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L'emozione di suonare dal vivo.

di kelino [user #5] - pubblicato il 01 settembre 2013 ore 07:37:32.
Ennesima festa di piazza stasera. Arrivi in pantaloncini, monti la roba, fai sound check (coi ragazzini sotto il palco che ti invidiano la chitarra), litighi a volte col fonico di palco e aspetti la sera per il concerto.
A volte mi rendo conto di aver perso quella emozione mista a timore, che il palco e il pubblico danno i primi tempi. Si suona parecchio nei locali in inverno. In estate, tra sagre, feste patronali e manifestazioni politiche e non, si gira per le piazze. Il pubblico è disparato e più o meno numeroso. E' attento, partecipa o magari gli frega poco e niente.
Indipendentemente da qualunque fattore, per me salire sul palco a volte è routine.
Brutto, no?
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Vorrei avercela io.....
di Chiodo utente non più registrato
commento del 01/09/2013 ore 08:1
.....la tua routine!!Specialmente per locali ,che si realizzano un po di "Lillari"....
Cmq per quest'autunno ho dei contatti che mi porteranno a suonare in un paio di localini,non mi frega del pubblico....saro' un chitarrista "MERCENARIO TURNISTA" se serve!!!;)
Rispondi
Re: Vorrei avercela io.....
di invioinvio [user #30752]
commento del 01/09/2013 ore 08:23:59
evvai fratè! sono contento che torni ontheroad!
Rispondi
Purtroppo per fortuna...
di invioinvio [user #30752]
commento del 01/09/2013 ore 08:23:12
...suono in pubblico talmente poco...che ogni volta è una "cacarella" continua ....ahahaha il che mi piace un sacco...ma non ti nascondo che mi piacerebbe farlo molto di più....solo che monta smonta problemi tecnici...mi piacerebbe "evitarli sempre"! Buona giornata! PS. avevo scritto un diario...per condividere la gioia... vai al link magari, chissà, ti torna la "cacarella"...suona kelino suona!!!!
Rispondi
Routine..
di fa [user #4259]
commento del 01/09/2013 ore 09:52:2
Ciao Kelino, capisco cosa intendi... Per me più che routine da palco è routine da scaletta! Nel senso che con uno dei gruppi con cui faccio più serate abbiamo una scaletta provata e riprovata, con medley stacchi, intro e soli quasi tutti obbligati. E la scaletta è anche piuttosto impegnativa, sia tecnicamente che armonicamente. Però dopo due anni che la suoniamo dalle 2 alle 7 o 8 volte al mese, io salgo sul palco che mi sembra di andare a lavorare e mi rompo... Io la soluzione l'ho trovata così: suono con gruppi diversi e gente diversa, generi diversi e ho trovato un sostituto per il gruppo principale di modo che gli altri non perdano la serata e il cachet in mia assenza. Così se voglio farmi un weekend al mare, in montagna o farmi le vacanze non faccio perdere soldi a nessuno e non sono imbrigliato! Ciao Fab
Rispondi
Hai perfettamente ragione, aggiungo però...
di Salvog [user #26748]
commento del 01/09/2013 ore 10:28:59
Beh col Jazz non è sempre così, a quanto pare noiosa la questione.

Intanto non c'è bisogno di effetti ""Megalomanispeciali"", basta proprio poca attrezzatura maaa,,,, di buona fattura, almeno io so fatto e la intendo così.

Poi si c'hai la tua scaletta, i tuoi pezzi standard e non,
ma.... na volta congegnata e fatta la melodia del pezzo in apertura e chiusura, il resto te ed i tuoi amici potrete sempre aggiungere e/o cambiare qualcosa al pezzo in tema d'improvvisazione cosicché non risulta sempre uguale in ogni occasione, questa è la magia del Jaazzzss!

Ed è uno spasso! Ogni occasione, ogniqualvolta si suona è un mondo a parte.

Un salutone.
Rispondi
Re: Hai perfettamente ragione, aggiungo però...
di fa [user #4259]
commento del 01/09/2013 ore 20:24:56
Ciao Salvo, infatti è quello che suono appena riesco! :-))) l'L'unico problema è che è più difficile trovare serate, i cachet sono inferiori e alcuni dei musicisti con cui suono (che lo fanno di mestiere) preferiscono suonare altre cose meglio pagate che fare una serata di jazz dove alla fine ti porti a casa poco o nulla! Il top sono i matrimoni dove richiedono musica di sottofondo per aperitivo o cena... Lì i cachet sono buoni, suoni quello che vuoi, ti porti il real book e sei a posto!! Ma non è facile trovarli... Ciao Fab
Rispondi
Re: Routine..
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 01/09/2013 ore 11:08:11
E' per evitare questo tipo di routine che voglio un repertorio di 300 brani (si fa per dire) come i Gov't Mule...e poi di sera in sera scegliere cosa suonare e cosa no...fare una scaletta diversa anche tre sere di fila.
E' per evitare questo tipo di routine che stiamo scrivendo roba nostra e spero non ci fermeremo mai di farlo!
Rispondi
Re: Routine..
di fa [user #4259]
commento del 01/09/2013 ore 20:35:24
Eh magari!! :-))))) Ogni tanto aggiungiamo o cambiamo pezzi alla scaletta, li proviamo dal vivo e si vede subito se funzionano o no! Purtroppo se vuoi suonare in un locale e essere dignitosamente pagato non puoi fare solo quello che piace a te, altrimenti in quel locale non ci suoni più... Si cerca di trovare il giusto compromesso. Purtroppo quando suono il pubblico non viene a vedere me (quindi qualunque cosa suono va bene) ma va al locale a passare la serata, perciò non si ha mai totale libertà. Altra cosa sono i pezzi originali... Lì la via è più impervia ma sicuramente aiuta ad evitare la routine!! In bocca al lupo! Ciao Fab
Rispondi
si ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 01/09/2013 ore 10:56:04
si
Rispondi
Ciao Kelino! Da un anno ...
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 01/09/2013 ore 11:03:23
Ciao Kelino!
Da un anno circa non soffro più di "cacarella".
Un motivo è che mi sono impegnato davvero molto e sono migliorato parecchio tecnicamente...e se prima facevo 10 errori ora ne faccio due.
Ho imparato negli anni che ho bisogno di qualche brano per andare a regime (ovvero riscaldare a dovere le articolazioni !)...quindi, almeno nei primi brani evito i licks più complessi.
Nonostante ciò un po' di riscaldamento pre-concerto lo faccio, non mi è sufficiente per andare a regime...ma quanto meno non inizio completamente freddo. Continuerò a scaldare le articolazioni suonando!
Inoltre ormai sono consapevole che il pubblico medio non capisce un acca.
Ad esempio sono andato qualche settimana fa a sentire un gruppo blues.
Non che suonassero malissimo, ma qua e là c'erano tante di quelle imprecisioni che io da musicista noto...una mia amica (che non è una che non ne capisce una mazza) sosteneva che fossero molto bravi...io le ho detto "Assolutamente no!"
Diciamo che ho smesso di suonare con l'ansia da prestazione.
Sì, ok...magari in mezzo al pubblico c'è qualcuno che quelle imprecisioni le coglie...ma non ha senso farsi prendere dall'ansia...se oggi sbagliamo, domani facciamo di tutto per non fare di nuovo lo stesso errore. Bisogna guardare all'errore come un'opportunità: di non farlo più.
Se uno in condizioni normali ha il 20% di probabilità di sbagliare un lick particolarmente tosto...con l'ansia la probabilità di sbagliare aumenta al 90%.
Se uno si fa prendere dal panico ("oddio, non devo sbagliare!") va a finire che sbaglia sul serio!
Questo non vuol dire che faccio le cose "a cazzo di cane" perché tanto lo spettatore medio non capisce un acca. Tutt'altro...chi mi conosce sa quanto sia quasi un maniaco della perfezione e quanto mi piaccia alzare sempre il tiro, suonando cose sempre più complesse...quest'anno con la mia band ho portato in giro uno show di cui vado assolutamente fiero...e voglio assolutamente che questo sia solo l'inizio.
Anche uno spettatore "ignorante" capisce quando uno show è approssimativo e quando invece è curato al minimo dettaglio. Non sa perché ma lo capisce.
Inoltre il fatto di non suonare con l'ansia oltre a ridurre drasticamente gli errori ha eliminato nervosismi / occhiatacce al batterista / sbronze preventive per abbassare la tensione e i freni inibitori. Ah, le occhiatacce al batterista il pubblico le nota.
Suonare senza ansia non ha aspetti negativi secondo me, solo positivi.
LE EMOZIONI CE LE HO SUONANDO, NON PRIMA DI SUONARE.
(scusate il maiuscolo, ma ci tenevo)
Rispondi
Re: Ciao Kelino! Da un anno ...
di Chiodo utente non più registrato
commento del 01/09/2013 ore 11:18:10
Bravo fai bene!!!E hai ragione a dire che il pubblico spesso non e' all'altezza della situazione ,anch'io mi sono accorto di cio' da spettatore ,e mi sempre tirato indietro per timidezza pensando di non essere all'altezza (non che lo sia) pero' da quello che vedo a volte mi cadono le braccia e dico ....ma saro' un co***ione ad aver evitato proposte di suonare con altri ,d'avanti a persone che non sanno distinguere una polka da una tarantella ,( poi attenzione c'e' pubblico e pubblico ,pero' per la massima ,specialmente al giorno d'oggi)per quello che ho detto sopra che del pubblico non me ne frega un cavolo e se mi butto sara' per soldi...
Rispondi
Ti voglio dire solo una ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 01/09/2013 ore 13:55:26
Ti voglio dire solo una cosa: io suono come sostituto in una cover di Rino che va alla grande (abbiamo suonato da dilettanti ad una media di un concerto ogni 6 giorni nell'ultimo anno ed ho avuto la fortuna di partecipare a più della metà di queste date), tra feste di piazza, aperture importanti e locali più o meno piccoli; ebbene io mi diverto ovunque, anche quando ci è capitato di suonare di fronte a 3 persone; già solo il fatto di far parte di qualcosa, di condividere lo stress organizzativo, i viaggi, le cene, i nostri improbabili pasti in autogrill per cambiare i soldi, pochi, da dividere equamente poi tra tutti, le levatacce del giorno dopo, gli abbracci, i sorrisi, le sfuriate...No, non c'è niente di paragonabile...Poi magari di capita quell'unica volta nella vita di suonare davanti a migliaia di persone e ti senti un dio, senza voler essere arroganti, anche perchè non stai suonando roba tua nel mio caso, ma vedere tutte quelle mani alzate, quel tripudio di gonne ondeggianti sotto al palco, i ragazzi che ti portano continuamente da bere, manaco fossimo alcolizzati...No, è impareggiabile...E la musica porta altra musica...Così ad esempio ieri sera mi è capitato di andare a vedere un concerto di un gruppo calabrese, come me, nella fattispecie i Kalamu, che non sono proprio gli ultimi arrivati nell'ambito della musica popolare e folk, e loro che fanno suonando l'ultimo pezzo? Mi chiamano sul palco a cantare con loro, me, che fino ad un anno fa a mala pena cantavo sotto la doccia, e non solo, mi ritrovo pure con una chitarra in spalla, a suonare una canzone che non conosco in termini di accordi, me, che fino ad un anno fa sapevo suonare al massimo il giro di do e neanche bene! Sono soddisfazioni, sono emozioni. La musica è la cosa più meravigliosa di tutte, come avrebbe forse detto Jim. Perciò, routine o meno, suona, suona, suona! Consiglio spassionato di uno che sta soffrendo come una cane, perchè giunto ad un passo dall'ingresso come chitarrista ufficiale, vede il gruppo forse sciogliersi a causa di imprevedibili situazioni extramusicali!
Rispondi
Volevo aggiungere solo una cosa. ...
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 01/09/2013 ore 16:02:34
Volevo aggiungere solo una cosa.
Proprio perché consapevole che la maggior parte degli ascoltatori non capisce una mazza...ad un certo punto mi sono detto: ma chi diavolo mi ci porta a suonare musica "ruffiana" ???
Inoltre dalle mie parti procacciare serate è difficile qualunque genere si faccia, da Vasco Rossi al progressive rock.
Quindi ad un certo punto mi sono detto: Basta! suono quello piace a me, nel modo in cui piace a me!
Le persone non sanno di poter preferire altro fin quando non glielo proponi.
All'inizio è difficile, ma alla lunga sono certo che questa scelta ci darà soddisfazioni...e reputazione.
Rispondi
Si e no. E' routine ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 01/09/2013 ore 22:11:00
Si e no. E' routine nel senso che l'approccio e' professionale, e quando si lavora seriamente arrivi ad un punto per cui c'e' un certo automatismo, e il tutto e' visto come normale. Pero' e' bello essere sul palco con musicisti in gamba e provare a tirare fuori qualcosa di nuovo ogni volta, e quella e' per me la bellezza del suonare live, che mi fa rompere la routine.
Rispondi
Re: Si e no. E' routine ...
di E! [user #6395]
commento del 03/09/2013 ore 16:33:09
Bella visione, la condivido in pieno.
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