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Le triadi

di fustfust [user #2577] - pubblicato il 09 settembre 2004 ore 23:21
Quando si infilano due note su una base. è molto importante ragionare per triadi: capita spesso di sentirsi sicuri e di sparare scale a manetta (perlomeno capita a me), tuttavia si rischia di essere pallosi e tutto suona uguale. Anche se facciamo qualcosa di modale. Suonando in triadi, il risultato è più asciutto, si raggiunge subito la sonorità voluta. Al rovescio, ragionare in triadi comporta uno studio superiore delle triadi, che tuttavia andrebbe fatto, secondo me, specie per chi piace il funk e la fusion.Secondo voi è una cosa inutile parlare di queste cose? Di cosa dovrei parlare allora? Si accettano consigli. Dirmi che non dovrei scrivere affatto non vale: è come sparare sulla croce rossa.

Quando si infilano due note su una base. è molto importante ragionare per triadi: capita spesso di sentirsi sicuri e di sparare scale a manetta (perlomeno capita a me), tuttavia si rischia di essere pallosi e tutto suona uguale. Anche se facciamo qualcosa di modale. Suonando in triadi, il risultato è più asciutto, si raggiunge subito la sonorità voluta. Al rovescio, ragionare in triadi comporta uno studio superiore delle triadi, che tuttavia andrebbe fatto, secondo me, specie per chi piace il funk e la fusion.

Secondo voi è una cosa inutile parlare di queste cose? Di cosa dovrei parlare allora? Si accettano consigli. Dirmi che non dovrei scrivere affatto non vale: è come sparare sulla croce rossa.


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Scusa se mi intrometto...
di Mancunion [user #3854]
commento del 10/09/2004 ore 17:0
IMHO triadi, scale, arpeggi etc, andrebbero usati in quantita' perlomeno uguali. Poi dipende ovviamente dai contesti, e dal proprio gusto. Ad esempio cerco di suonare jazzy in contesti blues, e allora e' fond. sapere quali sono le note dell'accordo, cosi' da infarcire un po' la pentatonica, e magari avventurarsi suonando estensioni dell'accordo, voicing inusuali, un po' di rivolti...etc. Poi ci stanno le note out, che sono una figata, ma ci vuole un po' per prenderci confidenza... Poi se voglio fare una sfrullinata pentatonica tipo wylde...perche' no?
Rispondi
Re:Scusa se mi intrometto...
di fustfust [user #2577]
commento del 10/09/2004 ore 21:2
No sei il benvenuto, amo parlare di sta roba. In genere io ho ben memorizzata la diteggiatura in tutto il manico,questo per me è fondamentale. Da quella poi ricavo le triadi di settima di cui faccio largo uso, alla Frank Gambale per intenderci; poi tengo sempre ben presente magari le note particolari che identificano un grado rispetto all' altro, per esempio metto spesso arpeggi di quarta eccedente ricavati sul 4° grado, o di settima dominante, non so se mi spiego. Questo per riuscire a solleticare l' orecchio accentando queste note che definiscono la tonalità, il che può essere importante se suoni in modale. Le sfuriate di pentatonica ne metto un po', ma cerco sempre di inserire passing tones anche dissonanti per dare quel che di pentatonica/non pentatonica. Inoltre ho imparato un trucchetto ganzo: mentre suoni una pentatonica, puoi spostarti indietro di un semitono per aggiungere tensione, per poi riportarti sulla tonalità. Poi vabbè, se devo preparare qualcosa, allungo qualche arpeggio col tapping, mi invento un po di sweppate, ma sempre badando che il suono sia curato, perchè anche la tecnica vuole la sua parte.
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