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| Ho conosciuto Scott Johnson
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di Glen [user #183] - pubblicato il 22 marzo 2004 ore 01:44
Sono sicuro che vi starete domandando “…e chicazzè sto Scott Gionson?”, bè illo è il product manager della Gibson (non Med, ma proprio quella là che sta negli USA) che si occupa dei pickups, i Burstbuckers li ha progettati proprio lui.Scott insieme alla moglie Jennifer, era qui a milano per passare gli ultimi tre giorni di una vacanza passata in Italia e poiché è molto amicco di miei amicci siamo usciti tutti insieme a cena in questi ultimi due giorni e si sa, quando fai sedere due chitarristi di fianco a tavola si forma una specie di barriera tra loro e il mondo esterno, vengono avvolti da un guscio fatto di legni immaginari, e si ipnotizzano a vicenda con storie e fantasie che hanno un solo argomento: la chitarra.
Il nostro strumento riempie di magia la nostra vita e dire che noi chitarristi potremmo creare un mondo tutto nostro non è un’esagerazione. Tolkien ha creato un mondo di fantasia dove tutto combacia alla perfezione, noi siamo più fortunati perché abbiamo a che fare con oggetti reali ma che per noi sono dei veri e propri miti. Scott non fa certo eccezione, per essere un grande nell’Azienda dove lavori devi anche essere un grande appassionato e lui lo è. Non fa molta distinzione tra Fender e Gibson, non è un fanatico monomito (anche se ovviamente le preferenze vanno a Gibson), e abbiamo un obiettivo in comune, quello di riuscire ad averle tutte, ma poiché è ‘na roba impossibile (se se le piglia tutte lui vuol dire che s’è pigliato pure le mie), abbiamo deciso di fare a metà, cmq per ora sta vincendo lui 41 a 29 ma io ho 5 anni meno di lui e in un paio d’anni dovrei riuscire a pareggiare i conti ;-)Sia sabato che stasera abbiamo parlato quasi esclusivamente di chitarra e un pochetto pure di gnocca, ovviamente gli ho parlato di Accordo, dei Zizze, di quanto sia diventata importante internet e lui si è appassionato per ogni mia piccola storia come io mi appassionavo ad ascoltare le grandi storie di questo personaggio che ha iniziato la sua carriera come roadie occupandosi del settaggio delle chitarre durante i tour di gruppi rock in tutti gli USA. Mentre ascoltavo però pensavo a quanti manager delle Ditte distributrici italiane potevano vantare un’esperienza simile, credo che pochi tra loro sappia esattamente cos’è l’amore vero per due o tre pezzi di legno appiccicati tra loro, cos’è la sensazione che proviamo quando apriamo una custodia anche se è un gesto che facciamo ogni giorno, cos’è l’emozione che si prova quando si corre a casa subito dopo avere acquistato ‘na chitarra nuova colla fregola di provarla in santa pace, cosa proviamo quando prepariamo una delle nostre gioie prima di un concerto, insomma pochi di loro sanno come viviamo il nostro strumento.
Oltreatlantico, dove il nostro mondo chitarroso ha avuto origine, invece affidano il compito di renderci felici a gente che ha nuotato del sudore del rock, che ci capisce e soprattutto che condivide tutto il nostro essere.
Scott per me è un eroe, per due giorni siamo stati come due guerrieri che si incontrano e confontano le proprie ferite e si raccontano di mille battaglie, è un grande perché ha fatto sentire un’eroe un pochetto pure me. Quando mi ha raccontato delle sue ferite vere sono rabbrividito, anni fa ha avuto un incidente sul lavoro in cui ha perso l’indice destro e ha avuto la sinistra maciullata (che però ora funziona grazieaddio), ma la sua vita è stata piena di maciullamenti, tant’è che lui dice di se stesso: “I am an accident always looking for a place to happen” ;-)Alcune foti:
Scott con Jennifer
Scott con una futura rockstar
Scott con l’insalatinaVorrei fare notare (ma credo che si sia già notato) la bellissima maglietta che indossa il nostro eroe ;-)Ancora una volta ringrazio Daniela e Benedetto per avermi fatto conoscere una così splendida persona. .G
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Sono sicuro che vi starete domandando “…e chicazzè sto Scott Gionson?”, bè illo è il product manager della Gibson (non Med, ma proprio quella là che sta negli USA) che si occupa dei pickups, i Burstbuckers li ha progettati proprio lui. Scott insieme alla moglie Jennifer, era qui a milano per passare gli ultimi tre giorni di una vacanza passata in Italia e poiché è molto amicco di miei amicci siamo usciti tutti insieme a cena in questi ultimi due giorni e si sa, quando fai sedere due chitarristi di fianco a tavola si forma una specie di barriera tra loro e il mondo esterno, vengono avvolti da un guscio fatto di legni immaginari, e si ipnotizzano a vicenda con storie e fantasie che hanno un solo argomento: la chitarra.
Il nostro strumento riempie di magia la nostra vita e dire che noi chitarristi potremmo creare un mondo tutto nostro non è un’esagerazione. Tolkien ha creato un mondo di fantasia dove tutto combacia alla perfezione, noi siamo più fortunati perché abbiamo a che fare con oggetti reali ma che per noi sono dei veri e propri miti. Scott non fa certo eccezione, per essere un grande nell’Azienda dove lavori devi anche essere un grande appassionato e lui lo è. Non fa molta distinzione tra Fender e Gibson, non è un fanatico monomito (anche se ovviamente le preferenze vanno a Gibson), e abbiamo un obiettivo in comune, quello di riuscire ad averle tutte, ma poiché è ‘na roba impossibile (se se le piglia tutte lui vuol dire che s’è pigliato pure le mie), abbiamo deciso di fare a metà, cmq per ora sta vincendo lui 41 a 29 ma io ho 5 anni meno di lui e in un paio d’anni dovrei riuscire a pareggiare i conti ;-) Sia sabato che stasera abbiamo parlato quasi esclusivamente di chitarra e un pochetto pure di gnocca, ovviamente gli ho parlato di Accordo, dei Zizze, di quanto sia diventata importante internet e lui si è appassionato per ogni mia piccola storia come io mi appassionavo ad ascoltare le grandi storie di questo personaggio che ha iniziato la sua carriera come roadie occupandosi del settaggio delle chitarre durante i tour di gruppi rock in tutti gli USA. Mentre ascoltavo però pensavo a quanti manager delle Ditte distributrici italiane potevano vantare un’esperienza simile, credo che pochi tra loro sappia esattamente cos’è l’amore vero per due o tre pezzi di legno appiccicati tra loro, cos’è la sensazione che proviamo quando apriamo una custodia anche se è un gesto che facciamo ogni giorno, cos’è l’emozione che si prova quando si corre a casa subito dopo avere acquistato ‘na chitarra nuova colla fregola di provarla in santa pace, cosa proviamo quando prepariamo una delle nostre gioie prima di un concerto, insomma pochi di loro sanno come viviamo il nostro strumento.
Oltreatlantico, dove il nostro mondo chitarroso ha avuto origine, invece affidano il compito di renderci felici a gente che ha nuotato del sudore del rock, che ci capisce e soprattutto che condivide tutto il nostro essere.
Scott per me è un eroe, per due giorni siamo stati come due guerrieri che si incontrano e confontano le proprie ferite e si raccontano di mille battaglie, è un grande perché ha fatto sentire un’eroe un pochetto pure me. Quando mi ha raccontato delle sue ferite vere sono rabbrividito, anni fa ha avuto un incidente sul lavoro in cui ha perso l’indice destro e ha avuto la sinistra maciullata (che però ora funziona grazieaddio), ma la sua vita è stata piena di maciullamenti, tant’è che lui dice di se stesso: “I am an accident always looking for a place to happen” ;-) Alcune foti:
Scott con Jennifer
Scott con una futura rockstar
Scott con l’insalatina Vorrei fare notare (ma credo che si sia già notato) la bellissima maglietta che indossa il nostro eroe ;-) Ancora una volta ringrazio Daniela e Benedetto per avermi fatto conoscere una così splendida persona. .G
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