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| demo-Clinic con Paolo Giordano
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di thannauser [user #9568] - pubblicato il 12 maggio 2006 ore 17:14
Ieri sera nella sala ascolto di un negozio qui vicino, La Città della Musica, si è tenuta una clinic con Paolo Giordano, che con la scusa di presentare le chitarre della Martin (come se avessero bisogno di presentazioni :D) ha ivece intrattenuto a bocca aperta una trentina di fortunati che sono riusciti a trovare posto nella saletta. Ed io ero tra di loro ;)
Che dire... Paolo ha suonato due Martin di sua proprietà, entrambe abbastanza "anziane", la prima con più di trent'anni di carriera, l'altra mi pare avesse qualcosa più di venti anni di suono alle spalle. Suoni intensissimi, caldi, brillanti, con una potenza sonora notevole e delle sfumature ampissime nel "colore" del suono.
La particolarità di una delle due (la seconda, la 41) era di avere montata al posto del Mi basso una corda Re per basso, accordata in LA. A questo proposito Giordano ha suonato con entrambe le chitarre con accordature aperte, ma ha anche dimostrato (riaccordando ad orecchio la chitarra al volo...) che quello che fa lo si può fare con l'accordatura classica, e quindi potrebbe essere alla portata anche di chi non usa le aperte... (sig...)
Paolo Giordano si è dimostrato, oltre che di una bravura assolutamente all'altezza della sua fama, anche di una gentilezza e di una disponibilità straordinarie, profiquo nell'elargire consigli, trucchi e risposte alle domande che pur se non numerose sono state fatte. Personalmente mi sono sentito di poter porre domande quasi esclusivamente sulla tecnica liutaia, in quanto sono davvero rimasto "annichilito" davanti alla tecnica esecutiva e non sono riuscito a trovare domande che sembrassero almeno decenti ai miei occhi... e come dice il saggio "meglio tacere e correre il rischio di sembrare sciocco che parlare e dimostrare di esserlo" :D
Durante la clinic Paolo ha eseguito alcuni suoi brani tratti dal primo CD, un brano dell'ultimo e la rivisitazione "jazz-blueseggiante" di un brano di Michael Jackson, dimostrando che la musica, se si sa interpretare, vale la pena di essere sempre ascoltata. Anche in quello che noi normalmente siamo tentati di snobbare possiamo trovare creatività, fantasia e feeling, se si sa vedere con gli occhi giusti.
Impressioni personali: vedere una persona che suona contemporaneamente il sottofondo melodico arpeggiato in finger style, la linea di basso, la linea di solo con una forma di tapping molto particolare, e il tempo tambureggiando sulla chitarra, tutto questo contemporaneamente e ad occhi chiusi, con una facilità di esecuzione da farti sembrare normale quanto stai osservando, è davvero impressionante. La domanda che mi è uscita alla fine dell'incontro, quando eravamo rimasti in pochissimi a chiacchierare, è stata :"Paolo, ma lo sai che dopo stasera io smetto di suonare? :-P"
Una bella esperienza, interessante e molto istruttiva, e che oltretutto mi ha dato anche modo di incontrare di persona un altro Lasteriano... che purtroppo per lui è arrivato tardi e non ce l'ha fatta ad entrare. Ma ci sarà una prossima volta ;)
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Ieri sera nella sala ascolto di un negozio qui vicino, La Città della Musica, si è tenuta una clinic con Paolo Giordano, che con la scusa di presentare le chitarre della Martin (come se avessero bisogno di presentazioni :D) ha ivece intrattenuto a bocca aperta una trentina di fortunati che sono riusciti a trovare posto nella saletta. Ed io ero tra di loro ;)
Che dire... Paolo ha suonato due Martin di sua proprietà, entrambe abbastanza "anziane", la prima con più di trent'anni di carriera, l'altra mi pare avesse qualcosa più di venti anni di suono alle spalle. Suoni intensissimi, caldi, brillanti, con una potenza sonora notevole e delle sfumature ampissime nel "colore" del suono.
La particolarità di una delle due (la seconda, la 41) era di avere montata al posto del Mi basso una corda Re per basso, accordata in LA. A questo proposito Giordano ha suonato con entrambe le chitarre con accordature aperte, ma ha anche dimostrato (riaccordando ad orecchio la chitarra al volo...) che quello che fa lo si può fare con l'accordatura classica, e quindi potrebbe essere alla portata anche di chi non usa le aperte... (sig...)
Paolo Giordano si è dimostrato, oltre che di una bravura assolutamente all'altezza della sua fama, anche di una gentilezza e di una disponibilità straordinarie, profiquo nell'elargire consigli, trucchi e risposte alle domande che pur se non numerose sono state fatte. Personalmente mi sono sentito di poter porre domande quasi esclusivamente sulla tecnica liutaia, in quanto sono davvero rimasto "annichilito" davanti alla tecnica esecutiva e non sono riuscito a trovare domande che sembrassero almeno decenti ai miei occhi... e come dice il saggio "meglio tacere e correre il rischio di sembrare sciocco che parlare e dimostrare di esserlo" :D
Durante la clinic Paolo ha eseguito alcuni suoi brani tratti dal primo CD, un brano dell'ultimo e la rivisitazione "jazz-blueseggiante" di un brano di Michael Jackson, dimostrando che la musica, se si sa interpretare, vale la pena di essere sempre ascoltata. Anche in quello che noi normalmente siamo tentati di snobbare possiamo trovare creatività, fantasia e feeling, se si sa vedere con gli occhi giusti.
Impressioni personali: vedere una persona che suona contemporaneamente il sottofondo melodico arpeggiato in finger style, la linea di basso, la linea di solo con una forma di tapping molto particolare, e il tempo tambureggiando sulla chitarra, tutto questo contemporaneamente e ad occhi chiusi, con una facilità di esecuzione da farti sembrare normale quanto stai osservando, è davvero impressionante. La domanda che mi è uscita alla fine dell'incontro, quando eravamo rimasti in pochissimi a chiacchierare, è stata :"Paolo, ma lo sai che dopo stasera io smetto di suonare? :-P"
Una bella esperienza, interessante e molto istruttiva, e che oltretutto mi ha dato anche modo di incontrare di persona un altro Lasteriano... che purtroppo per lui è arrivato tardi e non ce l'ha fatta ad entrare. Ma ci sarà una prossima volta ;) |
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