Oggi voglio condividere qualcosa che scrissi in un giorno come tanti, più o meno un annetto fa. Ovviamente si tratta di un testo premattemente autobiografico, al termine di un periodo di involuzione/evoluzione abbastanza lungo. Diciamo che ho cercato in poche righe di descrivere il percorso che ho seguito. Riguardo al titolo, non so, mi sono un po' immedesimato nel personaggio del film omonimo, soprattutto per quanto concerne la parte più oscura e tormentata.
Joe Black
Autunno, ombra d’inverno,
cammina con il sole alle spalle.
Le lacrime cadono dentro,
perché al cielo io volgo lo sguardo.
Ed il piede non batte più a terra,
il passato diventa ricordo.
E’ la mano tesa dal nulla,
rinasco o forse ritorno.
Un aereo di carta trascinato dal vento,
guardami, questa è la mia essenza.
Imprevisto è il mio destino
Perché Oscuro è da dove provengo.
Leggimi in fondo all’anima,
prova a capire chi sono.
Cammello, leone o bambino?
Tempesta conclusa, placato è il frastuono.
La mia mente è una successione infinita.
Ma si, i numeri sono umani.
Conoscermi è molto più semplice
di quanto tu possa pensare.
Sono un libro ancora non scritto,
ti basta imparare a contare.