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Consigli su finitura solid body "senza compressore"

di alber [user #48641] - pubblicato il 16 settembre 2018 ore 23:18

Ciao a tutti, premetto di aver spulciato il forum per qualche settimana e di essermi letto molti articoli e relative discussioni sull'argomento.
Ma, come spesso accade dopo tanti input, ora ho un po' di confusione in testa, dunque scrivo questa richiesta di aiuto come da titolo.
Sto ultimando un paio di prototipi di solid body e ho fatto qualche esperimento di verniciatura a spruzzo. Devo dire che il risultato non è neanche malvagio, ma mi rendo conto che il lavoro è titanico, in più non ho un posto attrezzato per contenere a livello umano la polvere, gli odori e il rumore generato. Per ora ho dato fondo e colore lucido a due chitarre con colori bicomponenti.

Volevo orientarmi su metodi di finitura più "naturali", o semplicemente più semplici da eseguire, ma è un mondo vasto e io vado alla cieca. Dunque vorrei fare un attimo il punto con chi è più esperto di me.

Magari con la discussione si potrà entrare più nel dettaglio, ma per ora vorrei avere chiarimenti sui seguenti punti:

- Dato il body finito, qual'è la grana di carta vetrata per l'ultima passata prima di procedere con la finitura?

- Vorrei sperimentare vari metodi di tinteggiare il legno a pennello o tampone, su questo non ho paura (aniline, colori ad acqua), ma prima devo obbligatoriamente dare un turapori? O è da dare dopo? O si può non dare?

- Una volta raggiunto un risultato decente per quanto riguarda la tinta, con che cosa posso lucidare il body e in che maniera? Cioè, c'è una procedura per rendere la finitura lucida e resistente (ovviamente non a livelli di una finitura nitro) utilizzando oli o altri prodotti che rimangano nel limite del tampone o al massimo bomboletta?

- Dove posso trovare un breviario fatto bene e completo sulle finiture a olio?

- Sul manico, stesso discorso. Considerando che uso acero per la sua costruzione, c'è un modo semplice di dare una finitura lucida senza usare compressore. Premetto che uno l'ho finito a gommalacca, risultato discreto ma vorrei provare qualcos'altro. Anche qui, sono disponibile a usare prodotti a bomboletta.

Scusate per la "camionata" di dubbi sollevati, se c'è qualche buona anima che sappia fare un po' di luce su questo discorso sarebbe il benvenuto.

Grazie anticipatamente

Dello stesso autore
Saluti da un nuovo arrivato
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di Cukoo [user #17731]
commento del 17/09/2018 ore 01:15:21
- Un breviario (ma non un manuale pratico) utile è 'Vernici in liuteria' di G. Carletti.
- Prova a rifinire la superficie a rasiera (necessario imparare ad affilarla) invece di usare abrasivi ( o dopo averli usati). Non si alza il pelo del legno e il risultato è eccezionale.
- Se vuoi verniciare a olio ti si apre un vasto mondo... Io uso (per i violini, ma lo farei/farò anche per le chitarre) una vernice all'ambra commerciale alla quale aggiungo pigmenti ad alto grado di trasparenza. L'aspetto finale è lucido. Per verniciare uso le dita.
- Come turapori può andare bene della colla animale molto diluita (preparata con una parte in peso di colla e 20 parti d'acqua) passata a pennello o con uno straccio (2 mani). La colla forma uno strato isolante che impedisce al colore e alla vernice di entrare troppo nel legno.

Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 17/09/2018 ore 03:45:10
Per informazioni sulla verniciatura alla nitro con bombolette prova a vedere sul sito di ReRanch. Ad esempio qui spiegano in dettaglio la verniciatura con colori solidi o metallizzati: vai al link , oppure qui il sunburst stile Fender vai al link Peccato che non possono spedire in Europa i loro prodotti, ma ci sono anche da noi siti da cui si possono comprare bombolette alla nitro con colori storici per le chitarre. Anche con le bombolette ci vuole tempo e pazienza. Il risultato può essere anche molto buono, basta non farsi prendere dalla fretta.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 17/09/2018 ore 08:27:06
Qui hanno ottimi prodotti, anche in bomboletta, e varie indicazioni sui cicli di finitura.
L'azienda è spagnola e spedisce tranquillamente anche in italia.
vai al link
Rispondi
di alber [user #48641]
commento del 17/09/2018 ore 18:42:
Grazie a chi ha dato il suo contributo.

Per Cukoo , il breviario di cui parli sembra più incentrato su strumenti classici, a prima vista, ma vedrò se riesco a procurarmelo. In questo momento sto googlando anche notizie sulla rasiera, strumento che non ho mai preso in considerazione. Grazie della dritta.

Per zabu , grazie anche a te dei link, molto chiari anche se in inglese. Si riferiscono però a un ciclo di verniciatura che preferirei evitare per ora.

Per MM , anche questa ottima scoperta, da tenere sicuramente in considerazione. Peccato per il translate veramente povero, comunque a grandi linee i tutorial si capiscono, anche se fanno sempre riferimento ai loro prodotti (giustamente)


Come detto nel post di apertura, mi piacerebbe provare a sperimentare con metodi più semplici e che non coinvolgano millemila cicli di mani su mani, carteggiate, fondi, tinte etc. Dunque mi piacerebbe sapere, anche a grandi linee, se ci sono degli step obbligatori per non fare un pasticcio totale.
Mi spiego. Io ho il mio body finito, carteggiato con grit 360 o 400 (così ho estrapolato dal web e da qualche manuale).
Se volessi tingerlo con aniline o tinte ad acqua (e qui va a gusti quando fermarsi), sarebbe consigliabile dare un fondo turapori prima? E in quel caso, che tipo di turapori, sempre contando di dare qualcosa evitando compressore etc?
Lo chiedo perché so che le aniline, per esempio, tingono prima le vene del legno, entrano più in profondità in quella zona, ma se io dò un turapori poi l'anilina come fa ad entrare e tingere? (stesso discorso per tinte ad acqua)
Al contrario, se non metto turapori, non corro il rischio di far bere troppo il legno?

Questo del turapori (incluso che tipo di prodotto) è il primo dubbio.

Il secondo riguarda la lucidatura/protezione finale. Una volta che il mio body è tinto e coi pori a posto, cosa devo usare per dargli un effetto che sia lucido o satinato, ma soprattutto proteggente? Ci sono cere o finiture (in questo caso anche a bomboletta) che mi permettano di ottenere un buon risultato e che siano magari lavorabili con polish e buffeting per renderle lucide? O è una cosa riservata a vernici nitro/poliuretaniche/epossidiche?

Alla fine vorrei ottenere un effetto natural, comunque non coprente del tutto, ma che lasci spazio alla fantasia con qualche epserimento sui colori.

Sul manico invece mi accontenterei di una patina proteggente, lucida o meno, che sia giusto in tonalità più calda che l'acero nudo. Con la gommalacca ho ottenuto un buon risultato, ma magari ci sono olii o fondi che fanno egregiamente il lavoro.

Grazie ancora.



Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 18/09/2018 ore 15:06:57
Prova a vedere i prodotti StewMac e relative istruzioni. A quanto capisco bisogna dare prima un tura pori come questo: vai al link Mi sembra di capire che poi si può dare la tinta voluta di base o procedere direttamente con lo strato lucido finale.
Rispondi
di alber [user #48641]
commento del 18/09/2018 ore 21:32:56
@zabu sai che stavo proprio guardando quei prodotti? Ora sto cercando di decifrare il modo e la tempistica per stenderli, in inglese non sono una cima. Rimane comunque il dubbio se sia corretto dare prima un filler (turapori) e poi tingere il legno. A mio parere quei filler che mi hai linkato sono turapori con le tinte dei vari legni in natura (per liuteria) da usare per fare un effetto natural, cioè passare poi subito al lucido.

A me piacerebbe sapere come fa il tizio di questo video:

vai al link

Ok, lui fa un lavoro da paura, ma lo fa con questi colori ad acqua:

vai al link

Ne usa tre per fare il sunburst. Il risultato è incredibile, ma non so il tedesco e non capisco se prima ha dato un turapori e se alla fine ha dato un lucido.

Comunque i filler e i colori ad acqua sono disponibili anche su Guitars and Woods, che è un sito portoghese dove costano meno e non c'è dogana.

Grazie intanto della risposta.

Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 18/09/2018 ore 22:38:20
Nel video del link che hai postato non penso che lo dica, nel senso che elenca solo gli strati di ColorTone Liquid Stains che usa per il lavoro.

Ma magari provare a fare una prova su un pezzetto di legno di scarto? Non è detto che ci sia solo un sistema per operare, magari dipende dal risultato che vuoi ottenere. Ad esempio a questo proposito qui vai al link dice chiaramente: "Whether you stain before or after filling depends largely on the look you are seeking. Generally speaking, dye stains go on before filling, but pigment stains are applied after the wood is filled and sanded. This is not a hard and fast rule, though, since when you stain will change the look of the filled wood. Experiment on scrap both ways and see which appeals to you. If you stain first, seal the wood with one thin coat of finish prior to filling."

A questo proposito, ricordo un video in cui il risultato che si voleva ottenere era mettere in risalto "drammaticamente" le venature del legno. In quel caso il liutaio passava una tinta più scura (vari passaggi con levigatura intermedia) e poi un colore più chiaro della stessa tonalità. Il risultato era che lungo le venature rimaneva il colore scuro e nelle altre parti il chiaro. In quel caso questo caso il filler è stato dato sicuramente dopo.
Rispondi
di alber [user #48641]
commento del 19/09/2018 ore 22:59:14

Wow @zabu , il link che hai postato è una figata! Grazie mille!
Comunque, oggi sono andato in un colorificio che sapevo essere molto fornito e ho trovato le tinte concentrate da diluire in acqua o alcool o acetone. Ho preso pannetti di cotone, carta vetrata di tutte le grane, pad e polish. Ovviamente proverò prima su pezzi di legno di scarto, anche perché essendo tutti prototipi di scarti ne ho fatti :)

Grazie mille ancora.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 18/09/2018 ore 10:46:20
Compressore vs bomboletta. Il primo ha una specie di "zoom" del getto, una bomboletta richiede molta più attenzione per fare uno strato equo... e molta pazienza come scrive Zabu.
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