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I primi tempi di Fender-CBS, che non furono poi tanto negativi, anzi...

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 11 ottobre 2020 ore 16:59
I primi tempi di Fender-CBS, che non furono poi tanto negativi, anzi...

Il 5 Gennaio del 1965, Leo Fender firmò il contratto con cui cedeva la sua società, per la somma di 13 milioni di dollari, alla CBS (Columbia Broadcasting System) o volendo essere più precisi, al ramo "Columbia Records Distribution" di questa e quella data di oltre 55 anni fa segnava formalmente la fine dell’epoca delle gloriose "pre-CBS". La cosa che salta subito all’occhio fu la sostituzione delle piastrine a 4 fori di fissaggio del manico con inciso una matricola consistente in un numero seriale di 5 cifre preceduto da una “ L” delle pre-CBS, ancora con la sequenza di numerazione del 1963, a quella con la piastrina con seriale solo numerica e con logo “F”al centro, nata con la gestione CBS sul finire del 1965. Però si perse l’entusiasmo e la spontaneità di un’azienda relativamente piccola, progressivamente cedendo il passo alle logiche di profitto di un’azienda guidata da una grande Brand, per giunta sommersa da un numero notevole di ordinativi arretrati da evadere (si parla che solo Leo avesse 150mila chitarre Mustang già prenotate) e dall’urgenza d'accelerare il processo produttivo. Ma le cose non cambiarono subito in peggio, anzi i primi anni di Fender-CBS furono pieni di novità di cui alcune forse anche positive, come fu il tentativo d’invadere il campo delle semi hollow body, territorio appannaggio della concorrenza (che però fece lo stesso nel campo delle solid body) dovuto all’ingresso in ditta di un fuoriuscito Rickenbacker, un certo Roger Rossmeisl (a lui si debbono le serie di chitarre Rickenbacker 300 e i bassi Rickenbacker 4000 e 4001) ed a cui si attribuisce poi la nascita delle Coronado in Fender, sia chitarre che bassi. Poi all’inizi del decennio successivo entrò in ditta anche un fuoriuscito da Gibson, quel Seth Lover a cui fu attribuito l’invenzione del pickup humbucker in Gibson, che creò il pickup Wide Range usatissimo nei nuovi modelli Telecaster e nella successiva Starcaster (1977). Il peggio doveva ancora venire e fu nel quinquennio 1976-1980 ma Leo aveva finito da tempo la collaborazione di 5 anni assicurata all'atto della cessione della sua Fender, cioè nel 1971, entrando prima in Music Man e poi G&L.

I primi tempi di Fender-CBS, che non furono poi tanto negativi, anzi...
 

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Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di zabu [user #2321]
commento del 11/10/2020 ore 17:16:46
Sono d'accordo, tra fine anni '60 e ptimi anni '70 la Fender CBS se ne uscì con diversi strumenti interessanti, come la Telecaster thinline, le finiture psichedeliche e poi la Custom Telelecaster e altre chicche. Tutto sommato fino al 1974 la qualità della produzione era (seppure oggettivamente era declinata rispetto al periodo CBS) ancora nei limiti dell'accetabile. Ho suonato tante Strato a tre viti dei primi anni '70 e erano strumenti validissimi. Tutta un'altra storia le chitarre prodotte nella seconda metta degli anni '70: legni pesanti e piene di difetti dovuti ad un controllo qualità inesistente.
Rispondi
di JMP-Jack [user #50869]
commento del 11/10/2020 ore 17:48:2
Per una Fender della seconda metà del '70 diventa una questione di fortuna: o ti capita quella scadente o ti capita quella ottima (che sono una percentuale minore rispetto alle scadenti).

Io ne ho una del '76 che suona bene e tiene l'accordatura anche dopo un utilizzo intensivo del tremolo. Anche i pickup: non so decidermi quali dei 3 suona meglio! Una bellissima chitarra con un attacco incredibile insomma. La potete sentire nel mio precedente "post".

Il problema è che prima di lei ho provato diverse stratocaster del '79 che erano dei rottami e ad alcune il manico ruotava leggermente perché le 3 viti non erano sufficienti.

Consiglio di prendere una strato del tardo '70 solo se si ha abbastanza esperienza con lo strumento e solo dopo averlo testato attentamente.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 11/10/2020 ore 20:35:33
Ho posseduto e suonato per anni una Stratocaster palettona, color Tobacco Sunburst, del 1978, aveva le sellette del ponte pressofuse e non in lamierino piegato, i tre pickup staged, piastrina a tre viti più microtilt, manico con tastiera in acero e pesava da cani, ma ultimamente aveva acquistato dei bei suoni con l'invecchiamento, ma dopo circa una quindicina d'anni, su insistenza del mio amico-collega e tastierista Gennarino, la dovetti cedere al fratello Peppe che suonava la chitarra nel nostro gruppo, ricevendone in cambio una Mustang della fine del 1975, color black, più una Stratocaster Made in Korea color black e tastiera rosewood, quest'ultima data in permuta poi da me, più soldi, in cambio dell'attuale mia Stratocaster American Standard del 1989. Del 1978 ho avuto anche un basso Fender Precision fretless, con tastiera in acero, bellissimo da vedere ma che pesava anch'esso, in confronto il mio vecchio Precision del 1972 è una piuma. L'unica chitarra che ho sempre cercato di quel periodo è la Starcaster, ma ho avuto in prestito dal negozio di mia fiducia, per un paio di mesi, un magnifico basso Coronado II in attesa che mi arrivassel'attuale mio Jazz Bass, comunque non posso lamentarmi del periodo Fender-CBS, FBASS.
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