|
|
|
| Prima prova.
|
|
|
di Billino [user #8118] - pubblicato il 19 marzo 2006 ore 19:53
Alle sette o giù di lì ci ritroviamo nella piazza di uno dei tanti paesini sdraiati a valle, per raggiungere il bunker antiatomico attrezzato a sala-prove dal batterista indigeno. Rapida sosta alla "Tavernetta" per una mezza dozzina di birre e pacchi di patatine un paio e poi via, immersi nei vicoli angusti del centro storico. Il Locale è accogliente e la gommapiuma alle pareti non è più grigia e asfittica come di solito, ma di un azzurro carico di prospettive. Da una parte la sala-prove, dall'altra una stanza con computer e playstation e gigionerie varie. Iniziamo a montare gli strumenti, prede reciproche di sguardi circospetti. Sommaria descrizione della roba in sala:
basso Ibanez 5 corde e ampli Warwick; batteria Tamburo; chitarra Strato, ampli Laney VC30 e pedalume vario; master keyboard, groove machine e sequencer Roland, KaossPad Korg, Synth virtual analogue Alesis.
Ci scaldiamo subito, sfidandoci in una jem a base di Soft Machine e Ozric Tentacles. Svolazzo sulla tastiera come non mi accadeva da tempo. Poi, finalmente, ormai in confidenza, decidiamo di trasformarci in persone serie e iniziamo a "lavorare". Il bassista ed io proponiamo due dei pezzi che già avevamo abbozzato. Seguono quasi quattro ore di delirio sonico. Il risultato è estremamente soddisfacente. I massive Attack riescono perfettamente a convivere con I Pink. Le liquidità gilmouriane si fondono alla perfezione sui tappeti di synth. Il basso "vero" s'incastra come meglio non potrebbe con quello "finto", digitale e acido. Batteria acustica e ritmiche drum'n'bass sembrano uscire dalla stessa mano. E' solo la prima prova. Ridiamo felici, finiamo le birre e le patatine. Si ricarica il tutto in macchina. Saluti e abbracci. Si torna in città.
Sarà l'una ormai. Un salto in enoteca per brindare al successo con due succose bottiglie di Negroamaro del Salento, uno dei nostri migliori vini rossi, a detta delle mie papille gustative. Ripensiamo ai titoli provvisori dei due pezzi: "105 bpm" e "73 bpm". Li ha assegnati la groove machine. Ridiamo. Ragioniamo sul nome del gruppo. Le ipotesi sono: POSTìT - ma potremmo avere, si dice, problemi di copyright. "E' come se vi chiamaste Nutella o chessò..CocaCola" dice qualuno che studia Economia. "Figo" dice qualcuno che si limita a bere vino -; UP-POST - che, letto, suona come APPOST, cioè APPOSTO. "Come va?", "Tutt'appost" si dice da me -; POST-HER - triste no comment -.
Il Negroamaro inizia a prendere pieno possesso dei neuroni recettori.
Forse, ora, ho un gruppo per davvero.
Buona domenica.On air: Kicking Television - Wilco
|
Alle sette o giù di lì ci ritroviamo nella piazza di uno dei tanti paesini sdraiati a valle, per raggiungere il bunker antiatomico attrezzato a sala-prove dal batterista indigeno. Rapida sosta alla "Tavernetta" per una mezza dozzina di birre e pacchi di patatine un paio e poi via, immersi nei vicoli angusti del centro storico. Il Locale è accogliente e la gommapiuma alle pareti non è più grigia e asfittica come di solito, ma di un azzurro carico di prospettive. Da una parte la sala-prove, dall'altra una stanza con computer e playstation e gigionerie varie. Iniziamo a montare gli strumenti, prede reciproche di sguardi circospetti. Sommaria descrizione della roba in sala:
basso Ibanez 5 corde e ampli Warwick; batteria Tamburo; chitarra Strato, ampli Laney VC30 e pedalume vario; master keyboard, groove machine e sequencer Roland, KaossPad Korg, Synth virtual analogue Alesis.
Ci scaldiamo subito, sfidandoci in una jem a base di Soft Machine e Ozric Tentacles. Svolazzo sulla tastiera come non mi accadeva da tempo. Poi, finalmente, ormai in confidenza, decidiamo di trasformarci in persone serie e iniziamo a "lavorare". Il bassista ed io proponiamo due dei pezzi che già avevamo abbozzato. Seguono quasi quattro ore di delirio sonico. Il risultato è estremamente soddisfacente. I massive Attack riescono perfettamente a convivere con I Pink. Le liquidità gilmouriane si fondono alla perfezione sui tappeti di synth. Il basso "vero" s'incastra come meglio non potrebbe con quello "finto", digitale e acido. Batteria acustica e ritmiche drum'n'bass sembrano uscire dalla stessa mano. E' solo la prima prova. Ridiamo felici, finiamo le birre e le patatine. Si ricarica il tutto in macchina. Saluti e abbracci. Si torna in città.
Sarà l'una ormai. Un salto in enoteca per brindare al successo con due succose bottiglie di Negroamaro del Salento, uno dei nostri migliori vini rossi, a detta delle mie papille gustative. Ripensiamo ai titoli provvisori dei due pezzi: "105 bpm" e "73 bpm". Li ha assegnati la groove machine. Ridiamo. Ragioniamo sul nome del gruppo. Le ipotesi sono: POSTìT - ma potremmo avere, si dice, problemi di copyright. "E' come se vi chiamaste Nutella o chessò..CocaCola" dice qualuno che studia Economia. "Figo" dice qualcuno che si limita a bere vino -; UP-POST - che, letto, suona come APPOST, cioè APPOSTO. "Come va?", "Tutt'appost" si dice da me -; POST-HER - triste no comment -.
Il Negroamaro inizia a prendere pieno possesso dei neuroni recettori.
Forse, ora, ho un gruppo per davvero.
Buona domenica. On air: Kicking Television - Wilco |
|
|
|
|
|
|