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nihil_3
utente #1242 - registrato il 30/01/2003
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Genere: Heavy metal, Rock.
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Nevermore - Dead Heart in a Dead World
di nihil_3 | 02 luglio 2003 ore 12:09

nihil_3 scrive " Salve a tutti! Visto che il 23 luglio esce il nuovo album dei Nevermore, ho pensato bene di tediarvi ancora un po' con un'altra recensione di uno di quei gruppi che il comune sentire vuole "brutto, sporco, cattivo e saturato". Ovviamente niente di tutto questo è vero, ma tant'è! Ora la domanda principale è una: ma chi sono questi Nevermore? Per rispondere (o meglio, per dare un'idea), partiamo gradualmente... Dunque, da più parti i Nevermore sono stati accostati fin dagli esordi, ai Dream Theater in quanto a perizia tecnica, ed ai Pantera come "botta" e impatto (soprattutto on stage). E già questo dovrebbe essere un motivo di curiosità sufficiente a spingere perlomeno ad un ascolto svogliato... se poi ci mettiamo su una voce che ha una potenza ed un'estensione vocale superlativa (a me VAGAMENTE ha ricordato in certi momenti papà Dickinson, ma anche nonno Ozzy e zio Halford), allora la curiosità si fa sempre più impellente da soddisfare. Provate ad immaginare i DT con una voce un "po'" più presente, (FACCIO PUBBLICA AMMENDA PER QUELLO CHE STO PER DIRE!) senza virtuosismi fini all'autocompiacimento e senza quelle ridicole parti di tastiera stile videogioco anni '80, ed avrete un primo sentore di quello che vi aspetta. Aggiungete l'impatto più violento che potete immaginare, condite tutto in abbondanti melodie ed avrete i Nevermore."

Opeth - Still Life
di nihil_3 | 27 maggio 2003 ore 23:56

nihil_3 scrive "Non è un disco qualsiasi. Non è blues, non è jazz, non è metal, non è pop, non è progressive, non è psichedelico, non è nulla... o forse no? Se fosse possibile correlare musica ed immagini allora si potrebbero accostare le composizioni degli Opeth ai quadri di Picasso, senza pericolo di "esagerazioni lessicali". Voglio dire, in altre parole, che questo è un disco che non può essere ridotto ad un discorso di appartenenza o meno ad un determinato "genere musicale", in cui se ne tracciano parallelamente le linee guida. E', invece, un lavoro in cui emerge la propensione del gruppo a non appiattirsi su specifiche banali e scontate: è, anzi, vastissimo, e per riuscire a comprenderne la compiutezza artistica non basta un veloce passaggio sul lettore. Necessita di un ascolto attivo, ma una volta presa familiarità con la sua struttura, diviene come per incanto uno di quei dischi che non vengono messi da parte con tanta noncuranza. "

Perché "metal" è brutto, sporco e da evitare?
di nihil_3 | 24 aprile 2003 ore 13:55

nihil_3 scrive "'Scorrazzando' su e giù per il sito di Accordo, ho avvertito un lievissimo sentore di non tanto ostilità, quanto diffidenza e superficialità nei confronti di tutta una corrente musicale che per la maggiore viene definita 'rozza, casinara, piena di virtuosismi meccanici fini a se stessi'. Ovviamente mi riferisco alla cosiddetta musica 'metal' (un po' troppo generica come definizione), 'estrema' (che molto spesso non è), e quant'altro."

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