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Setup fai da te o dal liutaio?

Buon...

di Krikkro [user #50174] - pubblicato il 16 giugno 2020 ore 11:06
Setup fai da te o dal liutaio?

Buongiorno amici, ho un dubbio che mi ronza in testa da un po'. Suono la chitarra da tanti anni ed ho sempre provveduto da me per cambio corde, pulizia tastiera, regolazione truss rod, sellette-action, intonazione senza mai pormi il dubbio di portarla da un liutaio. Ho sentito che alcuni professionisti anche per un cambio corde si rivolgono a un liutaio. Ma allora perche la Fender mi da in dotazione all'acquisto le brugole apposite per fare da me?

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di zanzacris [user #11650]
commento del 16/06/2020 ore 11:34:34
Se il setup sei capace di farlo da te e ti soddisfa il risultato continua a farlo senza portarla da un liutaio
Rispondi
di Krikkro [user #50174]
commento del 16/06/2020 ore 14:51:34
...infatti procederò cosi...salvo eventuali danni che vanno oltre le mie competenze!
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 16/06/2020 ore 13:45:47
Alcune cose si possono fare tranquillamente a casa, se si sanno fare ovviamente, però inevitabilmente dopo un po' di tempo la chitarra dovrebbe essere portata da un liutaio.
Ad esempio, prendi i tasti: i tasti possono semplicemente appiattirsi a causa dell'uso e ciò provoca stonature varie, rumori (la famosa corda che "frigge") eccetera. Il controllo e la rettifica, o sostituzione, dei tasti è una cosa che deve fare un liutaio.
Rispondi
di Krikkro [user #50174]
commento del 16/06/2020 ore 14:53:23
Ho la chitarra da meno di un anno. Diciamo che è nuova. Senza dubbio, come tu suggerisci, col passare degli anni meriterà un serio controllo da un liutaio!
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 16/06/2020 ore 14:15:58
io ho imparato a fare tutti da me andando per tentativi: ho trovato strumenti in pessime condizioni a pochi € che ho sfruttato per far pratica di tutto (cambio tasti, radius, ricoronatura, elettronica, pickup fatti in casa). ci sono voluti anni ma ho imparato molto.

molti anni fa portai una chitarra dal liutaio e fece un ottimo lavoro, ma da parecchio tempo faccio tutto da solo con ottimi risultati, tant'è che gli amici quando hanno da fare dei lavori la chitarra la portano da me.
Rispondi
di Krikkro [user #50174]
commento del 16/06/2020 ore 15:04:36
Ho una Fender Stratocaster American Professional è nonostante tutto preferisco "rischiare" a fare il setup da solo che rivolgermi ad un professionista. Mi piace sapere come funziona uno strumento che diventa la mia prolunga. Capirne i limiti. Almeno per ciò che concerne i lavoretti base come regolazione trussrod action intonazione. Con le dovute cautele nessun neofita rischia di fare grandi danni.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 16/06/2020 ore 16:17:28
tra le cose che hai detto l'unico danno che può essere fatto è al trussrod, se avesse difficoltà a girare potrebbe spanarsi o rompersi, ma se la chitarra è quasi nuova non c'è pericolo.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/06/2020 ore 16:47:29
Fai bene a fare da solo.
Solo una volta ho portato una chitarra da uno bravo a fare i settaggi (non era liutaio ma ci sapeva fare con le regolazioni), ma solo perché era la mia prima chitarra col locking tremolo, ed era particolarmente imbarlata.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 16/06/2020 ore 19:47:42
Adesso però ci devi spiegare il significato del termine "imbarlata", anche perché se dovessi scoprire di avere una chitarra imbarlata vorrei correre subito ai ripari!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/06/2020 ore 20:23:41
In romagnolo vuol dire che è diventata storta.
Si potrebbe dire anche di un ubriaco: andava in giro un po' imbarlato.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 16/06/2020 ore 22:16:01
Ah bellissima questa me la segno che non si sa mai!!! Grazie della spiegazione.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 16/06/2020 ore 22:34:23
"Imbarlato" è l'italianizzazione del bolognese "imbarlè", storto, non dritto, come l'incedere di un ubriaco appunto, e penso che si utilizzi anche in tutta l'Emilia, oltreché nella Romagna. Paul
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 17/06/2020 ore 08:03:26
Grazie per la precisazione, comunque a Piacenza è una parola che non ho mai sentito. Al massimo si dice "imbariäg" riferito ad un ubriaco.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 17/06/2020 ore 15:04:01
Siete più vicini al modenese e al reggiano che al bolognese, da nuetar as dis imbariegh; comunque il dialetto non differisce solo a seconda della provincia, ma se abitavi in città o nella bassa (in campagna) o in muntagna (collina), c'era tutta una terminologia specifica, relativamente all'attrezzatura da lavoro e alla vita di tutti i giorni (specifica a seconda del posto in cui abitavi) che contraddistingueva un campagnolo, da un cittadino e da un montanarino e che lo faceva sgamare alla prima frase. Paul.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 17/06/2020 ore 15:28:59
Esatto, anche qua è così, da noi c'è il dialetto detto "dal sass" ovvero "del sasso" parlato dai piacentini del centro città, poi c'è il dialetto "ariùs" ovvero "arioso" che contraddistingue i campagnoli, come il sottoscritto. In realtà da paese a paese cambiano certe parole e ci sono diverse pronunce... Infine c'è il "muntàn" ovvero il "montano", parlato da chi viene dalla montagna, dove non è difficile trovare contaminazioni con le province limitrofi come Parma e Genova. L'argomento è di una vastità incredibile, ed è un patrimonio che per fortuna è ancora custodito e tramandato attraverso eventi, commedie e manifestazioni, ed anche un'importante scuola di dialetto presente sul territorio.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 17/06/2020 ore 15:32:54
Ti dico tre parole antiche perse, proprio a Bologna, vediamo se da voi si usavano: Scablant, Cabariot e Tuate. Ciao, Paul.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 17/06/2020 ore 16:20:54
Parole perse... mi viene in mente la tovaglia.
In romagnolo moderno " la tvàia ", in romagnolo antico " é mantìl "
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 17/06/2020 ore 16:54:03
Ciao Sykk, allora Scablant = testimone di nozze, Cabariot = camera mortuaria, ma inteso come "andare all'altro mondo" e Tuata = cantina già in uso nel 1200; cosa ci stiamo perdendo. Paul. P.S. anche da noi si dice tvàia.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 17/06/2020 ore 17:17:23
la mia preferita è " e maridàz ".
italianizzato dai vecchi che tentano di parlare italiano " il maridazzo "
ovvero il matrimonio combinato
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 17/06/2020 ore 21:52:13
Ciao, ho controllato sul dizionario ufficiale piacentino-italiano e quei vocaboli non ci sono. Tuäia invece si, è di uso comune.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 16/06/2020 ore 17:11:17
Non mi sono mai trovato particolarmente bene con in setups fatti dai liutai. Sarò stato sfortunato, ma spesso ho trovato due situazioni: 1) liutai che mi hanno settato lo strumento come piaceva loro, senza ascoltare le mie richieste 2) liutai (magari anche bravi) che per fretta hanno fatto lavori del tutto approssimativi. Ovviamente non voglio fare di tutta l'erba un fascio, professionisti attenti ci sono, ma nella mia esperienza bisogna anche fare attenzione a chi ci si rivolge. Da diversi anni (a meno di interventi delicati come rettifica dei tasti) faccio da solo e devo dire mi trovo meglio.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 16/06/2020 ore 19:02:40
un liutaio è anche uno che ti alleggerisce da responsabilità. decide lui, ad esempio, la raggiatura in un modello strat. e non è cosa da poco. un liutaio decide lui l'altezza dei pick-up. ti invita a comprare quel set di corde, quelle valvole lì, ecc. un liutaio ti prende un po' in giro, come il barbiere, ti fa più bello. se è capace ti inquadra un po' il suono, ti lima il capotasto, svita qua svita là, ti sbaglia un qualcosa, ti fa sorgere un dubbio nuovo. è un essere con cui confrontarsi.
poi è chiaro che devi pagare e, se hai amici esperti, puoi risparmiare e confrontarti con loro.
(credo) ciao
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 16/06/2020 ore 22:46:45
Pelgas, lo dovresti sapere anche tu che "I clienti, anni per acquisirli, un attimo per perderli". Se i liutai si comportassero come dici tu sarebbero tutti a spasso. Regolare una chitarra non è come fare la convergenza ad un auto: rispetti i valori forniti dal costruttore e sei a posto. Un vero liutaio, sapendo bene cosa si ottiene facendo cosa, dopo aver chiacchierato e capito bene dal cliente cosa vuole ottenere dal lavoro, si muove di conseguenza. Poi, come in tutti i lavori che coinvolgono un "tecnico manutentore" si corrono dei rischi. Un classico adagio dei tecnici (lo sono di nascita, riparo quasi tutto, non butto quasi niente) è il seguente: "Un buon tecnico lascia sempre una vite lenta a fine intervento". Ma è un'auto presa in giro di categoria ... fino ad un certo punto però. Certo ché, una volta andati da un liutaio e presogli le misure, ci si torna o lo si cancella. Paul.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 16/06/2020 ore 23:22:43
secondo me invece non ha detto male Pelgas.
nel senso che l'action che può essere ottimale per un liutaio magari non è perfetta per me.

ho un amico liutaio a cui mi rivolgo principalmente per i consigli (non è nel suo interesse ma mi ha sempre spiegato tutto quello che volevo sapere nei minimi dettagli ed infatti quando ci sono da fare lavori importanti mando tutti da lui), è molto bravo ma quando ho suonato le sue chitarre in occasione di alcune jam per i miei gusti avevano un action davvero troppo bassa e corde troppo morbide.
non che il lavoro fosse fatto male, anzi,, però non era giusto per me
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 16/06/2020 ore 23:29:04
Ho fatto il tecnico (in altri settori) per 40 anni. Secondo me, un tecnico pagato per fare un lavoro "esattamente come richiede il cliente" e non ci riesce, è più scusabile di un tecnico che può farlo, ma che decide di farlo come vuole lui. Ho scritto che "Un vero liutaio, sapendo bene cosa si ottiene facendo cosa, dopo aver chiacchierato e capito bene dal cliente cosa vuole ottenere dal lavoro, si muove di conseguenza". Chiaccherando può/deve, eventualmente, esplicitare le sue perplessità, se pensa che il lavoro, così fatto, non dia i risultati sperati, ma, alla fine, deve assecondare il cliente, "legare l'asino dove vuole il padrone", salvo magari scoprire che il cliente aveva ragione. Paul.
Rispondi
di acif utente non più registrato
commento del 17/06/2020 ore 12:22:20
io non mi vergogno ad ammettere che in 30 anni circa che sono approdato alla chitarra, non sono in grado di fare determinati lavori allo strumento, ma non è mai stato un problema per me perché tanto c'è chi lo fa di mestiere e anche piuttosto bene.
però tanto di cappello a chi si è ingegnato e fa tutto da sé.
io ho anche delle chitarre che sono li da anni senza che nessuno ci ha messo mano, cambio corde a parte, e sono perfettamente settate, o per lo meno non sento l'esigenza di cambiare il settaggio perché non trovo difficoltà nel suonarle
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 17/06/2020 ore 13:16:4
La maggior parte dei lavori possono essere fatti in casa, chiaro che se non hai l'attrezzatura specifica e l'esperienza certi lavori non li fai.
In quanti sono attrezzati per la rettifica di una tastiera?
Portare la chitarra dal liutaio per un cambio corde mi sembra un po' eccessivo, però se sei un professionista e te lo puoi permettere perché no? Cosi se salta fuori qualche magagna te la mette a posto ed hai lo strumento sempre al 100%.
Io la porto dal liutaio o per interventi che non so fare o prima di un tour in modo da avere lo strumento a posto e non avere problemi. A volte le viti dei locking nut non fanno presa, qualche tasto ha bisogno di un colpetto, uno switch fa rumore, se sei in giro per 15 giorni e suoni tutte le sere se hai un problema sono problemi, lo risolvi quando torni a casa!
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