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Mario Monteleone
utente #10 - registrato il 11/02/2002
Accordiano dal 1999, cioè dal secolo scorso. M
Città: Salerno
Genere: Blues, Classica, Country, Folk, Jazz, Rock.
Sono interessato a: Altro, Chitarra acustica, Chitarra elettrica, Voce.
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Attività

Il costo dell'acciaio
di Mario Monteleone | 13 dicembre 2007 ore 13:51
Non so se l'acciaio della ThyssenKrupp serva anche a fare le corde delle mie chitarre. Francamente, spero di no. Sdegno popolare e sindacale a parte, è davvero un modo di merda di morire. Lavorando. E cercando di tirare avanti la carretta.Oggi l'acciaio costa troppo.E le chiamano pure "morti bianche"...M
Una grande pagina di narrativa
di Mario Monteleone | 29 novembre 2007 ore 16:02
"Non fa piacere, infine, comprare un libro intitolato Cuisine au Roquefort (ma l'ho fatto apposta) e trovarsi 134 ricette del tipo: fegato di vitello al Madera e Roquefort, flan di polpa di granchio con Roquefort e crescione, carpaccio di tonno al Roquefort (è una persecuzione). Ma siamo passati da Roquefort-sur-Soulzon et St-Affrique, le culle di questo nobilissimo formaggio millenario (ne parlava già Plinio il Vecchio) che ha per testimonial Casanova ('Chambertin e Roquefort sono eccellenti per far rinascere l'amore') e Diderot nell'Encyclopédie ('E' incontestabilmente il primo formaggio d'Europa'). Per amore, rispetto e convinzione di questo erborinato da solo latte di pecora, io lo mangio escusivamente col pane, se non è baguette è meglio. Quanto all'abbinamento, Curnonsky prescriveva Clos Vougeot, Haut Brion e Latour, altri preferiscono il Porto o i bianchi da meditazione come Sauternes e Jurançon. Io mi schiero con il vecchio Cournonsky e sul rosso: nobile con nobile, profondo con profondo, riempibocca con riempibocca: Barolo, Aglianico del Vulture, Cannonau. E partirà un brindisi contro i barbari e le loro oscene 134 ricette."(da Giallo su giallo di Gianni Mura, Milano, Feltrinelli, 2007)M
Segnalazione
di Mario Monteleone | 20 ottobre 2007 ore 10:06
Fra i tanti talentuosi carneadi della chitarreria mondiale, segnalo questo signore. Grande tocco, grande feeling, capace di suonare praticamente tutto. Un chitarrista più che completo.Buon ascolto a tutti.M
Ad metam et ultra
di Mario Monteleone | 09 ottobre 2007 ore 20:43
Uso questo motto delle avanguardie francesi del '900 per introdurre questo link. Leggete attentamente la lista della lettera "M", e scoprirete che anche grazie ad Accordo la liuteria italiana è ormai conosciuto in tutto il mondo. E' un grandissimo risultato.M
Come volevasi dimostrare
di Mario Monteleone | 11 agosto 2007 ore 11:22
Come preannunciato ho sostituito le 012 con queste corde. Sebbene le 012 facessero un lavoro più che valido, con le 013 il risultato è stato sorprendente anche per me. Pur essendo da tempo un convinto estimatore di queste corde, non mi aspettavo che riuscissero a compiere un vero miracolo. La Walden resta sempre una Walden, ma ha acquistato molto volume e molti armonici.L'action non si è spostata di un micromillimetro, e l'accordatura tiene benissimo.M
Basilio, fai una pernacchia al tenente!!!
di Mario Monteleone | 21 luglio 2007 ore 11:34
Il sottotitolo di questo post dovrebbe essere: una incursione nel nostro immaginario (collettivo?) attraverso titoli di film, libri e musica. Perché è evidente che siamo anche ciò che leggiamo, vediamo ed ascoltiamo. Lo spunto mi è venuto ricordando un esperimento simile fatto di recente in un altro ambito da un caro amico. E poi anche dal fatto che mandando a Glen il mio elenco di film preferiti, e ricevendo in cambio il suo, ho scoperto che molti titoli sono in comune. Mi sono detto che non poteva essere un caso, e che la cosa andava approfondita con altri di noi. Spero che ne scaturisca una bella chiacchierata.
Che cos'è la musica? - I parte
di Mario Monteleone | 29 giugno 2007 ore 22:10
Riprendiamo - con mio colpevole ritardo - la discussione iniziata qui. Rileggendo il testo originale, ho individuato alcune parole-chiave fondamentali per la discussione dei contenuti. Ho perciò pensato che fosse utile elencarle; le trovate più sotto, e non in rigoroso ordine alfabetico.
The Godfather - CD live del Dario Pinelli Gypsy Jazz Trio
di Mario Monteleone | 08 maggio 2007 ore 08:00
Come potremmo partire, questa volta? Forse con un'espressione un po' retorica, un po' giocosa, un po'... vera? Ecco: il fascino irriverente del Gypsy. Bella, mi piace. E' un bel modo per introdurre questa recensione, vi spiego meglio dopo il perché. Il fascino irriverente del Gypsy, e aggiungo soprattutto del Gypsy di Dario Pinelli, Claudio Rollo e Achille Matricardi, che sono i tre componenti di questo Gypsy Jazz Trio.
Che cos'è la musica? - Introduzione
di Mario Monteleone | 06 maggio 2007 ore 17:00
I commenti ad un recente articolo sul concerto del primo maggio mi hanno fatto ricordare di un testo molto interessante che ho letto qualche tempo fa, e che ha un titolo abbastanza intrigante, almeno per me: si chiama infatti Che cos'è la musica?. Probabilmente, molti di voi l'avranno già letto. Ma per quelli che non l'hanno ancora fatto, ho pensato che sarebbe stato interessante analizzarlo collettivamente, capitolo per capitolo, cercando di far nascere una discussione che aiuti a puntualizzare alcuni aspetti, vista l'impossibilità di fugare ogni dubbio sulla questione.
Paolo Giordano su Artinote.it
di Mario Monteleone | 02 maggio 2007 ore 23:30
Paolo Giordano e l'Associazione Musicale Culturale Arti Note annunciano per i prossimi giorni due interessantissime iniziative musicali e didattiche, entrambe on-line: un concerto dal vivo ed un seminario.
Il New Neapolitan Power di Antonio Onorato
di Mario Monteleone | 10 aprile 2007 ore 09:07
Napoli. Il nome di una città che evoca, ed ammalia, ricca di storia, di profonda umanità, di immensa cultura ed innata schiettezza. Il nome di una città che si arricchisce con la diversità che accoglie giornalmente dentro di sé, coltivandola con affettuosa disattenzione, e con mediterranea noncuranza. Non è perciò un caso se Napoli è oggi - ancora oggi - il più importante punto di convergenza per i tanti generi musicali che vivono nel bacino più meridionale del Mediterraneo. Il merito di Napoli, è quello di recepire tutto, e poi metabolizzarlo, e riprodurlo, facendo nascere musiche e sonorità così particolari e nuove da far dire che solo Napoli è Napoli.
Fratello mare lontano - Intervista a Davide Di Chio
di Mario Monteleone | 02 aprile 2007 ore 11:00
È inevitabile: quando ascoltiamo un brano nuovo, e anche quando questo brano ci affascina e ci tocca emotivamente, cerchiamo sempre di ricollegarlo ad altri che fanno parte del nostro vissuto musicale. Diciamo, perciò, mi ricorda questo oppure è suonato nello stile di quel musicista. Non crediamo quasi mai alle sorprese, quindi non ci fidiamo quasi mai delle nostre orecchie. Diamo spesso per scontato che la musica, e il suo linguaggio espressivo, non siano più in grado di sorprenderci, e di proporci cose nuove.
D'Elia "Nidia" e "D1"
di Mario Monteleone | 09 marzo 2007 ore 12:10
Visti i precedenti, e le mie conclusioni di allora, non è stato facile decidere di scrivere questa recensione su due nuove chitarre di Pino D'Elia, ritornando su argomenti che hanno suscitato molte polemiche. Anche perché, credo, non sempre è possibile crogiolarsi nei repetita juvant di circostanza. Ma nel vedere, e soprattutto nel provare la D1 e la Nidia, le due nuove chitarre prodotte da D’Elia, mi sono tornate in mente delle sensazioni precise e belle – tra cui comodità, rilassatezza, facilità di suono - che avevo già provato con la IVIS e che mi hanno confermato, in sostanza, di non aver avuto abbagli circa un anno fa. Perciò, eccoci qui a parlare di due chitarre che molti - ripeto, molti - reputano esteticamente molto belle, e che sono per tanti - ripeto, per tanti - eccellenti dal punto di vista strumentistico.
Walden G740-CE
di Mario Monteleone | 22 ottobre 2006 ore 20:19
L'antefatto è per alcuni già noto, e l'acquisto è stato concluso già un paio di mesi fa. Mancava quindi solo una rapida recensione di questa chitarra poco costosa (solo 265 euro, come ex-demo) ma con prestazioni di livello superiore. Perciò, eccoci qui, ad elucubrare e discettare di una Walden G740-CE, chitarra made in China (orrore!!! :-D) su specifiche americane.
Serge Gallato
di Mario Monteleone | 03 ottobre 2006 ore 17:35
Fra i protagonisti mondiali della rinascita del Gypsy c’è sicuramente il liutaio francese Serge Gallato. Lo dice anche questa pagina Web, che lo include nella lista dei liutai più importanti per la musica gitana. Infatti, oggi Serge Gallato crea alcune splendide e più che fedeli riedizioni delle mitiche chitarre appartenute a Django Reinhardt. Sulla scia dell’interesse originato dall’articolo su Dario Pinelli, ho pensato fosse utile intervistare Serge, per conoscerlo meglio e per introdurlo anche agli amici di Accordo. Qui di seguito, trovate un rapido resoconto della nostra chiacchierata.
Dario Pinelli, ovvero, il Manouche italiano
di Mario Monteleone | 12 maggio 2006 ore 08:04
Si scrive Gypsy, ma in realtà si legge Django, Bireli, o Stochelo, se volete. Il Gypsy e gli gitani sembrano, da sempre, essere in una continua simbiosi osmotica, perché non c’è Gypsy senza gitani, e non ci sono mai stati gitani senza Gypsy. Già, i gitani, funambolici nel suonare violini e bizzarre chitarre dalla buca ovale, sempre un po’ eccentrici, con quei loro nomi strani, e il loro modo di apparire familiari ma comunque apolidi, e un po' anarchici.Perciò, Gypsy è uguale a “gitano”, come’è noto. Tuttavia il Gypsy ha una nazione d’adozione specifica: la Francia, da sempre culturalmente più aperta a raccogliere quei fenomeni che altrove non avrebbero mai potuto fare breccia. Basta pensare ad esempio al razzismo distruttivo della Germania degli anni ’30, per capire quanto sia stata preziosa e importante la Francia nel secolo scorso nel far sopravvivere popoli e forme d’arte che, altrimenti, sarebbero scomparsi per sempre. Infatti, il termine Manouche, che è ovviamente francese, connota il Gypsy di una sensazione esotica, e immerge i suoi interpreti in un aurea di magia. In italiano Manouche si traduce con “zingaro”, termine che ha connotazioni non proprio amichevoli, mentre “gitano” è utilizzato solo per contesti più colti (la Carmen di Bizet, ad esempio, ha dei gitani). Si tratta solo di una sfumatura linguistica? Non credo. Il lessico e la lingua portano con loro anche i limiti del popolo che li usa: forse in Italia il Gypsy, e la sua cultura, non sono mai stati compresi fino in fondo. E in Francia, Django è stato e sempre sarà un Manouche.
Frasi celebri
di Mario Monteleone | 04 maggio 2006 ore 14:49
Bene, ho trovato questo sito e altri siti Web sparsi qui e là, zeppi di citazioni musicali. Inizialmente, mi sono sembrati contenitori di frasi buone solo per i bigliettini dei Baci Perugina; poi, leggendo meglio, ho capito che la prima impressione era sbagliata. Ho trovato diversi spunti interessanti, tant'è che ho pensato di proporvene quattro, tutti che trattano all'incirca degli stessi temi: il jazz, l'improvvisazione, il rapporto tra teoria e pratica musicale, e il problema eterno della classificazione dei generi musicali.
Lucy, Pablo e le scelte di Joselito
di Mario Monteleone | 11 aprile 2006 ore 20:24
Bene, cominciamo con due storielle, che solo apparentemente non hanno nulla a che vedere con le chitarre, e la liuteria. Una volta ho letto una bellissima striscia dei famosissimi Peanuts di Linus. In questa striscia, Lucy diceva alla sua insegnante all’incirca questo: ”Lei mi ha chiesto di scrivere una relazione di duemila parole al ritorno dalle vacanze. Mi hanno detto che un’immagine vale più di mille parole. Quindi, invece della relazione, le ho portato due immagini."Un sillogismo inattaccabile, non è vero?
Semiacustica D'Elia IVIS
di Mario Monteleone | 31 marzo 2006 ore 21:42
Bene, attacchiamo con qualche nome celebre: Monteleone (non io :-D, ma John Monteleone), Benedetto, Campellone, Buscarino, Buscarini, Napolitano, D’Angelico, D’Agostino, Lo Prinzi, D’Aquisto... chi ama le hollowbody da jazz ben conosce questi marchi, tutti italiani, ma tutti made in U.S.A. Che ne dite? Ci deve essere un motivo specifico – sociale, o forse culturale – se i più grandi liutai americani e mondiali di jazz boxes hanno – ed hanno avuto – origini italiane, mentre la loro produzione è stata e resta comunque americana. Sono convinto che non sia casuale la connessione che tiene insieme questi aspetti: liutai italo-americani che vivono e lavorano in America producendo le migliori chitarre da jazz del mondo. Sarebbe davvero interessante poter fare una ricerca approfondita su questa hollowbody connection, avendo tempo e dati specifici da analizzare.
Franco Morone e Claudio Tassi in concerto
di Mario Monteleone | 20 settembre 2005 ore 11:05
Appuntamento imperdibile per gli appassionati di chitarra fingerstyle. Venerdì 23 settembre, alle 21,00, il palcoscenico del teatro Francesco Torti di Bevagna (PG) ospiterà Franco Morone e Claudio Tassi, due fra le figure di spicco del fingerstyle internazionale.
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