Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

La mia N° Uno

di aPhoenix90 [user #22026] - pubblicato il 11 ottobre 2011 ore 12:30
«La (lunga) storia di un pezzo di legno»

24 dicembre 2008.

Faceva freddo, come tutte le vigilie di Natale. Forse me ne sarebbe importato qualche cosa, se non avessi finalmente raggiunto la cifra per l'acquisto che mi ero prefissato: una chitarra elettrica. La mia prima chitarra elettrica.

L'idea aveva cominciato a stuzzicarmi nel settembre dello stesso anno, quando mi resi conto di essermi stufato di suonare pezzi elettrici con la chitarra acustica. Acustica su cui tra l'altro avevo mosso le prime note cinque o sei anni addietro, ma che lentamente stava perdendo fascino.

Mio padre mi osservava da giorni, e sapeva tutto. Sapeva tutto perché mi osservava da giorni, non perché gli avessi detto qualcosa. Così nel pomeriggio dopo un semplice scambio di sguardi, mi accompagnò al negozio di strumenti musicali. Il budget era piuttosto limitato, e dopo aver provato quasi una decina di chitarre economiche mi portai a casa una semplicissima Squier Bullet Stratocaster color sunburst.

A posteriori potrei dire un'infinità di cose. Probabilmente non farei più un acquisto del genere. Ma tornare indietro non si può, così come non si può vivere nei se, nei ma e nelle supposizioni.

Quell'anno fu anche il primo anno in cui decidemmo, in famiglia, di non fare più il cenone della Vigilia per soddisfare esigenze di fidanzati, fidanzate, mogli, mariti ecc ecc, tutti intenzionati a passare la Vigilia con le rispettive famiglie. Così passai tutta la sera a suonare: finalmente potevo suonare il riff di "Smoke on the water" con una vera chitarra elettrica...

Poi i mesi passarono in fretta, così nota dopo nota, cominciai a rendermi conto dei limiti delle mie dita e dei limiti della mia chitarra. Dopo quasi un annetto di mondo elettrico, un generoso amico decise che lo strumento con cui avevo suonato fino a quel momento era solo un "pezzo di legno", e mi prestò una Fender Stratocaster standard made in Mexico che non usava praticamente più. La differenza la notai immediatamente, e me ne innamorai subito: era una splendida Stratocaster nera, bellissima e con una voce stupenda. Sperai di doverla restituire il più tardi possibile.

La rivendicò nella privavera del 2010, e gliela restituii. Dovetti però riprendere in mano la Squier deposta nella sua custodia molle in soffitta: quello che trovai, paragonato a quello che ebbi appena lasciato, fu abbastanza desolante: un suono decisamente più piatto e freddo. Ma l'unico che mi rimaneva... o così o pomì.

Nel frattempo però ho cominciato a sviluppare un ampio interesse per il mondo chitarristico, e appresi in poco tempo i come e i perché riguardanti il funzionamento e il settaggio di una chitarra... Nozioni preziose che mi hanno aiutato un poco a trovare il modo di far rendere al massimo quel "pezzo di legno", come l'aveva battezzato il mio amico. Pezzo di legno verso il quale, però, riservavo un discreto e inspiegabile affetto.

Così ho cominciato ad intervenire su action, intonazione, regolazione dei pickups, curvatura del manico, levigazione della tastiera, tutte cose arcinote, banali e parzialmente descritte in seguito.

Devo dire che mi ero grossolanamente accontentato (e rassegnato), tanto che ero ormai in procinto di acquistare una Stratocaster nuova fiammante (con i controfiocchi) per mandare in pensione la Squier........... ma per alcune coincidenze del tutto fortuite e casuali, quest’estate trovai alcune parti di Stratocaster su Ebay a prezzi veramente stracciati (qualche asta e qualche super-occasione). Caspita, sarebbe stato sciocco non averne approfittato :-)

Così con una spesa di poco inferiore ai 100 euro ho deciso di rivoluzionare completamente la mia modestissima chitarra. Provo a descrivervela così com'è adesso (scusandomi per l'inevitabile lunghezza di questo post)...

Liuteria

I legni sono praticamente l'unica componente rimasta tale e quale all'acquisto: il body è composto da ben quattro (!) pezzi di tiglio (?); acero e palissandro (inizialmente rugoso, successivamente liscio-morbido-scorrevole) per il manico. In tutta sincerità mi sembrano piuttosto risuonanti, e sebbene non abbia mai sentito suonare uno strumento con body in tiglio al di fuori del mio, il suono unplugged non è niente male. Particolare, ma niente male.

Quando andai a riprenderla in soffitta, il manico aveva una leggerissima curvatura back-bow (in realtà non è vero: forse era solo eccessivamente dritto) che rendeva impossibile l'utilizzo della tastiera oltre il dodicesimo tasto (pena una frittura mista... o action galattica), ma dopo essere intervenuto sul truss-rod ho imposto una ragionevole curvatura: finalmente posso godermi la tastiera a tutte le latitudini.

La verniciatura non è impeccabile, ma ci si può accontentare. La finitura satinata del manico, però, rende scorrevole l'approccio e non crea problemi con la sudorazione della mano.

Hardware

Il primo acquisto che feci, fu il ponte. Trovai un'occasionissima che mi permise di portare a casa un Fender Vintage Tremolo con misure MIM: perfetto anche per la mia Bullet, che montava già un ponte a sei perni ma il cui funzionamento lasciava parecchio a desiderare (regolare l’intonazione senza perdere le staffe era praticamente impossibile).

Le meccaniche, a mio avviso, erano il più grande difetto dello strumento: impossibile eseguire un bending senza perdere un quarto d'ora a ri-accordare. Grazie a un'asta, sono riuscito a portarmi a casa queste meravigliose "Kluson-style" con bottoncino bianco. Le cercavo da una vita e le avevo messe in lista per un futuro up-grade su una futura Fender Stratocaster... ma a volte la vita ti sorride davvero.

Sono un esemplare prodotto da Jin-Ho, l'azienda che collabora con Wilkinson. Probabilmente sono Wilkinson senza marchio "Wilkinson" ;-)

L’installazione è stata più rapida del previsto: i fori della paletta hanno ospitato precisamente le nuove boccole, e la parte nichelata sul retro copre del tutto i vecchi fori (tranne l’ultimo in alto, mah)

A parte l'estetica, decisamente Sixties, svolgono egregiamente il loro lavoro: precise, sicure, garantiscono l'accordatura anche con un modesto uso della leva del tremolo. Finalmente, aggiungerei.

Il capotasto è rimasto, in via provvisoria, l'originale in plastica. Al prossimo cambio corde deciderò se montarne uno in osso o in ottone.

Elettronica

Questo intervento scaturisce da una maledetta tentazione. Era da tempo che rivolgevo spesso il mio sguardo su un set completamente assemblato in vendita su Axesrus. E alla fine ho ceduto.

I precenti pickups, altro non erano che comunissimi single coil ceramici. Freddi e completamente impersonali, eccezion fatta (forse) per il pickup al manico. A rendere davvero fastidioso l'utilizzo era il selettore, rumoroso e traballino.

Via tutto. Ieri mattina è arrivato il tanto atteso small pack dall'Inghilterra, contenente un set di pickups Wilkinson Early 60s (Alnico V, tutti e tre da 6.4k) sistemati dentro un battipenna completamente cablato. Probabilmente è la stessa elettronica ospitata dalle tanto apprezzate Vintage V6.

Le plastiche sono aged (tendente al crema), mentre il battipenna era un mint green troppo green, tanto che alla fine ho tenuto il mio vecchio bianco a tre strati. Le saldature sembrano ben fatte e il cablaggio ordinato e preciso. Le impressioni sonore sono decisamente positive: finalmente dal mio Vox AC4 ho potuto ascoltare un vero Strat-Tone... Il pickup al manico è morbido, nasale, molto pulito, semplicemente bello. Il pickup centrale (che di solito uso molto poco) mi ha stupito per le possibilità ritmiche che offre, mentre il pickup al ponte (il vero difetto della configurazione precedente) ha finalmente una corposità tutta sua, con un tono vivacemente tagliente e sfacciatamente a suo agio in territori crunch, il che si sposa bene con il carattere tipicamente british del mio amplificatore.

Il suono è ben bilanciato risolvendo finalmente il fastidiosissimo problema dei pickups precedenti, piuttosto sbilanciati sugli acuti e dinamicamente limitati.

I pot sono un poco snodati, devo ancora farci l'abitudine, mentre il selettore è silenziosissimo e robusto.

Considerazioni finali

Ho meditato parecchio tempo se avesse o meno senso "upgradare" uno strumento decisamente economico come il mio. In definitiva, ho trovato il senso laddove sono riuscito ad accaparrarmi alcuni pezzi a un prezzo decisamente basso: il gioco è valso la candela.

L'elettronica ha un certo peso sul risultato qualitativo finale di uno strumento elettrico. Ma certamente (almeno dal mio punto di vista) non è l'unica: su una chitarra nata male, non si possono fare più di tanti miracoli. Così come avrebbe poco senso montare degli autentici Texas Special su uno strumento il cui valore economico supera a malapena i 100 euro. E sicuramente non è un cambio pickups a rendere una chitarra, una chitarra migliore.

E allora bisogna arrangiarsi (e accontentarsi) in qualche modo. Personalmente trovo il set Wilkinson decisamente proporzionato alle mie aspettative e al mio modo di utilizzare lo strumento.

Un altro elemento importante è il fattore affettivo: difficilmente sarei riuscito a separarmi da questo "pezzo di legno", anche perché in fondo avrebbe avuto poco senso venderlo per 50 euro. Visto che probabilmente rimarrà con me a vita, tanto vale intervenire per ottimizzare la sua resa sonora (spendendo una cifra tutto sommato adeguata al suo valore economico).

Certamente non ho trasformato il brutto anatroccolo in un cigno. Ma almeno adesso l’anatroccolo è un po’ più bello... ;-)

... E dato che probabilmente in futuro acquisterò una Telecaster, potrebbe comunque coprire quella gamma sonora tipicamente riservata a una stratoite. Almeno per un po' di tempo ;-)

Quando avrò tempo, allegherò qualche file audio.

 

Buona giornata a tutti,

Andrea.


Dello stesso autore
Setup chitarra e rettifica tasti: dubbi dopo l’intervento (Torino)
Good vibes
Il divano virale
Il vento del cambiamento
Restauri
Acquisto di mezza estate
L'acqua calda
Pianificare il futuro
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964