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G.Soros come "The Comedian"?

di lorenzof [user #17952] - pubblicato il 13 luglio 2011 ore 03:28
Pazzo criminale, plutocrate anarcoide, antieroe nietzscheano? Le facce di uno speculatore enigmatico

George Soros, finanziere statunitense con padre ebreo, conosciuto anche come distruttore di Sterlina e Lira italiana per i pesanti attacchi speculativi del 1992 che portarono tra l'altro alla perdita del 30% del valore della nostra moneta, pare un personaggio assai controverso.

Me ne interesso così, brevemente, e vi riporto in tempo reale il risultato della mia ricerca.

A George Soros, qui in foto, si attribuiscono le parole che seguono:

soros

«Sono certo che le attività speculative hanno avuto delle conseguenze negative. Ma questo fatto non entra nel mio pensiero. Non può. Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore. Non ho neanche l'ombra di un rimorso perché faccio un profitto dalla speculazione sulla lira sterlina. Io non ho speculato contro la sterlina per aiutare l'Inghilterra, né l'ho fatto per danneggiarla. L'ho fatto semplicemente per far soldi».

Un anarcoide penserete voi, che prova a piegare le parole a suo comodo. Questo personaggio tuttavia ha avuto un maestro di un certo pregio, Karl Popper, e viene considerato un filantropo in numerosi contesti: impegnato attivamente nell'abbattimento del regime comunista sovietico, nell'integrazione dei Rom in Europa, critico della politica di GW Bush come nemica della società aperta, addirittura CRITICO DELLA GLOBALIZZAZIONE! Dove

(cito da Wikipedia) , egli afferma che l'attuale sistema di speculazione finanziaria insidia un sano sviluppo economico in molti paesi sottosviluppati. Soros individua la fonte di molti dei problemi della contemporaneità in ciò che definisce come il fondamentalismo del mercato. Il suo porsi in maniera critica nei confronti di molti aspetti della globalizzazione lo hanno reso una figura controversa. Per Victor Niederhoffer : "Soprattutto, George credeva anche allora in una economia mista, in cui operasse una forte autorità centrale internazionale il cui compito fosse di correggere le distorsioni causate da un eccessivo individualismo".

Sostanzialmente questo individuo veste panni moralmente contraddittori, e in un modo spudorato, alla luce del sole; ma siccome non credo sia un'idiota mi chiedo come diavolo agisca, in base a cosa, ammesso di poter dare per scontato un sano equilibrio mentale del soggetto.

Ebbene, senza citare lo Zarathustra o altre cose complicate e nebulose dall'opera di Nietzsche, passo per il personaggio "The Comedian", "il Comico" dal grandioso fumetto "The Watchmen", personaggio in tutto ispirato all'opera del folle di Röcken. Cosa definisce la visione e l'agire de "il Comico"?

Il mondo gli fa schifo, ritiene (dagli torto!) che la società e l'uomo quali sono oggi debbono tramontare, il prima possibile. E allora invece che lamentarsi in pantofole, o lottare contro il male fingendosi il buono che non è, riconosce in sé quella matrice di marcio, la mette in evidenza al parossismo; si getta nella mischia, e veste i panni di una caricatura dello spirito della sua epoca. Caricatura in quanto spinge all'estremo i difetti dell'uomo attuale (forse per fare spazio alla speranza di un uomo nuovo). Questa caricatura permette al male di essere visto in tutta la sua distruttività, operazione indispensabile perché l'uomo si scuota e veda le conseguenze del suo pensiero: il Comico massacra civili in Vietnam e lo fa col sorriso sul volto ma lo sguardo follemente consapevole. Un paradosso, certo. O uno scherzo, "It's all a joke" dice in punto di morte.

Così Soros? Da una parte attacca popolazioni (non solo il sistema bancario), dall'altra quando interrogato sul problema del terrorismo internazionale spiazza così: "Solamente riconoscendo che la guerra al terrorismo non può essere combattuta finanziando la guerra. Dobbiamo, naturalmente, tutelare la nostra sicurezza; ma dobbiamo anche eliminare le ingiustizie di cui il terrorismo si nutre... Il crimine richiede lavoro di polizia, non azione militare."

PS: come ho anticipato non ho approfondito la figura in oggetto, ma parlo sulle tracce rinvenute fin qui.


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Scusate in caso vi siate trovati nell'email un ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/07/2011 ore 04:1
Scusate in caso vi siate trovati nell'email un doppio-triplo avviso di pubblicazione, o un link non funzionante: ogni volta che editavo l'articolo si accorciava un pezzo di titolo e dovevo ricorreggerlo. Credo sia un bug.
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/07/2011 ore 05:4
Un bellissimo (e tempestivo) diario, Lorenzo. Da sempre, ma ancor più in questo inizio di Millennio, la gente di illude sull'imminenza della presa di potere da parte di un sentire comune di alto profilo. Della Giustizia, del Diritto, dell'Etica. In realtà il Mondo, oggi ancor più di ieri, è dominato da una ristretta oligarchia. Ieri era un patriziato di nascita o d'armi, oggi è una ricchezza di famiglia o di ventura. Poche centinaia di migliaia di persone... forse qualche milione. I restanti cinquemiliaridinovecentonovantanovemilioni di umani stanno a guardare (spesso capendoci pochissimo).
Rispondi
Re: :-)
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/07/2011 ore 10:5
Caro Jeb, ci siamo incamminati per la giusta via? Siamo su un tapis roulant, ci tornano sotto i piedi sempre gli stessi problemi, ma ogni volta sono generazioni nuove a dover rispondere in modo attivo, con l'illusione iniziale che le conquiste del passato siano sempre valide, sempre in vigore, sempre utili ed efficaci. Invece dobbiamo riconquistarci a noi stessi tutti i giorni. Non lo si insegna a scuola questo, perché mette in crisi molti miti dell'età contemporanea. Salvo poi non saper spiegare problemi enormi che riememergono. Concordo sulla platea di spettatori che pedalano perplessi. Se non altro certe perplessità vengono a galla più facilmente con la Rete, ma i miliardi di poveri e analfabeti difficilmente postano sui blog.
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/07/2011 ore 17:1
Dico una cosa che so sgradevole, e decisamente impopolare. Ieri sera vedevo delle scene de "La meglio gioventù". Mi ha fatto ricordare i primi anni '70, le lotte operaie, la sinistra studentesca e così via. Ebbene, mi sento di dire che oggi la cultura media del Mondo, ivi compresi i Paesi industrializzati, è spaventosamente decaduta. La maggioranza della gente - per civile, educata e sensibile che sia - ha un grosso debito di conoscenze storiche ed economiche. E' forse aumentato il sapere medio scientifico-tecnologico, ma quello nei rapporti interumani ed in quelli Stato-Cittadino pesa poco. Non stupisce quindi l'andazzo di "panem et circenses" con cui il Potere tiene distratta la base sociale. Non ci sono più gladiatori, ma c'è "Amici". Non ci sono le storie da lupanare, ma c'è Ruby e il bunga bunga. In pratica viene sempre dato in pasto alla gente il gossip, nel senso più lato del termine, affinchè i grandi problemi ed ancor di più gli accordi trasversali non attirino troppo l'attenzione. In questo i blog servono, o servirebbero. Ma troppo spesso anche il loro uso è fazioso e pilotato.
Rispondi
Regole del gioco:
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/07/2011 ore 08:3
"Io non ho speculato contro la sterlina per aiutare l'Inghilterra, né l'ho fatto per danneggiarla. L'ho fatto semplicemente per far soldi." Se il gioco fa schifo non possiamo prendercela con i giocatori ma bisogna cambiare le regole del gioco.
Rispondi
Re: Regole del gioco:
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/07/2011 ore 10:2
Ne sono convinto solo in parte: nella storia non si contano le condizioni in cui le regole del gioco consentono o addirittura incoraggiano violazioni ai diritti fondamentali dell'uomo, e per questo alcuni soggetti o gruppi sociali agiscono apertamente contro le regole del gioco per non violare pincìpi più importanti, mettendo per questo a repentaglio la loro stessa pelle. Ma lo scandalo si spinge ben oltre le norme che regolano un campo dell'attività umana. Nell'affermazione che metto al centro dell'attenzione sostiene "Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore" che è un'affermazione insostenibile sul piano logico in quanto porta a paradossi e ipocrita marcia su quello morale, calata nel contesto del suo pensiero (l'operare come "speculatore" che assume preminenza rispetto a ogni altra considerazione, come se tale ruolo fosse l'esecuzione di un ruolo prestabilito all'interno di ordine divino preesistente, al punto che neanche moralmente ammette alcun dubbio a riguardo = paradosso). Eichmann si difendeva al processo sostendendo di essere imputabile solo di aver adempiuto ai suoi compiti con solerzia, compiti che venivano dall'alto e che non era nel suo lavoro di discutere (= cortocircuitare l'idea di responsabilità delle proprie azioni). Soros non ha ordinato stermini di massa, ma la sua autodifesa è ancora più insostenibile moralmente. PS: cosa ha combinato Soros di tanto grave? Prendiamo solo la più semplice tra le imputazioni possibili, rispetto ai fatti più chiari e conosciuti. Se fai svalutare una moneta del 30% significa che N famiglie non potranno più permettersi medicinali costosi provenienti dall'estero, ad esempio. Quale umano può avanzare il diritto a fregarsene? Quale umano può credere che questa condotta sia incensurabile moralmente? Basta la consapevolezza che le regole siano sbagliate a evitare dubbi morali?
Rispondi
Re: Regole del gioco:
di hivez [user #9272]
commento del 13/07/2011 ore 10:5
Mio papà ha 40 anni di borsa alle spalle, spesso discutiamo di queste faccende, mi ha sempre sottolineato, fino alla nausea, un semplice aspetto: "diffidare dalla finanza che non è al servizio dell'economia reale"
Rispondi
Re: Regole del gioco:
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/07/2011 ore 11:2
Verissimo quello che dici però è anche vero che se infrangi le regole potresti essere punito (il condizionale è più che mai d'obbligo)....il vero schifo è quando esistono regole che ti autorizzano a far del male al prossimo.
Rispondi
Dopo lungo meditare credo che costui sia ...
di hivez [user #9272]
commento del 13/07/2011 ore 10:1
Dopo lungo meditare credo che costui sia semplicemente un fijo de 'na mignotta.
Rispondi
Re: Dopo lungo meditare credo che costui sia ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/07/2011 ore 10:3
Mi suona meglio che "plutocrate anarcoide" :-)
Rispondi
Re: Dopo lungo meditare credo che costui sia ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/07/2011 ore 11:2
......anche perchè il vero significato della parola "anarchia" presume ben altri valori, il primo tra i quali dice che la mia libertà finisce dove inizia la tua. Attualmente si fa un uso decisamente scorretto di questa parola equiparandola a "casino", "violenza", "terrorismo", ecc., ecc.....ultimamente va molto di moda "anarco-insurrezionalisti", termine coniato ad hoc per definire chi non è d'accordo con il potere e lo dimostra.
Rispondi
Re: Dopo lungo meditare credo che costui sia ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/07/2011 ore 13:0
Spetta, qui ho usato -oide proprio per sottolineare la pretesa assenza di qualsivoglia vincoli etici e morali, che non ascolteresti mai rivendicata da un anarchico. L'attrubuto anarcoide per me indica un individualismo radicale e sregolato.
Rispondi
Re: Dopo lungo meditare credo che costui sia ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/07/2011 ore 13:1
Grazie per la precisazione che comunque avevo intuito. ;-)
Rispondi
Quest'uomo è semplicemente un capitalista.
di perrynason [user #17170]
commento del 13/07/2011 ore 11:5
Quest'uomo è semplicemente un capitalista. Dunque la sua missione è aumentare il suo capitale, inteso come potere economico e, di conseguenza, politico. In sintesi: Potere. Per capire cosa significa, secondo me bisogna lasciare da parte la visione un po' romantica dell'imprenditore che fonda una azienda, la fa crescere col suo lavoro, dà lavoro ad altri, si arricchisce ed accresce il suo capitale di investimento. Questa è una figura funzionale al mercato, che deve creare i capitali su cui poi vanno ad agire i veri capitalisti, cioè gli speculatori. Dunque il capitalista è colui che specula sui valori creati dal mercato. Ma la speculazione, per definizione, non può essere soggetta a condizionamenti etici. Se ti poni problemi etici, non speculi (lo spiega chiaramente lo stesso Soros). Detto questo, anche i princìpi etici possono essere usati come armi di competizione per contrastare politicamente i tuoi avversari (altri speculatori come te). Una volta chiusa quella competizione, ne affronterai altre dove, all'occorrenza, impugnerai princìpi o valori diametralmente opposti. Quindi in questo ordine di cose, anche i valori etici sono capitali su cui speculare. Il capitalismo è una forma di gestione della società basata sulla competizione economica. Più la società diventa globale, più il capitalismo ha bisogno di abbattere i valori etici, elaborati da culture diverse, per diventare universale. Dunque deve essere AMORALE! Nella sua amoralità di fondo, il sistema capitalistico ha trovato il mezzo per vincere il confronto con qualsiasi modello sociale. Ora è solo a competere con se stesso. E data la premessa, questa competizione è necessariamente autodistruttiva.
Rispondi
Re: Quest'uomo è semplicemente un capitalista.
di lorenzof [user #17952]
commento del 13/07/2011 ore 13:1
D'accordissimo. Quello che però emerge è che in altri frangenti Soros pare perseguire un progetto politico proumano, stavolta sì molto preoccupato della qualità morale del suo agire.
Rispondi
Re: Quest'uomo è semplicemente un capitalista.
di perrynason [user #17170]
commento del 13/07/2011 ore 16:1
La sua considerazione su guerra e terrorismo potrebbe avere vari risvolti. Uno come lui condanna la guerra solo quando porta più vantaggi ai suoi competitors che a se. E si preoccupa delle ingiustizie che alimentano il terrorismo quando scatenano pericolosi imprevisti nelle logiche di mercato. Ciò non toglie che il personaggio ha un fascino perverso. Ma mi riesce difficile crederlo realmente interessato a progetti "pro-umani". Come lui stesso dice, certe preoccupazioni "non rientrano nel suo pensiero".
Rispondi
Ne abbiamo tanti anche in Italia...
di xstrings utente non più registrato
commento del 13/07/2011 ore 16:5
Più soldi hanno e più ne vogliono, han fatto dell'ingordigia uno stile di vita e credo che molti non riescano neanche a godere realmente dei frutti delle loro speculazioni perché troppo occupati a lavorare per accumulare altro denaro. Non do la colpa al capitalismo in quanto teoria, il problema è l'avidità dell'uomo che sfrutta qualsiasi situazione qualunque essa sia per trarre un profitto personale, se non lo fa con il capitalismo lo attua con altri modi. Senza spingerci troppo in là, osservo i nostri politici di qualunque fazione ed i benefici che traggono grazie ai soldi della gente che si alza ogni mattina alla sant'ora per portare a casa uno stipendio ammesso che sia abbastanza fortunata da avere un lavoro. Loro mi fanno ancora più ribrezzo perché le conseguenze delle loro azioni le hanno SOTTO IL NASO tutti i giorni ma la loro avidità gli fa da paraocchi. Tanti li vorrebbero vedere in galera, io invece vorrei vederli lavorare part time in un call center con 600 € di stipendio al mese, contratto a tempo determinato ed un affitto da pagare!
Rispondi
Diario superbo caro Lorenzo quest'uomo ed ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/07/2011 ore 00:2
Diario superbo caro Lorenzo quest'uomo ed altri pochi mangiano nove delle dieci minestre disponibili e la tua citazione in grassetto delle parole che gli si attribuiscono lo inserisce nella specie dei "caratteriali" citati da Teofrasto che interpreta l'azione come parte del temperamento della persona e non come devianza sostanziale vuole avere denaro solo per essere ricco e presume degli sviluppi ad alto rischio senza soffrire dell'aleatoreita degli esiti in quanto non teme affatto che l'evento finanziario non si verifichi avendo guidato e predisposto le vie dell'azione abbattendo a priori limiti e barriere difensive la sua speculazione non è di tipo Kheinesiano, cioè non contempla l'arte di capire quali saranno gli orientamenti del mercato e l'attività degli operatori ma quella di condizionare alcuni eventi per poter poi interferire a proprio vantaggio come stava per fare qualche anno fa un noto faccendiere italiano che aveva predisposto le cose per "acquistare" letteralmente l'intera nazione belga penso comunque che un uomo solo non possa recare dentro tanta malvagità e che vi siano numerosi "gruppi di pressione" ad alimentare ed acrrescere la sua atavica crudezza d'animo
Rispondi
qualche novità
di lorenzof [user #17952]
commento del 27/07/2011 ore 18:3
Ringrazio te per la ricchezza del tuo commento, che aiuta a definire una figura ambigua, dalla moralità contraddittoria. Colgo l'occasione per riportare due novità: secondo Repubblica, Soros annuncia l'abbandono del suo Hedge Fund e ammette i suoi errori vai al link ma ovviamente non è come sembra. L'azione coincide con una stretta annunciata da Obama sulle attività speculative, un'azione che pare voglia meglio regolamentare l'attività degli Hedge. il 22 luglio però usciva quest'altra notizia: vai al link Altro che affari di famiglia. Carbone, oro, metalli rari: miliardi di ricchezze da sfruttare in Kosovo. Alla faccia della filantropìa. Quanti ricordi... A presto Gwynnett
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