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| Litigare e fare pace con Mr Floyd
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di Glen [user #183] - pubblicato il 08 febbraio 2005 ore 20:50
Febbraio è un mese critico per chi è abituato a tenere le chitarre a vista, colpa del riscaldamento e del clima invernale qui molto secco, e pertanto ogni anno mi ritrovo chitarre con i tasti che sporgono troppo (poche per fortuna e soprattutto quelle con tastiera in ebano) dai lati dal manico e settaggi andati a farsi benedire (quasi tutte porcavacca).
Per chi ha più chitarre è un calvario, avanti e indietro dal liutaro di fiducia per i tasti e ore di cacciaviti e brugole per la regolazione di action e ponti.
Ieri finalmente mi erano rimaste le ultime due, le più rognose, le Tom Anderson con il Floyd Rose.Era il mio incubo, le avevo lasciate per ultime apposta, odio mettere le mani sul Floyd. La cosa più pallosa è il cambio corde, ho scelto la via più facile colla speranza che tutto filasse liscio, è andata abbastanza bene sulla Classic è rimasto tutto perfetto mentre sulla Drop Top si era leggermente alzata la base del ponte, mezzo giro alle viti del tendi-molle nello scasso e tutto apposto. La classic l'avevo fatta regolare da poco facendo cambiare il vecchio kahler con un floyd originale nuovo di zecca e pertanto l'action era rimasta perfetta. Mentre la drop top ce l'aveva sempre
avuta un po' altina, pertanto già che ero in vena ho dato una regolata ai due perni del ponte fino a raggiungere il mio compromesso ideale (Mi basso a 2 millimetri al 12° e cantino a circa 2,5/3). Controllo le ottave...orrore!
Tutto sfasato, troppo "salente" già dall'ottavo tasto. Minchia non avevo mai messo mano alle sellette di 'sto cazzo di ponte. Sugli altri ponti è tutto facile (sul Wilkinson poi è quasi divertente), ma sul Floyd non ci sono modi per muovere le sellette seza smollare completamente le corde. Setto il livello di pazienza a 11 e mi metto a regolare il tutto, smollo una corda alla volta e sposto la relativa selletta "a occhio", stringo la brugola, riaccordo la corda testo l'intonazione e rifaccio l'operazione fino a quando lo strobo del TU2 rimane immobilissimo in tutte le posizioni del manico. Si va a tentativi, è un lavoro ignobile, lungo che mette a dura prova i nervi, e quando ho finito ho guardato con amore il TU2 e gli ho dato un bacetto.
Alla fine ho preso la Tommie l'ho appiccicata al Pod per testarla e mi sono staccato da lei e dal floyd dopo due ore di libidine.E' un ponte bastardo, forse anche brutto con tutte le sue sporgenze, mette a rempentaglio la ns salute mentale e fisica ad ogni regolazione, ma imho regala emozioni infinite. Non m'importa se Dio e la Madonna si sono sentiti offesi ieri sera per alcune cose che ho detto, sono sicuro che comprenderanno e perdoneranno perchè per merito di quel ponte ieri il mio spirito a fatto un volo in alto fino a toccare l'alluce di Dio..G
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Febbraio è un mese critico per chi è abituato a tenere le chitarre a vista, colpa del riscaldamento e del clima invernale qui molto secco, e pertanto ogni anno mi ritrovo chitarre con i tasti che sporgono troppo (poche per fortuna e soprattutto quelle con tastiera in ebano) dai lati dal manico e settaggi andati a farsi benedire (quasi tutte porcavacca).
Per chi ha più chitarre è un calvario, avanti e indietro dal liutaro di fiducia per i tasti e ore di cacciaviti e brugole per la regolazione di action e ponti.
Ieri finalmente mi erano rimaste le ultime due, le più rognose, le Tom Anderson con il Floyd Rose. Era il mio incubo, le avevo lasciate per ultime apposta, odio mettere le mani sul Floyd. La cosa più pallosa è il cambio corde, ho scelto la via più facile colla speranza che tutto filasse liscio, è andata abbastanza bene sulla Classic è rimasto tutto perfetto mentre sulla Drop Top si era leggermente alzata la base del ponte, mezzo giro alle viti del tendi-molle nello scasso e tutto apposto. La classic l'avevo fatta regolare da poco facendo cambiare il vecchio kahler con un floyd originale nuovo di zecca e pertanto l'action era rimasta perfetta. Mentre la drop top ce l'aveva sempre
avuta un po' altina, pertanto già che ero in vena ho dato una regolata ai due perni del ponte fino a raggiungere il mio compromesso ideale (Mi basso a 2 millimetri al 12° e cantino a circa 2,5/3). Controllo le ottave...orrore!
Tutto sfasato, troppo "salente" già dall'ottavo tasto. Minchia non avevo mai messo mano alle sellette di 'sto cazzo di ponte. Sugli altri ponti è tutto facile (sul Wilkinson poi è quasi divertente), ma sul Floyd non ci sono modi per muovere le sellette seza smollare completamente le corde. Setto il livello di pazienza a 11 e mi metto a regolare il tutto, smollo una corda alla volta e sposto la relativa selletta "a occhio", stringo la brugola, riaccordo la corda testo l'intonazione e rifaccio l'operazione fino a quando lo strobo del TU2 rimane immobilissimo in tutte le posizioni del manico. Si va a tentativi, è un lavoro ignobile, lungo che mette a dura prova i nervi, e quando ho finito ho guardato con amore il TU2 e gli ho dato un bacetto.
Alla fine ho preso la Tommie l'ho appiccicata al Pod per testarla e mi sono staccato da lei e dal floyd dopo due ore di libidine. E' un ponte bastardo, forse anche brutto con tutte le sue sporgenze, mette a rempentaglio la ns salute mentale e fisica ad ogni regolazione, ma imho regala emozioni infinite. Non m'importa se Dio e la Madonna si sono sentiti offesi ieri sera per alcune cose che ho detto, sono sicuro che comprenderanno e perdoneranno perchè per merito di quel ponte ieri il mio spirito a fatto un volo in alto fino a toccare l'alluce di Dio. .G |
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