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1Standard a week: Softly, as in a morning sunrise

di E! [user #6395] - pubblicato il 11 marzo 2013 ore 22:02:48.
Cari colleghi, lo standard jazz che ho scelto per questa settimana è "Softly, as in a morning sunrise", di Romberg e Hammerstein. Anche questo è un pezzo molto noto e molto usato nelle jam session, quindi conoscerlo può servire.
E' stato suonato da: Freddie Hubbard, John Coltrane, Sonny Rollins, Ron Carter, Miles Davis, George Benson, Kenny Barron, Wynton Kelly, Dave Weckl, Brian Blade, Eric Dolphy, Brad Mehldau, Bireli Lagrene e infiniti altri.

Il pezzo si presenta in forma AABA. 


Sarà interessante notare i differenti approcci nelle sezioni A; tuttavia anche la B riserva delle sorprese e lascia degli spazi interpretativi mica da ridere (io uso molto la scala diminuita, ad esempio).

Spero che molti tra voi (jazzisti, jazzaroli in formazione o semplici appassionati di musica) portino il proprio contributo, in questo diario in particolare e anche in generale. 
Nell'attesa di leggervi, posto questa versione live che vede al sax nientemeno che Michael Brecker.

Buon ascolto!



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Bello il suono di Brecker ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 11/03/2013 ore 23:20:40
Bello il suono di Brecker eh?
Va be il pezzo è molto lineare.Ascoltiamocelo ed apriamoci all'immaginazione.
Rispondi
Re: Bello il suono di Brecker ...
di E! [user #6395]
commento del 12/03/2013 ore 11:28:5
Il suono di Brecker qui è molto bello e il pezzo è si lineare, ma quello che ci sovrappone lui è mooolto interessante! Peccato se ne sia andato..
Rispondi
Un autentico caposaldo interpretato egregiamente. ...
di Salvog [user #26748]
commento del 12/03/2013 ore 07:47:0
Un autentico caposaldo interpretato egregiamente.

Cribbio Artisti di autentico spessore

Brecker lo si conosceva, ma gli altri?

Esempio chi è quel formidabile guitar man?

Grazie per la bella proposta.
Rispondi
Re: Un autentico caposaldo interpretato egregiamente. ...
di E! [user #6395]
commento del 12/03/2013 ore 11:34:22
Grazie Salvo, il chitarrista è Ulf Wakenius, svedese.
Il suo solo ha una bellissima intenzione e una bella tensione, io in pratica non lo conosco per niente. Mi sa che rimedierò quanto prima..
Rispondi
Gran brano....non eccessivamente difficile da ...
di fabio1887 [user #18181]
commento del 12/03/2013 ore 11:36:32
Gran brano....non eccessivamente difficile da improvvisarci sopra, non troppo semplice da risultare monotono. Una giusta via di mezzo che lascia molti spazi interpretativi.
Brecker mi fa sempre impazzire....aveva un sound magnifico e un'inventiva fuori dal comune. Ottima condivisione ;)
Rispondi
Re: Gran brano....non eccessivamente difficile da ...
di E! [user #6395]
commento del 12/03/2013 ore 19:02:04
Ti ringrazio! A presto
Rispondi
Interessante la melodia
di satch76 [user #19713]
commento del 12/03/2013 ore 13:22:10
Nella A cercherei di sviluppare il nucleo centrale della melodia dato dalle 3 note C-Eb-G.

Nella B è interessante la progressione dei nuclei di 4:
Bb-Eb (4a giusta) -> Bb-E (4a aumentata) -> C-F (4a giusta)

Soprattutto sul 2° nucleo ci si può sbizzarrire, magari usando anche dei modelli simmetrici 1:2 (aka scala tono-semitono) o 1:5 (1 semitono, 5 semitoni).

Comunque è un bel brano!
Rispondi
Re: Interessante la melodia
di E! [user #6395]
commento del 12/03/2013 ore 19:08:52
A quanto vedo usi sempre un approccio melodico particolare, non pensi in termini di accordi e modi, ma in termini di "blocchi melodici".

Da dove viene questo approccio? Non ti sembra limitante, ad esempio per la A, pensare in termini di quelle sole 3 note, che poi sono le note che compongono l'arpeggio di C- (e per gli altri accordi?)?
Ovviamente immagino userai anche altre note e altri colori.. Però l'approccio è particolare, da dove viene?
Rispondi
Re: Interessante la melodia
di satch76 [user #19713]
commento del 13/03/2013 ore 09:07:03
Questo tipo di approccio deriva dallo studio della composizione e classica contemporanea che sto affrontando da un paio di anni a questa parte.

Sono partito qualche anno fà dal jazz con il metodo più tradizionale (chord tones - note guida - variazioni melodiche varie) per approdare alla classica contemporanea (Bartòk, Stravinsky, Schoenberg, etc.), usando come "ponte" il buon John Coltrane, che proprio dalla contemporanea ha attinto a piene mani per creare il suo stile.

Quello che a te sembra limitante è invece un approccio estremamente dinamico e fortemente orientanto alla relazione tra le note, prendendo spunto dalla serie di armonici che si vengono a creare (sistemi naturali).

E' un approccio "laterale", meno meccanico e meno "limitante" della solita griglia di accordi che ti "ingabbiano": ci si basa molto di più sulla melodia, che alla fin fine è l'elemento caratterizzante di qualsiasi brano.

Le 3 note che dici tu (in realtà 2 centrali + una ausiliaria) ti danno ampie possibilità di "muoverti" all'interno di quella che potrebbe chiamarsi "tonalità": mi piacerebbe scriverci un articolo, ma bisognerebbe partire da molto lontano e rischierei di non essere chiaro ed esaustivo.

Comunque sono disponibile a chiarimenti ed esempi! ;-)
Rispondi
Re: Interessante la melodia
di E! [user #6395]
commento del 13/03/2013 ore 16:01:02
Un'articolo in merito sarebbe interessante, magari potresti corredarlo con una tua improvvisazione, perché in questi termini per me continua ad essere limitante.

Penso a pezzi come Giant Steps, dato che hai citato Coltrane. Non puoi certo usare la "serie" di note del tema (prese in gruppo) per improvvisare su tutto il pezzo (lui in ogni caso non lo faceva, usava chiaramente arpeggi, modi e formule 1-2-4-5).

Inoltre non vedo differenza tra quelle che chiami "2 note centrali + una ausiliaria" e il semplice... Arpeggio di C minore.

Sarei curioso di leggere l'articolo in merito (se vorrai scriverlo) e di ascoltare qualcosa.

In ogni caso, è stato interessante!
A presto
Rispondi
Re: Interessante la melodia
di satch76 [user #19713]
commento del 13/03/2013 ore 16:21:49
La "differenza" sta nel fatto che tu pensi ad una serie di accordi per generare una melodia, secondo schemi e stilemi "cristallizzati" nel tempo.

Certo, è logico vedere C-Eb-G come triade minore, se hai un background teorico classico.

Se cambi prospettiva potresti iniziare a vedere le 2 note G-C come intervallo "nucleo" di 4a, e aggiungere note ausiliarie a seconda del contesto.

Occhio, il Coltrane di Giant Steps era solo agli "esordi" dello studio delle formule contemporanee.

Lui ha iniziato ad "adattare" le formule tipiche del jazz (tra cui, appunto, arpeggi) ad un contesto diverso, basato non più sull'armonia funzionale.

Comunque se riesco a scrivere un articolo sarò ben felice di pubblicarlo! ;-)
Rispondi
Re: Interessante la melodia
di E! [user #6395]
commento del 13/03/2013 ore 17:06:48
"La "differenza" sta nel fatto che tu pensi ad una serie di accordi per generare una melodia, secondo schemi e stilemi "cristallizzati" nel tempo."

Un piccolo appunto al tuo discorso: il fatto che evidenziavo le differenze tra il tuo sistema e quello canonico non vuol dire che io segua per forza quello canonico ;-)
Rispondi
Re: Interessante la melodia
di satch76 [user #19713]
commento del 13/03/2013 ore 17:33:
Perdonami, il "tu" era più generico, e riferito solo all'osservazione che hai fatto: ovviamente non mi permetterei mai di darti del "cristallizzato"! ^___^
Rispondi
nella A ..... mi muoverei ...
di jazzino [user #23867]
commento del 12/03/2013 ore 19:53:40
nella A ..... mi muoverei con una sola scala .... la minore molodica spostando i centri tonali da C a F a Ab
Nella B a parte i II-V-I maggiori e minori ...... ad occhio mi stimola il passaggio dal D7 al Dm7b5 .... ed in effetti tutta la B si presta alla diminuita ma anche ad "inclusioni" di tonica e quinto grado sulla Be-bop
Ciao Emì
Rispondi
Re: nella A ..... mi muoverei ...
di E! [user #6395]
commento del 13/03/2013 ore 16:04:42
Aspè, aspè, aspè..

Come mai la minore melodica, dato che il C e il F hanno la settima bemolle?

E poi: che intendi con "inclusioni" di tonica e quinto grado sulla bebop (sembra interessante)?

Ciao Robè
Rispondi
Qui sono ancora più in ...
di Caste [user #31363]
commento del 15/03/2013 ore 21:22:37
Qui sono ancora più in dificoltà che su gli altri due pezzi da te proposti, nel senso che, mentre precedentemente ho sempre trovato qualcosa che mi faceva pensare di muovermi verso sonorità diverse, qui mi sembra tutto così semplice e lineare che sono spiazzato dalla frase "Sarà interessante notare i differenti approcci nelle sezioni A; tuttavia anche la B riserva delle sorprese e lascia degli spazi interpretativi mica da ridere", perchè tutti questi diversi approcci io proprio non riesto a vederli... :-(
Devo fare ancora molta pratica... peccato non poter suonare tutto il giorno.
Ciao
Rispondi
Re: Qui sono ancora più in ...
di E! [user #6395]
commento del 15/03/2013 ore 21:31:43
E parliamone, magari ti può essere utile.. Ad esempio nella B cosa suoneresti? Qual è il tuo unico approccio?
Rispondi
Re: Qui sono ancora più in ...
di Caste [user #31363]
commento del 17/03/2013 ore 17:50:41
Premetto intanto che solo da poco, come già precedentemente detto, mi sono avvicinato al jazz e quindi potrei anche scrivere delle ca**te pazzesche perché procedo per tentativi e sfrutto questa serie di diari che scrivi (e ti ringrazio ancora per farlo) per attingere a piene mani.
Detto questo, considerando che qui non è più visibile il canovaccio del brano, me lo sono andato a cercare anche se ne ho trovate versioni diverse discrepanti per alcuni accordi, quindi premetto subito che mi baso su quella presente nel Real Book volume 2 a pag. 330.
In ogni caso, la parte A suonerei il Cm7 come Cm (quindi come triade) e approccerei tutto con la minore armonica.
Procederei in questo modo fino alla battuta | Fm7 Bb7 | che precede la parte B dove passerei su Eb maggiore, passando poi ad una scala bebop maggiore di Ab su | C7 | C7 | Fm7 | Fm7 | Fm7 | per poi tornare a C minore armonico sul G7 prima che ricominci la parte A, e su tutta la parte A.
Poi, come detto, magari stò dicendo ca**te e deciderei di non degnarmi di risposta (spero di no... :-) ), però ci provo anche se, suonando da solo senza potermi confrontare con altri, il jazz è proprio un genere difficile (e per questo sono grato di questi diari dove potermi confrontare con gente più capace).
Ciao

P.S.: quando parlo di unico approccio, intendo che mi viene in mente solo un modo per farla e non che farei tutto con un unica scala... Infatti dopo aver letto della ossibilità di usare la scala diminuita sulla parte B, sto ancora cercando di capire come farla suonare decentemente!
Rispondi
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