Salve a tutti, mi chiamo Giovanni, e come molti del forum sono un grande appassionato di chitarra, ma in particolar modo sono un ardente sostenitore di quel “pezzo di legno” così scarno, rude, essenziale che è la chitarra acustica.
La passione per l’acustica ha radici nel mio passato, se non fosse esistita difficilmente avrei suonato la chitarra, sarà per quel profumo che ogni buona chitarra acustica emana, sarà per quei bassi che senti fisicamente nello stomaco, o semplicemente perchè il suo essere cosi diretto, senza fronzoli, senza trucchi….mi rappresenta un bel po’.
Detto ciò, entriamo nel merito dell’articolo, non vorrei annoiare nessuno con queste mie paranoie e deliri notturni :D.
La mia carriera da chitarrista è poco più di quella di un semplice chitarrista da pub, si prova, si litiga, si suona in qualche pub fumoso, si beve qualche birra, non si prende un euro… ma in compenso si ri-beve qualche birra e si ri-litiga, e a dir la verità la cosa va più che bene....
Non ho mai avuto sogni di gloria, anzi mi sento già molto appagato considerata la gioia che provo nel suonare in giro per vecchi pub legnosi dove l’odore di fritto di patatine copre quello di qualche bella cameriera che viene a portarti da bere sempre con quel sorrisino……di rito.
Ho posseduto poche chitarre, una Seagull Artist Mosaic, una Taylor 420 in acero, e sono un felice possessore di una Martin d28, ma la voglia di avere una chitarra di liuteria mi è sempre balenata in testa, non so perché ma è come se avessi voglia di qualcosa che fosse solo mio… qualcosa realizzata su mie specifiche… qualcosa che potessi dire… “IO TI HO PENSATO”, “IO TI HO VOLUTA”, “IO TI CONOSCO DA QUANDO SEI NATA”
La scelta del liutaio è stata chiaramente la fase più complicata, avevo varie scelte ma ho puntato su quello che reputo un vero genio della liuteria italiana, Marco Pontillo, giovane liutaio bolognese, famoso anche per i suoi eccezionali mp pickups, ma che nella liuteria, secondo me, dà quel valore aggiunto che solo un pazzo con tanta passione e capacità può avere.
La chiacchierata su quello che volevo e cercavo è stata veloce e senza tanti giri di parole, cercavo un suono brillante, avvolgente, vintage, un suono da vecchi cd che nemmeno la mia martin riusciva a darmi, avevo voglia di uno strumento che suonasse con il cuore di chi l'ha sognata....e con l'anima di chi l'ha creata.
Abbiamo deciso di usare una bella tavola del nostro val di fiemme per il top, fasce e fondo in palissandro indiano, tastiera e ponte in ebano, manico in mogano, rosetta in ebano, binding in avorio e segnatasti in madreperla stile gibson hummingbird.
Devo dire che non ero pronto a una cosa del genere, per un istintivo come me, aspettare 3 mesi sono stati davvero una tortura, ma il veder crescere poco alla volta quelli che all’inizio erano solo pezzi di legno e diventare quello che hai sognato è davvero un esperienza unica.
Mi sentivo come se stessi partorendo, vedere la tua “bambina” crescere e mutare, è stato un qualcosa paragonabile ad una gravidanza per una donna... solo che in questo caso la bambina profumava di vernici e colle... :D
Esagerazione? Sarà…… ma tant’è !!!
Devo dire che il risultato è stato al di sopra delle mie più rosee aspettative, la chitarra è di una bellezza disarmante, e dopo aver suonato harvast moon, old man, heart of gold mi sono sentito come un "idraulico che avesse con se la migliore chiave inglese ☺"
… non ho mai provato una sensazione simile in vita mia..
Presto metterò anche dei video, ma per stasera vi lascio qualche foto che simboleggia questa splendida avventura.
Cordialità