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Ponti, pin, corde e angoli
Ponti, pin, corde e angoli

di Maurizio Piccoli [user #26523] - pubblicato il 18 agosto 2012 ore 08:00
Quale angolo di uscita dai fori dei pin devono avere le corde per ottenere i migliori risultati? E ancora: a volte l’ossicino del ponte a pin sulle chitarre acustiche ha una certa inclinazione, nel senso che non è perfettamente perpendicolare al piano armonico. Perché?
Quale angolo di uscita dai fori dei pin devono avere le corde per ottenere i migliori risultati?
E ancora: a volte l’ossicino del ponte a pin sulle chitarre acustiche ha una certa inclinazione, nel senso che non è perfettamente perpendicolare al piano armonico. Perché?
Per evitare di impantanarmi mi servo di un semplice disegno che mostra l’angolo che vogliamo considerare. Si tratta dell’angolo che la corda forma, in uscita dal foro di ancoraggio, nel dirigersi verso la sella del ponte (o ossicino, come preferite) sulla quale poggerà per poi proseguire verso il capotasto. L’angolo considerato è quello tra la corda e la linea retta data dalla ipotetica prosecuzione rettilinea oltre il ponte verso l’esterno della corda stessa. Per ora ci occupiamo solo degli angoli che formano le corde in uscita nei ponti a pin.
La domande che ci siamo posti sono comunque di quelle terribili.
Riguardo la seconda è bene premettere che la perpendicolarità o meno della sella rispetto al piano armonico (o meglio rispetto alla base del canaletto della placca che la ospita) è cosa poco considerata sia dalla gran parte dei costruttori sia da parte dei chitarristi. Per questi ultimi il peccato è da assoluzione in quanto si tratta di argomento non semplice, specialistico. Per qualche costruttore il peccato c’è e sarebbe bene si ponesse seriamente la questione.


Diamo un senso alle due domande dicendo subito che se si vuole che le prestazioni di una chitarra acustica siano al top, è altamente desiderabile che si verifichino alcune condizioni ottimali in modo che sia massimo il trasferimento al piano armonico dell’energia della corda vibrante. Tra le condizioni, due sono molto importanti. Prima condizione: che alcune caratteristiche (altezza del ponte, distanza della sella dai fori dei pin, ecc.) contribuiscano a che la corda in uscita dal foro di ancoraggio abbia il migliore angolo di breakover (l’angolo di cui vi ho parlato in precedenza). Seconda condizione: che la base dell’ossicino poggi perfettamente sul fondo del canaletto.
Ma qual è il corretto angolo di breakover?
Lascio in sospeso la risposta sperando che il contributo dei lettori dia vita a un dialogo interessante.
Quanto prima la fornirò io.

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Da ignorante
di archibasso [user #19589]
commento del 18/08/2012 ore 09:05:4
Facendo un ragionamento fisico (composizione di vettori), non da liutaio, l'angolo dovrebbe essere piccolo in modo che la componente delle due forze ricada perfettamente nell'area di base dell'ossicino. (ho preparato anche un disegnino ma non riesco ad inserirlo)
In questo modo però il modulo della risultante ha un valore minore di quello che si avrebbe con un valore di angolo grande. Cioè la forza che si trasmette alla tavola è minore.
Quale sia il compromesso ottimale non lo so.



Rispondi
TI RINGRAZIO
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 18/08/2012 ore 09:15:3
Per ora ti ringrazio del contributo. In futuro ti invito a essere il più chiaro possibile, facendo degli esempi o volgarizzando un precedente discorso tecnico. E' bello che tutti capiscano.
Appena la temperatura dell'argomento si sarà alzata vedo di dare una mia risposta.
Buone cose!
Maurizio
Rispondi
ad esempio il sistema di ...
di superloco [user #24204]
commento del 18/08/2012 ore 12:37:08
ad esempio il sistema di attaccacorde delle chitarre manouche come ti sembra ?
Rispondi
Molti rendono questo angolo il più piccolo possibile
di nick74 [user #15609]
commento del 18/08/2012 ore 13:55:11
Sto pensando ad alcuni produttori che aprono le corde a ventaglio ed hanno i fori di uscita dalla tavola vicino al bordo della chitarra sulle fasce laterali.
Personalmente, invece, ritengo che l'angolo dovrebbe essere il più incidente possibile (fino al teorico 90° che però porterebbe alla rottura della corda) in modo da avere più pressione sull'osso che è uno dei fulcri della vibrazione della corda (l'altro naturalmente il capotasto).
Mia opinione.
Rispondi
DUE BREVI OSSERVAZIONI
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 19/08/2012 ore 07:38:05
Il teorico angolo di 90 gradi è davvero improponibile in quanto potrebbe portare non tanto alla rottura della corda quanto a una esagerata spinta laterale nei confronti dell'ossicino che potrebbe non solo rompersi ma inclinandosi verso la buca non riuscirebbe più a garantire la perfetta adesione della superficie della sua base alla base del canaletto con decisa diminuzione dell'energia trasmessa al piano armonico. Riguardo l'originale scelta fatta dal costruttore Babicz con la sua Spider, la sua proposta era mirata a ridurre il più possibile la tensione del piano armonico (tensione provocata dalla pressione delle corde sullo stesso attraverso il ponte) per far sì che vibrasse il più libero possibile. Lo stesso problema era già stato affrontato dal sistema JLD con buoni risultati e soluzione completamente diversa. E' interessante osservare come la finalità principale sia sempre quella di far vibrare al meglio il piano armonico intervenendo su una delle tante variabili in campo. Il tema è davvero stimolante. Chi ha analizzato il sistema Babicz, pur condividendo l'idea di fondo consistente nella ripartizione della trazione delle corde non più su di un'unica zona (il ponte) ma su più zone (la periferia del corpo dello strumento) ha dovuto necessariamente sottolineare non poche contraddizioni emerse nella realizzazione, quali la presenza di pesanti viti che con la loro massa contribuivano negativamente alla vibrazione del top.
Rispondi
Diceva il Carletto
di robogg [user #204]
commento del 18/08/2012 ore 15:20:01
non ne so il motivo, pero' ricordo che Carlo Raspagni (grandissimo liutaio purtroppo scomperso) diceva che al mi basso ci voleva un angolo bello ciccioso e man mano sempre meno fino a un minimo per il mi cantino.
Rispondi
Riguardo a questo "problemino", importante ...
di perrynason [user #17170]
commento del 18/08/2012 ore 16:00:34
Riguardo a questo "problemino", importante quanto trascurato, ho occasione di citare ancora una volta il fondamentale sito-enciclopedia di Frank Ford (FRETS.COM, ne ho parlato giusto nel mio ultimo post):

vai al link (da metà pag in poi) e
vai al link

A quanto mi pare di capire la gobba della sella deve essere sagomata in modo da ridurre il più possibile la zona di appoggio della corda e consentirle la massima vibrazione. Poi un corretto break angle dovrebbe schiacciare la sella perpendicolarmente verso il basso (massima trasmissione delle vibrazioni al top) ed evitare che la posizione del punto di appoggio e la trazione della corda spingano la sella in avanti disperdendo parte delle vibrazioni con rischi di rottura della sella stessa o addirttura del ponte. Per cui pare che una sella non debba essere inclinata e che la corda debba poggiare in un punto sul colmo della sella. Ma...

c'è ovviamete chi ha altre teorie:

vai al link

Quindi sono in gioco altezza della sella, forma della superficie della sella, punto di contatto tra sella e corda, perpendicolarità tra sella e top.
In questo sistema entrano in gioco anche le "rampe" dei fori dei pin, funzionali alla correzione dell'angolo di incidenza della corda sulla sella (che quindi non sono solchi di usura tipici degli strumenti vintage!) e correzioni del profilo della sella per la eventuale compensazione dei cantini.
Insomma, un bel casino!
;-)



Rispondi
?
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/08/2012 ore 21:15:53
Premesso che in fatto di liuteria sono a dir poco un somaro, mi sembra che:

1.L'osso del ponte non è una lama, ma ha uno spessore di qualche millimetro. Ne deriva che ha una base di forma rettangolare. Affinchè le vibrazioni raccolte dall'osso vengano trasdotte in maniera massimale al piano armonico, l'osso deve essere perfettamente perpendicolare al piano stesso, in modo che il contatto osso-piano armonico avvenga attraverso l'intera superficie inferiore dell'osso stesso e non solo attraverso una sua porzione lineariforme.

2. L'angolo di breakover è ovviamente funzione dela distanza dei pin dall'osso del ponte, nel senso che tanto più i pin sono lontani dall'osso, tanto minore è l'angolo che tu hai evidenziato in verde.

3. L'intero sistema costituisce una leva di primo genere, di tipo vantaggioso, in cui il tratto di corda posto tra osso e pin costituisce il braccio di resistenza, marcatamente più corto del braccio di potenza (costituito dalla porzione di corda posta tra la meccanica e l'osso (assumendo, per comodità, che il capotasto non sia a sua volta un fulcro).

4. Ne deriva che la tensione esercitata dalle corde sul piano armonico non può che essere direttamente proporzionale, oltre che alla tensione delle corde, anche all'angolo di breakdown. Da cui deriva che maggiore è tale angolo, maggiore è la trazione sul piano armonico.

5. In conclusione, tanto più elevato sarà l'angolo di breakover, tanto più vantaggiosa sarà la leva e tanto più efficace la distribusione delle forze perpendicolarmente al piano armonico (a parità di tensione delle corde).
Riducendo l'angolo, ed allungandosi il braccio di resistenza, per ottenere una stessa forza risultante, sarà necessario applicare una maggiore forza al braccio di potenza, ed aumentare la tensione delle corde.


Beh... come delirio, è venuto bene ;-)
Rispondi
Eppure ...
di beppeferra [user #29294]
commento del 18/08/2012 ore 22:15:12
# l'osso deve essere perfettamente perpendicolare al piano stesso, in modo che il contatto osso-piano armonico avvenga attraverso l'intera superficie inferiore dell'osso stesso e non solo attraverso una sua porzione lineariforme. #

Eppure ci sono alcuni costruttori che inclinano lo slot in cui viene inserita la sella di un piccolo angolo (tra i 4 ed i 7 gradi) verso i pin: sostengono che questo migliori il contatto tra sella e corda e riduca la pressione sulla parte frontale del bridge, che a volte è causa di rotture del ponte stesso.


Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/08/2012 ore 22:59:11
Le mie affermazioni (a cui nella mia ignoranza ho messo più volte il bollo dell'inventario) erano basate esclusivamente sull'aspetto geometrico della faccenda.
Immagino che, all'atto pratico, esista una miriade di poblemi tecnico-pratici di cui tener conto.
Rispondi
Semplificando: la vibrazione della corda ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/08/2012 ore 22:21:23
Semplificando: la vibrazione della corda sta sostanzialmente su un piano parallelo al top della chitarrra e il top stesso viene eccitato soprattutto dal movimento dell'osso (che 'gira' attorno al baricentro, allo stesso modo con cui si muove il ponticello di un violino). L'angolo di breakover dovrebbe essere quello sufficiente a evitare lo spostamento laterale della corda. Quindi è l'angolo per cui la componente verticale è maggiore dell'attrito statico tra corda e osso. Io uso un angolo di circa 15 gradi, che mi assicura una componente verticale per singola corda di circa 2 kg. Un angolo maggiore tenderebbe a forzare la posizione dell'ossicino contro la parete anteriore del ponte diminuendo l'efficacia di tutto il sistema.
Almeno penso sia così, anzi lo spero: altrimenti le mie acustiche su cui ho messo le mani avrebbero bisogno di una regolata.
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/08/2012 ore 23:00:20
Mo' sei arrivato anche tu.
Preparo un atto di abiura per il delirio di cui sopra... :-)
Rispondi
Le tue considerazioni dono tutt'altro ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/08/2012 ore 23:11:15
Le tue considerazioni dono tutt'altro che deliranti, ci mancherebbe! Archimede farebbe cenni di assenso accarezzandosi la barba (sono sicuro che aveva la barba). Per quella componente della vibrazione (piccola) che sta sul piano perpendicolare alla chitarra valgono le tue considerazioni.
Rispondi
ENTUSIASTA
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 19/08/2012 ore 00:10:20
Per ora ammetto di essere entusiasta del delirio di risposte che sono pervenute, molte sinceramente da prendere in considerazione, non ultima quella dell'angolazione dell'ossicino
attuato da alcuni costruttori. Attenzione a usare bene i termini di tensione, trazione e pressione. Molto indovinato l'aver sollevato il problema della distanza dei fori dei pin dal ponte e della loro relativa corsia di uscita della corda (sarà importante anche quella?). Qualcun altro ha sollevato il problema della superficie di appoggio sull'ossicino della corda in uscita dal foro (come dovrebbe essere: a lama di coltello con la minima superficie di appoggio o tondeggiante nella parete verso i pin?). Parer invece chiaro a tutti che la base del ponte deve poggiaare perfettamente sul canaletto che la ospita in modo da trasmettere tutta l'energia possibile.
Purtroppo non siamo ancora arrivati a determinare quale sia il più vantaggioso angolo di breakover e perchè. Avanti coi deliri che fanno così tanto bene alla comprensione!
Rispondi
Superficie della sella: a lama ...
di perrynason [user #17170]
commento del 19/08/2012 ore 12:55:41
Superficie della sella: a lama di coltello con la minima superficie di appoggio o tondeggiante nella parete verso i pin?

Ho osservato la superficie della sella della mia chitarra. L'avevo fatta correggere dal liutaio dopo che un cantino aveva intaccato l'osso. La forma originale era tondeggiante ma troppo appuntita verso i cantini, che infatti l'hanno intaccata. E la correzione fatta dal mio liutaio corrisponde esattamente alla prima forma suggerita da Hostetter:
vai al link

Dunque superficie di appoggio più ampia e tondeggainte verso i cantini (con compensazione per la corda del SI) e sempre meno ampia e tondeggiante verso le corde dei bassi.

Poi: parliamo di angolo ideale, ma essendo la sella in diagonale rispetto alla linea dei pin, l'angolo di appoggio cambia da corda a corda. Suppongo che la vibrazione di una corda spessa (e rivestita) sia più ampia e abbia quindi bisogno di una maggior pressione (maggiore angolazione) per essere tenuta in posizione e trasmetere correttamente le vibrazioni al piano armonico. Discorso opposto per le corde sottili.

Ma qui torna in ballo il famoso belly bridge "brutto" di Martin, su cui avevo indagato un po' di tempo fà ( vai al link ) che ha la sella parallela ai pin e viene utilizzato nei sistemi con manico bolt-on e catenature A-framed o hybrid-X.
E ci incasiniamo un altro po'.

Rispondi
La cosa mi interessa e ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 19/08/2012 ore 15:49:5
La cosa mi interessa e quindi ci riprovo, sperando di non insistere nell'errore.

- Per quanto riguarda l'inclinazione della selletta, l'obiettivo è che la selletta non sia sottoposta a forze longitudinali (nella direzione del manico). Per fare questo, se non ricordo male, la selletta dovrebbe idealmente stare sulla bisettrice dell'angolo alla selletta del triangolo "capotasto-selletta-ancoraggio della corda al corpo della chitarra". Nella pratica, la selletta dovrebbe essere inclinata di circa 10°. Da notare che questa correzione viene parzialmente fatta anche nei violini, dove il ponticello ha una sezione all'incirca triangolare e quindi il suo baricentro è lievemente spostato verso il manico rispetto al punto di appoggio delle corde.

- L'angolo di breakover ottimo dovrebbe (mi ripeto), essere tale per cui, se F è la tensione della corda, la sua componente perpendicolare alla chitarra F x sen (breakover) risulta sufficiente, grazie all'attrito con la selletta, ad evitare spostamenti laterali della corda e allungamenti della coda stessa nella zona tra ponticello e piolini (e tra capotasto e meccaniche, ma questo è OT). Questo potrebbe provocare scordature dello strumento e danneggiamenti della copertura delle corde.
Esempio: faccio il bending di un tono al 12° tasto su un MI basso che a riposo ha una tensione di 8 kg. La tensione diventa circa 10 kg. Se voglio evitare che la corda si allunghi oltre la selletta, la forza di attrito pari a "10kg x sen (breakover) x coefficiente di attrito statico" dovrà essere maggiore di 2kg x cos(breakover). Quest'ultima è la componente che tende ad allungare la corda a causa del bending.
Se il coefficiente di attrito tra corda e selletta è intorno a 0.5 (acciaio-plastica dura), si ha

tg (breakover)=2/5

e quindi

breakover= 21°

Scusate la trigonometria, ma nel delirio di questo thread un seno ci sta, eccome.
Rispondi
Non potendo fare F x ...
di perrynason [user #17170]
commento del 19/08/2012 ore 16:02:55
Non potendo fare F x chiap (breakover) sono d'accordo!
:)
Rispondi
Il mio intento era poetico, ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 19/08/2012 ore 16:05:19
Il mio intento era poetico, e tu butti tutto in vacca ;-)
Rispondi
Hai ragione, sono un insensibile! ...
di perrynason [user #17170]
commento del 19/08/2012 ore 16:18:51
Hai ragione, sono un insensibile!
;-)
Rispondi
MAGNIFICO !
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 19/08/2012 ore 17:15:13
per alleggerire i deliri di noi tutti io ci metterei anche il seno della ferilli o di qualcun'altra!
Rispondi
"Fefè, fa caldo!" (da 'Divorzio ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 19/08/2012 ore 18:14:53
"Fefè, fa caldo!" (da 'Divorzio all'italiana', di Pietro Germi).
Rispondi
Dopo aver letto ...
di beppeferra [user #29294]
commento del 19/08/2012 ore 23:21:41
Dopo aver letto un po' di forum in inglese sull'argomento, mi sembra di aver capito che:
- la funzione del break angle è di fornire una forza perpendicolare alla tavola sufficiente a impedire lo slittamento laterale delle corde sull'osso (come spiegato anche da Cukoo) e a mantenere un buon contatto tra la base dell'osso e il bridge. Per soddisfare entrambe le cose son sufficienti 15°, ma un valore maggiore può aiutare a sopportare pennate pesanti e bending ampi (di nuovo, come spiega Cukoo nel secondo intervento) e a permettere un buon contatto anche nel caso di pickup undersaddle
- l'altezza dell'osso ed il suddetto angolo di break concorrono a determinare il momento torsionale applicato alla tavola dalla coppia di forze opposte, causate dalle corde nel punto di appoggio dell'osso (verso il basso) e nei pin holes (verso l'alto): questo momento di torsione pare che influisca sul volume prodotto e sulla brillantezza del tono. Per questo motivo pare che l'angolo ottimale di break sia tra i 40° e i 45° (Martin docet ...)
- angoli superiori a 45° sono disapprovati, perchè causano uno sforzo eccessivo dell'osso sul bordo anteriore dello slot che può risolversi nella rottura del ponte o dell'osso, a meno che non si inclini l'osso verso i pins ... rimettendo il tutto in discussione.

Comunque, mi sono anche fatto l'idea che le variabili in gioco per capire l'influenza di questi parametri sul suono siano tantissime, rendendo quasi impossibile la costruzione di un modello fisico realistico. Risulta quindi fondamentale la prassi empirica di alcuni liutai, che sperimentano delle innovazioni e ne misurano la validità basandosi sul loro orecchio.
Rispondi
Il ragionamento fila se prendiamo ...
di perrynason [user #17170]
commento del 20/08/2012 ore 02:07:59
Come notavo precedentemente, il ragionamento fila se prendiamo un modello teorico limitato a una sola corda o ad un ponte con la sella parallela alla linea dei pin. Però in realtà le corde sono sei, di diverso spessore e con diversa forza di trazione, e la sella è quasi sempre obliqua rispetto alla linea dei pin, il che produce sei break angle differenti ben visibili anche ad occhio.

E' pure vero che ci sono anche costruttori che adottano la sella parallela ai pin, come Collings e anche Martin, e questo potrebbe rilanciare il tuo modello teorico, ma sembra che la scelta vada sempre e solo in coppia coi manici bolt-on e/o con catenature non standard e sarebbe bello sapere perché! Un altro elemento in gioco?

Poi ci sono costruttori, come Bourgeois, che nei ponti di tipo belly mettono pure i pin a semicerchio di fronte alla sella obliqua, cosa che parrebbe seguire più una motivazione di simmetria estetica, ma che manda comunque a ramengo parecchi discorsi fatti fin'ora. Cosa che avvalora la tua considerazione finale.

Ultima annotazione sul caso delle selle inclinate verso i pin (non perpendicolari al piano armonico).
Con un disegno si potrebbe notare che oltre a controbilancare la forza di trazione delle corde ed evitare cedimenti della sella e della parte anteriore del ponte, l'inclinazione di sella e relativo slot aumenta leggermente la superficie di contatto tra sella e ponte, cosa che potrebbe favorire una maggiore trasmissione delle vibrazioni.
Mah!
Rispondi
OTTIME CONSIDERAZIONI
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 20/08/2012 ore 07:59:08
Fino ad ora le tue considerazioni sono quelle più esaurienti. Visto che i 15° gradi da te "proposti" come valori d'angolo sono di per sé già sufficienti a soddisfare il contatto corda/ossicino evitando slittamenti laterali metterei da parte questo problema come "risolto".
La meta è però quella di trovare l'angolo di breakover più conveniente (aggiungo un parametro: il calibro di un set preso a riferimento e la relativa pressione totale esercitata dallo stesso) per ottenere il massimo volume senza importanti effetti collaterali. Gli angoli adottati da
Martin sono la soluzione più adottata spesso frutto per molti liutai di soluzione empirica. Il bello sarebbe (ed è) arrivare a una formula che, dati alcuni parametri, ci offra anche una soluzione scientifica suggerendoci perchè non è conveniente andare oltre il risultato ottenuto. Una parte della risposta l'hai già data affermando che angoli superiori ai 45° causano sforzo eccessivo aggiungendo però anche il rimedio consistente nell'inclinazione dell'osso che riporterebbe l'angolo a valori più "sicuri".
Rispondi
Approfondendo le mie ricerche in rete ...
di beppeferra [user #29294]
commento del 20/08/2012 ore 09:21:18
ho letto che un liutaio americano di nome Alan Carruth ha compiuto approfonditi esperimenti sulla questione, arrivando alla conclusione che su volume e tono influisce solo l'altezza delle corde sul top (altezza sella + altezza ponte) mentre il break angle risulta ininfluente, purchè mantenga una forza sulla corda sufficiente ad evitare "buzz".
C'è un utente di Ac.Guit.Forum che propone un esperimento piuttosto semplice che avvalora questa tesi: vai al link

Come ho scritto sopra, credo poco nella validità di un modello matematico che fornisca una soluzione tramite una formula, perchè i parametri da considerare sono troppo numerosi (altezza delle corde, scalatura e tipo di corde, altezza della sella e del ponte, forma della sella, materiali utilizzati per sella e ponte, disposizione dei pin, forma del ponte, inclinazione della sella ... ). Sono più propenso a dare credito ad una tecnica sperimentale che vada a verificare oggettivamente (quindi con una rilevazione strumentale, non solo "a orecchio") diverse soluzioni ...
Rispondi
MODELLO MATEMATICO
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 20/08/2012 ore 12:55:46
Vedremo dopo ulteriori scorribande tra forum e ricerche varie se esiste un modello matematico. Per quanto riguarda il rilevamento strumentale è certamente un punto di partenza e, al limite, di conferma, ma a mio modesto avviso un buon orecchio (con alcuni limiti certo) è un rilevatore naturale non indifferente. Il famoso liutaio Charles Fox dopo varie esperienze è giunto anche lui alla conclusione (come Martin e altri d'altronde) che l'angolo diciamo medio (visti i diversi angoli di uscita delle varie corde considerando gli avanzamenti e arretramenti del punto di appoggio con funzione compensatoria) che offre i risultati più vantaggiosi sotto tutti i profili ha valori che si aggirano intorno ai 45°. Superare questi valori non regala nulla in più, né in volume né in timbro. Anzi aumenta gli aspetti negativi. Diamoci sotto e vediamo se riusciamo a tirar fuori una formula che ci fornisca il miglior angolo di breakover.
Rispondi
Mi avete incuriosito, e sono ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 20/08/2012 ore 09:41:55
Mi avete incuriosito, e sono andato a farmi un giretto.
Le interrelazioni tra le diverse componenti che concorrono a distribuire le forze sembrerebbero regolate dalla formula:

F = T * 2 * sin [a * (3.14/180) / 2]

dove:

F = forza verticale esercitata sulla tavola armonica
T = tensione delle corde
a = angolo di breakover

Rispondi
Se andiamo a vedere i ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 20/08/2012 ore 23:49:39
Se andiamo a vedere i momenti delle forze agenti sulla selletta questi sono pari a

Tn= dF x sen (breakover) x cos (a) x braccio
Tt= (F+dF) x sen (a) x braccio

dove dF è la variazione della tensione della corda dovuta al suo micro-allungamento, a è l'angolo tra corda e selletta, braccio è la distanza tra il punto di appoggio della corda e il baricentro della selletta.

Tn è il momento dovuto alla componente perpendicolare alla chitarra della piccola (ma neanche tanto, si arriva anche a qualche Newton) forza dF. Tt è il momento dovuto alla componente lungo la selletta di dF. Da notare che Tt non dipende dall'angolo di breakover.

LA COSA IMPORTANTE è che dF dipende dal tempo e varia ad una frequenza DOPPIA rispetto alla fondamentale. E Tn dipende da dF!

Quindi da una parte avrò l'obiettivo, già discusso, di evitare slittamenti della corda e quindi di avere un sen(brakover) elevato.

Dall'altra parte posso controllare con l'angolo di breakover l'intensità della seconda armonica (bello, no?)

Per il primo obiettivo terrei l'angolo di breakover sui 45°, che già mi assicurano il 70% del volume che avrei ad un improponibile angolo di 90°.
Per quanto riguarda la seconda armonica dipende dai gusti. Continuo a pensare che 15-20° siano un buon compromesso.

Per chi non ci crede: attaccate una acustica con trasduttore undersaddle ad un PC con sound editor e guardate la forma d'onda suonando un MI cantino a vuoto: dovrebbe essere un'onda quadra asimmetrica, ma vedrete tra un picco e l'altro un triangolo. Questo è proprio dovuto alla variazione di tensione dF.

Adesso basta, però. Dacci la soluzione, Maurì.
Rispondi
...
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/08/2012 ore 08:53:48
Eh eh eh ... direi anch'io che è ora.

In rete almeno l'80% elle pagine in cui l'argomento è trattato tcciono sull'ampiezza dell'angolo.
Quelli che forniscono un valore sono abbastanza concordi sui 15°, ferme restando le tue considerazioni sull'incremento di pressione sonora ottenibile aumentando l'angolo fino al valore teorico di 90°.
L'angolo "di compromesso" ideale è giustamente di 15-20°.
Rispondi
CHE BELLO QUEL MAURI'
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 22/08/2012 ore 08:32:31
Il "Maurì" di Cukoo mi ha fatto venire in mente i miei giorni romani in cui mi chiamavano così!+
Abbiate un po' di pazienza, devo interpellare la Sibilla ( la mia poi non è tanto vergine!) e non è detto che "puff" ci dia la soluzione. E' un gran risultato averne parlato e magari continuare chiedendosi perchè le chitarre con attaccacorde a trapezio si accontentano di un angolo inferiore. E' un modo di passare questa estate! Ci sentiamo.
Rispondi
Sei freddo e calcolatore, MAURIZIO! ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 22/08/2012 ore 21:44:36
Sei freddo e calcolatore, MAURIZIO!
Ma va bene così.
Rispondi
Perchè hanno le sellette col ...
di perrynason [user #17170]
commento del 23/08/2012 ore 11:34:34
Perchè hanno le sellette col solco e se vuoi aumentare l'angolo ti tocca mettere l'attaccacorde dentro alla cassa!!!!!!
A' Maurì, ce voi fà rimanè cor fiato in gola?!
:-)))))))
Rispondi
Già, a proposito di sellette col solco ...
di beppeferra [user #29294]
commento del 23/08/2012 ore 22:33:44
perchè sulle acustiche col ponte tradizionale le sellette col solco sono sconsigliate?

e perchè .... ?





e perchè ....?




Rispondi
I GROOVE SULL'OSSICINO A COSA SERVIREBBERO?
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 23/08/2012 ore 23:03:06
Senza contemplare i naturali avallamenti che nel tempo le corde si scavano sull'ossicino, uno può pensare che i singoli groove potrebbero servire per evitare slippaggi laterali. Ma a impedire questo fenomeno ci pensa una corretta pressione della corda. Le pareti dei groove poi potrebbero costituire elementi di "sbattimento" della corda leggermente inibenti le vibrazioni, specialmente nel caso dei bending. C'è chi per abbassare l'azione realizza dei groove. L'intervento è sbagliato. Eventualmente si interviene alla base della sella, con grande precisione se si tratta di una acustica con piezo sotto-sella. Dunque i groove non servono a nulla. A canalizzare le corde e a determibare la distanza fra loro ci pensano il capotasto e i fori dei pin. Quindi..... A proposito di fori dei pin: come la mettiamo con gli obbligati diversi angoli delle diverse corde a causa della diversa distanza da un una sella tradizionale dei fori dei pin delle corde base e dei fori dei pin delle corde doppie?
Immagino mi stia arrivando qualche pomodoro ben maturo!
Felicità!
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Re: Già, a proposito di sellette col solco ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 19/09/2012 ore 09:39:30
Semplicemente non servono a nulla se la pressione della corde è adeguata a farla stare in posizione anche durante un bending. La spaziatura al ponte viene data dalla spaziatura dei fori di uscita delle corde, quelli che ospitano i pin.
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Complimenti perchè...
di nick74 [user #15609]
commento del 22/08/2012 ore 20:11:57
E' uno dei più begli articoli-diari visto da un bel po' di tempo su queste pagine.
Siete-siamo grandi! TUTTI
Rispondi
Bell'articolo complimenti. ...
di solare [user #28804]
commento del 24/08/2012 ore 00:18:25
Bell'articolo complimenti.
Rispondi
Riguardo alla perpendicolarità della selletta ...
di Mr_Pone utente non più registrato
commento del 19/09/2012 ore 08:05:3
Riguardo alla perpendicolarità della selletta sul piano armonico, quando ho acquistato la mia Gibson Bluesmaster (che, essendo una custom shop prodotta in soli 300 esemplari, come recita il certificato che l'accompagna, dovrebbe essere super controllata) notai che l'osso non era perpendicolare. Notai inoltre che il suo alloggiamento sul ponte era sensibilmente più largo. Quindi, nonostante il pomposo certificato, una certa faciloneria mi pare evidente.
E ovvio che, quando si cambiano le corde, la tensione e la pressione esercitata, determinano l'inclinazione dell'osso, data l'imprecisione della sede. Alla prima occasione ho preso un osso più spesso, che presentasse meno "gioco" e me lo sono sagomato a mio piacimento.
Devo dire però che, inspiegabilmente, anche con la selletta inclinata, la chitarra suonava ben intonata e non ho notato particolari cambiamenti montando il nuovo osso. Ma questo aspetto fa parte forse della generale "imperfezione" concettuale della chitarra...croce e delizia dei chitarristi.
Bell'articolo - Complimenti.
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Re: Riguardo alla perpendicolarità della selletta ...
di Maurizio Piccoli [user #26523]
commento del 19/09/2012 ore 09:35:10
L'inclinazione dell'ossicino non è una imprecisione. Sarà largamente spiegato nella seconda parte dell'articolo di prossimissima pubblicazione (l'ho già inviato). Ritengo invece non corretto il fatto che il canale della placca che lo ospita sia più largo. In effetti se si è pensato a un occicino inclinato (che non è male) si doveva pensare anche a una fresatura del canaletto che rispettasse l'inclinazione desiderata per l'ossicino. Con le macchine attuali si può fare tutto.
Abbi un po' di pazienza e leggi a breve la seconda parte.
Buone cose!
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