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I miei amplificatori trasportabili e non!

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 28 settembre 2020 ore 10:50
I miei amplificatori trasportabili e non!
Premesso che sto ancora rimpiangendo un mio vecchio amplificatore valvolare Ampeg Gemini VI del 1966 che mi portavo sempre in automobile come riserva quando mi esibivo con un quintetto musicale di Angri di cui il fondatore, anziano tastierista, ed i due figli, alla tromba ed al sassofono contralto, erano diplomati in Conservatorio (solo io al basso ed il batterista eravamo autodidatti) dato via perchè ormai arrivato al suo traguardo finale e sostituito con un altro realizzato con la sola parte elettronica di un altro Gemini VI a cui avevano sostituito la cassa e lo speaker Jensen da 15 pollici con una cassa autocostruita dotata di 4 altoparlanti Melody Ciare da 10 pollici ed a cui io rimpiazzai la molla del reverbero da 42 cm mancante (fortunatamente avevo una Gibbs Hammond tra i miei componenti elettronici recuperati), passando poi ad un Fender Bassman 70, reso alimentabile a 230 Vca mediante un autotrasformatore inmio possesso poichè era stato comperato da un soldato americano ed aveva il trasformatore d'alimentazione a 117 Vca, con cui tirai avanti per oltre un quinquennio. Con il tempo poi ho sostituito quest'ultimo prima con un valvolare Fender Supetwin 180, Black Label, del 1979, dotato del solo equalizzatore, poi ho comperato per il basso prima un Fender Bassman 100 combo a transistors, Made in Mexico, del 2003 che ha superato la prova con il mio Fender Precision del 1971, e poi una testata Fender Bassman 100 Silver Label del 1969, da me rivalvolato (però fino ad ora sono riuscito a recuperare solo due dei quattro speaker Jensen da 12 pollici che montava nella sua enorme cassa originale, lo uso adesso collegandolo a due casse Marshall, modello 1912 da 8 ohm 150W l'una, comperate però in seguito all'acquisto di un finale Marshall 8040), mentre per l'uso in casa ho comperato una testata Epiphone Valve Junior da 5 W (ma nessuno ci crede sia così poco potente), e volendo emulare il suono "The Shadows" ho comperato, usato e a poco prezzo, un VOX Pathfinder 15 dotato di solo tremolo, ma Made in England e con lo speaker Bull-Dog da 8 pollici, mentre per il basso ho comperato nuovo un piccolo combo della Peavey, il MAX 126 che mi sopporta anche il 5 corde OLP MM3 e lo Squier VI. Tempo prima per le piccole demo a tavola tra amici acquistai due piccoli amplificatori a transistor alimentati a batterie, cioè un Micro-Cube Roland ed un Marshall MS-2. Eccovi i miei piccoli ed il finale che ho trovato buono come resa sonora, peccato gli manchino le regolazioni.I miei amplificatori trasportabili e non!

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di DiPaolo [user #48659]
commento del 28/09/2020 ore 15:44:44
Microcube prima serie ... graaande. E' il mio piccolo ampli (lo utilizzo solo in JC clear, HI-FI). Paul.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 28/09/2020 ore 21:31:40
bell'attrezzatura.
il suono della chitarra elettrica, soprattutto ai live vecchio stampo, non è dato dallo strumento ma dall'amplificatore
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di Claes [user #29011]
commento del 28/09/2020 ore 21:42:15
Non resisto alla tentazione di descrivere qualcosa di intrasportabile: siamo nel 1972-73 e si era formato un gruppo austriaco-italo-danese di nome Re Mida, a Venezia e l'iniziativa era di Nino Smeraldi, ex-Le Orme e Hans Triebnig, cantante austriaco, e l'ordine nel giorno era d'improvvisare! Sempre. Siamo andati in una sperduta valle in alta montagna con eco montanaro autentico (!). Austria e la Montarbo ci ha dato di persona in consegna un'impianto voce loro di concezione nuova. Era gigantesco, parecchio più ingombrante di un stack 4x12 - tutt'uno e senza ripartizioni, stereo con mixer, monitors e trombe. Tutta questa roba andava usato per musica vagamente alla Led Zeppelin/Cream/Clapton Blues. Pur suonando ogni giorno, solo una volta ci siamo avventurati all'esterno e solo una volta live. Il peso di quelle casse era proibitivo. Da aggiungere, 1 stack Sound City, 1 stack Marshall, 1 stack Eventide (120 W, a transistor 120V). Basso con Vox quello più grosso, batteria doppia cassa, percussioni.- eravamo in 6. Intrasportabili all'eccesso! Infatti, siamo durati poco...
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di FBASS [user #22255]
commento del 29/09/2020 ore 07:31:33
Prima nostra grossa attrezzatura era costituita da un amplificatore Yamaha a sezione trapezoidale enorme e pezzo unico per il chitarrista, non so come facevamo a trasportarlo, io avevo un Mack valvolare a doppia cassa, enorme e con la cassa superiore montata al di sopra della testata su supporti in ferro, un VOX Beatles 100 per l'organo, sempre un VOX modello Continental, un impianto Davoli con 2 casse 4 X 12 pollici; poi ci convertimmo agli Stack Marshall di cui il mio era un 200 W per basso (aveva 8 X EL34 in finale) ed impianto voce Montarbo, quello con una cassa amplificata oltre ad un'altra passiva e mixer stereo a valigetta (ne avevo un altro io di riserva, con l'echo a campana ma circuito valvolare, era color azzurro), poi con il tempo abbiamo capito che la trasportabilità era una santa cosa e mi comperai un Ranger combo da 100 W con un solo speaker da 15 pollici RCF, però le 4 valvole finali EL 503 costavano ognuna come un tubo catodico, ma avevamo poco più di 20 anni, FBASS.
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