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Sulla scuola e sugli studenti

di aleck [user #22654] - pubblicato il 14 dicembre 2012 ore 21:37
Mi collego ad un diario precedente per far presente che anche noi studenti si può cambiare, e lo si sta facendo, nel nostro piccolo. Il testo è la mia risposta ad un commento di mr_Pone, non è un'attacco, più che altro è un chiarimento, e vorrei porlo all'attenzione di tutti.

Nel mio istituto solo 2 giorni sono stati sottratti alle normali attività didattiche per mettere in atto una particolare forma di c-gestione dell'istituto; per volere della preside (che ha cercato di sminuire il nostro operato in ogni modo) non abbiamo potuto svolgere attività di recupero e potenziamento (fisica e matematica in primis) proposte da noi studenti e supportate dai prof, dovendo ridurre tutto il nostro solido progetto (inizialmente articolato in 4 giorni di momenti assembleari e ''meeting'' con varie personalità della politica locale e professori universitari) a due grandi assemblee.

Preparare la ''lezione'' da proporre durante queste due assemblee è stato sì faticoso, ma anche molto costruttivo. Abbiamo lavorato quasi come giuristi sul disegno di legge, pomo della discordia.

Purtroppo esiste molta, troppa, disinformazione. Questa ''protesta'' si sta portando avanti troppo spesso per inerzia, perchè così fan tutti, infatti non è difficile sentire scempiaggini da studenti rivoltosi come ''stiamo protestando per i tagli alla scuola!'', ''stiamo protestando perchè vogliamo una scuola in cui siano gli studenti a decidere!'', etc etc.

In realtà la protesta che si sta portando avanti è contro il disegno di legge presentato dall'on. Aprea (per chi non lo sapesse è una donna, visto che mi è toccato sentire che si tratta di un uomo), un disegno di legge che, dovesse passare e divenire legge, smonterebbe, di fatto, la già barcollante scuola italiana creando dei dislivelli incolmabili tra la qualità di istruzione, a parità di indirizzo di studio, in base al singolo istituto. Di fatto non esisterebbero più programmi ministeriali unificati, ogni scuola, a parità di indirizzo potrebbe decidere di incrementare o meno alcuni aspetti dello studio, verrebbero meno i finanziamenti pubblici alla scuola a favore dell'ingresso di finanziatori privati che, pur non avendo diritto di voto all'interno degli organi decisionali, avrebero immancabilmente un pesante potere decisionale, privatizzando, nella pratica, la scuola PUBBLICA. 

La scuola diventerebbe una sorta di azienda, di oggetto di mercato, infatti dovranno essere strette partnership economiche onerose con diversi marchi e aziende per potersi garantire i fondi necessari. Di fatto verremmo strumentalizzati più di quanto non lo siamo già.

Per non parlare poi delle differenze dell'istruzione tra paese e città, tra nord e sud. Dove c'è più interesse economico vi sarà più investimento e di conseguenza più qualità di istruzione (almeno in linea teorica, nella pratica ne dubito, visto che un privato curerà sempre i suoi interessi): alcune scuole in zone poco industrializzate non potranno più sopravvivere, e non si offrirebbe a tutti la stessa POSSIBILITA' di istruzione (ART. 3 Cost.; ART.34 Cost.) creando, di fatto, due livelli di istruzione, quello per chi se la può pagare e quello per chi non può.

Altro fatto controverso è la libertà statutaria, ergo l'emanazione dello statuto è carico degli Organi dell'Autonomia delle singole scuole. Questo statuto autonomo calpesta l'attuale Statuto degli Studenti e delle Studentesse, documento fondamentale, redatto grazie all'impegno di tanti che si sono sacrificati affinchè fossero riconosciuti i diritti minimi per lo svolgimento democratico della vita studentesca. Lo statuto autonomo stabilisce SE e in quale misura debbano far parte degli organi consiliari studenti e genitori, di fatto non garantisce il diritto di assemblea e di rappresentanza: E' UN OLTRAGGIO AI DIRITTI DELLO STUDENTE COME UOMO, E' UN OLTRAGGIO A DECENNI DI LOTTE, UN OLTRAGGIO ALLA STORIA e, soprattutto, E' UN OLTRAGGIO VERSO CHI HA SCRITTO COL PROPRIO SANGUE L'ATTUALE STATUTO.

E queste sono solo alcune delle criticità di questo disegno di legge che sono state analizzate durante questa due-giorni di informazione.

Il vero grande problema è che NESSUNO parla di questo DDL, NESSUNO informa riguardo questo attacco alla nostra dignità di UOMINI.

Per questo, noi studenti dell'IISS Majorana-DaVinci (due grandi uomini di cui ci onoriamo di portare il nome), abbiamo deciso di fare prima di tutto INFORMAZIONE e CONTRO cultura.

INFORMAZIONE, si, prima di tutto per noi studenti, affinché nessuno possa accusarci di ignoranza e di semplice ''terrorismo'', e poi per la cittadinanza: bisogna ripartire dalle realtà locali, dalla base, per sensibilizzare e creare un pizzico di coscienza e (questo sarebbe il massimo) INDIGNAZIONE.

CONTROcultura, si, perché noi, a differenza di come si è fatto in passato e si continua a fare in altre realtà abbiamo basato il nostro lavoro sullo studio, sulla rivendicazione del diritto allo studio, sul diritto ad avere un'istruzione PUBBLICA di qualità: lo stato non può rinascere se non dalla diffusione di cultura.


E la conclusione del tutto è stato il ''grande'' corteo.

Corteo rigorosamente pomeridiano, perché noi vogliamo studiare, noi non siamo quelli che ''basta che salto un giorno di scuola'', noi riconosciamo che si debba studiare per creare un futuro migliore. Corteo assolutamente autorizzato, pacifico, presidiato dalle forze dell'ordine, ma non per questo ''innocuo''.

La scelta del pomeriggio è stata una sfida anche verso noi stessi, chi è venuto in piazza ha dimostrato di tenerci davvero alla causa, chi era lì ha dimostrato di avere davvero a cuore la cultura, proprio quella di cui parlate voi, la Cultura fatta di conoscenze che solo la scuola può fornire, le conoscenze che ci garantiranno un futuro.

Si è trattato di un corteo che non voleva essere dimostrazione di forza, non voleva essere sfida al potere: siamo consapevolissimi dell'inutilità di queste forme di protesta. La nostra manifestazione voleva smuovere le coscienze della gente di un paese di 30.000 anime. Son poche? Verissimo. Ma almeno 200, 300 persone dopo quel giorno hanno idea di cosa sia il DDL Aprea e magari sono anche indignate. E perchè? Perchè noi siamo scesi tra la gente, abbiamo fermato il traffico affinchè gli automobilisti incazzati ci chiedessero di chi fosse la colpa, affinchè i marinai ed i pescivendoli del grande mercato ittico si chiedessero cosa ci fosse di nuovo, affinchè le mamme e i nonni si chiedessero ''cosa avranno i nostri figli?''. Questi sono gli Italiani, da loro bisogna ripartire.

Secondo me è stato tutto un successo.

Gli studenti del mio istituto ora sono un pelo più critici e si sono responsabilizzati, non hanno paura di chiedersi il ''perchè?'' delle cose, non hanno paura di manifestare la propria opinione e, soprattutto, non hanno paura di chiedere a chi ne sa di più. Abbiamo, nel nostro piccolo ''demolito il cliché dell'uomo che non deve chiedere mai: dato che se non chiedi non sai'' (cit. Caparezza, visto che ci dobbiamo confrontare con la cultura pop, ben venga).

Soprattutto mi ha commosso il commento di un anziano che si era avvicinato a chiedere informazioni: ''Bravi! Se è per questo fate bene a farvi sentire. Questi governi ci stanno facendo tante cose non molto giuste. Io ho 84 anni, e ne ho viste di cose assurde, e sono stato imbarcato per 40 anni, e l'ho visto in tutto il mondo cosa fanno i ''padroni'', i ''privati''... Fate bene, dovete farvi valere.. E' bello vedere queste cose, finalmente avete capito che non conta fare casino ma conta far capire le cose anche ai vecchi come me.''

E poi la visibilità dataci dai media locali ci ha aiutati, spero, a diffondere il nostro messaggio a più gente possibile.

Scusa la logorrea, ma voglio solo testimoniare che noi studenti non siamo tutti i soliti ''fancazzisti'' alla rincorsa di utopistici mondi fatti su misura per noi. Noi giovani ci evolviamo, non saremo molti, ma, fortunatamente, il cambiamento non sempre è in negativo.

Scusate la logorrea ed eventuali errori morfosintattici, ho scritto di getto, questo è una sorta di sfogo :-)

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...
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/12/2012 ore 22:56:07
Intanto, bravo.
Bravo perchè senti il problema, bravo perchè ne conosci estremi e background.
E bravi ai tuoi compagni.

C'è un'unica cosa su cui vorrei attirare la tua attenzione.
L'idea dell'autonomia didattica può avere un senso nel costringere gli Istituti di Istruzione a progettare un'offerta formativa concorrenziale, e tesa ad un continuo miglioramento.
Su un base comune irrinunciabile (e sancita dal Ministero dell'Istruzione) ogni Istituto dovrebbe studiarsi di produrre un'offerta capace di ATTRATTIVA sulla popolazione degli studenti.
E questi ultimi dovrebbero premiare/punire l'offerta attraverso le iscrizioni.

L'idea è questa, e se ci rifletti non è male.
Essa dovrebbe impedire che, nel comodo alveo dei programmi ministeriali, possano determinarsi isole di nullafacenza o di minimi sindacali della cultura.
Il fulcro della questione, tuttavia, è che autonomia non può intendersi nè come libertinaggio né come balzaneria culturale. E meno che mai come produzione di esperienze didattiche devianti in senso culturale, sociologico e politico.

Purtroppo, come sempre nel nostro Paese, sorge il problema di chi debba alla fine esercitare un controllo centrale che, pur discreto e non burocratizzato, riesca però ad essere efficace senza essere autoritario.
E ancor di più, sorge il problema di dove collocare, in questo contesto, la piccola ma significativa frangia di Docenti abituati a tirare stancamente avanti.

Lascerei perdere le co-gestioni, invece. i discenti, per quanto colti, seri e validi, non possono progettare quel che ancora non sanno.
Ci abbiamo provato noi, negli anni '70, ed abbiamo fatto un buco nell'acqua.
Forse è il caso, al contrario, di dar più peso all'intransigenza. Civile, rispettosa dei ruoli, finalizzata al sapere ma, appunto, intransigente.
E' un vostro inalienabile diritto pretendere qualità.
Rispondi
Re: ...
di aleck [user #22654]
commento del 14/12/2012 ore 23:20:52
*** C'è un'unica cosa su cui vorrei attirare la tua attenzione.
L'idea dell'autonomia didattica può avere un senso nel costringere gli Istituti di Istruzione a progettare un'offerta formativa concorrenziale, e tesa ad un continuo miglioramento.
Su un base comune irrinunciabile (e sancita dal Ministero dell'Istruzione) ogni Istituto dovrebbe studiarsi di produrre un'offerta capace di ATTRATTIVA sulla popolazione degli studenti.
E questi ultimi dovrebbero premiare/punire l'offerta attraverso le iscrizioni. ***

Gli intenti dichiarati sono questi, vero, ma non credo sia una politica vincente: le scuole migliori sarebbero automaticamente dove la portata d'affari è maggiore, dove si ha interesse ad investire. L'Italia è una nazione in cui esistono ancora realtà isolate, che sarebbero penalizzate, e comunque c'è chi per le spese necessarie (considera anche i mezzi di trasporto) non potrebbe permettersi la scuola ''migliore''. E questo significa, di fatto, creare due livelli di istruzione.

Riguardo co-gestioni, autogestioni etc penso sia chiara la mia contrarietà. Invece ritengo utili momenti di confronto come quello vissuto nella mia scuola che interferendo in maniera veramente impercettibile alla normale attività didattica ci ha permesso di informare e sensibilizzare.
Rispondi
Re: ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/12/2012 ore 23:27:02
Tutto verissimo e condivisibile.
Ma il mondo, purtroppo, oggi va in una direzione ben precisa ...
Rispondi
Re: ...
di aleck [user #22654]
commento del 14/12/2012 ore 23:39:02
Purtroppo...

Comunque io non mollo, mi indigno e mi oppongo... Anche se alla fine non potrò cambiare nulla.

Mi rincuorano i racconti evangelici: 2000 anni fa su per giù, la ''voce di uno che grida nel deserto'' pare abbia avuto grande risonanza ;-)
Rispondi
Mi fa sempre piacere leggerti! ...
di helloween [user #27122]
commento del 15/12/2012 ore 11:02:5
Mi fa sempre piacere leggerti! Ti trovo molto in gamba e sempre preparato in tutto ciò in cui t'impegni...bravo aleck, uno dei futuri dell'Italia!
Ti stringo la mano virtualmente!
Rispondi
Re: Mi fa sempre piacere leggerti! ...
di aleck [user #22654]
commento del 15/12/2012 ore 14:24:57
Grazie, ricambio la stretta di mano, virtualmente ;-)
Rispondi
Commento danese
di Claes [user #29011]
commento del 15/12/2012 ore 13:35:0
Non siamo molto meglio... ma il disegno di legge Made in Italy mi pare eccessivo. Dateci dentro comunque per creare la musica del futuro. Siete underground.
Rispondi
Re: Commento danese
di aleck [user #22654]
commento del 15/12/2012 ore 14:35:0
Eccessivo e, temo, inapplicabile nell'Italia di oggi, in cui vige ancora la legge non scritta per cui vince chi ''fotte'' il prossimo e, come dice la mia prof, la filosofia vincente è quella dell'''ove coio coio'' (dove posso prendere qualcosa la prendo).

In una società più civile magari si potrebbe valutare se adeguatamente riadattata e ''smussata'' delle maggiori criticità.

Comunque dal punto di vista musicale qualcosa si può ancora salvare credo ;-)

Concordo con te, bisogna essere underground; come diceva il mio concittadino e grande cantastorie Enzo del Re, ''sempre fuori dal motore'' (quello che altri chiamano ''sistema'').

Saluti :-)
Rispondi
La scuola DOVREBBE essere una ...
di Pinus [user #2413]
commento del 15/12/2012 ore 14:02:04
La scuola DOVREBBE essere una sorta di azienda, nel senso che dovrebbero farti lavorare a progetti reali esterni costituendo dei piccoli team, invece non fai niente, non ti dico che delusione è stata per me fare ingegneria elettrica qui al politecnico di milano, praticamente si puo dire che ho fatto di piu alle superiori che qui....
Rispondi
Re: La scuola DOVREBBE essere una ...
di aleck [user #22654]
commento del 15/12/2012 ore 14:36:57
Ma non dovrebbe essere questo il modo, visto anche il malcostume diffuso.

Poi capisco la tua delusione. Anche (o forse soprattutto) l'università meriterebbe una riforma.
Rispondi
Re: La scuola DOVREBBE essere una ...
di Pinus [user #2413]
commento del 15/12/2012 ore 19:25:19
Concordo che il modo non va bene
Rispondi
Come modificare / abrogare questa legge?
di Claes [user #29011]
commento del 15/12/2012 ore 14:56:20
Spero sia possibile.
Rispondi
Re: Come modificare / abrogare questa legge?
di aleck [user #22654]
commento del 15/12/2012 ore 15:12:48
Non ho ancora studiato bene questo punto. Purtroppo noi a scuola non studiamo diritto (che sarebbe stato utile) se non i primi 2 anni.

Comunque conto di riuscire a giungere ad una conclusione su questo problema quanto prima.

Credo che un referendum abrogativo di possa fare, a legge approvata temo, ma dovrebbe essere possibile.

Per il momento il ddl, anche se era già passato alla Camera (scandaloso), è fermo e verrà ereditato dalla prossima legislatura.
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