede qualcosa che farà si che tutto non sarà più come prima.
infatti, come in ogni bella storia o favola che si rispetti, non può essere tutto rose e fiori, così come il destino o quel che più vi pare a voi volle, a fine 1993 mi diagnosticano una malattia degenerativa alla retina, e da quelle parole uscite dalla bocca di quello specialista, capii subito che non era una cosa da poco, e che da li in poi la mia vista sarebbe solo peggiorata, presi una bella botta, visto considerato che avevo solo 19 anni.
ecco, ora non voglio annoiarvi parlando dell’evoluzione della patologia, o con quante altre band ho suonato, però voglio raccontarvi il ruolo importante e cosa hanno fatto per me la chitarra e la musica.
avevo capito che la chitarra e la musica mi sarebbero state d’aiuto, come le persone care che mi volevano e mi vogliono bene, per cui la fiamma e la passione e la voglia di migliorare ogni giorno che passava era sempre di più, ma non volevo dimostrare di suonare la chitarra come un Dio, volevo far vedere a tanti, che anche se ormai non ci vedevo quasi più, ero comunque in grado di fare qualcosa e di farlo al meglio delle mie capacità.
non mi bastava solo far vedere che anche con una malattia degenerativa alla retina si poteva lavorare in una fabbrica, io vi ho lavorato fino al 2010, volevo dimostrare che non ero diverso da chi ci vedeva, e che potevo  continuare a fare qualcosa che facevo anche prima della patologia.
la musica e la chitarra sono stati anche un pretesto per non emarginarmi, soprattutto aver suonato con delle band, tutto questo mi ha aiutato a non rimanere solo, suonare significava stare in mezzo alla gente, frequentare persone, e tutto questo mi faceva stare bene.
nel 2005 accadde un altro evento importante, ricordo che ormai ero stufo della malattia che continuava ad aggravare la mia situazione visiva,
ormai ero al limite anche sul posto di lavoro,
una sera parlando con un vecchio e caro amico bassista, gli spiegai la mia situazione dicendogli che avevo voglia di licenziarmi, smettere di suonare, mollare il gruppo, per poi intraprendere un nuovo percorso che mi permettesse di trovare un lavoro adatto al mio problema, ma quando gli dissi che per fare ciò me ne sarei andato anche dalla città in cui vivevo, lui ci rimase male e l’indomani fece una cosa bellissima che ancora oggi lo ringrazio per quel gesto.
così mi fece una sorpresa, voleva farmi capire che comunque anche con un handicap visivo si potevano intraprendere percorsi per avere nuovi stimoli, e perché no, anche con la musica.
lui così chiamò a mia insaputa un accademia di musica, spiegando loro il mio problema visivo, e se loro potevano dare lezioni anche a un ipovedente,
loro risposero che avevano già avuto allievi con queste problematiche, e che non vi erano problemi, poi io già suonavo da 15 anni, per cui non partivo impreparato.
così, iscritto presso l’accademia di musica di Modena nel 2005, terminai tutti i 3 livelli nel 2009, basando tutti gli studi sul campo uditivo e non visivo.
studiare musica in una scuola con dei veri insegnanti seri, non è stato per me solo istruttivo, ma si dimostrò ancora una volta che stare in mezzo alla gente era di fondamentale importanza per sentirmi bene.
ricordo ancora delle parole che un caro amico chitarrista mi disse anni fa, un giorno tra una birra e una chiacchiera mi guarda e mi dice:
“Sanny, a te la musica ti ha salvato la vita, se non avessi iniziato a suonare la chitarra non so che fine avresti fatto, sono sicuro inoltre, che se non avessi perso la vista, non saresti mai arrivato fino a qui con la chitarra, avresti sicuramente smesso prima”.
io, ho avuto sicuramente le mie crisi, ci mancherebbe, non è che basta suonare e tutto passa, però credo che le parole del mio amico GianLuca non furono poi  così sbagliate, in fin dei conti mi sono avvicinato sempre più allo strumento proprio nei momenti più difficili, mi rendo conto che ad un certo punto non era la passione che mi faceva avvicinare a lei, ma la voglia di continuare a combattere e non mollare, e questo modo di reagire, ha fatto si, che negli anni, arrivarono nuove esperienze che in un certo senso mi hanno tenuto vivo e fatto stare bene.
sono passati 30 anni da quel dicembre 1990, e da quella chitarra regalata da mia madre, adesso non ho più una band, non ho più voglia di dimostrare a qualcuno che una menomazione visiva  ha provato ad abbattermi ma io sono rimasto in piedi, e non sento più il bisogno di suonare per dimostrare di non essere inferiore ai normodotati, prendo in mano la chitarra quando sento che ho qualcosa dentro, un idea, un arrangiamento, un mio nuovo pezzo, oggi non penso più come 30 anni fa che la chitarra acustica è uno strumento da parrocchia, anzi, oggi suono e compongo di più con la chitarra acustica che non con l’elettrica, oggi ho anche una compagna che mi ha dato un figlio, una casa comprata con i nostri sacrifici, e un lavoro onesto, e le mie chitarre appese al muro che se potessero parlare mi direbbero:
“noi ci siamo state e ci saremo sempre, ma hai un figlio e una compagna meravigliosi, dedica il tuo tempo a loro”.
mi chiamo Stefano, e questa che vi ho raccontato è la mia storia.

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di nanniatzeni [user #24809]
commento del 30/11/2020 ore 23:33:26
Letta tutta d'un fiato! Beh ti auguro di campare e suonare fino a cent'anni!
Ah anche io ho iniziato grazie a Angus...
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 01/12/2020 ore 02:34:56
Sei un grande, si sente quando scrivi e quando suoni, continua così!
Mi ricordi molto Glen, uno che ha incarnato lo spirito di Accordo come pochi.
E non preoccuparti di sottrarre troppo tempo alla famiglia: tuo figlio verrà a giocare con te e le tue "scatolette colorate" ogni volta che ti sentirà suonare, pigiando a casaccio gli effetti e divertendosi un mondo a sentire le sigle dei cartoni stravolte dal fuzz o dal phaser di cui si è impadronito. E guai a smettere! (poi, dopo un po', chiederà la batteria a Babbo Natale, e lì vedi tu...)

(un unico appunto, se posso: una storia così meritava la firma di ChickenSteven o di Tramboost (geniale!); acif, boh... ma basta che stia bene a te, ovviamente)

Buonanotte!
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 01/12/2020 ore 02:50:25
Bellissimo post. Gli anni '90 me li ricordo così come li ha descritti dal punto di vista musicale. Accendevi MTV ed era normale che passassero musica Rock. Sembra preistoria ormai purtroppo. Anch'io la prima chitarra elettrica la comprai in quegli anni (mi pare nel 1990 per la precisione) usatissima, con i soldi risparmiati in anni di regali di compleanno e di natale.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 01/12/2020 ore 03:03:57
mito.
grande.
applauso.
W ACIF
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 01/12/2020 ore 07:03:53
Grazie.
Ho bisogno, a volte, di ricordarmi del fuoco dentro che avevo a circa 13 anni...quando un giorno presi la chitarra di mia sorella e non la mollai più.
Grazie.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 01/12/2020 ore 08:09:54
Bravo bellissimo percorso, e non è mica finito.
Rispondi
di strimp [user #13472]
commento del 01/12/2020 ore 08:22:01
Con quello che ti è successo avresti potuto cantarci il blues triste della tua vita, invece hai voluto raccontarti con una storia piena di umanità e ricca di armonia. Quello che mi ha colpito di più è il calore delle persone che ti hanno accompagnato in questo viaggio. E' un affetto che si riserva solo alle persone speciali come tu sicuramente sei.
Nella vita le note dissonanti possono essere tante, ed è una fortuna riuscire a farle diventare buona musica. Come la tua storia di insegna, talvolta è sufficiente guardare la nostra vita da un'altra prospettiva …… un po' come per il tuo nickname ;-)
Un abbraccio
Gabriele
Rispondi
di stefano58 [user #23807]
commento del 01/12/2020 ore 08:52:39
Bellissimo post amico mio, sembra uscito dai tempi in cui mi innamorai di Accordo e people in particolare. Continua sempre così, schietto, diretto, a cuore aperto, e a regalarci musica e anima quando ti va. Un abbraccione ;-)
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 01/12/2020 ore 09:25:56
Insomma, suoni benissimo chitarre, banjo e quant'altro, componi anche meglio, canti, ora sei pure bravissimo a raccontare... sei una scoperta continua.
Soprattutto, anche se non ti conosco personalmente sembri proprio una persona sincera.
Ciao
Rispondi
di satch76 [user #19713]
commento del 01/12/2020 ore 09:33:53
Stefano, solitamente sono tutt'altro che sentimentale, ma la tua storia ammetto che mi ha fatto commuovere quasi fino alle lacrime.

Bada bene che non è per compassione, ma per rispetto verso la tua tenacia e per molte similitudini con la mia storia musicale.

Io grazie al cielo non ho avuto problemi di salute, ma ci sono stati momenti nella mia vita molto difficili che sono riuscito a superare anche e soprattutto grazie alla musica, e la tua testimonianza mi ha fatto rivivere molte fasi della mia esistenza nelle quali la chitarra e la musica ci sono sempre state.

Sei un grande. :-)

P.S. la mia prima chitarra è stata una Eko replica stratocaster di un imbarazzante colore rosa quasi metallizzato e nero. :-D
Rispondi
di maccarons [user #20216]
commento del 01/12/2020 ore 10:26:30
Tanto rispetto!
Rispondi
di Cym utente non più registrato
commento del 01/12/2020 ore 11:05:2
Chapeau.
Non è da tutti raccontarsi a cuore aperto come hai fatto tu.
Dimostri una forza e una consapevolezza fuori dal comune.
Spero di sentire presto tue nuove composizioni.
Buona musica
Rispondi
di prada [user #19807]
commento del 01/12/2020 ore 12:33:3
Tanto di cappello, sia per come hai affrontato le prove della vita che per la serenità con cui le condividi con noi. Per quello che conta, hai il mio più grande rispetto, e ti auguro di continuare a suonare e a divertirti ancora a lungo, magari trasmettendo alle nuove generazioni tutto l'amore per la musica e la passione per la vita che hai dentro di te.
Un abbraccio (virtuale).
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 01/12/2020 ore 14:37:18
Un abbraccio Stefano!
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 01/12/2020 ore 14:43:19
Sei un grande Stefano!
Rispondi
di acif utente non più registrato
commento del 01/12/2020 ore 15:17:17
grazie a tutti per aver letto, per aver commentato, ma soprattutto per aver raccontato anche le vostre sensazioni o ricordi delle vostre memorie.
spero che questo diario possa essere di spunto o di aiuto più di ogni brano o consiglio da me postato qui sopra..
contraccambio abbracci virtuali e saluti a tutti;)
Rispondi
di Roadtothemoon [user #48717]
commento del 01/12/2020 ore 15:50:0
Grande Stefano, grazie per aver condiviso con noi la tua storia. Io penso che anche la musica sia qualcosa da dedicare alla propria famiglia, quindi continua sempre così. Un abbraccio. Luca
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 01/12/2020 ore 16:20:10
Emozionante.....
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 01/12/2020 ore 16:41:20
Bellissimo racconto, sincero e non banale. Hai amato la musica e la chitarra che ti hanno dato modo di restare aggrappato con tenacia alla tua vita e al tuo mondo.
Devi essere fiero, e molto, di te stesso. Sei un grande!!
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 01/12/2020 ore 19:24:12
Una bellissima storia che narra con spontaneità e ironia come si va oltre le difficoltà della vita, cogliendo anzi l'occasione per farne tesoro e migliorarsi fino a diventare un ottimo musicista.

Per tornare all'argomento chitarre economiche degli anni passati, ricordo che nel 1988, all'ultimo anno di liceo, dopo aver venduto un giubbotto di pelle che ai tempi andava per la maggiore, riuscii a comprare una chitarraccia (probabilmente cinese, chi lo sa) simil-strato, con tanto di ampli annesso (da 10 watt!). Non valeva veramente niente e dopo un annetto addirittura nel legno del corpo si è aperta una crepa longitudinale di 15 cm, profonda 0,5 (probabilmente quel legno aveva terminato la stagionatura a casa mia). Però ero felice di poterla strimpellare insieme ai miei amici (quasi tutti compagni di scuola) per cercare di tirare fuori qualcosa di "decente". Poi vabbè, alla fine siamo finiti più o meno come The Commitments (nelle scene finali) senza nemmeno aver sfiorato da lontano il minimo di successo che è narrato nel film, ma quella è un'altra storia.
Un saluto
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 01/12/2020 ore 23:03:24
Grande... un grande insegnamento a non mollare mai. La vita è imprevedibile, a volte può essere cattiva con chi non se lo merita e buonissima con chi se lo merita ancora meno.. ma i veri grandi sono quelli che combattono sempre, anche quando le cose sembrano non smettere di andare male.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 02/12/2020 ore 09:55:40
Grazie Stefano, mi hai riportato alla memoria gli anni 90, mi hai fatto divertire pensando agli inizi, mi hai fatto capire una volta di più che siamo più forti delle avversità se lo vogliamo, e che con la Musica dalla nostra parte siamo praticamente invincibili.
Grazie per le belle parole, e continua così, ogni tuo post è sempre un piacere!
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