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Pazzia, acquisto chitarra usata dal Giappone? Se qualcuno sta andando a Tokyo...

di fanta [user #6344] - pubblicato il 31 gennaio 2017 ore 18:21
Ciao, ho visto sulla Baya una chitarra usata di cui mi sono istataneamente innamorato, solo che si trova in Giappone... se qualcuno di voi ha avuto un'esperienza simile, su un valore di circa 1500 euro quanto mi troverei a pagare di dogana?
Grazie mille a tutti

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di aleck [user #22654]
commento del 31/01/2017 ore 18:41:27
Circa il 30% o poco più, puoi verificare sul sito di dogana e monopoli. Qui un ottimo articolo: vai al link

Personalmente non lo farei.
Rispondi
di fanta [user #6344]
commento del 31/01/2017 ore 18:54:40
Grazie Aleck, già, direi che non vale la pena anche perché la strapagherei rispetto al valore reale... però peccato, era veramente una favola! Ciao
Rispondi
di fanta [user #6344]
commento del 31/01/2017 ore 19:09:24
...ah, e se qualcuno di voi stesse per volare a Tokyo per qualunque motivo e me la volesse recuperare, gli sarei grato in eterno un po' come la Pantera rosa nella famosa puntata della puntina conficcata nella zampa...!!!
Ciao
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 31/01/2017 ore 19:17:25
La vedo difficile, i Giapponesi sono piuttosto puntigliosi nei controlli. Finiresti per risparmiare solo sulle spedizioni ma non sulle tasse d'importazione.
Rispondi
di fanta [user #6344]
commento del 31/01/2017 ore 19:19:41
eh, allora mi sa che devo proprio rinunciare... ;-)
Ciao
Rispondi
di fanta [user #6344]
commento del 31/01/2017 ore 19:55:45
...però, ammesso che non ci sarà mai nessuno disponibile allo sbattimento, ma in teoria, se uno va già la con una custodia con dentro una chitarra rottame da 50 euro, la lascia al negozio e si porta via l'altra, mi sembra difficile che si possa sgamare...
Rispondi
di Timblues [user #42758]
commento del 31/01/2017 ore 20:48:59
Io ho acquistato una tele a tokyo, è sufficiente smontare corpo e manico per evitare tasse. Inoltre nn ci sono tasse di esportazione e anzi i prezzi sono in questo caso esenti iva. I controlli a cui si può essere sottoposti sono quelli di importazione alla dogana in Italia. Con la chitarra smontata però io nn ho avuto alcun problema.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 01/02/2017 ore 00:18:53
Anche io con la chitarra smontata nel bagaglio in stiva non ho avuto problemi dall'America, ma ti assumi il rischio. Devi trovare la persona che sia pronta ad aggirare la legge per portarti la chitarra...
Rispondi
di Timblues [user #42758]
commento del 01/02/2017 ore 06:10:2
Concordo in pieno. Vedo più probabile trovare qualcosa nel mercato uk che oggi è un po' favorito dal cambio.
Rispondi
di fanta [user #6344]
commento del 31/01/2017 ore 22:25:24
eh, quella che cerco io è una semihollow, per cui, smontare nisba! E poi comunque rimarrebbe anche un attimino non legale, percui....
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 01/02/2017 ore 08:58:5
perchè non sarebbe legale?

se io mi prendo una chitarra all'estero, la smonto e la metto in valigia mica la sto nascondendo alle autorità; passa ai raggi x e se qualcuno mi chiede qualcosa può aprire e verificare cosa è.

forse dovrei dovrei dichiararla preventivamente? chiedo perchè sono cose di cui non so nulla.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 01/02/2017 ore 09:11:27
Diciamo che se non stai infrangendo la legge, la stai comunque aggirando non pagando una tassa che sarebbe dovuta... Di fatto smontare la chitarra e infilarla in valigia è un modo per passare dei controlli meno severi nella speranza di non essere beccato. Se vieni beccato paghi.

È una cosa che autonomamente ognuno può decidere di fare ma dubito che qualcuno si prenderebbe la rogna per fare un favore.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 01/02/2017 ore 09:33:08
se vengo beccato pago la sola tassa o pure una multa?

chiedo perchè anni fa ho fatto un mini tour di 10 date a giro per l'europa come bassista ed il basso, essendo a scala corta, lo smontai e lo misi nel bagaglio rigido in stiva (c'era pure un'ibanez micro sempre smontata) perchè era il modo "più sicuro" per trasportarlo considerando che nella custodia non lo fanno più portare come bagaglio a mano.

è vero che poi l'ultima data era in Svizzera quindi nel bagaglio c'ha fatto solo il viaggio di andata, ma se mi avessero fermato in un ipotetico ritorno come glielo dimostravo che gli strumenti erano già miei?
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 01/02/2017 ore 10:08:02
Non sono un esperto in aggiramento del fisco ahah :-D

Il problema che poni si risolve registrando lo strumento in entrata, che io sappia. Non so dirti esattamente come funzioni, però il mio "spacciatore" americano mi ha detto che molta gente prova ad andare in America con una custodia rigida con dentro una Squier per tornare con una Fender d'annata e rimane fregata perché quando vai a dichiarare lo strumento di tua proprietà registrano anche il seriale.

Magari Don Diego saprà risponderti meglio, ha sicuramente più esperienza diretta :)
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 01/02/2017 ore 10:46:46
Io in India ho comprato un Sitar e l'ho imbarcato in stiva senza dichiarare niente a nessuno.
Nessun problema.
A Milano l'ho ritirato senza problemi.
Ma forse perché sulla custodia c'era un adesivo di Saraswati a proteggerlo :-) :-)


Però..Anche tu....proprio in Giappone devo prendere una chitarra usata??
:-) :-) :-) :-)
Rispondi
di fanta [user #6344]
commento del 01/02/2017 ore 12:13:55
...ma si, dicevo per dire, portarla di nascosto è illegale e basta. Peccato che il dazio sia così alto, se si parlava di un 10% era un conto, con il 30% la andrei a strapagare, non ha senso.
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 01/02/2017 ore 13:21:2
Importazione: le spese di spedizione sono in genere basse (EMS) e i giapponesi non hanno nessun problema a dichiarare molto meno nella fattura proforma. Prima i controlli doganali erano a campione e spesso la si passava liscia, ora pago sempre.

Acquisto a Tokyo. In uscita dal Giappone l'unica cosa che non passa sono le katana a cui si attacca una calamita. le controllano tutte e le bloccano tutte. In entrata a fiumicino passi dall'aereo al piazzale senza vedere nessuno e senza nessun controllo. Le cose più eclatanti sono le macchine fotografiche. Io ho portato le fatture in uscita la prima volta. Poi ne ho comprate due a Tokyo e sono passato senza problemi. Se ti fermano, la chitarra è tua, te l'hanno regalata i colleghi in Giappone, è della fidanzata, etc etc etc.
Rispondi
di chiatarrox [user #36263]
commento del 04/02/2017 ore 10:05:18
Allora io ho portato per anni elettriche su é giù dagli Stati Uniti e ho pure portato su una acustica dall'Aiustralia. Funziona così: in uscita ovviamente non ti chiedono nulla, d'altra parte se hai comprato lo strumento in loco mica devono farti pagare loro le tasse, anzi in alcuni paesi (vedi l'Australia) in uscita all'aeroporto ti restituiscono sulla carta di credito la loro IVA (ma oltre che fattura devi mostrargli pure lo strumento, quindi occhio se lo hai imbarcato nella stiva e non puoi farglielo vedere). I problemi teoricamente sono in entrata: per legge al di sopra di una certa cifra (che é piuttosto bassa tipo 130$) devi dichiarare tutto quello che hai comprato in quel paese e che stai portando in Europa: che siano chitarre, vestiti, computer ecc. A quel punto sulla tua fattura ci paghi l'IVA e i dazi di dogana. Sia ben chiaro che DEVI dichiarare tu, non "io non dico niente poi se mi controllano e trovano delle robe allora dichiaro". Infati se capita che non dichiari niente e ti pinzano una chitarra ai controlli, oltre ad IVA e dazi ti fanno pure pagare una multa. Nel mio caso in Germania, tornando dagli USA e facendo scalo a Francoforte furono 500€ di multa più iva e dazi sulla chitarra (all'epoca la pagai comunque meno con la multa che se l'avessi comprata in Italia) e mi fecero pagare anche l'IVA e il dazio su degli orecchini d'argento che avevo comprato per la mia ragazza. Teoricamente, mi hanno poi spiegato, se parti con un pc, un Rolex o una chitarra, al ritorno in Europa devi essere poi in grado di provare che non li hai comprati fuori, e per far ciò o li dichiari prima di partire o puoi fornire delle ricevute che lo dimostrino.
Tutto questo in teoria, perché poi di fatto nessuno ti fa storie per una chitarra, a meno che non ne porti giù 5 in media alla dogana in Italia si fanno i fatti loro (e pure in Francia). Nel mio caso mi andò di sfiga a Francoforte perché i tedeschi sono rompiballe, quello che ho fatto successivamente e fare scalo ovunque tranne che in Germania.
Per il trasporto io consiglio per le elettriche di caricarle in cabina come bagaglio a mano in una custodia morbida. In alcuni casi sono riuscito a farlo anche con una acustica ma nella cappelliera non ci sta, devi chiedere se possono metterla nel''armadietto dove ripongono di solito i passeggini (sempre nella custodia morbida però). Se il volo non é strapieno si può fare.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 16/03/2021 ore 15:38:11
Domanda per motivi di curiosità ad un post antico perché lo sto leggendo solo ora e non mi e’ chiaro come e perché tu sia stato controllato dalla dogana tedesca - ho fatto mille volte lo stesso viaggio e ho avuto situazioni simili, ma dal momento dell’atterraggio in Germania all’imbarco del volo per l’Italia passi solo un metal detector per il bagaglio a mano, dove però non fanno controlli doganali, mentre il bagaglio in stiva passa direttamente da un aereo all’altro, anche qui senza controlli.
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