Amici accordiani oggi la vena creativa non vuole fermarsi. E così, dopo aver raccontato la storia del mio amico chitarrista, ingorgo lo spazio dedicato ai diari per recensire un album pubblicato da una band di ragazze mie conterranee, che con dedizione e tanta energia stanno scalando il difficile pendio del successo. La band in questione si chiama Le Rivoltelle ed il titolo del primo disco pubblicato lo scorso anno è “Donne Italiane”, dalla mescolanza dei quali si può già intuire quella che è la matrice del gruppo e la direzione dello stesso. Non vi riporto qui i dati biografici delle quattro bravissime componenti, bensì quelle che furono le mie impressioni al primo ascolto, posto che conoscevo già il genere del gruppo. Si tratta di una mescolanza di pop, rock, hard rock, ska, reggae e chi più ne ha più ne metta. Un bellissimo esempio di crossover tutto al meridionale. Veniamo al disco: si compone di 14 tracce, delle quali 3 inediti a mio giudizio molto particolari, 10 cover di canzoni ben spalmate nei vari periodi della storia della musica italiana moderna ed un medley dal sapore tutto terrone, nel senso buono della parola, che voi polentoni difficilmente potete “sentire” come noi (ovviamente scherzo). Le loro performance live, che poi sono stato il luogo d’incontro nel mio caso, si configurano come un’esplosione di energia, in cui la tecnica molto affinata di tutte le componenti si miscela alla perfezione con una notevole presenza scenica ed una teatralità ben congeniata e mai banale.
Ma passiamo in rassegna le varie tracce, per l’appunto come se mi ponessi di fronte ad un primo ascolto.
1. – Guarda che luna – Passo felpato e ritmo suadente, sino ad un’inaspettata esplosione di energia, che rimane comunque sempre sotto controllo.
2. – Se bruciasse la città – Alternanza ben bilanciata di sonorità hard rock e quasi funky, con la chitarra che fa la voce grossa nell’occasione.
3. – Italia – Ricorda sonorità molto alla Rino Gaetano, con sapienti incursioni di violino, mentre il testo ci conduce attraverso un rapido tour lungo la nostra penisola.
4. – La notte – Rivisitazione secondo una chiave che ricorda particolarmente sonorità rock italiane, appartenenti agli anni 80’ e primi 90’, con cambi di ritmo del tutto inaspettati.
5. – Tango e stop – Inedito, trascinante, ritmicamente perfetta, dal sapore latino con retrogusto tipicamente italiano. La mia preferita al termine dell’ascolto dell’intero album.
6. – Ma che freddo fa – Mi ricorda sonorità tipiche dei Punkreas, nella loro fase iniziale, con intermezzi degli effetti molto ben dosati ed un basso molto presente.
7. – Dicitincello vuj – tu si na’ cosa grande – Non dico niente se non ascoltatela.
8. – Donne Italiane – Inedito, title track, testo chiaramente di denuncia e riappropriazione del valore della figura femminile, al centro della società italiana. Curiosità: durante le esecuzioni live la canzone è accompagnata da una successione di foto, che ritraggono alcune tra le donne, che so sono distinte per diversi meriti.
9. – Storia d’amore – Anche in questo caso ritroviamo diversi brillanti cambi di ritmo ed i cori sono veramente giusti, sposandosi alla perfezione con il significato del testo.
10. – Se mi lasci non vale – Una partenza da canzone quasi sanremese, mentre poi si resta stupiti delle ritmiche ska e hard rock, mescolate ancora una volta con assoli di violino. Una nota particolare per la voce, che in questo pezzo mi è piaciuta ancor più che in altri, se possibile.
11. – Valentina – Inedito, testo particolare e mai scontato; la chitarra sembra carica di tensione durante l’intera traccia.
12. – Lamette – Rivisitazione quasi punk/rock, che ricorda il sound dei Rancid, più carico ed eleborato, spingendosi verso territori più pesanti nelle fasi “incazzate”.
13. – Sorelle d’Italia – Una sorta di inno rivolto alle donne, che ben si sposa con le tematiche trattate in Donne italiane. In alcuni passaggi mi ricorda altre “regine”. Qui la chitarra si diverte davvero.
14. – Sud jamu medley – Questo non ve lo descrivo, perché bisogna essere delle mie parti per capirlo…E non parlo di dialetto
Penso di avervi detto tutto. Ah no, una cosa che mi ha molto impressionato è che la batterista non perde mai un colpo. Il resto lo trovate sul sito ufficiale. Allego il video di una loro esibizione della mia preferita. Se avete modo di poterle ascoltare non fatevi sfuggire l’occasione, perché meritano davvero.
https://www.youtube.com/watch?v=EHITA_eRPT0&feature=player_embedded