di njuletto [user #7504] - pubblicato il 09 gennaio 2006 ore 11:18
Come annunciato nell'ultima pagina del mio diario, sono stato al concerto di Massimo Ranieri all'Augusteo ed ho ancora la pelle d'oca per le splendide emozioni che mi ha regalato.
Raramente sono così soddisfatto per i soldi spesi per il biglietto di un concerto, ma stavolta li valeva tutti.
Il palco è stato allestito con una struttura tubolare su più livelli a ricavarne una cornice per ogni strumentista: batterista e percussionista su un piano e tastiere e chitarrista su un altro, accessibili tramite scalinate.
La maggior parte dei brani erano già di mia conoscenza ed eseguiti in modo impeccabile da tutti musicisti, con parentesi solistiche che hanno messo in luce le doti di alcuni dei polistrumentisti presenti, ma molti altri per me ancora inediti, facevano parte del nuovo album "Accussì Grande" che ho prontamente acquistato allo stand allestito nel teatro.
Negli ultimi anni, complici gli arrangiamenti di Mauro Pagani e del chitarrista Mauro Di Domenico (che lo accompagna da venticinque anni), il suo repertorio è caratterizzato da una omogeneità stilistica (senza essere a mio avviso mai banale) che rende la sua musica subito riconoscibile.
Varie le contaminazioni esotiche grazie alla partencipazione di artisti come Noa e Badarà Sek (cantante senegalese che è voce solista in alcuni brani), ed una attenzione alla ricerca storica di brani antichi poco conosciuti e resi attuali.
Tornando allo spettacolo, sono rimasto colpito dalla carica inesauribile di Massimo che ha cantato, ballato e esibito le sue doti di acrobata tenendosi in equilibrio su una grossa sfera o stando aggrappato con le mani o con i piedi alle strutture tubolari della scenografia (continuando a cantare).
Momenti di grande pathos per alcune canzoni molto dolci o struggenti cantate con trasporto ed emozione.
La parola d'ordine che sembra caratterizzarlo è di "non strafare", sebbene la sua preparazione e la sua estensione glielo permettano.
Un plauso anche al piccolo Emanuele D'Angelo di soli 8 anni che ha recitato il ruolo del piccolo Gianni Calone (vero nome di Massimo Ranieri), cantando e ballando o tenendosi in eqilibrio come un piccolo circense.
Il corpo di ballo ha dato grande prova di se ed alcuni dei ballerini hanno dimostrato di essere ottimi solisti.
Alla fine dello spettacolo che è terminato verso le 21 ho aspettato quasi un'ora, insieme a tante altre persone, per riuscire a vederlo da vicino.
Sono riuscito a farmi autografare la copertina del cd e con un pò di sfacciataggine gli ho lasciato il mio biglietto da visita (nun se pò maje sapé) prima che la folla lo travolgesse.
Dopo il concerto un turbinio di emozioni mi ha attraversato (e tuttora continua a fluire) e un pò mi sono sentito ancora più piccolo ed insignificante (quello che sto facendo io adesso a ventisei anni lui lo faceva a dodici...).
Quanta strada da fare...però quanta strada... Angelo Cardone
Come annunciato nell'ultima pagina del mio diario, sono stato al concerto di Massimo Ranieri all'Augusteo ed ho ancora la pelle d'oca per le splendide emozioni che mi ha regalato.
Raramente sono così soddisfatto per i soldi spesi per il biglietto di un concerto, ma stavolta li valeva tutti.
Il palco è stato allestito con una struttura tubolare su più livelli a ricavarne una cornice per ogni strumentista: batterista e percussionista su un piano e tastiere e chitarrista su un altro, accessibili tramite scalinate.
La maggior parte dei brani erano già di mia conoscenza ed eseguiti in modo impeccabile da tutti musicisti, con parentesi solistiche che hanno messo in luce le doti di alcuni dei polistrumentisti presenti, ma molti altri per me ancora inediti, facevano parte del nuovo album "Accussì Grande" che ho prontamente acquistato allo stand allestito nel teatro.
Negli ultimi anni, complici gli arrangiamenti di Mauro Pagani e del chitarrista Mauro Di Domenico (che lo accompagna da venticinque anni), il suo repertorio è caratterizzato da una omogeneità stilistica (senza essere a mio avviso mai banale) che rende la sua musica subito riconoscibile.
Varie le contaminazioni esotiche grazie alla partencipazione di artisti come Noa e Badarà Sek (cantante senegalese che è voce solista in alcuni brani), ed una attenzione alla ricerca storica di brani antichi poco conosciuti e resi attuali.
Tornando allo spettacolo, sono rimasto colpito dalla carica inesauribile di Massimo che ha cantato, ballato e esibito le sue doti di acrobata tenendosi in equilibrio su una grossa sfera o stando aggrappato con le mani o con i piedi alle strutture tubolari della scenografia (continuando a cantare).
Momenti di grande pathos per alcune canzoni molto dolci o struggenti cantate con trasporto ed emozione.
La parola d'ordine che sembra caratterizzarlo è di "non strafare", sebbene la sua preparazione e la sua estensione glielo permettano.
Un plauso anche al piccolo Emanuele D'Angelo di soli 8 anni che ha recitato il ruolo del piccolo Gianni Calone (vero nome di Massimo Ranieri), cantando e ballando o tenendosi in eqilibrio come un piccolo circense.
Il corpo di ballo ha dato grande prova di se ed alcuni dei ballerini hanno dimostrato di essere ottimi solisti.
Alla fine dello spettacolo che è terminato verso le 21 ho aspettato quasi un'ora, insieme a tante altre persone, per riuscire a vederlo da vicino.
Sono riuscito a farmi autografare la copertina del cd e con un pò di sfacciataggine gli ho lasciato il mio biglietto da visita (nun se pò maje sapé) prima che la folla lo travolgesse.
Dopo il concerto un turbinio di emozioni mi ha attraversato (e tuttora continua a fluire) e un pò mi sono sentito ancora più piccolo ed insignificante (quello che sto facendo io adesso a ventisei anni lui lo faceva a dodici...).
Quanta strada da fare...però quanta strada...