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la ragione schiava

di Robyz [user #66] - pubblicato il 17 giugno 2006 ore 11:30
Questi giorni ho riflettuto molto su come al giorno d'oggi non esista più la ragione come ricerca della verità ma solo una ragione schiava dei comodi personali, un certificato flessibile e deformabile a piacere per legittimare tutto ciò che ci fa comodo, per tagliare la verità a misura delle nostre esigenze. Qualcuno dice che la ragione è di chi ha argomenti per sostenerla e che non esiste varità assoluta ma solo tante verità e su questo sono anche d'accordo (o almeno mi piacerebbe che non fosse così ma la constatazione di quel che vedo non fa che confermarlo) ma chi sostiene la sua verità dovrebbe esserne convinto per primo, oggi non si sostiene più ciò in cui si crede ma meramente solo i lproprio interesse... se rubo, evado le tasse, imbroglio, corrompo e poi cerco con la ragione di legittimare le mie malefatte non significa che poi io creda realmente che sia giusto rubare, evadere il fisco o infilarla in quel posto a qualcuno... voglio dire, dovrei credere che un evasore fiscale sia considerabile un patriota che come i carbonari del Risorgimento, viola una legge ingiusta o che un bieco ladro di polli sia una sorta di Robin Hood che ruba agli altri (tutti ricchi) per dare a se stesso (povero)? Eppure questi ragionamenti sono all'ordine del giorno. Robyz

Questi giorni ho riflettuto molto su come al giorno d'oggi non esista più la ragione come ricerca della verità ma solo una ragione schiava dei comodi personali, un certificato flessibile e deformabile a piacere per legittimare tutto ciò che ci fa comodo, per tagliare la verità a misura delle nostre esigenze. Qualcuno dice che la ragione è di chi ha argomenti per sostenerla e che non esiste varità assoluta ma solo tante verità e su questo sono anche d'accordo (o almeno mi piacerebbe che non fosse così ma la constatazione di quel che vedo non fa che confermarlo) ma chi sostiene la sua verità dovrebbe esserne convinto per primo, oggi non si sostiene più ciò in cui si crede ma meramente solo i lproprio interesse... se rubo, evado le tasse, imbroglio, corrompo e poi cerco con la ragione di legittimare le mie malefatte non significa che poi io creda realmente che sia giusto rubare, evadere il fisco o infilarla in quel posto a qualcuno... voglio dire, dovrei credere che un evasore fiscale sia considerabile un patriota che come i carbonari del Risorgimento, viola una legge ingiusta o che un bieco ladro di polli sia una sorta di Robin Hood che ruba agli altri (tutti ricchi) per dare a se stesso (povero)? Eppure questi ragionamenti sono all'ordine del giorno. Robyz


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La ragione strumentale
di platoblues [user #3866]
commento del 17/06/2006 ore 12:4
La Verità appartiene all'orizzonte dei fini (quelli alti), sui quali una gran parte degli uomini ha ormai rinunciato ad impegnarsi con pretese di ragionevolezza. D'altro canto la scienza serve e...come tutti gli strumenti non è incolume dal 'farsi serva' di qualcosa o qualcuno che...alla verità preferisce il denaro, il potere, la sopraffazione etc...Veritas: adaequatio intellectus ad rem: adeguazione dell'intelletto alle cose, alla realtà. Ossia poi, pensare e...dire le cose come stanno. Cosa ardua: fra l'intelletto e...'le cose come stanno' c'è un considerevole mare di melma! ;-)Ciao grande!Plato
Rispondi
Re:La ragione strumentale
di Robyz [user #66]
commento del 17/06/2006 ore 13:5
Come sempre sei pieno di spunti di riflessione... ed io ho occasione di pentirmi per l'ennesima volta di non aver scelto filosofia invece che informaticaSe esistesse un paradiso ed un inferno dove mandare buoni e cattivi, il primo sarebbe per chi sbaglia nella convinzione di essere nel giusto ed il secondo per chi sapendo di non esserlo cercava di convincere gli altri del contrario... Robyz
Rispondi
Re:La ragione strumentale
di platoblues [user #3866]
commento del 17/06/2006 ore 14:3
eh si! Sta qui la differenza fra errore e dolo. Hegel diceva che non si può avere coscienza dell'errore in quanto tale, sé non in quanto esso sia già stato sovrastato dalla verità (e alla luce di questa). Non esiste insomma 'un errore in sé' ma sempre 'per la verità'. Ciò significa che chi erra in buona fede, dal punto di vista della coscienza è come se stesse nella verità, della quale l'errore inconsapevolmente prende le sembianze, in toto. Nel dolo invece, essendoci la consapevolezza che 'le cose non stanno così' non esistono più giustificazioni. Ciauzz!PS:hai fatto bene a studiare informatica: almeno hai ancora 'un ruolo' nella società. Ai filosofi è stata stralciata ogni collocazione. Siamo 'border line'! ;-)
Rispondi
Re:La ragione strumentale
di Mancunion [user #3854]
commento del 17/06/2006 ore 14:5
Non e' vero! alcuni di loro si impiegano presso multinazionali americane e piegano la verita' per assecondarla alla propria coscienza ;-)Ma Robyz pone delle domande interessanti, nonostante sia un informatico... Esiste una verita' unica o un ventaglio di possibili verita'...ardua la risposta, se non ci accontentiamo di risolvere la questione per livelli.L'esempio Hegeliano che Plato, con una grandissima capacita' di sistesi, ha egregiamente esposto, potrebbe cozzare con la visione -sempre Hegeliana- della razionalita' degli eventi. Cioe' e' reale cio' che e' razionale. Percui se gli eventi prendono una determinata, anche se inaspettata, piega, questo e' quello che la Storia - intesa come corso degli eventi, ma se vuoi anche destino - aveva in serbo. Da notare che quest'aspetto giustificazionista della filosofia hegeliana affiora rampante verso la fine della sua filosofia del diritto...Insomma anche Hegel si era piegato alla ragione di stato e giustificando l'atteggiamento aggressivo della Prussia giustificava indirettamente anche la deriva, diciamo lassista, del suo pensiero... Cosa scegliere?La verita' sta' nel pudding, dicono gli inglesi, ma devo dire che dopo qualche anno ancora non sono riuscito a carpire il significato della frase.
Rispondi
Re:La ragione strumentale
di platoblues [user #3866]
commento del 17/06/2006 ore 15:0
...ladro di un Hegel!! ;-) Però quando il ladri dicono che non è giusto rubare...dicono pur sempre la verità, a prescindere dal pulpito corrotto. Così, per quanto possa essersi 'venduto' , al contrario di molti, ha continuato a dire un mucchio di sane verità! ;-)Ciao grande!
Rispondi
Re:La ragione strumentale
di Robyz [user #66]
commento del 17/06/2006 ore 16:3
"Ma Robyz pone delle domande interessanti, nonostante sia un informatico... "gli informatici (quelli veri, non i mangiatori di quicche) odierni sono quanto di più vicino sia rimasto al ruolo dei filosofi del passato ;-)
Rispondi
Verità e coerenza
di MarmS [user #4518]
commento del 17/06/2006 ore 14:0
Hai proprio detto bene Robyz! Si è smarrito il senso di verità, sostituito da un egoismo scaltro, crudo. Credo che la cosa più difficile da fare sia essere coerenti, ma in questa Italia siamo "tutti frosci col culo degli altri" (perdona l'espressione colorita, non ricordo dove l'ho sentita ma rende moolto bene l'idea). Non esiste "morire per delle idee"; siamo solamente degli opportunisti; avvoltoi. Proprio ieri facevo il tuo stesso ragionamento riguardo chi evade le tasse. Ci mancano le palle di sovvertire prima di tutto noi stessi. E se la legge è ingiusta faccio bene a violarla così (questo è quello che dicono tutti)! Non sono un grosso capoccia in materie come letteratura, storia e filosofia perchè sto per finire un istituto tecnico ,però mi rimarrà sempre in mente l'esempio di Socrate. La legge può essere criticata, ma non infranta: di fronte ad una legge ingiusta non bisogna infrangerla, ma bisogna battersi per farla cambiare. Socrate afferma che sarebbe stato suo dovere far cambiare la legge e che non essendoci riuscito è giusto che lui muoia.MarmS
Rispondi
Strettamente OT
di Mancunion [user #3854]
commento del 17/06/2006 ore 15:0
interessante la traslitterazione del romanesco "froci" secondo la versione cara al Pasolini (fosci). Da romano, mi permetto di dissentire in quanto la pronuncia romana della c in congiunzione con vocali quali la e e la i non puo' essere approssimata dalla coppia "sc".La natura della parola -mi perdoni Robyz- della parola frocio, deriva dal maggiorativo "frocione", ossia dalle larghe frogie (italiano arcaico del centroitalia per narici). Con tale appellativo venivano identificati, nella Roma papalina, le guardie svizzere. Pare infatti che i loro nasi fossero perennemente rossi dal gran bere. C'era poi il fatto che codesti svizzeri dormissero tutti insieme nella guarnigione del Vaticano...e i romani, ancora una volta con capacita' di sintesi e velocita' di esecuzione eccoqui' che ti forgiano una parola ancora in voga. Scusatemi per la digrssione linguista, e' sabato e sto in ufficio etc. etc.
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Re:Strettamente OT
di Robyz [user #66]
commento del 17/06/2006 ore 16:3
Azz, che dovrei perdonare, una delle cose che mi appassiona è proprio imparare le origini dei detti e i loro significati... sono sempre stato un favorevole all'uso del linguaggio "esteso", includendo espressioni volgari, detti ecc. Ma la parte più interessante è proprio quella di conoscere i retroscena di un detto in modo da aver maggiore consapevolezza nel citarlo conoscendone il significato in modo più ricco... "son tutti froci col culo degli altri" lo diceva anche un comico di Zelig (ora mi pare nel cast di colorado cafe), quello delle lezioni di savonese... ad integrazione cito quel che diceva Grillo in uno spettacolo di qualche anno fa: "se la vita è una tempesta, prenderlo nel culo è un lampo!" ed infine un detto di un amico, tradotto dal sardo "gira e rigira il cetriolo finisce sempre in culo all'ortolano" ;-) Robyz
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