Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

berto e i pesci.. racconto breve..

di janblazer [user #26680] - pubblicato il 01 marzo 2011 ore 23:02

L’alba fresca e nebbiosa, classica delle pianure del nord Italia nei giorni di autunno, cominciava a regalare i primi raggi di sole.Berto, immobile, seguiva con pazienza e attenzione i leggeri impercettibili movimenti del galleggiante della sua canna da pesca. Erano mesi che dava la caccia a una carpa di almeno otto chili. Quel piccolo lago, nato come tanti per procurare la terra alla società che costruiva le rampe dei cavalcavia delle autostrade, era il suo regno. La sua unica grande  vera passione. Lo accudiva, lo puliva dalle erbacce, potava i salici piangenti in modo che le chiome sfiorassero la superficie dell’acqua  arricchendolo con larve e  insetti,  ma soprattutto seguiva il ciclo biologico, la vita dei pesci che nell’evolversi delle stagioni  lo popolavano e si riproducevano. Quando la natura offriva poco da mangiare, Berto  preparava dei pastoni che lanciava dentro al laghetto, e raccoglieva da tutto il vicinato  pane secco che diventava un importante nutrimento per gli abitanti di quei fondali melmosi. Osservare le bolle d’aria sul pelo dell’acqua dei pesci che salivano in superficie  per cibarsi, per lui era una soddisfazione,  una ricompensa alla dedizione e al suo lavoro.Berto era lì, come tante mattine, seduto, infreddolito, col mozzicone di toscano tra le labbra che nervosamente succhiava. Calma piatta, il piccolo galleggiante con attaccato la lenza e  l’ esca di farina di mais e formaggio era immobile e la canna appoggiata a un rametto  a forma di Y conficcato nel terreno staticamente abbandonata alla noia di un’altra  giornata improduttiva. Erano giorni e giorni che non abboccava nessun pesce all’amo . Dal tascapane Berto tirò fuori la colazione del mattino. Non si trattava di merendine o biscotti, ma di un robusto panino con la salsiccia e un altro sfilatino con la frittata fredda. Con la fiaschetta da mezzo litro di vino fece cenno di un cin-cin alle sue carpe e bevve un goccio. Vino e sigaro toscano, che accoppiata favolosa. Il pelo dell’acqua improvvisamente incominciò  a incresparsi. Berto si alzò in piedi, guardò intorno, vento non ce n’era. Di fronte a lui si formarono dei mulinelli  che grandi così non aveva mai visto nemmeno nei filmati di Piero Angela. No, non era possibile, come potevano crearsi delle  onde in un laghetto artificiale ? Qualcosa stava succedendo. Pensò a un terremoto, ma intorno tutto era calmo e nell’autostrada, a poche centinaia di metri le auto e i camion sfrecciavano regolarmente con i fari accesi. La risposta  non tardò  ad arrivare. Una spiegazione dall’impatto terrificante. Berto voleva svegliarsi dall’incubo che lo stava prendendo per mano, ma non si trattava di nessun incubo, era sveglio, purtroppo. Dall’acqua uscirono tre esseri mostruosi. Il corpo era quello di un pesce, con squame grandi e putride, rostri, spine   e pinne, la testa invece ricordava il muso di un cane molosso e incredibilmente per degli esseri usciti dall’acqua , erano dotati di quattro zampe retrattili munite di dita e artigli come un rapace. Il sorgere di un alba da non dimenticare, li rendeva ancor più spaventosi, facendo risaltare il loro corpo bagnato  e luccicante a un  sole nascente che abbagliava la vista.  Si muovevano agili e veloci e in pochi movimenti accerchiarono Berto guardandolo con i loro occhi gialli senza palpebre. Un odore disgustoso li accompagnava. Il più grosso dei tre, aprì la bocca, smisuratamente grande, e un tanfo nauseabondo si propagò nell’aria. Non emetteva suoni, ma Berto cominciò a sentire un ronzio nelle orecchie sempre più forte, sempre più intenso, poi, dopo  un silenzio da “day after”  il brusio si fluidificò trasformandosi in linguaggio. Inimmaginabile, stava comunicando con lui. Dio, quanto avrebbe voluto scappare, correre all’osteria e bere fino a ubriacarsi per dimenticare quest’ultima mezz’ora, ma ormai era lì, inchiodato a quella sponda di lago. Cercò di convincersi che si trattava di  innocui pesci siluro e che  per un attimo aveva avuto le traveggole, ma i pesci siluro li conosceva bene, erano sì, grandi come quegli strani esseri, arrivavano anche a 70-80  chili, ma porca miseria,  non avevano artigli, zampe e la testa da cane. E soprattutto i pesci siluro non parlavano. La  voce ricordava il soffiare di un mantice, ma straordinariamente  comprensibile. Incredibile. Non voleva credere alle sue orecchie. Lo stavano ringraziando. Berto si aspettava che da un momento all’altro gli saltassero addosso e invece gli esprimevano gratitudine per tutto il cibo che aveva portato fino a ora. Senza di lui sarebbero morti, ammettendo che  tutti i pesci del lago se li erano già mangiati da un pezzo. Non avevano più nulla da cibarsi e i loro simili, dallo spazio, sarebbero ritornati a prenderli solo  la prossima luna nuova. Berto, in una frazione di secondo, pensò alla sua carpa da otto chili, alle tinche che per mesi aveva accudito e che da settimane non abboccavano alle sue esche. Per forza non mordevano al suo amo con la polenta, non c’era più anima viva in quel laghetto! Poi l’assurda realtà ritornò in primo piano. Ormai anche un tonto l’aveva capito, quegli alieni, se così si potevano chiamare, erano affamati. Istintivamente, generosamente come un bimbo può fare col compagno di classe,  prese i due panini della colazione, quelli con la frittata e con la salsiccia e li porse  alle strane creature che senza fare complimenti divorarono tutto fino all’ultima briciola. Mangiavano e mugolavano di piacere come cuccioli attaccati ai capezzoli della madre. Tutto ormai poteva succedere e nulla avrebbe più stupito Berto. Un momento dopo, li vide prima raspare per terra e poi accucciarsi e pensò che non erano poi così diversi  dal suo Rocky, il labrador  che aveva a casa che come abitudine  subito dopo mangiato, doveva liberare l’intestino. Non ci voleva credere, Berto non ci voleva credere. Da quel piccolo foro, sotto la pinna caudale, in seguito a quello sforzo  uscivano tante piccole cacchette della grandezza di un fagiolo, lucide e dorate come pepite. Ma che metabolismo avevano questi alieni ? Un’ autoambulanza sull’autostrada, con la sirena al massimo, spaventò a morte la ciurma di esseri squamati, che si rituffarono in acqua scomparendo. Berto prese in mano quegli strani escrementi, li guardò, li soppesò e poi gridò in direzione del lago: “Se son d’oro vi porto da mangiare tutte le mattine!!” Berto non ha voluto  vendere quella strepitosa notizia a un giornale. Far arrivare scienziati, ufologi, esperti di ogni razza e paese  nel suo laghetto voleva dire emettere una condanna a morte. Il pensiero di tradire la fiducia, e la speranza di ritornare nel loro mondo, ai suoi inconsueti ospiti squamati, non l’avrebbe più fatto vivere sereno. Un orefice ha esaminato le particolari cacchette raccolte da  Berto,  che da quel giorno si sveglia ogni mattina alle quattro e si precipita  in cucina fischiando e cantando a friggere uova e a srotolare metri di salsiccia. La diversità è sempre un patrimonio..


Dello stesso autore
Harmony dopo cinquant'anni di soffitta
Jan's Blues by JanDiDoSal..
Sorpresa sotto l'albero..
Logo paletta..
Musica e Parole..
"Biondina" Mr.Pone & Janblazer Duo..
BB King per un minuto.. by Pearly Gates track..
L'importanza del plettro..
Loggati per commentare

I racconti precedenti erano delle perle, ...
di Oliver [user #910]
commento del 01/03/2011 ore 23:1
I racconti precedenti erano delle perle, adesso passi alle pepite? :) Continua a viziarci (e a sorprenderci).
Rispondi
Re: I racconti precedenti erano delle perle, ...
di janblazer [user #26680]
commento del 01/03/2011 ore 23:4
Grazie Oliver.. Questo racconto è stato selezionato e pubblicato in una Antologia.. E' una delle prime soddisfazioni che ho avuto in questo campo.. e sono molto affezionato e riconoscente a Berto.. ;-) Ciao !
Rispondi
Molto bello anche questo... Ormai è un ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 01/03/2011 ore 23:1
Molto bello anche questo... Ormai è un appuntamento fisso: appena ho ricevuto la notifica mi sono precipitato a leggerlo tutto d'un fiato ;))))) Per finire, "Extraterrestre" è una canzone che mi piace moltissimo ;) Ciao!
Rispondi
Re: Molto bello anche questo...Ormai è un ...
di janblazer [user #26680]
commento del 01/03/2011 ore 23:5
Ciao Andrea.. Grazie.. Però.. se vi stufate.. o se sono fuori contesto accordiano.. ditemelo ! Una delle canzoni più riuscite e convincenti del bravo Finardi.. Giovedì vengo in città a fare il tagliando all'auto.. e ne approfitto per cercare un nuovo overdrive.. ;-) Ciao !
Rispondi
Sei un artista!! Grande!! :-)
di antani85 [user #22504]
commento del 01/03/2011 ore 23:2
Sei un artista!! Grande!! :-)
Rispondi
Re: Sei un artista!! Grande!! :-)
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 00:0
Grazie.. Son contento che "Berto" piaccia.. perchè vuol dire che piace il concetto di accettare la diversità.. senza paure.. senza pregiudizi.. Ciao !
Rispondi
Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 01/03/2011 ore 23:3
Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva un pò i toni di Hemingway o poteva prendere la scia di Moby Dick.Insomma c'erano i presupposti.Poi gli Extraterrestri............guarda quelli proprio non me li aspettavo. Molto affascinante.Complimenti!!!!!!!!!!!!!!!! La canzone di Finardi è un ritorno all'adolescenza.Grazie.
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 00:1
Hemingway e Melville sono unici nel creare atmosfere e pathos e il mitico Ernest è stato il mio riferimento letterario per tanti anni.. A volte trattiamo da Alieno chi non è come noi.. o chi non si omologa in questa società che tanto bella in fondo poi non è.. Quelli del racconto però sono Extraterrestri a tutti gli effetti.. come il protagonista della canzone di Finardi.. Hai ragione.. abbiamo fatto un ritorno all' adolescenza.. al 1978.. Forse non tutti sanno che in questo brano al basso elettrico c'è Stefano Cerri.. Ciao Davide e grazie ! ;-)
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 02/03/2011 ore 01:0
Diciamolo!
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 15:3
Stefano Cerri nemmeno si ricorderà di una serata d'estate di quasi quarant'anni fa in un locale di Milano Marittima quando in mezzo al delirio collettivo di tavoli e gente che mangiava e cantava lui ed io suonavamo la chitarra acustica assieme al nostro comune amico Robert che suonava il flauto traverso.. Io me la ricorderò finchè vivo.. è stata la jam session più blasonata della mia vita.. ;-))
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 02/03/2011 ore 23:5
I ricordi non ce li porta via nessuno.Questo è verissimo.
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di janblazer [user #26680]
commento del 03/03/2011 ore 00:1
Ci puoi giurare ! Come ho già scritto a Sepp.. prendendomi del Marzulliano.. Non si vive di ricordi.. ma i ricordi ci aiutano a vivere.. ;-)
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 03/03/2011 ore 00:2
Ovvio!
Rispondi
Re: Dai questo è proprio bello.All'inizio aveva ...
di janblazer [user #26680]
commento del 03/03/2011 ore 00:2
;-)
Rispondi
Che bella storia.......
di bernablues [user #16917]
commento del 01/03/2011 ore 23:3
Da come la hai descritta, potrebbe sembrare quasi una storia vera, e chissà magari lo è......... :-)))))
Rispondi
Re: Che bella storia.......
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 00:2
E' vera fino a un certo punto.. il lago vicino all'autostrada esiste ed è a poca distanza da casa mia proprio come l'ho descritto.. e il pescatore che non prende mai un pesce sono io.. Il resto è tutta fantasia.. se nò sarei ai Caraibi con la pancia al sole e le tasche piene di pepite.. Ciao Berna ! ;-))
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 02/03/2011 ore 00:4
Molto bello, Jan Non sono un critico letterario, ovviamente, ma il tuo racconto, pur nella sua pregevole originalità, è uno straordinario mixing di atmosfere tra H.P. Lovecraft ed Italo Calvino :-)))
Rispondi
Re: :-)
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 01:0
Grazie Jeb.. Mi fa molto piacere essere accostato a Lovecraft, che conosco poco, ma sò che è stato il grande ispiratore di Stephen King e di Calvino che ha fatto della fiaba e dell'allegoria il suo mondo fantastico.. Ecco adesso mi è scattato il trip di Lovecraft.. cercherò qualcosa in libreria per colmare questa mia lacuna.. Sono un maledetto lettore e compratore compulsivo.. ;-)) Ciao !
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 02/03/2011 ore 01:1
Se posso permettermi, ti consiglierei le raccolte antologiche: Howard Phillips Lovecraft - Tutti i Racconti 1897-1922 Howard Phillips Lovecraft - Tutti I Racconti 1923-1926 Howard Phillips Lovecraft - Tutti i Racconti 1927-1930 tutte e tre a cura di Giuseppe Lippi. E' l'opera omnia dei racconti brevi, in cui in realtà c'è tutto Lovecraft ed il gotico americano. La prima parte del tuo racconto lo ricorda molto, soprattutto nelle scelte degli aggettivi orripilanti per la descrizione dei mostri. C'è però, rispetto a Lovecraft, un geniale anticlimax che parte dalla "umanizzazione" del mostro (non tanto per la sua indubbia civiltà - egli ringrazia Berto - quanto per la sua umanissima e non feroce fame), per culminare nella bellissima trovata delle cacchette d'oro. E qui c'è a mio parere una via tutta italiana (o dovrei dire mediterranea) al fantasy. Che non a caso mi ha ricordato Calvino. Lo ripeto, Jan. Un racconto di grande qualità.
Rispondi
Re: :-)
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 10:0
Ciao Jeb.. Grazie mille.. Mi son segnato le tre raccolte di Lovecroft.. Il racconto breve non è terreno in cui si cimentano in tanti.. Ho letto abbastanza di scrittori italiani, da Carlotto ad Ammaniti, da Faletti a Lucarelli e tanti altri più o meno conosciuti, ma nel panorama letterario mondiale non ho mai trovato molto materiale, a parte Hemingway , Palahniuk, Fante e Bukowski.. Le tue considerazioni mi lasciano felicemente a bocca aperta per come sei riuscito a leggere dentro ai personaggi e alla trama del racconto flash, e fa gonfiare la mia coda di pavone in modo esagerato. Una recensione così non capita tutti i giorni.. è un peccato non averla avuta in quarta pagina al tempo della pubblicazione.. ;-) Un cordiale saluto.. Ciao !
Rispondi
Grazie Gian
di stefano58 [user #23807]
commento del 02/03/2011 ore 07:5
della serie cotto e mangiato , peccato che l'ho letto solo stamattina ( ieri ero cotto io e sono crollato ) però devo dire che è un bell'inizio di giornata con questi tuoi racconti brevi sempre avvincenti.E poi io sono un'appassionato di fantascienza , il 70 % di quello che leggo si può ascrivere a questa forma di letteratura . Quindi.....Again and again , Red ;-))))))))
Rispondi
Re: Grazie Gian
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 10:3
Anche io ieri sera ero cotto e crollato.. poi quando ho letto il tuo invito a pubblicare un nuovo racconto mi son caricato e ho tirato avanti fino all’una tra risposte ai commenti e video di blues.. Dal punto di vista letterario la fantascienza mi piace.. dal punto di vista cinematografico invece non mi convince molto perché la spettacolarità molte volte prende il posto alla poesia.. Ciao Stefano.. Un salutone.. Red ringrazia.. ;-)
Rispondi
A me sembra una bella rivisitazione della ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 02/03/2011 ore 15:5
A me sembra una bella rivisitazione della favola del ciuchino caca-zecchini. Con un po' di moderno disincanto: là un familiare asinello, qui solo gli alieni possono cagare oro, e solo se adeguatamente nutriti. Giusto il lieto fine! Se ne stettano e se la godettano E a me nulla mi dettano.
Rispondi
Re: A me sembra una bella rivisitazione della ...
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 16:3
E da lettore curioso e insaziabile, aiutato dall' ormai insostituibile internet, ho trovato la favola del ciuchino caca-zecchini, del tovagliolo e del bastone.. che sinceramente non conoscevo.. Anche quella è una storia a lieto fine.. con bastonatura finale dell' Oste che si approfittava dell'ingenuità del povero bambino.. Mi è piaciuta molto.. come del resto trovo molto gradevole e sotto certi aspetti, moderna e sempre attuale tutta la tradizione letteraria popolare. Ciao ! ;-)
Rispondi
No Jan, non ci stufi affatto! Mi è piaciuto ...
di sepp [user #10489]
commento del 02/03/2011 ore 16:5
No Jan, non ci stufi affatto! Mi è piaciuto soprattutto il finale. ; )
Rispondi
Re: No Jan, non ci stufi affatto!Mi è piaciuto ...
di janblazer [user #26680]
commento del 02/03/2011 ore 20:0
Grazie Sepp.. Allora.. la prossima settimana ne posto un altro.. Un finale dorato.. e d'oro dovrebbe essere anche il rispetto per il nostro prossimo.. A volte gli Alieni per noi sono i vicini di casa.. senza dover andare su un altro pianeta.. Ciao ! ;-))
Rispondi
Scrivere per alcuni è mettere a nudo la ...
di Mr_Pone utente non più registrato
commento del 03/03/2011 ore 11:3
Scrivere per alcuni è mettere a nudo la propria anima, per altri è un lavoro che richiede tanta preparazione e cultura alle spalle e una costruzione attenta del linguaggio. Nonostante ciò, vi sono testi, sia d'un tipo che dell'altro, che mi prendono dopo due righe, altri, anche ben scritti, dove la lettura si trascina stancamente e che non riesco a finire. E' un mistero capire qual'è il meccanismo di "acchiappo" Il tuo racconto è gradevole. L'ho trovato però, è una sensazione bada, un po' troppo "ricco". Per caso hai provato a limarlo, tirare via, arrivare all'essenzialità? E' un esercizio per sperimentare quanto il tessuto narrativo regga, quanto il personaggio sia dotato di vita propria.
Rispondi
Re: Scrivere per alcuni è mettere a nudo la ...
di janblazer [user #26680]
commento del 03/03/2011 ore 14:2
E' vero quello che dici. Una leggera potatura molte volte cambia completamente volto a un racconto, a una canzone, a un quadro. Il racconto breve è nato tanti anni fa per riempire angoli di giornale orfani di pubblicità e notizie e, dopo una lunga agonia, ultimamente è ritornato in auge sia sui settimanali, sia su raccolte e antologie in cui, a nomi di scrittori importanti si affiancano giovani autori esordienti. Il merito di questa rinascita, è di internet e della cultura di questi ultimi anni del mordi e fuggi. La gente ha fretta, ha sempre meno tempo per fare tutto.. Sigh.. Il navigante in rete mediamente non si ferma più di tre minuti su una pagina, la sindrome da click di mouse fa si che l'intrattenimento se è troppo lungo viene abbandonato per strada, perciò il racconto deve stare dentro a quella clessidra virtuale, a quell'implacabile metronomo che a un certo punto dice stop. Sono gli stessi editori che fissano il numero massimo di battute e cartelle in concorsi letterari e manifestazioni simili. Però a parte questo preambolo, si sta parlando di tagliare, di limare. Sul racconto di "Berto" qualche raspata si potrebbe dare, ne guadagnerebbe sicuramente in fluidità e scorrevolezza, come dici tu. Essendo un racconto già inserito in antologia e pubblicato, non sò se sia corretto rivisitarlo apponendo dei cambiamenti. Ho un dubbio in merito. Quello che hai scritto è importante per me. Rileggendolo oggi per la millesima volta ho trovato un po' di fogliame da ripulire. Mi servirà sicuramente per il futuro tenere in considerazione le tue impressioni. Grazie e un saluto! Gian
Rispondi
Bravo! Anch'io mentre leggevo la descrizione ...
di dave1975 utente non più registrato
commento del 03/03/2011 ore 22:2
Bravo! Anch'io mentre leggevo la descrizione degli alieni pensavo a Lovecraft e ai suoi mostri. O anche ad alcuni racconti di Stephen King dei primi tempi. Continua così. P.S. Allora, l'overdrive?
Rispondi
Re: Bravo!Anch'io mentre leggevo la descrizione ...
di janblazer [user #26680]
commento del 03/03/2011 ore 23:5
Ciao Dave.. Ormai conoscere Lovecraft e i suoi racconti è diventato un imperativo.. la curiosità e la voglia di scoprire un nuovo autore mi solletica molto.. Grazie per i complimenti.. E veniamo all'overdrive.. Oggi pomeriggio sono andato dal mio "spacciatore" di chitarre e ho provato il TS9 dell'Ibanez e il Drivetrain di GarageTone.. Imbarazzante.. Erano collegati a un ampli valvolare potente e una telecaster che non era la mia.. e il negoziante dopo una bellissima permormance di blues e rock me li ha fatti provare.. Mi sono emozionato.. Le mie dita si son trasformate in rametti di legno e ogni corda che sfioravo produceva rumore.. non musica.. Ho capito almeno quattro cose importanti più altre meno rilevanti.. 1) a suonare sono una pippa.. 2) un estraneo che mi ascolta mi fa emozionare tantissimo e sbagliare ancora di più.. 2) un ampli valvolare non perdona l'errore o l'imprecisione.. il mio Roland invece chiude un occhio su tante cose.. 3) L'overdrive serve solo se settato bene.. Comunque ho comprato il GarageTone.. una volta a casa l'ho collegato al Roland Cube.. settato drive a ore 8.. treble a ore 3.. bass a ore 12 e volume a ore 5 e viene fuori il suono che mi piace.. leggermente sporco.. Ciao !
Rispondi
Re: Bravo!Anch'io mentre leggevo la descrizione ...
di dave1975 utente non più registrato
commento del 04/03/2011 ore 22:1
:-) * 1) a suonare sono una pippa.. 2) un estraneo che mi ascolta mi fa emozionare tantissimo e sbagliare ancora di più.. 2) un ampli valvolare non perdona l'errore o l'imprecisione.. il mio Roland invece chiude un occhio su tante cose.. * Niente di irrimediabile! Non conosco quel pedale, ma se piace a te siamo a posto! Ciao
Rispondi
Re: Bravo!Anch'io mentre leggevo la descrizione ...
di janblazer [user #26680]
commento del 04/03/2011 ore 23:3
Yes.. l'ho provato anche questa sera.. e a casa da solo con la mia attrezzatura settata come voglio io.. non faccio così schifo.. Ciao Dave ! ;-)
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964